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IP-88.39.58.193 |
giovedì 1 luglio 2010 |
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MONICA |
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FIRENZE |
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Permessooooooooooo fate postoooooooooo Buon pomeriggio muro!  |
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IP-93.65.17.43 |
lunedì 28 giugno 2010 |
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SALVO |
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da
VARESE |
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Un saluto a tutti i fratelli messinesi  |
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IP-89.97.217.130 |
lunedì 28 giugno 2010 |
ore10.48 |
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Tobias-Gr |
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da
ROMAGNA |
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PRINCIPESSAAAAAAAAAAA  |
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IP-151.49.42.188 |
lunedì 28 giugno 2010 |
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MONICA |
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da
FIRENZE |
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oh io un ce la fo più a tener su tutti questi mattoni del muro .... Principe meno male tu ci sei te che tu mi dai una mano .... avanti un altro .... posto ai nuovi .... Presidente te tu te n'approfitti troppo un si può far sempre le veci del padrone di casa!!!... fatti vedere qualche volta e non star fisso sulla spiaggia di Contesse, con granita e mezza con panna a rimorchio .... qualche volta dovrai pur darti da fare sul muro a dopo .... a domani .... fossi ....  |
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IP-151.49.42.188 |
lunedì 28 giugno 2010 |
ore09.54 |
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MONICA |
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da
FIRENZE |
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SEMPRE LA STESSA STORIA Adesso vien da pensare a cosa ci racconteranno. A riguardo della tecnologia che non può aiutare questo sport sempre meno gioco e sempre più business, e anche a riguardo di quello che era il più alto rappresentante della categoria arbitrale italiana. Andiamo con ordine. E con estrema pazienza, visto che è sempre la stessa (insopportabile) storia. Dopo gli ottavi di finale andati in scena oggi, verrebbe voglia di presentare al Dott. Blatter l'intera lista dei brevetti registrati negli ultimi 44 anni. Chissà cosa replicherebbe, il capo-mastro della FIFA, di fronte a quanti e quali meraviglie la tecnologia è riuscita ad ispirare e rendere realtà con l'evolversi del progresso. Roba da fantascienza, a immaginarla nel 1966 quando l'Inghilterra, con un gol fantasma sulla linea, ci guadagnò un Mondiale. Nessuna speranza, tuttavia, di essere ascoltati. Sia mai. Nostra signora, la discrezionalità dell'arbitro, deve necessariamente restare imperante. Hai visto mai che, poi, taluni interessi non possano essere tutelati con la dovuta cautela. Roba che, ai tedeschi per intendersi, ormai i regali li confezionano in coppia. Dalla Champions di Klose, al Mondiale di Lampard la svista è servita. Con crauti di contorno. "Andiamo avanti così, facciamoci del male", citazione di morettiana memoria quantomai scontata, e magari auguriamoci che l'influenza inglese nell'International Board possa cambiare qualcosa. Agli inventori del calcio, c'è da scommetterci, quella di oggi non andrà giù facilmente. Di certo, di questo passo, questo calcio non avrà più la minima credibilità. Figuriamoci di fronte a milioni e milioni di spettatori (inclusi quelli presenti negli stadi sudafricani dove sui maxi schermi va in scena la finta moviola, nel senso che gli arbitri non possono usufruirne) sparsi in tutto il mondo. E poi ci siamo noi, gli ex azzurri campioni del mondo. L'Italia. Quelli che guai a prenderci in giro, altrimenti ci arrabbiamo. Completiamo il quadro Sudafrica 2010 con una nuova prestazione esaltante e degna di tale nome. Peraltro in perfetta linea con quanto mostrato da Cannavaro e compagni. Rosetti, considerato il miglior arbitro italiano e per questo chiamato al Mondiale (e pensare che c'era già chi era pronto a scommettere su un eventuale arbitraggio in finale) ci regala questa perla indimenticabile tanto simile a quel che la Fiorentina ha dovuto ingoiare nella notte del paffuto Ovrebo. Rosetti come Ovrebo, si diceva, e Ayroldi come Nebben. A giudicare da quel che, poi, è accaduto ai fischietti norvegesi, forse, per il povero Rosetti l'esperienza al Mondiale si chiude qui, ma siamo certi che le ripercussioni a livello internazionale (figuriamoci quelli di casa nostra) saranno relative. Quale consolazione in questa valle di lacrime? Forse una. Se è vero che i cattivi risultati hanno spazzato via gli strascichi del passato, l'arrivo di Prandelli in Nazionale è garanzia di un'immagine quantomeno diversa se non anche di un gioco migliore, chissà che anche qualcuno in Italia si sia domandato come possa il miglior arbitro Italiano (Rosetti, non Ovrebo...) non vedere un fuorigioco come quello di Tevez. Magari smetteranno di considerarlo il migliore degli italiani.
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IP-151.49.42.188 |
lunedì 28 giugno 2010 |
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IP-89.97.217.130 |
lunedì 28 giugno 2010 |
ore09.02 |
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Tobias-Gr |
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ROMAGNA |
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Citta' di Messina, una nuova offerta per la D Aumenta l'insoddisfazione della piazza: e' arrivato il momento di cercare con insistenza la svolta Un passo indietro di quindici anni. Ricordate a metà degli anni '90? La Messina del pallone vivacchiava tristemente tra i polverosi campi dei dilettanti con due squadre. Una, l'As Messina, nell'allora Campionato Nazionale Dilettanti. L'altra, la Peloro, ambiziosa ma ancora poco considerata, in Eccellenza. Sappiamo tutti com'è finita: la "povera" As è scomparsa in poco tempo, la meglio strutturata Peloro, che inizialmente non godeva delle simpatie dei tifosi, scalò le categorie raggiungendo, dopo un cambio di denominazione, la massima serie in otto stagioni. Se non è record poco ci manca. Oggi lo scenario sembra esattamente quello di tre lustri fa. Una squadra, l'Acr, nel massimo campionato dilettantistico. E un'altra, il Città di Messina sorto dalle "ceneri" del Camaro, che con un cuore tutto messinese punta a rilanciare il calcio giallorosso. L'unica differenza è che, attualmente, la squadra che milita nel campionato maggiore non ha l'appoggio dei tifosi che hanno contestato la società non più tardi di due giorni fa perché stanchi delle solite promesse non mantenute dopo due stagioni di umiliazioni sui campi di Sicilia, Calabria e Campania. La domanda nasce spontanea: a che serve la "rivalità" tra due squadre che rappresentano la stessa città? È già troppo tardi per sperare nell'unione delle forze economiche delle due società peloritane per costruire un solo grande Messina? L'idea, inutile nasconderlo, c'è e nei prossimi giorni non è escluso che i soci del Città di Messina, che stanno lavorando già da alcune settimane per la costituzione della nuova società e l'allestimento di una squadra capace di approdare in dodici mesi in serie D, chiedano ai vertici dell'Acr un nuovo incontro per vedere se esistono ancora i margini di una nuova trattativa. Sia chiaro: le possibilità sono basse visti anche i tempi ma il tentativo andrebbe fatto per accelerare il processo di rilancio del calcio peloritano e tendere la mano a una tifoseria spiazzata dai recenti eventi. Le due società nei giorni scorsi hanno già svelato i propri programmi ma perché, per il bene di una città che fino a qualche anno fa viveva di pane e pallone, non giocare la carta di un'unica squadra pronta a dare l'assalto al calcio professionistico? In silenzio ci si muove e non è escluso che nei prossimi giorni qualcosa di concreto possa realmente accadere. Perché unire le forze vorrebbe dire guadagnare una stagione e permettere a una società più forte, con la passione degli imprenditori-tifosi messinesi, di puntare alla Lega Pro con la spinta di una città oggi divisa da due realtà esattamente come quindici anni fa. Il tentativo di unire le forze, in verità, c'è già stato nelle scorse settimane. Esattamente prima che gli imprenditori messinesi optassero per acquisire il 70% delle quote del Camaro e avviare il progetto-rilancio dal campionato di Eccellenza. Alcuni rappresentanti dell'attuale Città di Messina incontrarono, a Milano, Arturo Di Mascio, finanziatore dell'Acr e, da due giorni, ufficialmente anche il nuovo presidente. Alla base dell'incontro in terra lombarda, appunto, la possibilità di ingresso dei soci nella società che milita in serie D. Bastarono pochi minuti di colloquio tra le parti per capire che il progetto, almeno nella prima puntata, non poteva decollare. I soci messinesi chiedevano la maggioranza delle quote - si parla del 60% - mentre la proprietà dell'Acr non offriva più del 40% (si parla alla simbolica cifra di un euro) e la presidenza. Su queste basi l'affare saltò ma non è detto che, nei prossimi giorni, non si possa riprendere la trattativa con un passo indietro delle parti. Una sola anima per puntare tutti dritti verso il ritorno nel calcio professionistico. Una speranza che potrebbe prendere consistenza prima che sia troppo tardi. Ne guadagnerebbe la città e quei tifosi sempre più confusi e stanchi di mandar giù bocconi amari. Sembra di assistere a un film già visto ma l'attuale situazione rischia di penalizzare una città che non merita altri schiaffi. di Marco Capuano (28 Giugno 2010) Tratto da: La Gazzetta del Sud |
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lunedì 28 giugno 2010 |
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ROMAGNA |
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Citta' di Messina, Bottari dg in pectore. La panchina il primo nodo da sciogliere foto di Giovanni Isolino L'ingaggio del dirigente reduce da tre promozioni consecutive a Milazzo dovrebbe essere ufficializzato a breve. Si valuta un'eventuale conferma di Gaetano Accetta, che con il Camaro ha conquistato due promozioni e tre qualificazioni ai play-off. Si pensa anche a Saro Foti, che ha vastissima esperienza in categorie superiori. In attesa della composizione del cda, il "Città di Messina srl" non ha ancora ufficializzato le prime scelte operate in sede di mercato. Sembra comunque scontata la designazione del messinese Benedetto Bottari come nuovo direttore generale. Il dirigente reduce da tre promozioni consecutive con il Milazzo ed in precedenza da un'altra esperienza positiva a Villafranca avrebbe vinto il ballottaggio con Ciccio La Rosa, in corsa per una conferma alla Salernitana, nel ruolo di consulente di mercato. Bottari non ha mai nascosto la sua predilezione per il 4-3-1-2, il modulo tanto caro a Gaetano Accetta. La sua eventuale conferma sarà il primo nodo da sciogliere in vista di un campionato di Eccellenza che come al solito si preannuncia competitivo. Il dg in pectore ed il consulente di mercato Domenico Chiofalo dovranno decidere se dare ancora fiducia al tecnico che con il Camaro ha conquistato due promozioni, portando i messinesi dalla Prima Categoria all'Eccellenza, e tre qualificazioni ai play-off consecutive, dopo un secondo e due quarti posti, con formazioni che non erano certo le più attrezzate. In caso di fumata nera, la società punterà su un allenatore già pronto per la serie D, categoria che la squadra dovrà forzatamente conquistare sul campo. In quest'ottica sarebbe già stato sondato il terreno per Saro Foti, 53enne con vastissima esperienza tra i professionisti, in C1 e C2, sulle panchine di Acireale, Atletico Catania, Juve Terranova, Vittoria, Igea Virtus, Ragusa, Melfi e Fidelis Andria. Il tecnico nell'ultimo triennio ha allenato l'Acicatena, la squadra della sua città, che dopo la recente retrocessione dalla D potrebbe non prendere parte al prossimo torneo, per via di una grave crisi societaria. Foti non è mai sceso in Eccellenza, categoria che Accetta conosce sicuramente meglio. Per ciò che concerne le possibili rivali in ottica promozione, non baderà a spese il Noto, fermatosi nella finale nazionale dei play-off dopo aver allestito una corazzata. I granata stanno corteggiando Tindaro Calabrese, attaccante che aveva trascinato il Milazzo in serie D a suon di reti e che potrebbe interessare anche al Città di Messina. Saranno sicuramente competitive anche Vittoria e Ragusa, reduci da un campionato di vertice e da un passato illustre in categorie superiori. Dovrebbe essere una realtà ambiziosa anche il Biancadrano, che sta nascendo dalla fusione del Biancavilla, che quest'anno ha sfiorato i play-off, e dell'Adrano, appena retrocesso dalla D ed al pari dell'Acicatena in difficoltà economica. |
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IP-89.97.217.130 |
lunedì 28 giugno 2010 |
ore09.01 |
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Tobias-Gr |
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ROMAGNA |
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Salgono a 37 i soci del rinnovato Camaro. Cda e stadio ''Celeste'' restano le priorita' Nell'ultima settimana si sono registrate una decina di adesioni alla compagine che ha fondato il "Città di Messina srl". Alcuni imprenditori potrebbero affiancare la società con piccole sponsorizzazioni. Programmato un sopralluogo nell'impianto di via Oreto per quantificare i costi da sostenere per l'ottenimento di un'agibilità parziale. Prova a spiccare il volo il rinnovato Camaro, che rispetto al recente passato beneficia del supporto di forze fresche, più affidabili rispetto a quelle rappresentate da alcuni sponsor del Nord Italia che non hanno rispettato gli impegni presi l'estate scorsa. Sono 25 i professionisti e gli imprenditori che hanno inizialmente affiancato i Chiofalo, rilevando il 70% del neonato "Città di Messina", srl della quale manterrà il 30% proprio la famiglia che per sedici anni ha guidato il club peloritano. Nell'ultima settimana si sono registrate una decina di nuove adesioni che quindi dovrebbero portare a 37 il numero dei soci complessivi e dare ulteriore liquidità ad una società che sogna di centrare in un biennio l'approdo tra i Professionisti, ma dovrà comunque affrontare il probante test rappresentato dalle insidie tipiche dei campi in terra battuta dell'Eccellenza. Alcuni piccoli imprenditori si sono invece dichiarati disponibili a supportare il "Città di Messina" con qualche sponsorizzazione, che sarebbe comunque utilissima alla causa. Proprio la corposità dell'operazione richiederà ancora qualche giorno di tempo prima della definizione del cda. Per ciò che concerne l'organigramma la presidenza potrebbe essere affidata a Elio Conti Nibali, ex arbitro di calcio, presidente dell'Associazione Nazionale Promotori Finanziari. Mentre per la vice-presidenza potrebbero essere presi in considerazione i nomi di Niki Patti, già responsabile della gestione sportiva del FC Messina, tra i fondatori del "Comitato Amici di Franco Scoglio", e dell'imprenditore Gaetano Chiofalo, fratello di Domenico, per il quale si configura il ruolo di consulente di mercato, al fianco del direttore generale che sarà con ogni probabilità Benedetto Bottari. Chiusa la parentesi societaria, la priorità sarà ovviamente rappresentata dalla risoluzione della querelle legata allo stadio "Giovanni Celeste". Programmato un sopralluogo nell'impianto di via Oreto per quantificare i costi della messa a norma. Chiofalo ha affidato ad alcuni ingegneri il compito di verificare la correttezza della stima secondo la quale sarebbero sufficienti 200.000 € per ottenere l'agibilità parziale della Tribuna Coperta e della Tribunetta Valeria, destinata alle tifoserie ospiti. Il sindaco Giuseppe Buzzanca ha parlato invece di due milioni di euro da investire, riferendosi alla riapertura completa di un impianto nel quale andrebbero installati i tornelli, un sistema di video-sorveglianza e realizzata un'area di pre-filtraggio. Correttivi imposti dal Decreto Pisanu. |
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IP-89.97.217.130 |
lunedì 28 giugno 2010 |
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Tobias-Gr |
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da
ROMAGNA |
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Messina, esplode la rabbia dei tifosi Durante la conferenza di presentazione del nuovo organigramma i sostenitori giallorossi hanno manifestato duramente il loro dissenso. Esplode la rabbia dei tifosi del Messina. La conferenza di presentazione del nuovo organigramma dell'Acr ha palesato tutto il dissenso che è figlio di innumerevoli scelte sbagliate: i tifosi non credono più ai proclami di riscossa di "Di Mascio & company". E lo hanno detto senza mezzi termini. Nel frattempo, lo stesso Di Mascio è divenuto presidente. E l'allenatore, come annunciato da tempo, sarà Sergio Campolo che, per altro, non ha ancora firmato il contratto ed è stato anch'egli beccato dai tifosi. Il dg sarà Antonio Ciccarone, con Daniele Muscariello ds. Nei quadri societari anche Giovanni Santodonato, delegato a tutta una serie di iniziative destinate a giovani, disabili e anziani. Dal 21 luglio il ritiro umbro di Trevi. (28 Giugno 2010) |
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IP-89.97.217.130 |
lunedì 28 giugno 2010 |
ore09.00 |
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Tobias-Gr |
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da
ROMAGNA |
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BUON GIORNO
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sabato 26 giugno 2010 |
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IP-151.49.28.178 |
sabato 26 giugno 2010 |
ore19.54 |
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MONICA |
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FIRENZE |
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buona serata muro! stasera si va alla notte bianca in oltrarno ... piazza santo spirito piazza del carmine .... un pullulare di festa vera, calda |
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IP-151.49.28.178 |
sabato 26 giugno 2010 |
ore19.52 |
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MONICA |
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da
FIRENZE |
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MARCELLO LIPPI, voto 3: Il CT viareggino è riuscito in un'impresa titanica: far dimenticare la vittoria del 2006, tramandando ai posteri l'immagine di un tecnico perdente, incapace, arrogante, antipatico, fazioso, impreparato e pure invecchiato. Povero Marcello, il suo pezzo forte era la somiglianza con Paul Newman (celeberrimo attore di Hollywood) ma i patemi e le sofferenze del Sud Africa lo hanno prostrato fino a rivelarne inclemente il passare del tempo. Mani tra i capelli, occhiaie che saltavano fuori ad ogni piè sospinto, un'espressione vuota, preoccupata, a tratti spaurita ed impaurita. E poi quella frase che, personalmente, non sopporto e non perdono..."Mi assumo tutta la responsabilità della sconffitta..." Troppo tardi, e sopratutto troppo facile. Ma da uno che somiglia a Paul Newman il cui capolavoro cinematografico è: "Lo Spaccone", che ti vuoi aspettare? L'ITAL-JUVE, voto 3: Allora vediamo... Buffon, Cannavaro, Chiellini, Marchisio, Camoranesi, Iaquinta...e adesso pure Pepe (comprato dall'Udinese a 12 milioni di euro...complimenti!) Un tempo andavano di moda i "blocchi": c'era quello dell'Inter (Sarti, Bugnich, Facchetti...), quello della Juve (Zoff, Gentile, Cabrini, e poi Scirea, Causio, Tardelli, Rossi...), fino a quello del Milan (Maldini, Baresi, Costacurta, Ancelotti, Donadoni, Massaro...) Oggi c'è quello di un'altra Juve, 7° in campionato, 15 sconfitte rimediate ed una pochezza tecnica imbarazzante. L'Ital-Juve l'ha voluta Lippi, l'ha avallata Abete, ha ridicolizzato tutta l'Italia del calcio. E allora vedete che tutto torna? ALBERTO GILARDINO, voto 4: Va bene, non è tutta colpa sua. L'Italia non ha prodotto gioco, gli esterni no esisteevano, non sono arrivati cross, bla, bla bla... Ma zero tiri in porta in 135' minuti giocati è tanta (o poca, secondo i punti di vista) roba. Un tempo si diceva... "Gila e riGila segna sempre lui", oggi siamo di fronte ad un centravanti (probabilmente un uomo) in crisi d'identità. Gilardino non sa se restare a Firenze oppure no. Ecco, oggi i tifosi viola non sanno se rivolere Gilardino nella Fiorentina, oppure no. Sic transit gloria mundi... SIMONE PEPE, voto 4: Chiudiamo con uno che porta un cognome impegnativo, sopratutto alla luce delle prestazioni offerte in Sud Africa. Il neo juventino era partito bene, buona vigoria fisica, tanta corsa, pressing...contro il Paraguay fu uno dei più positivi. Insomma, il pepe sembrava metterlo. Poi, il buio, fino a quella palla che poteva regalare il 3-3 contro la Slovacchia e l'ottavo di finale contro l'Olanda. Il commento dell'esecuzione tecnica di quel tiro lo lasciamo a chiunque abbia voglia di andare a rivederselo. Le battute sul pepe e dove mettrglelo... anche. Altro che "gollonzo"... P.S. - Le "VUVUZUELAS", voto 2: La colpa non è loro o di chi le suona, bensì di chi le faceva entrare allo stadio e ne permetteva l'utilizzo. Anche per questo siamo contenti che il mondiale azzurro sia finito.
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IP-151.49.28.178 |
sabato 26 giugno 2010 |
ore19.50 |
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MONICA |
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FIRENZE |
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IL "PAGELLONZO" AZZURRO Dalla A di Abete, alla L di Lippi, passando per la G di Gilardino. Fino alla P di Pepe, colui che (ma come si fa a svirgolare in quel modo? Al 94' poi...) ha distrutto definitivamente i sogni di gloria (?) dell'Italia pallonara. Chi ci segue ricorderà un'altra edizione del "pagellonzo", quello viola all'indomani dell'ultima giornata di campionato. La Fiorentina perde la sua 17° partita (2-0, a Bari) ed allora ci venne in mente quella gustosa rubrica televisiva, il "gollonzo" che spopolò a "Mai dire gol" ad inizio anni 90'. L'etimologia del neologismo "pagellonzo" è facilmente intuibile e mai come questa volta le pagelle degli azzurri, ingloriosamente eliminati anzitempo dal mondiale di Sud Africa 2010, si prestano al simpatico gioco di parole. Cominciamo dalla A del presidente federale GIANCARLO ABETE, voto 3: Un famoso proverbio recita... "Il pesce puzza sempre dalla testa". Ora, che il pesce azzurro puzzi è tutto da dimostrare (anzi...a noi risulta molto saporito e ricco di proteine) ma, ahimè, la nazionale di Lippi ha il potere di mettere in dubbio anche questo "must" culinario. Mettiamola così: il "pesce con la maglia azzurra" non solo puzza, ma è andato subito a male provocando salmonellosi ed infezioni in quantità industriale. La colpa? Di chi l'ha pescato, ovviamente. O meglio, di chi ha (ri)pescato Marcello Lippi 4 anni dopo il trionfo di Germania 2006. Stiamo parlando di Giancarlo Abete, presidente federale, l'uomo che riesce ad esprimere il minor numero di concetti con il maggior numero di parole. Abete non rinnega Lippi, e già questo basterebbe ad assegnargli la palma di re del "pagellonzo". Abete denuncia la pochezza del nostro calcio: benissimo, e chi denuncia Abete per la pochezza della nostra Federazione? Oppure secondo lui è normale che all'Italia campione del mondo venga annullato un gol decisivo (quello di Quagliarella a 5 dalla fine) contro la Slovacchia per soli 11 millimetri di fuorigioco? Si, avete capito bene...la Slovacchia, e per soli 11 millimetri. L'antipasto si era avuto con il trauma Ovrebo (trauma per i tifosi viola, non per Abete che ha stretto le spalle ed è andato avanti non curandosi di noi...), il piatto forte con l'eliminazione dal mondiale. Nel mezzo Blatter che non consegna la coppa del mondo a Berlino, la stessa coppa fatta alzare al francese Vieirà al momento di riconsegnarla prima del mondiale (sarà perchè Platini è presidente dell'Uefa?), gli europei del 2012 persi a favore di Polonia ed Ucraina (avessi detto..) e quelli del 2016 a favore della Francia (guarda caso...c'entrerà anche stavolta Platini?). La nostra federazione è inesistente, Abete purtroppo esiste, eccome!
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IP-151.49.28.178 |
sabato 26 giugno 2010 |
ore19.41 |
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MONICA |
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FIRENZE |
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Gianni Rivera, intervenuto a Radio Blu, ha parlato del difficile momento che sta vivendo il calcio italiano, di Nazionale e di Mondiali: "Il modo in cui siamo arrivati all'eliminazione potrebbe far pensare a questo a un' Italia calcistica in crisi. Il calcio moderno è basato sull'interesse economico e prevale l'idea che bisogna vincere andando a cercare i giocatori più pronti all'estero. Per questo facciamo fatica a costruire una Nazionale di livello. Prandelli? Credo che con lui alla guida della Nazionale si potranno gettare le basi per avere una buona squadra, anche se per il momento non vedo dei grandi talenti. Cassano e Balotelli? Starei cauto. Cassano mi sembra maurato, ma Balotelli non gioca titolare neanche nell’Inter. Non credo che Abete abbia particolari responsabilità, anche se non ho condiviso il richiamo di Lippi dopo Donadoni. Montolivo? Si è comportato bene, ha disputato un buon mondiale. Gilardino invece l’ho visto un po’ spento. Chi vince il Mondiale? Come favorito vedo il Brasile, loro interpretano il calcio in modo giusto e ridono anche quando perdono”. |
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sabato 26 giugno 2010 |
ore19.38 |
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MONICA |
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FIRENZE |
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Buon pomeriggio Alle 8 puntuale il volo AZ8081 è atterrato a Fiumicino. Il primo a scattare fuori dall'aereo, dopo aver salutato i suoi ragazzi è Marcello Lippi che lascia l'aerostazione con qualche saluto e nessuna contestazione. L'ormai ex c.t. si è arrabbiato parecchio per una vignetta pubblicata ieri, e letta in volo, che rappresentava un campo di calcio con 11 bare azzurre. E in proposito ha voluto dire la sua Simone Pepe: "Quelle bare in prima pagina non l'accetto e mi fa arrabbiare. Vanno bene le critiche ma le bare no". ATTESA — In aerostazione un folto gruppo di azzurri ha atteso un bel po' l'arrivo dei bagagli. Da capitan Cannavaro a Gilardino, Pazzini e un Quagliarella deluso ma voglioso di ricominciare: "Ci riproveremo". Per tutti pacche sulle spalle e autografi firmati: soprattutto De Rossi idolo locale. Una ventina di tifosi fuori dall'aeroporto hanno invece accolto i giocatori con ripetute grida: "Vergognatevi, vergogna". I più colpiti dalle urla sono stati Cannavaro e Gilardino. Il grido vergogna è stato rivolto da alcuni tifosi anche a Marcello Lippi. Il commissario tecnico della nazionale eliminata ai Mondiali era uscito prima dei giocatori dallo scalo di Fiumicino, e quando è salito in macchina quattro ragazzi gli hanno prima gridato vergogna, poi hanno ripetuto l'urlo col viso attaccato ai finestrini prima che la macchina, con a bordo Lippi, lasciasse Roma. Intanto l'aereo con a bordo milanisti e juventini è ripartito per Malpensa dove atterrerà intorno alle 10.40. |
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IP-88.39.58.193 |
venerdì 25 giugno 2010 |
ore16.41 |
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MONICA |
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FIRENZE |
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a più tardi muro  |
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