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[05-09-10]
Messina, avvio nel silenzio |
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Una squadra
in cantiere sfida la forte Valle Grecanica

Finalmente si gioca. Oggi, alle 16, in un San Filippo desolatamente chiuso
al pubblico, l'Acr Messina scende in campo per la prima di campionato,
contro la Valle Grecanica. È, ancora una volta, un esordio ben diverso da
quanto si attendevano i tifosi giallorossi, ma dopo aver trascorso
l'ennesima estate fra polemiche, caos e rischio della seconda
dichiarazione di fallimento in meno di tre anni, almeno è già qualcosa.
In città, più che la tipica attesa che precede ogni esordio, regna un
clima di scetticismo nei confronti di una squadra messa in piedi in meno
di una settimana, e non ancora completata. L'Acr di Manuele Domenicali
oggi proverà a stupire tutti: con appena quattro allenamenti nelle gambe,
una serie di giocatori visionati durante la settimana e qualche trattativa
eccellente sfumata, l'undici che il nuovo tecnico giallorosso questo
pomeriggio manderà in campo avrà come obiettivo quello di strappare
finalmente un sorriso a una tifoseria sempre più depressa.
Messina ancora in costruzione un po' tutti i reparti: la difesa, oltre ai
due portieri Esposito e Spataro, può al momento contare su D'Ambrosio,
Bercella, Cannistraro e Ravidà; il centrocampo è il reparto numericamente
più folto, con Marino, Marzocchi, D'Angelo, Di Renzo, Amico, Cucè e
Ruggeri. In attacco, salutato Di Napoli, "fuggito" Perna (anche se la
società ne aveva già annunciato l'ingaggio), mai veramente decollata la
trattativa con Vegnaduzzo, a disposizione di Domenicali ci sono soltanto
De Sena, Cocuzza e Biondo. Di fronte, l'Acr si troverà una squadra, la
Valle Grecanica, già rodata e, soprattutto, ben organizzata, come già
fatto vedere, sempre al San Filippo, nell'incontro di Coppa Italia di due
settimane fa quando passeggiò vincendo per ben 6-0.
Quella partita, vinta dai calabresi con un tennistico 6-0 non fa testo,
visto che nel momento di maggior caos della gestione Di
Mascio-Chierichella, l'Acr Messina fu in grado soltanto di schierare
quattordici ragazzini, messi in campo all'ultimo minuto da mister Cirino.
La matricola Valle Grecanica, nata quest'anno dalla fusione di Melitese e
Bagaladi, sembra aver le carte in regola per disputare un campionato senza
eccessivi rischi. La società reggina ha messo a disposizione del tecnico
Natale Iannì una squadra equilibrata in tutti i reparti, grazie anche agli
ex giallorossi Oliva, Taverniti e Calabrò in difesa e Niscemi in attacco.
I vari Mazzei, Cordiano, Tiscione, Borghetto e Zampaglione, poi,
garantiscono ulteriore affidabilità in un campionato lungo e difficile
come quello di serie D.
Si gioca ancora a porte chiuse, dal momento che il San Filippo non
soddisfa ancora le condizioni di sicurezza richieste dalla Federazione.
Questo, infine, il probabile undici giallorosso: Esposito, Di Renzo,
Cannistraro, Marino, Bercella, D'Ambrosio, D'Angelo, Marzocchi, De Sena,
Cocuzza, Biondo.
Si parte così
Il programma della prima giornata.
Acireale-Hinterreggio
Casertana-Atletico Nola Ebolitana-Noto
Mazara-Turris
Messina-Valle Grecanica
Modica-Sambiase
Nissa-Interpiana
Rossanese-Marsala
Sapri-Forza e Coraggio. |
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[03-09-10]
Acr Messina, Di Napoli saluta «Non rientro più nei progetti» |
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La squadra
prepara il debutto contro la Valle Grecanica

Di certo non si aspettava questo finale. "Ostaggio" del Messina se non
prima sarà svincolato attraverso il rilascio del "32 bis" necessario, tra
i dilettanti, per cambiare squadra. Arturo Di Napoli si allontana da
Messina. Amareggiato. Deluso dal "fallimento" dell'operazione Pieroni da
lui sponsorizzata. Ignorato dalla nuova proprietà che non lo ha coinvolto
nel progetto.
– Arturo, le valigie sono pronte?
«Quasi. Ma prima di lasciare Messina ho bisogno dello svincolo. L'ho
chiesto proprio ieri (mercoledì per chi legge, ndr) al direttore Magi,
spero di non aspettare troppo tempo perché entro il 15 settembre ho tempo,
provenendo dalla D, di accasarmi in Lega Pro».
– Non ti è stato proposto un contratto?
«No, Magi mi ha solo fatto capire che non rientro nei loro programmi.
Nulla da dire. Le offerte non mi mancano e io ho ancora voglia di giocare
a calcio».
– Lo continuerai a fare lontano da Messina nonostante lo scorso anno
sposasti il progetto Acr lasciando la B e scendendo tra i dilettanti.
Pentito di quella scelta?
«Assolutamente no. L'anno scorso credevo nel progetto e l'ho fatto per il
grande amore che mi lega alla città. Messina ha un posto importante nel
mio cuore e ho fatto il massimo per tirarla fuori dalla secche della serie
D. Ma venti gol e tanti sacrifici non sono bastati per cullare il sogno di
riportarla tra i professionisti».
– Da capitano a sponsor di un gruppo imprenditoriale che ha cercato,
invano, di rilevare il titolo dell'Acr.
«Ci ho messo la faccia, come sempre. Posso solo dire che era una cordata
affidabile e che aveva grandi progetti per rilanciare il calcio messinese».
– E allora perché è sfumato tutto sul più bello?
«Perché difficoltà su più aspetti non lo hanno permesso. Gli esperti
contabili del gruppo avevano letto le carte ma i conti non coincidevano
con quelli della proprietà. E in questi casi devi essere certo di quello
che acquisti. Soprattutto quando sul tavolo "ballano" tanti soldi».
– Ora Di Napoli che farà?
«Spero di svincolarmi presto dall'Acr (potrebbe adire le vie legali anche
per una vicenda di stipendi arretrati, ndr) e trovare una sistemazione in
Lega Pro. Le offerte non mi mancano (Reggiana, Atletico Roma e Pro Patria,
ndr), mi peserà il fatto di lasciare la città».
– Ai tifosi cosa vuoi dire?
«Che li porterò per sempre nel mio cuore. A Messina lascio tanto: ricordi,
emozioni forti, momenti belli e brutti. E l'affetto della gente. Solo con
il calore di una piazza unica abbiamo potuto, negli anni scorsi,
raggiungere risultati importanti».
– A conclusione di questa annata deludente sotto il profilo dei risultati
ti sei sentito tradito da qualcuno?
«Da più di uno. Persone che non hanno voluto il bene di Messina. Ma non
voglio fare polemica. Piuttosto faccio un "in bocca al lupo" alla nuova
proprietà perché Messina non merita di subire altre umiliazioni».
– Conosci Santarelli?
«No, ma spero sia la persona giusta per il rilancio del club».
La nuova squadra, intanto, prepara il debutto in campionato con la Valle
Grecanica. Ieri i giallorossi di Domenicali hanno disputato una partitella
al S. Filippo. Il neo tecnico sta valutando molti elementi in vista di un
possibile tesseramento.
fonte:gazzettadelsud |
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[01-09-10]
L'Acr Messina volta pagina Tra i nuovi c'è anche Perna |
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Domenicali
ieri ha diretto il primo allenamento

L'inizio di una nuova avventura. Nella speranza di voltare definitivamente
Ieri pomeriggio prime fatiche per la nuova Acr Messina targata Piero
Santarelli. Appuntamento sul campo di Santa Margherita dove il tecnico
Manuele Domenicali ha diretto la prima seduta di allenamento. Una ventina
i giocatori presenti. Soprattutto giovani ed elementi in prova pronti per
essere messi sotto contratto dopo l'ok dell'allenatore.
Rispetto all'anno scorso si sono rivisti i giovani Francesco Cardia,
Maurizio Dall'Oglio, Christian D'Angelo e Santino Biondo – gli ultimi due
elementi preziosi perché faranno parte del parco under – e Gioacchino
Giardina, quest'ultimo in attesa di trovare l'accordo con la nuova società
dopo aver effettuato la preparazione con una formazione di Barcellona.
Tra i "reduci" del ritiro estivo di Trevi anche il centrocampista Emanuele
Marzocchi e l'attaccante Carmine De Sena. Nella nuova squadra affidata
all'ex catanzarese Domenicali anche elementi che negli ultimi mesi hanno
fatto la spola tra quarta e quinta serie: come il difensore Antonio
D'Ambrosio, 28 anni, ex Colligiana e Sangiovannese, i centrocampisti Savio
Sorrentino, 22 anni, un passato nelle giovanili del Siena, e Domenico
Marino, 26 anni, ex Pisa e Ternana, e Salvatore Cocuzza, 23 anni, ex
Sant'Antonio Abate e nell'ultima stagione nell'Igea Virtus, e l'esperto
attaccante Massimo Perna, 30 anni, ex Ravenna, Giugliano e Ternana, reduce
da venti gol (12 nell'ultima stagione, otto in quella precedente) in
Seconda Divisione nelle file dell'Aversa Normanna che dovrebbe firmare
nelle prossime ore, e la punta Alessandro Venuti, protagoniste nelle
ultime quattro stagioni con la maglia del Milazzo. Ne servono, ovviamente,
tanti altri ma la nuova società una prima base l'ha già portata in riva
allo Stretto in vista dell'imminente debutto in campionato con i reggini
della Valle Grecanica. Porte aperte, infine, per Arturo Di Napoli; è
prevedibile a giorni un contatto tra le parti per vedere se ci sono i
presupposti di un "matrimonio".
Ieri, al primo giorno con la nuova proprietà al timone del club
giallorosso, a rappresentare la società di Piero Santarelli il solo
dirigente Gianni Magi che in mattinata si è subito messo in moto con le
Istituzioni per risolvere la questione-stadio: non solo la concomitanza
con il Milazzo ma anche la speranza di aprire lo stadio San Filippo ai
tifosi. Ecco, i tifosi. Per il momento clima tiepido e attesa per vedere i
primi passi ufficiali della nuova proprietà. Nei prossimi giorni, dopo la
presentazione dei programmi, si dovrebbe avere qualche certezza in più.
fonte:gazzettadelsud |
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[30-08-10]
Acr Messina, la farsa sta per finire |
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L'imprenditore Santarelli pronto a rilevare il club. Allertati
tecnico e giocatori

L'agonia sta per finire. Almeno si spera. Il "malato" Acr Messina nelle
prossime ore conoscerà il suo destino. O si troverà l'antidoto a una
malattia che dura da troppo tempo – leggasi cessione della società –
oppure il quadro clinico peggiorerà sempre di più. Ormai è solo una
questione di ore. Domani, come annunciato dalla società, o addirittura
anche oggi, dovrebbe essere il giorno del passaggio delle quote
all'imprenditore romano Piero Santarelli. I segnali che arrivano lasciano
intuire che l'affare sia già fatto anche se con questa proprietà i colpi
di scena sono sempre dietro l'angolo e sarebbe un errore grossolano dare
qualcosa per scontato.
L'Acr Messina è vicino alla cessione ma nessuno, in città, è convinto che
sia un passo verso la svolta sperata. Nelle prossime ore a Roma, nello
studio di un notaio, si dovrebbe formalizzare il passaggio di quote e
archiviare una vicenda che ha stancato proprio tutti. Se non ci saranno
sorprese la società giallorossa passerà nelle mani di Piero Santarelli,
imprenditore romano a capo della Fincassia – un'azienda che gestisce
prestiti, fidejussioni e finanziamenti ipotecari – ma che nel mondo del
calcio ha sempre trovato le porte chiuse. Soprattutto negli ultimi mesi.
Santarelli, infatti, prima di avvicinarsi al Messina aveva provato,
invano, la scalata a club di serie B (Modena) e Lega Pro (Foggia,
Reggiana, Ravenna, Perugia e Arezzo, questi ultimi due club prima del
fallimento, ndr), tentativi andati in fumo proprio sul più bello. Vorrà
dire pur sempre qualcosa.
Ora la situazione è ben avviata: c'è la disponibilità della parte
venditrice e già un accordo raggiunto sulla cifra da investire per
rilanciare l'Acr. Sulla carta tutto bello ma le ultime esperienze
autorizzano ad andarci piano anche perché basta poco, davvero poco, per
mandare in fumo l'intera operazione.
Santarelli, nonostante lo scetticismo che circola attorno all'Acr,
stavolta vuole andare sino in fondo tant'è che avrebbe già incaricato un
dirigente di sua fiducia per l'organizzazione della nuova squadra
individuando anche l'allenatore (Manuele Domenicali, tecnico con buoni
trascorsi nella vecchia serie C; ha allenato anche Gela, Portogruaro e
Catanzaro, ndr) pronto, già domenica prossima, a guidare la nuova squadra
– se fosse così nelle prossime ore dovrebbero arrivare in città diversi
calciatori – al debutto in campionato contro la Valle Grecanica al San
Filippo.
Uno scenario già visto e rivisto ma stavolta siamo davvero agli sgoccioli
di una "partita" che ha visto tanti sconfitti e nessun vincitore.
fonte:gazzettadelsud |
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[25-08-10]
Acr Messina, trecentomila motivi per dire sì |
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Somma da
depositare da un notaio a garanzia di eventuali debiti. Ma la proprietà
vuol veramente vendere?

Fuori i secondi, non è più tempo di schermaglie o di fantomatiche cordate:
Fateci un bel... nodo. L'unica verità è che a dieci giorni dall'inizio del
campionato di serie D, l'Acr Messina non dispone di un organico, di uno
staff tecnico, di uno staff medico e di alcun altro elemento che possa
avvicinarla lontanamente a una squadra ai nastri di partenza della
stagione agonistica. Chi non vuol sentire è perché è sordo oppure non ha
interessi a salvare il salvabile: il tempo degli inganni è abbondantemente
finito e la possibilità che si assista a una scomparsa "assistita" del
titolo è abbastanza concreta. L'esempio dell'Igea Virtus è tutt'altro che
casuale. La prospettiva di affrontare il torneo con un gruppo di ragazzi
fino alla naturale consunzione è dietro l'angolo: non c'è alcun salvatore
della patria pronto a venire in soccorso di un sodalizio alla deriva e
vicino all'autodistruzione.
Malgrado questo quadro allarmante, si continua a millantare trattative, a
lanciare messaggi di chiusura, a sfoggiare una serenità che non ha alcun
senso di esistere. L'Acr sta "morendo" e l'ultima àncora lanciata dal
Città di Messina rischia di essere ignorata per oscuri motivi. I dirigenti
del neonato club peloritano, infatti, hanno deciso – sia pure forzando
tempi e programmi – di investire subito circa trecentomila euro da
consegnare a uno studio notarile a garanzia di eventuali debiti che
dovessero presentarsi nell'acquisizione delle quote societarie. Un'offerta
concreta e razionale che "stride" però con tutti i proclami e le richieste
fuori mercato che continuano a viaggiare nelle chiacchiere da bar e a
"navigare" on line.
Per fortuna, alle favolette non crede più nessuno, ma c'è poco da stare
allegri perché l'umiliante bagno di vergogna di domenica scorsa consegna –
nolenti o volenti – l'immagine di Messina calcistica al ludibrio generale.
Roba da far arrossire anche i più disincantati sportivi, figuriamoci i
tifosi più appassionati. Ecco perché urge una svolta in tempi brevi: o si
creano i presupposti per una trattativa-lampo tra Città e Acr oppure si
depongano definitivamente le armi e si consideri l'esistenza in città di
una sola società a cui dedicare fiducia e passione.
Anche perché, se dovesse resistere il netto diniego a qualsiasi tentativo
di mediazione – anche il ruolo dell'advisor appare contraddittorio – il
sospetto che l'attuale proprietà dell'Acr non voglia davvero vendere è più
che fondato. E che poi non lo voglia fare assolutamente ai dirigenti del
"Città" è un altro "tarlo" che continua a rodere il cervello di tante
persone di buon senso. Già, il buon senso: il grande assente in questa
assurda e stancante vicenda. Entro questa settimana, comunque, tireremo le
somme e la gente giallorossa potrà sapere per lo meno chi seguire e,
soprattutto, chi non stare più ad ascoltare.
fonte:gazzettadelsud
foto:Elio Conti Nibali |
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[24-08-10]
Dal mancato ripescaggio in Lega Pro all'umiliante disfatta in Coppa Italia |
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Un'estate a sperare. Cibandosi d'illusioni prima di essere travolti da
quelle umiliazioni che da queste parti ormai, in campo calcistico, hanno
messo le tende. Per gli sportivi messinesi la stagione più calda è stata
vissuta aspettando quella svolta che non c'è mai stata. O meglio, a
Messina ci si è mossi ma in altri lidi – quelli d'Eccellenza – perché il
calcio giallorosso di quinta serie è prigioniero di un titolo rimasto
ancora invenduto. I motivi? Tanti e ormai noti a tutti.
Negli ultimi due mesi in casa Acr è successo di tutto. Tanti gli schiaffi
subiti da una città reduce da due anni di mortificazioni calcistiche.
Eppure si partiva con propositi ambiziosi dopo il disastroso scorso
campionato concluso con una salvezza raggiunta a fatica all'ultima
giornata. Il 26 giugno la società riparte con un nuovo organigramma (se ne
va Di Lullo, Di Mascio presidente) decisa a voltare pagina. I programmi
sono «ambiziosi» ma i tifosi restano alla finestra aspettando quei fatti
ancora attesi. A fine mese c'è un primo contatto con il Città di Messina
ma non se ne fa nulla: i dirigenti non hanno intenzione di cedere l'intero
pacchetto dell'Acr manifestando l'intenzione di andare avanti da soli.
Così conduce un'ambiziosa campagna acquisti affidando la panchina a Ezio
Capuano, uno che in D non può allenare «perché di recente ho allenato solo
tra i professionisti e la realtà dei dilettanti non la conosco». Chiaro il
progetto: costruire una squadra per la Seconda sperando di acciuffare i
Pro attraverso il ripescaggio. Così la squadra lavora fiduciosa in ritiro
ma l'autogol è proprio della società che il 23 luglio non presenta la
domanda per la Seconda Divisione perché «la documentazione dello stadio
era incompleta». Ma per più di qualcuno è la conferma di un progetto
inaffidabile. La società chiede al Comune il rilascio di una convenzione
per lo stadio sperando nella proroga dei termini.
Tutto inutile perché il 4 agosto la Figc, giustamente, va avanti per la
propria strada ripescando i club in regola e gelando le speranze dei
dirigenti peloritani. Inizia la smobilitazione tecnica (allenatore e
giocatori via) e il giorno dopo i dirigenti nominano un advisor mettendo
ufficialmente in vendita la società. Si fa sotto un gruppo, rappresentato
dall'attaccante Arturo Di Napoli che, dopo aver letto le carte, presenta
un'offerta di 400 mila euro. Ma si muove anche il Città di Messina che
s'incontra con l'advisor senza cavare un ragno dal buco: i libri contabili
restano un miraggio per i dirigenti del club di Eccellenza.
Il 10 agosto la rottura definitiva Acr-Città mentre viene accettata
l'offerta della cordata Di Napoli della quale fa parte anche l'ex diesse
della storica Acr, Ermanno Pieroni. Tutto fatto? Neanche per sogno. Di
Mascio saluta ma il gruppo interessato, dopo aver letto bene i bilanci,
prende troppo tempo senza concludere l'affare. La farsa continua perché la
società sostiene di trattare con un altro gruppo romano cercando, nel
frattempo, di acquisire le quote della Casertana. Nel giro entra anche
l'imprenditore romano Di Stanislao ma la situazione non muta. Così arriva
il primo impegno ufficiale. Al San Filippo, ma a porte chiuse perché la
società (quale?) non si è munita di licenza di pubblica sicurezza. In
campo ci vanno i ragazzini: ed è umiliante 0-6 in Coppa Italia con la
Valle Grecanica. Basta e avanza ma l'estate delle figuracce, ahinoi, non è
ancora finita.
fonte:gazzettadelsud |
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[23-08-10]
Acr Messina, un'altra pagina da dimenticare |
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Acr Messina 0
Valle Grecanica 6

Marcatori: 6' pt Niscemi, 24' Tiscione, 25' Niscemi, 42' Zampaglione,
23' st Zampaglione, 42' Niscemi.
Acr Messina: Sergi 6 (34' st Messina 6), Costanzo 6, Suria 6 (37'
st Costa sv), Dall'Oglio 6, Angrisani 6, Cucè 6, Marino 6, Cardia 6,
D'Angelo 6, Biondo 6 (18' st Volta 6), Nizzari 6. All.: Cirino.
Valle Grecanica: Volturo sv, Aguglia 6, Oliva 6 (1' st Vazzana 6),
Carrato 6,5, Pascuccio 6 (16' st Aloi 6), Taverniti 6, Zampaglione 6,5,
Mazzei 6 (1' st Cordiano 6), Tiscione 6,5, Niscemi 6,5, Borghetto 6. All.:
Iannì. Arbitro; Ferrara di Palermo 6. Note: gara giocata a porte chiuse.
Ammoniti: Cucè, Aguglia e Costanzo. Angoli 4-4. Recupero 0' e 0'.
messina. "Semplicemente vergogna". Uno striscione 2x2 campeggia di fronte
l'entrata principale dello stadio San Filippo. L'hanno lasciato poco prima
del fischio d'inizio del palermitano Ferrara i tifosi giallorossi, circa
un ventina, prima di raggiungere la collinetta e assistere alla partita di
Coppa Italia che ha visto la Valle Grecanica, matricola del prossimo
campionato di serie D, fare un sol boccone dei volenterosi giovani dell'Acr.
"Semplicemente vergogna": il messaggio in due parole di chi si sente
tradito per l'ennesima volta è rivolto all'attuale proprietà che in un
anno e mezzo di gestione ha fatto più danni della grandine non acciuffando
la possibilità di rilancio attraverso il ripescaggio e lasciando decadere
– con una politica di cessione delle quote poco trasparente – un calcio
giallorosso di quinta serie oggi senza prospettive. Ma un messaggio anche
rivolto a chi, negli ultimi giorni, ha cercato di acquistare la società
più con le parole che con i fatti. Tutti, chi più chi meno, hanno una
parte di responsabilità e quanto andato in onda ieri rappresenta una delle
pagine più umilianti della storia calcistica giallorossa.
Probabilmente era meglio anche rinunciare alla Coppa Italia – ma non per
le casse societarie visto che sarebbe arrivata una multa – aspettando
l'evolversi della situazione piuttosto che mettere in difficoltà un gruppo
di ragazzi (quattordici in distinta tra i quali un quindicenne tra i
pali!, ndr) che si è dannato l'anima senza evitare un passivo pesante.
Sei a zero in casa, infatti, è una delle sconfitte più pesanti per una
squadra che porta il nome di Messina ma non è il caso di consultare gli
archivi: quella di ieri è stata una domenica da dimenticare al più presto
per il calcio messinese. Il futuro è sempre più nero se nelle prossime ore
non accadrà nulla.
La partita? Ha poco senso. Da un lato una banda di ragazzini dotati di
buona volontà ma privi di un'adeguata preparazione; dall'altra una squadra
già pronta a recitare un ruolo importante in serie D. Sei gol per la Valle
Grecanica e potevano essere anche di più. Zero per i giovanotti di Cirino
che forse il gol della bandiera, alla fine, lo meritavano. Si scatena
Niscemi, ex giallorosso come Oliva e Taverniti, che realizza una tripletta
e colpisce anche un legno; in evidenza anche Zampaglione (doppietta) e
Tiscione.
Il primo gol dei reggini arriva dopo 6 minuti: perfetto cross dalla destra
di Tiscione per la testa di Niscemi che non sbaglia. I giovani peloritani
tentano di tenere il campo e di affacciarsi timidamente dalle parti di
Volturo tanto da sfiorare il pari al 9' con Marino che, tutto solo, spara
sulle gambe del portiere calabrese. Al 24' la squadra di Iannì raddoppia:
perfetta punizione dai diciotto metri di Tiscione che fa secco il
quindicenne Sergi. Passa poco e la Valle Grecanica fa tris: Niscemi entra
in area e con un rasoterra preciso trova l'angolino più lontano.
La gara non ha più storia. C'è tempo per il quarto gol reggino con
Zampaglione sul filo del fuorigioco, poi nella ripresa qualche cambio e il
caldo che prende il sopravvento. I reggini rallentano, l'Acr sfiora il gol
della bandiera due volte con capitan Cardia prima di alzare bandiera
bianca in altre di fronte a Niscemi e Zampaglione. Il pomeriggio più nero
del calcio giallorosso finisce qui. Ma non è finita perché il futuro dell'Acr
è sempre più appeso a un filo.
fonte:gazzettadelsud |
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[02-08-10]
Il Messina si affaccia alla settimana dei rimpianti |
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Doveva essere la settimana della "rinascita" giallorossa. Sarà, a meno di
clamorosi colpi di scena, quella dei rimpianti. Quella che comincia oggi è
la settimana della verità per tante squadre che aspirano al ripescaggio in
Lega Pro. Tra queste non ci sarà il Messina. Il passo indietro compiuto
sul più bello dalla società peloritana, che al 23 luglio non ha presentato
la domanda, si rivelerà decisivo. Non saranno riaperti i termini per
presentare la domanda di ripescaggio nonostante gli organici non siano
stati completati. A meno di ripensamenti dell'ultima ora passa la linea
rigida della Lega Pro che pare abbia convinto anche i vertici federali:
riduzione delle squadre in Seconda Divisione che dovrebbero passare da 54
a 49. Cinque in meno con tanto di rammarico per chi non è riuscito a
sfruttare la ghiotta occasione. Manca ancora l'ufficialità che arriverà
solo nella giornata di mercoledì. Ma il più è stato fatto. Chi si è
presentato a Roma con documenti e fidejussioni è in una botte di ferro.
Per altri solo rimpianti.
A Trevi il Messina prosegue la preparazione e manifesta ottimismo per
quanto succederà mercoledì durante il Consiglio Federale. Ma in fondo
anche in Umbria sanno bene che il discorso è pressoché chiuso. Dura
allenarsi sapendo che la speranza è svanita sul più bello e la realtà
parla di un campionato di serie D da vincere perché il professionismo va
conquistato sul campo. E, alla luce degli eventi che stanno per maturare,
bisognerà vedere quale Messina si presenterà ai nastri di partenza del
prossimo campionato di quinta serie.
Una fetta ha già lasciato il ritiro di Trevi, un'altra abbondante è pronta
non appena il Consiglio Federale si pronuncerà sui ripescaggi. La
situazione non è delle migliori ma all'interno del gruppo si cerca di
stringere i denti almeno fino a quando le notizie saranno ufficiali. Il
tecnico Capuano e il direttore generale Ciccarone fanno da scudo a un
gruppo che cerca di isolarsi per portare a termine una preparazione
iniziata una decina di giorni fa. Le somme saranno tirate nei prossimi
giorni e il compito più arduo ce l'avrà la società che potrebbe rivedere
le proprie strategie ridisegnando un organico adatto alla serie D.
Non è, tuttavia, un buon sintomo la sconfitta con lo Sporting Terni.
Mancavano alcune pedine – i difensori Astarita e De Pascale; il primo per
problemi muscolari, l'altro soffre di una tendinite, anche se i "maligni"
sospettano dell'altro – ma è evidente che lo stato d'animo dei giocatori
incida anche sul campo.
Anche perché molte squadre di Lega Pro hanno messo gli occhi su alcuni
giocatori che faticano nel ritiro di Trevi e le chiamate dal
professionismo certo, per chi attualmente si trova in serie D, fanno
sempre un bell'effetto.
Domani la squadra di Ezio Capuano – ancora per tre giorni al timone dei
giallorossi? – sosterrà la quarta amichevole stagionale. La truppa
peloritana si sposterà nella vicina Cascia dove ad attendere D'Angelo e
soci ci sarà il Matera, a un passo dal ripescaggio in Lega Pro. Un test
più utile ai lucani che ai giallorossi che, invece, attendono con ansia la
giornata di dopodomani prima di disegnare il loro futuro.
fonte:gazzettadelsud |
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[30-07-10]
Messina, ora la baracca scricchiola Cecere e Fernandez lasciano il ritiro |
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La
baracca scricchiola, qualcuno comincia già a scappare. In casa Messina le
delusioni iniziano a prendere il posto delle illusioni. La speranza di
acciuffare in extremis il ripescaggio in Seconda Divisione si fa sempre
più flebile e qualcuno del gruppo allenato a Trevi da Eziolino Capuano ha
già salutato perché stanco di allenarsi in una situazione di assoluta
incertezza.
Della squadra che ha iniziato dieci giorni fa il ritiro umbro non ci sono
più cinque pedine. Al centrocampista ex Real Marcianise Gaetano Poziello,
richiesto da club di Prima Divisione, ieri mattina si sono aggiunti altri
quattro giocatori: il portiere Mimmo Cecere, i difensori Antonio Mariano
Fernandez e Antonio Stelitano, e l'attaccante Simone Quintieri. Quattro
dei cinque che hanno deciso di non continuare l'avventura in giallorosso
erano aggregati al gruppo in attesa del ripescaggio; solo l'ex igeano
Stelitano aveva un accordo scritto con la società peloritana. Mentre il
solo Quintieri ha preso parte all'amichevole, la seconda stagionale, che
il Messina ha disputato l'altroieri e pareggiato con una rappresentativa
dilettantistica umbra.
La squadra giallorossa perde pezzi e all'orizzonte si potrebbero
registrare nuove partenze. Le richieste non mancano per altri giocatori
del Messina. Basti pensare che gente come Chiavaro, De Pascale, Astarita e
i senza contratto Della Ventura, Russo, Marzocchi e Pignatta, tutti
elementi con buoni trascorsi in serie C, hanno più di un'offerta dalla
Seconda Divisione. Loro sì che potrebbero tornare a giocare tra i
professionisti senza attendere alcun "regalo". Il rischio di restare senza
squadra, in pieno periodo di mercato, è alto per i giocatori e la pazienza
è quasi arrivata al capolinea. Comprensibile, dunque, lo stato d'animo di
chi aveva deciso di dare fiducia al club e che invece, dopo poco più di
una settimana, ha già le valigie pronte perché il progetto Messina è quasi
naufragato. Il tecnico Capuano tenta ancora di tenere unito il gruppo ma
non è facile con un ripescaggio sempre più lontano e un futuro sempre più
incerto.
La situazione precipita e l'idea di partecipare, come ha deciso il campo,
a un nuovo torneo di D rischia di sgretolare quella che, nei sogni dei
dirigenti peloritani, era la squadra che avrebbe dovuto prendere parte al
campionato di quarta serie. Chissà chi aspetterà sino al 4 agosto, giorno
in cui il Consiglio federale si pronuncerà sui ripescaggi, ma la
sensazione è che già i dirigenti stiano pensando a un Messina per la serie
D.
fonte:gazzettadelsud |
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[26-07-10]
Il Messina spera ancora e fa cinquina nel test |
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Niente rassegnazione, ancora una flebile speranza. È quella a cui si
aggrappano i dirigenti peloritani che sperano ancora nel ripescaggio in
Seconda divisione. Si apre oggi una settimana importante per le future
sorti del club giallorosso che non si arrende all'idea di restare tra i
dilettanti. Nonostante il passo indietro dei giorni scorsi – leggasi
mancata presentazione della domanda per la Seconda per la mancanza di un
documento sullo stadio – in casa giallorossa si continua a pensare
positivo e si chiede aiuto a Palazzo Zanca. Ore cruciali per l'Acr che
punta su un'accoppiata: la riapertura dei termini per presentare domanda
di ripescaggio e l'accordo con Palazzo Zanca per la stipula di un
contratto di gestione del San Filippo. Oggi la Figc si pronuncerà se
riaprire o no (c'è l'ipotesi di ridurre il numero delle squadre in Lega
Pro anticipando la riforma dei campionati, ndr) i termini per ambire al
ripescaggio. Il Messina, in caso di risposta positiva da via Allegri,
presenterebbe ugualmente la domanda – con tanto di assegni e fidejussione
necessaria per 627 mila euro complessivi – anche senza il possesso del
documento dello stadio necessario per completare la pratica. Un tentativo
estremo senza illudere più di tanto una tifoseria già troppo mortificata
dai recenti eventi.
Il tecnico Capuano, intanto, non perde la speranza e si appella alla
classe politica: «L'amministrazione comunale – ha detto – non ha ancora
provveduto e non intende provvedere al rilascio del documento
indispensabile per poter presentare istanza di ripescaggio, nel caso in
cui saranno riaperti i termini. Il sindaco deve comprendere che la squadra
è un patrimonio della città e non si può perdere questa grande occasione
per riportare il Messina tra i professionisti. Il presidente domani (oggi,
ndr) consegnerà gli assegni circolari e le fidejussioni al direttore
generale, Antonio Ciccarone, il quale assieme all'avvocato Edoardo
Chiacchio si recherà in Federazione per depositare, eventualmente,
l'istanza di ripescaggio. Mi rivolgo alla sensibilità e all'intelligenza
del primo cittadino affinché fra amministrazione comunale e società
possano cessare questi screzi, perché Messina non può giocare
nell'immondizia dei campionati dilettanti».
Amichevole. Ieri primo test per i giallorossi, in ritiro a Trevi, che
hanno superato per 5-1 i dilettanti del Borgo Trevi. Il primo gol della
stagione l'ha firmato al 25'Scavone in seguito a una mischia in area di
rigore. Il raddoppio al 42' con il difensore Chiavaro, che di testa ha
appoggiato in rete un cross di Martinelli. Sul finire di tempo pregevole
conclusione del centrocampista Toscano per il tris. Nel secondo tempo
mister Capuano cambia l'undici di partenza. Il quarto gol porta la firma
di Quintieri, che insacca appena dentro l'area di rigore. Il Borgo Trevi
accorcia con Andreu, che in contropiede supera il portiere con un
pallonetto. La risposta del Messina giunge un minuto dopo con l'argentino
Pignatta che bagna il suo esordio in giallorosso (è stato aggregato in
attesa di firmare il contratto) con un sinistro da dentro l'area.
Questo il primo Messina di Capuano: Cecere, Chiavaro, Astarita, Fernandez,
Martinelli, Russo, Nigro, Toscano, Della Ventura, Scavone, De Sena (23' pt
Quintieri). Nella ripresa sono entrati Lauro, De Pascale, Monforte,
Sturiale, Licari, Marzocchi, Pupino, Stelitano, D'Angelo), Biondo e
Pignatta.
fonte:gazzettadelsud |
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[12-07-10]
Sale a 17 il numero dei club bocciati. Da Macalli l'ipotesi dello stop ai
ripescaggi |
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Arezzo,
Marcianise, Legnano, Alghero, Cassino, Manfredonia, Olbia, Potenza e Pro
Vasto non hanno presentato ricorso. E in questi giorni la Covisoc
esaminerà le domande delle altre: il dato dello non iscritte potrebbe
ulteriormente crescere. E dal presidente di Lega Pro emerge la possibilità
di un clamoroso cambio in corsa.

A Gallipoli, Mantova, Rimini, Perugia, Itala San Marco, Monopoli, Pescina
e Scafatese si sono aggiunte Arezzo, Marcianise, Legnano, Alghero,
Cassino, Manfredonia, Olbia, Potenza e Pro Vasto che non hanno presentato
ricorso contro la prima bocciatura della Covisoc. E' salito dunque a 17 il
numero delle non iscritte. Un dato, già allarmante, destinato ad assumere
proporzioni ancora più inquietanti. A Cassino, particolarmente duro il
commento del presidente Clodomiro Murolo: "E' un momento di grande
tristezza: si è perso, nell'indifferenza quasi generale, un qualcosa di
inestimabile. Mai avrei voluto né immaginato che questa avventura potesse
finire così: è forse la pagina più nera nella storia sportiva di Cassino e
mi turba la certezza che si sia arrivati a questo punto per mancanza di
volontà da parte di chi avrebbe potuto dare una mano risolutiva e non l'ha
fatto".
Con il fiato sospeso restano adesso in tante (su tutte l'Ancona che
potrebbe perdere la Serie B) in attesa del Consiglio Federale di venerdì
prossimo. Le posizioni più delicate sembrano quelle di Salernitana,
Cavese, Figline, Sangiustese e Villacidrese. Alla finestra i club che
sognano un ripescaggio. C'è tempo sino al 23 luglio per presentare la
domanda.
Il presidente di Lega Pro, Mario Macalli, in una lunga intervista
rilasciata qualche giorno fa a Flavio Grisoli di Professionecalcio.net ha
però avanzato anche l'ipotesi di non attuare i ripescaggi. "Non sono
novità, si sapeva. Non sono mica preso alla sprovvista, i nomi sono stati
sempre questi. Quindi adesso non so. Era prevedibile. Certo ce ne sono
anche altre che hanno fatto stupidaggini ma io non capisco, chi non ha gli
impianti a norma non può giocare nel professionismo. Abbiamo dato la
possibilità a chi non ha gli stadi adatti di trovare un impianto
alternativo nella provincia, ma niente". "Abbiamo fuori delle società -
prosegue Macalli - perché non hanno mandato dei moduli! Dei moduli,
capito? Dei fogli di carta! Poi vedo che queste società vanno a comprare
giocatori, allenatori. Ma che comprino un segretario! O se ce l'hanno, lo
licenzino in tronco, subito! Ma che razza di squadre sono queste? Non c'è
più professionalità".
Ipotesi Lega Pro 2010/2011 con dei gironi con meno di 18 squadre? "Vista
la situazione, non credo che ci saranno ripescaggi. Quelle che sono
rientrate all'ultimo momento, all'ultimo minuto con la fideiussione in
bocca, partiranno senza avere un euro in tasca. È scandaloso, sicuramente
si pesterà più con le sanzioni, ma si vivranno tante situazioni come
quelle dello scorso anno. E il prossimo anno il doppio".
"Sono molto demoralizzato, perché aver dato una vita per poi tirare le
righe sulle società. È il sistema che va cambiato: solo un folle può
pensare che con uno stadio da 400 posti si può fare professionismo. È
chiaro che le fideiussioni non bastano - dice Macalli - perché poi noi
sappiamo che una società incassa 60-70mila euro dallo stadio, ed è già
scandaloso. Poi, sappiamo quanto incassano dagli sponsor, e naturalmente
quanto prendono dalla Lega. Ma il resto, da dove lo prendono? Mi
rispondono che sono soldi loro, ma lo dimostrino. Poi vedo collette,
devoluzioni comunali, assessori che mettono soldi, non capisco perché non
si sia mosso ancora qualche magistrato. E poi ci sono ancora le
fideiussioni false".
fonte: messinasportiva foto:(M. Macalli) |
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[30-05-10]
L'ULTIMO CORO PER IL PRESIDENTE |
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Il tributo di
chi ha condiviso la sua passione e la fede nei colori giallorossi

«Amico
di tantissimi amici». Così viene ricordato nel giorno dell'ultimo addio
Emanuele Aliotta, «compare, ragioniere, presidente». E sono davvero tanti,
tantissimi gli amici che hanno voluto salutarlo. Emanuele li ha lasciati,
ci ha lasciati nella notte tra giovedì e venerdì, ha lasciato la sua
famiglia, la sua gioielleria, la sua città. E ieri la sua città ha voluto
dargli un tributo sincero, spontaneo: non poteva che essere stracolma la
Cattedrale per il funerale di un uomo che, lungo i suoi 71 anni di vita, è
riuscito a diventare un pezzo di storia di Messina.
Chi semina raccoglie, è sempre così. Di passione ne ha seminata tanta,
nella sua vita, e ieri ne ha raccolto i frutti, sotto la forma di un amore
che gli è giunto non solo dai familiari, dalle autorità cittadine di oggi
e di ieri, non solo dagli amici stretti, da chi con lui ha lavorato, ha
trascorso notti indimenticabili al tavolo da gioco, da chi con lui ha
condiviso il fumo di un buon vecchio sigaro. Ieri a versare lacrime per il
«compare, il ragioniere, il presidente» c'erano anche ragazzini di nemmeno
diciotto anni, persone che con Aliotta magari non hanno mai scambiato
nemmeno una parola. E questo significa tanto, dice tutto di cosa ha
rappresentato Emanuele Aliotta per questa città. Questi momenti a volte
rischiano di venir invasi dalla retorica, è sempre facile dir bene di un
uomo quando non c'è più, ma sarebbe stato molto più difficile, c'è da
starne certi, trovare qualcuno in grado di dir male quando lui era in
vita.
«Un grande uomo, un grande padre, un grande marito», lo ricorda la
famiglia nel messaggio letto con struggente poetica alla fine del
funerale. «Ciao, nonnino», lo saluta Lilly, la nitotina che porta il nome
della figlia che ha lasciato il "ragioniere" troppo presto, appena 22enne,
e che oggi ritroverà per non lasciarsi più. Nella sua omelia, mons. Oteri
non può che ricordare le tante avventure di un uomo che ha vissuto sempre
a 100 all'ora, con il freno usato solo in casi estremi.
Una di quelle avventure, quella più "folle", se vogliamo, ha due colori,
il giallo e il rosso. I colori di quello che lo stesso sacerdote definisce
un "miracolo" compiuto da Aliotta, che ha regalato un sogno a migliaia di
bambini, di ragazzi, di adulti, di anziani. "Ciao presidente, continua a
sorriderci da lassù", recita l'enorme striscione che hanno esposto a
piazza Duomo i tifosi della curva, quelli che cantavano "Aliotta alè alè"
quando il "ragioniere" attraversava tutto il prato del "Celeste" a bordo
di una cinquecento giallorossa. Un coro che anche ieri è echeggiato a
piazza Duomo, per tutta la città, quando la bara del presidente, per
volere della famiglia, è stata riportata fuori dal carro funebre e ha
fatto un ultimo, ideale, giro di campo. Come quella notte al "Celeste". Il
giallo e il rosso. Colori che hanno accompagnato Aliotta anche nel suo
ultimo viaggio, colorando la bara al centro della Cattedrale: le sciarpe
di mille avventure, una bandiera a scacchi (giallorossa, figurarsi). Una
maglia biancoscudata. Poi bastava voltarsi per scrutare i volti delle
centinaia di persone che hanno affollato il Duomo. E in tanti hanno
riconosciuto l'amico senza nome con cui ci si abbracciava in curva sud al
"Celeste", qualche minuto dopo i messaggi perentori lanciati dal
presidente attraverso i megafoni dello stadio. Per un giorno il nero del
lutto ha lasciato spazio a decine e decine di maglie giallorosse, di
questa o di quella annata, l'abbigliamento che in tanti hanno scelto.
L'abbigliamento indossato per anni dai Sasà Sullo, dai Leo Criaco, dai
Sammy Accursi, dagli Obbedio, dai Milana, dai Carmine Coppola, "eroi" di
un Messina che non c'è più e che ieri non potevano mancare. Il "Celeste" è
stata la loro casa, la casa dei «tantissimi amici» di Aliotta, la sua casa
per tanti, splendidi anni. E celeste sarà anche la sua nuova dimora. La
dimora del «compare, ragioniere, presidente».
fonte:gazzettadelsud |
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[28-05-10]
E' morto il "mitico presidente" Emanuele Aliotta |
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Fece
risorgere il Messina e lo riportò in pochissimi anni dai dilettanti fino
alla serie B

La scorsa notte è venuto a mancare Emanuele Aliotta. Il gioiellere
messinese sarà sempre ricordato come uno dei presidenti che fecero grande
la squadra di calcio del Messina che fu protagonista della storica
cavalcata dai dilettanti fino alla serie B. Aliotta era da tempo ammalato
e negli ultimi giorni la sua situazione clinica si è aggravata
ulteriormente.
Emanuele Aliotta, nella stagione 1997-98 cambiò ragione alla Peloro
denominandola F.C. Messina Peloro. L'indimenticato “ragioniere” affidò la
squadra al tecnico Ruisi che vinse il campionato e riportò il Messina in
serie C2, tra i professionisti. Nella stagione successiva, 1998-99, il
Messina iniziò il campionato professionistico in sordina, quasi a metà
campionato avvenne la svolta, venne sostituito il tecnico Ruisi con
Stefano Cuoghi, la squadra cominciò da questo momento ad ottenere
risultati utili che la portarono a ridosso del primo posto.
Sarà la stagione 1999-2000 quella del definitivo riscatto del Messina,
esaltante il campionato dei record che portò la squadra a condurre e a
stravincere il campionato di serie C2. In serie C1 nella stagione 2000-01
il Messina cambia tecnico, a Cuoghi subentra Paolo Beruatto e dopo un
campionato sofferto ma entusiasmante trionfa e ritorna finalmente in serie
B dopo 9 anni.
La stagione 2001/02 passerà alla storia come l'ultimo anno calcistico di
Emanuele Aliotta alla presidenza dei giallorossi. Il mitico "ragioniere"
dopo sette anni di successi e con il merito di aver risollevato dalla
polvere le sorti del calcio cittadino, alla vigilia dell'iscrizione al
nuovo campionato di serie B 2002/03 cede le sue quote al "Gruppo Franza",
già azionista per ill 30%, che diventa di fatto socio maggioritario e pone
alla guida della società Pietro Franza. Cosa avvenne dopo, calcisticamente
parlando, è storia attualissima e molti tifosi ancora si leccano le ferite
e soffrono per la triste fine del calcio messinese.
Adesso con la scomparsa di Emanuele Aliotta è sparito un pezzo di storia
calcistica messinese che in tantissimi ricorderanno. Rimarranno indelebili
i ricordi dei giorni in cui il mitico presidente prima delle gare prendeva
il microfono e dall'interno del prato verde urlava ai tifosi: "Oggi
dobbiamo vincere e vinceremo!" Addio grande presidente, sarai sempre nei
nostri cuori.
fonte:infomessina |