L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

BINARIO MORTO

Un’altra stagione con l’unica umiliante certezza di dover continuare a collezionare figuracce al cospetto di realtà calcistiche dilettantistiche, e quel che è peggio l’A.C.R. ha finora dimostrato di non meritare neanche la quinta categoria!
D'altronde la società calcistica è lo specchio fedele del disfacimento della città.
E’ tale la pochezza da non esserci argomenti tecnici sui quali discutere, quindi è meglio arrivare subito al nocciolo della questione senza perdersi in inutili giri di parole: questa società ha fallito miseramente tutti i confusi obiettivi che si era posta.
L’onestà intellettuale, che rivendico con orgogliosa presunzione, imponeva la verifica del campo prima di poter emettere giudizi definitivi, malgrado le premesse lasciassero pochi dubbi su come sarebbe andata a finire.
Cosa si poteva aspettare da una società che invece di concentrarsi su proposte serie ha sprecato tempo ed energie nel ridicolo nonsenso di una campagna abbonamenti che nella migliore delle ipotesi avrebbe potuto fruttare poche decine di tessere?
Cosa si poteva aspettare da questa proprietà poco limpida, dentro e attorno la quale gravitano personaggi equivoci dalle intenzioni tutt’altro che chiare?
Cosa si poteva aspettare da questa ondivaga “corte dei miracoli” in cui si susseguono vorticose nomine e revoche, ma a cui mancano i fondamenti di credibilità e serietà?
Insomma ormai è chiaro a tutti il comportamento schizofrenico di questi dirigenti che finora hanno continuato a rinnegare se stessi con spudorata disinvoltura.
Tutto questo ha inevitabilmente portato all’allestimento di una squadra raffazzonata, malgrado il ritorno di qualche “vecchia gloria” e soprattutto è stato inspiegabilmente scelto uno staff tecnico palesemente impreparato e dalle modestissime qualità professionali.
La cosa che però mi ha amareggiato, anzi mi ha addirittura infastidito è l’inaccettabile repentina inversione totale di rotta di politici, giornalisti e ultras, ai quali va il mio più sprezzante biasimo, fedeli alle loro poco edificanti tradizioni sono passati con vergognosa agilità dall’aperta contestazione all’appoggio troppo acritico di questa nuova A.C.R..
Evidentemente si trattava delle solite inconcludenti manfrine e se è stato sufficiente riesumare qualche idolo di un recente passato per riaccendere incauti ed esagerati consensi, ci meritiamo la situazione in cui ci hanno precipitati.
A coloro che considerano la mia dura disapprovazione soltanto preconcetto spirito critico, dico: come capitato in un passato troppo recente per essere già dimenticato, mi sembra di scorgere tutti i segni premonitori di aver imboccato un’altro binario morto, e l’unica strada per uscire da un binario morto è quella di invertire la rotta il più presto possibile ed imboccare la via corretta, questo però presuppone spirito critico, onestà di intenti e lucidità di intelletti, cose che (come l’evidenza dei fatti ha finora dimostrato) sono mancate in passato e nonostante il recente disastro mi sembra manchino ancora.
In conclusione mi piacerebbe che fosse chiaro a tutto l’ambiente che non potrà certo essere qualche sporadica vittoria a rimettere in pari i conti con il passato, nessun credito in questo senso è più concesso a nessuno, men che meno a questi nuovi “padroni del vapore”, anzi è bene che sappiano fin da subito che anche un assai improbabile promozione nella quarta serie calcistica, se non accompagnata da una concreta progettazione a lungo termine seria e ambiziosissima, potrà far cambiare il mio giudizio al momento totalmente negativo sulla nuova società.
Ultimogordon

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REALTA’ VIRTUALE

Benvenuti nella nuova frontiera del calcio, dopo l’ormai vecchio fantacalcio e le obsolete consolle con videogiochi in 3D, ecco a voi il calcio integralmente virtuale.
Tutto è stato immaginato e realizzato con sorprendente meticolosa vacuità, un innegabile trionfo del Nulla, nella sua più fulgida rappresentazione.
Virtuale la società, virtuale la squadra, virtuali i programmi, virtuali i proclami, virtuali le conferenze stampa, virtuali gli euro, insomma abbiamo assistito al classico numero dei migliori illusionisti: la sparizione di cose e persone. Peccato che i veri illusionisti siano poi in grado di fare riapparire le suddette cose e persone, tra lo stupore e l’ammirazione delle platee.
D'altronde era francamente irragionevole aspettarsi di vedere nelle vesti di un elegante illusionista il pecoreccio Di Lullo, per lui è molto più calzante il ruolo di accattone o al massimo di imbroglione.
Per non parlare dell’entourage di cui il nostro pseudo imprenditore ama circondarsi, un’appendice degna del medesimo comprendente il campionario completo dei fenomeni da baraccone, dalla donna cannone ai pagliacci.
Certo era impossibile superare in peggio la precedente disastrosa proprietà, ma bisogna riconoscere che quest’accozzaglia di cialtroni ha messo in gioco le migliori risorse, ottenendo comunque risultati eccezionali da annoverare nel bestiario dell’umanità.
Ai ciarlatani che allegramente hanno allestito questo raccapricciante spettacolo non rimane altro che brevettare il prodotto, potrebbero ricavarci qualche euro riciclandolo come trama per un prossimo reality show che superi in squallore i tanti già propinati ai telespettatori beoti.
Per quanto riguarda tifosi, giornalisti e politici, essendosi dimostrati essi stessi molto virtuali (peraltro in tempi meno travagliati), si sono calati perfettamente in questa grande illusione.
Già con la precedente funerea proprietà avevano ampiamente dimostrato la loro inconsistenza, inutile dare loro importanza e ruoli che non sono in grado di sostenere.
E allora chi vuol esser lieto sia, per gli sportivi messinesi è stata preparata una succulenta annata calcistica, si prevedono grandi spettacoli e grandi soddisfazioni: una bella squadra virtuale, con partite virtuali, risultati virtuali, commenti e interviste virtuali.
Anche le righe che state leggendo sono virtuali, perché l’oggetto della discussione non esiste.
Continueremo avanti così, fino a quando ci renderemo conto di avere superato il limite tollerabile del ridicolo e che forse, prima di arrivare alla demenza, sia arrivato il momento di smetterla di farci del male.
Ultimogordon

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FINITA PRIMA DI COMINCIARE

Dopo il passaggio di proprietà della principale (si fa per dire) squadra calcistica cittadina, cominciata con la modifica della ragione sociale riportante un acronimo caro alle memorie dei tifosi, molte speranze si erano riaccese nei cuori. Sembrava finalmente finita la parabola discendente e convinti di avere toccato il fondo ci si preparava fiduciosamente ad una auspicabile veloce risalita.
Purtroppo si trattava di ennesime vacue illusioni, le avverse circostanze non sono ancora finite.
E se la precedente gestione rimarrà negli annali insuperabile in negativo, avendo commesso tutti i peggiori crimini umanamente e sportivamente immaginabili, dal canto loro i nuovi padroni sembrano esserne i degni eredi avendo cominciato come peggio non potevano.
Svanite da subito le buone intenzioni verbali, sono stati capaci in pochi mesi di gestione strampalata a far tramontare le speranze, alienandosi immediatamente (e forse definitivamente) la fiducia e il credito popolare con i quali erano stati accolti.
Addirittura gli scriteriati atti concreti finora portati a compimento fanno temere il peggio, o nella migliore delle ipotesi, di avere mal riposto speranze e aspettative.
Soffermandosi a riflettere si rimane frastornati e increduli nel constatare l’infinita sequela di circostanze negative che si stanno susseguendo, ogni qual volta sembra materializzarsi all’orizzonte qualche flebile speranza di rinascita, la situazione invece di migliorare peggiora ulteriormente.
Sembra non ci sia via d’uscita. Fin dal momento in cui Aliotta dovette lasciare per insormontabili difficoltà economiche, affidando il futuro della squadra a razziatori senza scrupoli, la sorte cui era destinata la società calcistica è stata irrimediabilmente segnata.
Le malefiche figure che nel frattempo hanno svolto spensieratamente il ruolo di carnefici, hanno solo fatto l’unica cosa che sono capaci di fare: devastare e arraffare.
Ormai è chiaro, la città è incapace di proporre figure minimamente credibili e nel calcio moderno sono poche le speranze di trovare altrove quel che non si riesce a trovare in casa propria, bisogna affidarsi (quando va bene) a mercenari senza scrupoli a cui, non avendo legami e radici, non importa il fondamentale aspetto affettivo, ma soltanto il tornaconto economico personale.
Insomma non è il maligno destino ad aver azzerato il calcio a Messina, piuttosto è stato, ed è, l’elementare mancanza di amore e di senso di appartenenza verso la propria città di quei cittadini in grado economicamente di rilevare la gestione societaria, questa è la reale causa generante l’inarrestabile declino.
Prevedo un penoso destino per la nuova ACR (Associazione Calcio Rinascita), una creatura nata morta a cui è stato imposto il nome più beffardo.
Inutile a questo punto opporsi con scorciatoie ed escamotage. Il destino che deve compiersi, si compia, e facciamola finita!
Ultimogordon

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POTEVANO STUPIRCI CON EFFETTI SPECIALI …

Potevano stupirci con effetti speciali, assuefatti come siamo alla catastrofe sarebbe bastato poco, invece continuano a scioccarci con l’ambigua, insulsa, quotidianità.
Il caos magno (non mi stanco mai di ripetere provocato dalla negligente e cialtrona gestione Franza) continua ed anzi si accresce rappresentando al momento l’unica amarissima certezza: all’inammissibile di questa romanzesca tragicommedia sembra non esserci mai fine.
Tra illusionisti, saltimbanchi, giocatori di “tre carte”, curatori che curano poco e male, falliti che non falliscono, giudici che non giudicano, acquirenti disorientati che si nascondono, chi ha commesso e continua a commette ruberie e nefandezze, approfittando del fondamentale aiuto di inetti e meschini lacchè, è riuscito a raggiungere il suo scopo: non fare capire più una minchia a nessuno. E quindi, liberi tutti!
Finale prevedibile in questa città governata dall’autodistruzione, dove l’impunità si è istituzionalizzata a tal punto che non importa salvare neanche le apparenze.
Comunque sia, restano i cocci e nessuno viene chiamato a pagare i danni cagionati, anzi tanto più sono insensati e irragionevoli gli atti compiuti da coloro che contribuiscono al disfacimento, maggiore sarà la considerazione ed il prestigio di cui godranno negli incancreniti salotti, tra i paludati velluti dei quali proliferano i comitati d’affari.
Intanto la città sprofonda ed ovviamente assieme ad essa la squadra.
Nel pieno della baraonda di questo circo la nuova proprietà, accolta con (eccessive) speranze ed entusiasmo, sta disorientando anche i più accaniti ottimisti e pur avendo l’attenuante di operare in un contesto tutt’altro che favorevole, non sta certo brillando per spirito di iniziativa, anzi ogni qual volta si presenta pubblicamente peggiora la propria immagine e la propria credibilità.
Sembra un dèjà-vu, sta succedendo esattamente quello che non avrebbe dovuto succedere: tante chiacchiere, pochi fatti. Il nuovo come il vecchio, uniformato e appiattito nell’ambigua e negligente noncuranza che ha distrutto il calcio cittadino.
Eliminare la precarietà permanente, questo era il primo obiettivo (già miseramente fallito) che avrebbe dovuto perseguire la nuova proprietà. Finora invece impera il pressappochismo, l’inconsistenza ed anche la poca limpidezza, esplosa clamorosamente nell’ultima conferenza stampa (trasformatasi in una indecente cagnara).
Impossibile avventurarsi in previsioni sul futuro della nuova “ACR”, troppo azzardato prevedere cosa succederà la prossima settimana, figuriamoci prevedere cosa potrà accadere nei prossimi mesi, per non parlare nei prossimi anni. Le premesse sono senza dubbio preoccupanti.
Il problema principale della squadra di calcio è esattamente lo stesso problema che tiene in scacco l’intera comunità, non ha nessuna importanza mantenere la categoria (peraltro, dilettantistica) se poi non si riesce a dare segnali inequivocabili che indichino la ferma intenzione di liberarsi di un passato fatto di furbi e furbastri, annidati anche nei posti più insospettabili.
Eppure sarebbe bastato poco. Pochi e accurati comportamenti chiari e lineari.
Potevano stupirci con effetti speciali …
Ultimogordon

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FACILI ENTUSIASMI

E ora, cosa succederà?
Quali sono le prospettive future, che è lecito attendersi da questa nuova proprietà?
Prima di tutto bisogna chiarire fino a che punto sia cambiato l’assetto proprietario. Bisogna sgombrare il campo su questo fondamentale punto, molte persone confondono, comprensibilmente, i contorni reali della singolare vicenda fallimentare.
Rispetto a tutti i precedenti casi analoghi che la casistica ci mette a disposizione, in questo caso non si tratta del passaggio in blocco della proprietà di una società sportiva, bensì soltanto la cessione di un ramo d’azienda (nel caso specifico il ramo sportivo) della società “Football Club Messina”.
Per essere più chiari, la società “Football Club Messina” rimane saldamente di proprietà del Gruppo Franza, ad eccezione del “ramo sportivo” della suddetta, artificiosamente creato dalla curatela fallimentare e scisso dalla società madre per poter essere offerto ad eventuali acquirenti.
A mio modesto avviso è piuttosto evidente che chiunque abbia deciso di acquistare il “ramo” non sia nelle condizioni di stabilire con certezza cosa abbia effettivamente comprato e quindi non è da escludere al 100% che possano insorgere inaspettate sorprese.
Tralasciando questo aspetto, che comunque era doveroso ribadire come premessa di qualsiasi ragionamento in prospettiva, e dando per scontato che tutto finisca per il meglio, cioè che tutti i debiti debbano effettivamente essere onorati da chi quei debiti li ha fraudolentemente creati (quindi dal Gruppo Franza), la domanda più ovvia riguarda le prospettive future che l’acquirente ha intenzione di proporre alla città e soprattutto la disponibilità economica garantita per tentare di tramutare le buone intenzioni in fatti concreti.
Una proprietà seria e lungimirante, degna di rappresentare il blasone e l’entusiasmo tradito delle moltitudini di sportivi, non deve illudere con promesse utopistiche ma neanche mantenere un profilo troppo basso. L’obiettivo minimo deve essere il raggiungimento della Serie B in un arco di tempo brevissimo.
Intanto bisogna cercare di vincere le restanti partite e nella peggiore delle ipotesi essere pronti ad affrontare i play-out con una squadra che deve salvarsi a qualsiasi costo (sbagliato parlare in questo momento di assai ipotetici ripescaggi!). Passo successivo deve essere la costruzione di una supercorazzata che domini a mani basse il prossimo campionato di CND e sia già pronta ad affrontare un campionato di vertice in Seconda Divisione, insomma una squadra che con opportuni aggiustamenti possa vincere facilmente anche questo campionato.
La perentoria scalata in Prima Divisione è fondamentale per ridare entusiasmo alla piazza e credibilità alla nuova proprietà.
Per il medio termine, la squadra in Prima Divisione dovrà recitare un ruolo di protagonista fin da subito e al massimo nell’arco di due campionati deve puntare senza indugi alla promozione in Serie B. Parallelamente dovrà essere ricostituito un settore giovanile prolifico.
Per il lungo periodo, la società deve dotarsi di un centro sportivo di proprietà, valorizzare talenti e mantenere un ruolo da protagonista nel campionato di Serie B. In questa fase potrebbe essere anche prevista l’acquisizione degli impianti sportivi, ammesso che nel frattempo siano stati strappati dalle grinfie dei Franza. Dopo un ragionevole periodo di consolidamento, aumentare le ambizioni fino a puntare al ritorno in Serie A.
Queste sono le condizioni minime imprescindibili per ricominciare a parlare di calcio a Messina.
E’ vero che i nuovi proprietari hanno già speso circa 300.000 €, ma nonostante ciò, alle trionfalistiche intenzioni verbali (proclamate con incauta superficialità subito dopo l’aggiudicazione dell’asta), non è seguito null’altro ed anzi già cominciano a manifestarsi comportamenti e dichiarazioni poco chiare e abbastanza confuse.
Insomma al momento mi pare ci siano solo generiche promesse e buone intenzioni, di conseguenza non potrà esserci e non ci sarà il mio appoggio ad un programma societario fino ad ora inconsistente.
Ogn’uno deve rispondere alla propria coscienza, personalmente non sono più disponibile a dare credito a nessuno firmando assegni in bianco.
Prima i fatti, poi i consensi e (infine) gli entusiasmi.
Ultimogordon

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ASTA TOSTA (OGGETTI TOSTI, PER TUTTI I GOSTI)

Quelli che (come me) hanno più di 35 anni, si ricorderanno sicuramente lo sketch comico che lanciò Ezio Greggio nel mitico Drive In, e quindi hanno ben chiaro di cosa sto parlando.
Ebbene la bizzarra asta per la “cessione del ramo sportivo” (un’asta per la cessione di un ramo? Per farne cosa? Legna da ardere!?!?) dell’F.C. Messina, mi ricorda nella forma e nella sostanza le surreali aste del buon Greggio, così come l’oggetto dell’asta (il fantomatico “ramo sportivo”), mi ricorda molto le croste dell’inesistente Teomondo Scrofalo, che nelle improvvisate “aste toste” il banditore cercava di piazzare al fesso di turno.
330.000 trecentotrentamila euro per un ramo! Più di seicentomilioni di lire per un ciocco di una pianta rinsecchita! Un prezzo da fantacalcio, per non dire da fantascienza.
Se pochi mesi or sono nessuno ha voluto accollarsi una fideiussione di 700.000 euro per iscrivere una nuova società (linda e pulita da scorie passate) nella ex C2, per quale strano motivo un benefattore dovrebbe spenderne la metà per comprarsi il costosissimo ramo di una pianta gravata da incalcolabili debiti, peraltro con un piede in Eccellenza (sesta serie del panorama calcistico)?
Senza contare che dovrebbe accollarsi i costi dell’attuale gestione, basta questo per superare abbondantemente i 700.000 euro, poi dovrebbe rinforzare in maniera consistente la squadra cercando di raggiungere la salvezza e infine investire un paio di milioni per cercare la promozione nella ex C2. A conti fatti circa 3 milioni di euro per inseguire un ipotetico (molto ipotetico) traguardo che sarebbe stato garantito spendendo meno di un quarto.
Ma chi dovrebbe essere questo fenomeno?
Ammesso e non concesso che si trovi il fesso disposto a comprarsi la crosta di Teomondo Scrofalo, come la mettiamo con il fatto che l’acquirente compra un ramo di una società indebitata per una cifra che nemmeno il curatore fallimentare è stato in grado di quantificare esattamente (si parla di “circa” 4 milioni!) e del cui futuro non si capisce chi debba risponderne (ormai è chiaro che gli infami furfanti non hanno nessuna intenzione di onorare i debiti). A meno che non si stravolgano le leggi elementari della botanica, la sopravvivenza del ramo dipende dalla sopravvivenza della pianta e la pianta è sempre lo stesso arbusto malefico e putrido “coltivato” dalle luride mani dei sedicenti imprenditori che ci hanno portato a questo disastro!
E per quanto riguarda la gestione degli stadi, anche questi fraudolentemente in piena disponibilità dei mascalzoni suddetti? Chiederanno il “pizzo” per fare giocare il “ramo d’azienda” al San Filippo o al Celeste? Oppure il comune costruirà un altro stadio nelle more che si risolva il contenzioso?
Pensandoci bene non mi piace affatto l’idea che la società passi dalle mani di cialtroni nelle mani di sprovveduti, meglio che tutto si esaurisca naturalmente con l’estinzione. Una nuova proprietà che butta via una fortuna per ottenere in cambio la Sesta Serie, non parte certo con il piede giusto.
Capitolo a parte merita il politicante che indegnamente ricopre la carica di sindaco, non contento di aver propiziato questa assurda situazione con decisioni imperdonabili, continua a partorire irresponsabili farneticazioni parlando di una fantomatica possibilità di ripescaggio. Tanto per essere chiari le possibilità di ripescaggio sono pari allo zero per cento, nessuna chance, semplicemente non è un evento contemplato nelle possibilità future per una squadra nelle condizioni dell’F.C. Messina.
Altro elemento che aggiunge confusione al caos totale, è l’irruzione negli scenari futuribili della possibilità di trasferire il titolo sportivo dell’Igea Virtus.
Personalmente sono contrario a questi ignominiosi scippi, già una volta Barcellona ha subito il furto della squadra di basket e sappiamo tutti come è andata a finire.
Per completare l’analisi di questa funesta fase storica, bisogna aggiungere il cronico mutato clima dell’opinione pubblica cittadina ed anche la sontuosa offerta calcistica a portata di telecomando. Avere costantemente meno di 200 paganti malgrado il “ritorno” dei tifosi organizzati è assai significativo, c’è poco da aggiungere.
Insomma i margini per ricreare il miracolo sportivo realizzato dalla coppia Aliotta – Salerno, in questa congiuntura sfavorevole sono pressoché nulli. Non ci sono i presupposti.
A mio avviso allo stato attuale la soluzione migliore rimane una dignitosa sparizione e magari fra qualche anno, se dovessero riproporsi condizioni favorevoli, ripartire dalle serie dilettantistiche.
Possibilmente riproponendo la storica denominazione, cioè una nuova A.C.R.
Ultimogordon

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ISTIGAZIONE A DELINQUERE

Provocazioni, soprusi e ingiustizie continuano ad assommarsi, sommersi e soffocati da questa quantità spropositata di escrementi abbiamo perso la voglia di contrapporci agli accadimenti avversi e forse perfino ad interessarci ad argomenti che ormai riservano soltanto amarezze e delusioni.
Assodato che non ha alcun senso discutere di ragionamenti squisitamente calcistici, la Franzese oltre a non essere espressione della comunità è una squadra fittizia, più vicina ad una entità immaginaria che ad una reale compagine calcistica, bisogna per forza occuparsi di vicende che esulano il gioco del calcio.
I commenti a questi fatti criminali ormai intrecciatisi inestricabilmente con la politica e con l’amministrazione della Giustizia (con la G maiuscola), richiedono di essere ben ponderati, non si tratta più di uno sport, non si tratta più di un gioco, per questo motivo prima di scrivere attendo che gli eventi maturino, si intersechino, si sovrappongano, avvolte si annullino a vicenda.
E’ una tragica quadriglia ballata dalla feccia e non c’è nessuna gioia a parteciparvi.
Prendiamo ad esempio l’ultima eclatante sortita mediatica della “famigghia”, la patetica lettera-aperta concepita con maldestra disperazione e altrettanto maldestramente accettata e pubblicata il 23 novembre su una intera pagina dal ridicolo quotidiano locale, il quale fedele alla sua pochezza ha aderito con entusiasmo sputtanandosi in cambio di una manciata di luridi euro (un annuncio a pagamento “anticipato” in prima pagina non si era mai visto).
Soltanto a leggere distrattamente le farneticanti argomentazioni viene l’irrefrenabile impeto di farsi giustizia sommaria con vendicativo furore.
L’inaccettabile provocazione, un’intollerabile offesa all’intelligenza e alla dignità umana, doveva essere respinta al mittente e non essere mai pubblicata. Ma questo presuppone fermezza e rigore morale, cose sconosciute nei circoli di potere messinesi.
A stretto giro, con sospetta puntualità, il Tribunale di Messina ha deciso di dichiarare fallita la società FC Messina S.r.l. , compiendo semplicemente un atto dovuto, peraltro indifferibile ormai che era stato scoperchiato il calderone delle nefandezze contabili e amministrative. Ma paradossalmente proprio l’aver dichiarato “solamente” fallita per insolvenza la società, ha risparmiato alla proprietà l’accusa ben più grave e assolutamente meritata di bancarotta fraudolenta. Cioè il tribunale si è limitato a constatare il debito creatosi diventato ormai insostenibile, ma non ha approfondito come e perché si sia creata l’enorme voragine in un brevissimo arco di tempo, pur avendo la società goduto nel medesimo periodo di ingenti introiti. Come dire che si accusa l’omicida di occupazione abusiva di suolo pubblico perché ha lasciato il cadavere in mezzo alla strada, senza contestargli l’omicidio. Certo che la giustizia italiana (con la g minuscola) è strana!
Queste vicende assai bizzarre destano legittimi sospetti e per la mia mente malpensante suonano maledettamente beffarde, come una istigazione a delinquere …
Ultimogordon

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LA DIGNITA’ NON SI (S)VENDE

Ricordi sempre più labili di una stagione passata che non ritornerà lasciano le ultime scorie di rabbia e rimpianti, forzatamente strappati ad una passione stiamo elaborando il lutto e dovendoci per forza fare una ragione ci stiamo adattando a domeniche senza calcio, a settimane senza chiacchiere da bar, senza sfottò con i dirimpettai calabri o con i detestati catanesi.
Stanno per esaurirsi gli ultimi roghi che hanno divorato anche le macerie del calcio cittadino, dopodiché sarà l’oblio. Però se dobbiamo ormai rassegnarci come tifosi ad aver perduto il passatempo calcistico, è il momento di reagire come comunità e pretendere che cessino i privilegi nei confronti di ingrati che si sono dimostrati indegni di tanti riguardi.
La pressione della città ora si deve riversare sui gretti e meschini politicanti messinesi che protetti dagli scranni dei palazzi di potere continuano a garantire intollerabili privilegi a personaggi che hanno manipolato e distrutto a loro piacimento. Bisogna creare un movimento di opinione che cominci a influenzare le imbelli prese di posizione delle mezze calzette che gestiscono il potere politico, visto e considerato che sono talmente insulsi da arrivare a compiere atti autolesionistici perfino di suicidio politico. Un esempio per tutti: appoggiare la Franzese (vero sindaco?!?).
L’obiettivo da raggiungere nel prossimo futuro è quello di estirpare da Messina gli indegni furfanti spinti solo da intenti banditeschi, non consentendo più a questa cosca di mascalzoni (ormai smascherati anche dalla Giustizia) di usurpare ed infangare il nome e la storia che appartengono alla comunità non certo a singoli individui.
Le risposte a cotanto affronto devono essere proporzionate, quindi abnormi e definitive.
Prima di tutto in risposta allo spregio consumato ai danni della città è indifferibile imporre la cancellazione immediata del monopolio sulla rada S. Francesco, revocando le attuali concessioni (pardon, regalie) con la contestuale indizione di un bando internazionale per la navigazione nello Stretto, stavolta pretendendo dagli aggiudicatari precise garanzie sui costi di attraversamento per i residenti e sull’impiego di un congruo contingente di personale. Ovviamente non consentire a chicchessia di appropriarsi di un’area demaniale marittima, per definizione di pubblica fruibilità, intollerabile a questo proposito il complice silenzio della Capitaneria di Porto, dell’Autorità Portuale ed anche della Magistratura sulla brigantesca istallazione dei tornelli, vergogna!
Come secondo provvedimento deve essere sospeso per motivi di ordine pubblico il servizio di traghettamento con Salerno, fino a quando non si possano garantire approdi consoni a smaltire il traffico pesante fuori dal centro cittadino. Anche in questo caso le autorizzazioni da concedere per l’approdo, l’imbarco e lo sbarco, devono essere riviste ed essere vantaggiose per la comunità, non certo per dei privati dimostratisi peraltro ingrati.
Terzo, la revoca in autotutela della convenzione sugli stadi con immediata ingiunzione di sgombero.
La città non ha più nulla da guadagnare da questi arricchiti, sono spazzatura, devono essere estirpati ed eliminati dal contesto cittadino. I pochi posti di lavoro che garantiscono a condizioni da schiavisti verranno ampiamente rimpiazzati da nuovi gruppi imprenditoriali che rileveranno le concessioni attualmente regalate dalla città. Nelle nuove concessioni, lo dice la parola stessa, dovranno essere date delle opportunità a privati ma vincolate da precise clausole a beneficio del concedente, cioè della collettività, è finito il tempo in cui ad avvantaggiarsi debba essere solo il concessionario. Soprattutto se si chiama Franza.
A questo punto la parola d’ordine non deve essere più “Via i Franza DAL Messina”, ma “Via i Franza DA Messina”.
La dignità non ha prezzo, non si compra e non si vende, tanto meno si svende.
Ultimogordon

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PERLE AI PORCI

Volutamente mi sono astenuto da qualsiasi commento nelle scorse settimane, un gioco al massacro dal meccanismo perverso ha risucchiato tanti (troppi) tifosi, che si sono entusiasmati con troppa facilità per il primo “cumenda” della situazione (salvo scoprire si trattasse di pregiudicato senza arte né parte), oppure per improbabili cordate di pescivendoli d’oltre Stretto, ovvero per improponibili ex dirigenti dal passato tutt’altro che cristallino.
Insomma pur essendoci decine di allettanti spunti per esprimere le giuste rimostranze nei confronti del variegato campionario di fenomeni da baraccone che si sono accostati a vario titolo alle vicende calcistiche cittadine, si è rivelato saggio mantenere un dignitoso silenzio.
E’ comunque doveroso spendere qualche parola prima di chiudere definitivamente la parentesi.
Il momento del bisogno unito alla fragilità sociale, politica ed economica della città, ha concesso l’immeritata ribalta a saltimbanchi provenienti da ogni dove, i quali essendo nella migliore delle ipotesi maneggioni senza dignità né reputazione, che peraltro si portano a spasso delle “faccia da culo”, hanno avuto poco o nulla da perdere. A rimetterci è stata solo la comunità. Ma questa è storia.
Quella che invece voglio raccontarvi è la semplice cronaca di uno scandalo criminalmente orchestrato ai danni della comunità messinese, in questo caso martoriata e sbeffeggiata aldilà dei suoi pur grandi demeriti. Un altro amaro calice, che però ha messo in chiaro connivenze e complicità. Gli incredibili eventi succedutesi, per certi aspetti talmente inammissibili da sembrare impossibili, sembrano essere frutto delle fantasia, invece è tutto realmente accaduto.
Questa storia comincia da lontano con un sedicente gruppo imprenditoriale che trovatosi proiettato senza alcun merito nel grande calcio si rende presto conto di poter lucrare enormi somme di denaro liquido. Quello che dai vertici dell’azienda era stato considerato come un fastidioso ramo d’azienda si era trasformato improvvisamente nella gallina dalle uova d’oro. In questa storia però i protagonisti oltre ad essere avidi sono anche stupidi e quindi non si rendono conto che per continuare a raccogliere le uova d’oro bisogna mantenere in vita la gallina, la loro inettitudine mista all’assenza totale di abilità imprenditoriale, nonché di scrupoli, li conduce istintivamente ad un semplice ragionamento, ovvero: “arraffiamo tutto quello che possiamo fino a quando possiamo”.
Come potete ben capire si tratta di una brutta storia, un vero e proprio piano criminale premeditato nel quale è stato previsto che tutti gli ingenti introiti piovuti come manna dal cielo vengano girati ad altri investimenti (leggasi autostrade del mare, licenze wi-fi e speculazioni edilizie) oppure per coprire perdite in altri rami d’azienda (leggasi Framon Hotels). Il fastidioso settore calcio ha il destino segnato, è solo questione di decidere quando sia più conveniente eliminarlo.
Dalla teoria si passa alla pratica e cominciano le sistematiche operazioni di distrazioni ed elusioni di capitali, la nostra storia quindi prende i connotati di un volgare furto, una banale rapina.
I profittatori assetati di soldi sono talmente avidi da creare in breve tempo un buco così enorme da non poter essere neanche indicato con certezza (35, forse 40, forse 50 milioni di euro), a questo punto nessuno conoscerà mai l’esatto ammontare del maltolto. Quindi, ricavata l’ultima goccia di sangue (i 5 milioni di euro di bonus retrocessione da sgraffignare), scatta inevitabile l’eutanasia programmata.
A questo punto della storia i nostri famigerati protagonisti, nel frattempo trasformatisi a tutti gli effetti in truffatori, sfruttando il fondamentale “aiutino” dell’ex sindaco - socio e la connivenza (per non dire favoreggiamento) di un commissario “accomodante”, ottengono incredibilmente un’assurda concessione (totalmente svincolata dalla gestione sportiva) contenente clausole capestro per la città. Praticamente l’inaudita regalia di un’enorme patrimonio immobiliare pubblico, ormai ipotecato e vincolato ai capricci degli usurpatori per i prossimi 50 (lo scrivo così si capisce meglio) CINQUANTA anni! Badate bene, senza che nulla debbano alla città in cambio del regalo!!!
Ed arriviamo agli ultimi passaggi fondamentali della nostra storia, passaggi nei quali entrano in gioco gli altri protagonisti di questo scandalo, che sul codice penale ha un nome e un cognome: BANCAROTTA FRAUDOLENTA!
Lo ripeto, studiata e pianificata con criminale premeditazione.
Le azioni prendono un’improvvisa accelerazione, ottenuto il via libera sugli stadi i tempi sono maturi perché i furfanti trovino un accordo con i padroni del calcio affinché venga loro garantito un posto nei dilettanti, in cambio di una uscita volontaria dai quadri professionistici (evento senza precedenti nella storia mondiale). Tale accordo apparentemente “a perdere” viene sancito soltanto per poter, con un minimo di legittimazione, vantare lo sfruttamento commerciale degli stadi, ovvero il nuovo allettante business, tanto allettante da essere disposti a spendere la stessa cifra che gli avrebbe consentito di mantenere tranquillamente la serie B… per giocare in CND!!!
I tiranni che amministrano a loro piacimento il baraccone calcio, il cui passato recente li fa apparire agli occhi dei più come imbroglioni piuttosto che come dirigenti onesti e integerrimi, aderiscono ben volentieri all’inverosimile richiesta. Difficilmente potrà mai essere provato ma il sospetto di una lauta ricompensa è forte, perché non riesco a spiegarmi altrimenti lo stravolgimento di ogni più elementare regola per inserire a qualsiasi costo l’F.C. Messina nel girone I del CND, peraltro sfidando improvvidamente la ferma volontà popolare.
Come ogni buona storia delittuosa anche questa ha il suo colpo di scena finale, l’insospettabile sindaco, dopo quella che si rivela una pantomima indegna, cambia repentinamente la sua posizione sacrosanta a tutela dell’onore e della dignità della città che rappresenta, esortando i padroni del calcio (che non aspettavano altro) ad iscrivere la stessa società che poche settimane prima si era ritirata volontariamente dal calcio (una delle tante italiche contraddizioni in termini). Anche in questo caso tendo a pensare che ci sia del marcio, sia per la tempistica, sia per la natura degli ultimi convulsi accadimenti a tempo ormai scaduto.
Il delitto perfetto è compiuto.
Questa, come avete avuto modo di costatare con il semplice resoconto dei fatti, è la storia di uno scandalo senza precedenti, un piano criminale nei confronti del quale la magistratura sta facendo poco e male per evidenti incompatibilità ambientali. Quando fuori dalle aule accusatori e accusati frequentano gli stessi “salotti”, gli stessi circoli, è complicato tenere salda la lucidità di giudizio.
Alla fine della fiera alle persone libere ed oneste rimane solo la rabbia e la frustrazione, consapevoli come siamo di aver gettato per anni … perle ai porci.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

DEI DELITTI E DELLE PENE

Avevo scelto il silenzio ma , visti i recenti clamorosi sviluppi del “Caso Messina”, è opportuno riscrivere qualche riga.
Ora che tutto è compiuto e che i servi sciocchi (siano essi politici, giornalisti o tifosi organizzati) si sono affrettati a rimettersi nelle loro abituali posizioni prone nei confronti di una proprietà infame, si rende necessario ribadire ancora una volta alcuni concetti.
Che si tratti di un disastro annunciato ormai è chiaro anche ai più tonti, quello che invece non è altrettanto palesemente chiaro alle menti obnubilate di chi pretende di occuparsi, scrivere o commentare i fatti calcistici cittadini, è il trattare nella maniera dovuta i colpevoli dello scempio.
Ovviamente mi riferisco alle inopportune ed a questo punto insopportabili e intollerabili garbate cortesie nei modi e nei toni con i quali si continua, con il massimo della deferenza, a riferirsi e comportarsi nei confronti della santissima trinità (rigorosamente minuscolo).
Almeno nel momento in cui si è compiuto l’atto finale di un’opera di sistematica distruzione iniziata sei anni fa, mi sarei aspettato qualcosa di diverso, soprattutto in considerazione del fatto che si è trattato di un progetto deliberato posto in atto da volgarissimi cialtroni, dimostratisi peraltro insuperabili inetti. Maldestri di portata ineguagliabile nella storia dell’umanità, talmente incapaci da aver sviluppato (al contrario di Mida) la singolare “virtù” di trasformare in merda tutto quello che toccano. Dei rarissimi casi sociologici da studiare rinchiusi in gabbie per cavie.
Ed invece questi inqualificabili personaggi, dopo aver truffato per sei lunghi anni un’intera comunità, godono ancora oggi di un inammissibile salvacondotto che li salvaguarda dalla meritata gogna e dalle doverose pene, anzi continuano indisturbati la loro opera di distruzione morale e materiale senza che nessuno gli presenti il conto salato delle malefatte.
Assistere ancora alle loro farneticanti assurdità mi provoca disgusto e nausea, evidentemente sono tra i pochi a odiarli visceralmente, altrimenti ci sarebbe stata una sacrosanta sollevazione popolare.
Questa sommossa avrebbe dovuto essere doverosamente incoraggiata e alimentata dalla corretta e inflessibile lettura dei fatti e degli accadimenti.
Prima di tutto bisognava spiegare dettagliatamente perché si è arrivati ad avere un deficit così enorme, cioè dove sono andate a finire tutte le entrate e come sono state ufficialmente gestite le spese. Le amare sorprese per la maggior parte dei disattenti tifosi e per la distratta opinione pubblica sarebbero state enormi, tanto quanto il deficit.
Ebbene, chi ancora fa finta di non capire sappia che gran parte degli introiti sono stati dirottati su altri “rami di azienda” del Gruppo in profonda crisi di liquidità (primo fra tutti Framon Hotels), oppure sono state sperperate in regalie ad amici degli amici e faccendieri. Il mancato pagamento di tasse, eluse ed incamerate illecitamente (parliamo di circa 15 milioni di €, poi dilazionati ed in gran parte ancora da saldare) e la mancata corresponsione degli stipendi, prassi diventata sistematica tanto che quest’anno non hanno tirato fuori un euro, anzi i 5 milioni di bonus sono stati utilizzati per il leasing di una motonave affittata dalla compagnia di navigazione Balearia (invece i soldi della cessione della più anziana tra le “Cartur” ad una compagnia tailandese, sono stati dirottati su una speculazione immobiliare), hanno portato alle cifre che conosciamo.
Con queste premesse ripianare le presunte (molto presunte) perdite e consegnare al sindaco una società in parità di bilancio al prezzo simbolico di 1€, era il minimo che avrebbe dovuto essere PRETESO! Con le buone o con le cattive!!!
A quel punto gli acquirenti ci sarebbero stati eccome e sarebbero stati ben felici di impegnarsi ad investire nella costruzione di una squadra il più possibile competitiva per tentare il ritorno immediato nella massima serie.
Come sempre la denuncia dei misfatti attraverso la semplice verità, che in tutto il resto del mondo è normalità apprezzata e condivisa, a queste latitudini è considerata eversiva perché tocca i poteri e gli interessi massoni che tengono in scacco la città.
Quindi anche dal punto di vista sportivo, uniformandosi alla lenta eutanasia morale, sociale ed economica, la situazione è irrecuperabile, non perché il Messina rischi di sparire dal panorama professionistico ma perché l’epilogo di questa tragicommedia dimostra che anche il solo confrontarsi apertamente sui delitti e sulle relative pene, a Messina è folle utopia.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

GIU’ IL SIPARIO

La strada che avevo deciso di intraprendere due anni fa logora, corrode, esaurisce.
Ho invidiato coloro che non escono dal perimetro delle loro coscienze atrofizzate, che non s’intruppano nell’oscenità dei viaggi del pensiero e che non avvertono la necessità di esprimere un’opinione contraria perché è più comodo avere a portata di mano il conforto dell’omologazione. Ormai le opinioni si muovono come greggi di pecore cieche su mete decise da persone invisibili, guidate per mano da un sistema di server interconnessi fra di loro. Con le coscienze angosciate dai conti da pagare con carte di credito vuote, attanagliate da paure che ci fanno accettare e subire ogni nefandezza, ma con il rassicurante conforto di ipermercati fotocopia e di convincimenti prepagati pianificati da esperti del nulla.
Chi ha deciso di non sorbirsi tutto lo schifo che ci propinano e quindi non ha necessità di assumere i nuovi potenti anestetici contro il logorio della vita moderna è classificato come pericolo sociale e quindi destinato all’emarginazione.
Autarchicamente orgoglioso di essere emarginato da situazioni e accadimenti che mi sono totalmente alieni per cultura ed educazione, mi sono reso conto che è arrivato il momento di farsi da parte. Stavolta è deciso, il cuore non prevarrà sulla ragione.
Le opinioni di Ultimogordon sul Football Club Messina finiscono qui, semplicemente perché non ho più opinioni da esprimere su una squadra che ormai è solo ed esclusivamente dei Franza, una squadra che non mi appartiene più e che non sento mia da troppo tempo.
Rimarrà la mia gratitudine verso gli amici della “Corazzata” che mi hanno permesso di esprimere critiche e punti di vista, quasi sempre “contro”, senza nessuna censura e limitazione.
Lascio il testimone a chi è più forte e stoicamente vorrà restare in trincea, per me è arrivato il tempo di spezzare la catena delle destinazioni obbligate.
Andando avanti veloce si lasciano indietro tante, troppe cose.
Sono arrivato all’esaurimento del carburante, posso solo scendere lasciando lo sportello aperto.
Correrò a perdifiato su sentieri innevati desiderando di essere inseguito da un famelico branco di lupi che alla fine mi dilanieranno il cuore e l’anima con denti aguzzi di fame antica.
Tra veri amici non c’è bisogno di inutili formalità e patetici adii.
Un abbraccio è sufficiente, un abbraccio genuino!
Giù il sipario.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

ESILIATO

Ma... demoni del cielo, del mare e dei palloni da calcio. Sia benedetta la mia forza di volontà che mi ha educato a sopportare i Franza e che mi tira giù dal letto all'alba. Questo scoglio dove sto seduto scomodo non è un sogno, non è un sogno il pesce che ha appena abboccato alla mia lenza, non lo è il sole già bello alto e lucente che accende i palmizi e le conchiglie sulla battigia, quindi non è un miraggio ciò che vedo all'orizzonte. Ma è proprio ciò che sembra? Una nave! Sì! Un tre alberi a occhio, una nave agile e sicura che punta dritta verso questa costa, la mia isola fuori rotta, il lido del mio antico e dimenticato esilio. E punta senza esitazioni, solcando il mare calmo e scintillante della prima mattina, come se non mi avessero mai dato per morto ma avessero continuato a cercarmi con incrollabile tenacia e fossero giunti fin qui appositamente per salvarmi, per recuperarmi, per riportarmi al piacere di seguire una partita. E' finito, dunque, il mio esilio miserando; quante volte la notte ho disperato di me rievocando il ristoro di una vittoria, di morbide sensazioni e di profumi di trionfi, di comodità domestiche e risate di amici... E io qui per anni che ho smesso di contare, eremita e straccione, testardo osservatore del mare e autarchico padrone di una solitudine feroce.
Ehi tu, sveglia! Datti da fare, riattizza il fuoco, fai segnali! Sbrigati, fannullone, sporco pagano bastardo! Con la pancia piena: la grigliata di ieri sera, eh? E intanto il fuoco si è spento nella notte e bisogna correre a raccogliere legna per riaccenderlo.
I giornali andranno in deliquio nel raccogliere le mie esperienze eroiche, nell'evocare la forza d'animo di cui ho dato prova sopravvivendo a tante sofferenze e pericoli; anche gli irriducibili ultras si sentiranno invidiosi della mia prova di coraggio e anche - diciamolo - della splendida forma fisica che ho acquisito in tanti anni di vita sana e attiva, all'aperto, loro pallidi e imbolsiti dal grigiore del perenne autunno della loro squadra.
E’ arrivato il grande momento! Momento!?
Momento… momento, momento. Riflettiamo un momento. Tornare a seguire il Messina?
Sarà tutto come prima? E se fosse peggio? E' possibile, dovrei fare un po' di conti del tempo che è passato, ma direi che è più che possibile che non sia accaduto niente di buono. Già, e in quel caso che cosa farò? Come riaffronterò tutta la schiera di quei perbene e vigliacchi, sempre a giustificare i Franza. Erano tanti e ora saranno di più. Va a finire che torno e non trovo neanche più nessuno che continui a lottare per cacciarli per sempre. Bella prospettiva. E gli amici, mi avranno aspettato, si ricorderanno di me? Come si chiamavano, chi se lo ricorda... ah come l'ho sognata per anni, una birra con quei vecchi manigoldi a parlare di quell’allenatore di... quello lì, com'è che si chiamava? Ma vuoi vedere che non mi ricordo come si chiamava quell’allenatore che criticavamo sempre? E le battaglie per cambiare le cose, no, non ho le idee chiare. Vuoi vedere che non hanno mai creduto che io potessi tornare e hanno messo da parte anche il mio ricordo? Non sarà mica che torno laggiù e non trovo nessuno che mi aspetti, che mi riconosca, che ringrazi il cielo per il miracolo? Mi aspettano dei bei problemi, temo. Tutto da ricominciare daccapo, le sconfitte e le delusioni continue.
Che tragico errore sto per fare! Butta per terra quei rami, stoltissima bestia, e disperdi le ceneri del fuoco, e poi cancella le tracce della presenza e soprattutto nasconditi dentro la boscaglia. Solo io conosco la strada, mi infilerò nel folto e camminerò veloce come belva della foresta fino a raggiungere le grotte della montagna e a barricarmi lì dentro mentre mi cercheranno invano, e forse, alcuni finiranno nelle trappole che ho costruito per la caccia, altri potrebbero precipitare lungo la cascata e molti saranno punti mortalmente da quegli insetti velenosi ai quali sono diventato resistente.
Con un pò di fortuna… riuscirò a seminarli.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

ADDIO AL CALCIO

Mi appresto ad abbandonare serenamente questa antica passione.
Sto preparando le valigie, ci metterò dentro tutti i ricordi dolci e anche quelli amari, ci metterò dentro le facce, le vite incrociate nel comune cammino, unite dal destino e separate dalle circostanze.
E’ un addio senza rimpianti, tutto ha un inizio e una fine, certo non avrei potuto immaginare una fine tanto trista e ingloriosa, ma non è stato possibile opporsi alle soverchianti forze distruttrici che hanno funestato la gestione dell’FC Messina.
In realtà è una decisione presa da tempo, arrivo preparato all’addio, per esempio mi è stato del tutto indifferente non avere visto nessuna partita della stagione in corso, anzi è stato un sollievo l’essermi risparmiato umiliazioni e mortificazioni interminabili.
Solo un cambio della proprietà potrebbe farmi riavvicinare al Messina e quindi al calcio, ed in ogni caso non è affatto certo che possa riaccendersi di nuovo la passione.
Quando finisce un amore restano solo cenere e vetri rotti.
La morale è, che anche se perdutamente innamorati bisogna mantenere in ogni circostanza la lucidità, l’onestà intellettuale e l’integrità morale, qualsiasi sia il prezzo da pagare.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

STOLIDO VISIONARIO

C’è stato un momento, dopo le dichiarazioni del marzo 2007, che avevo seriamente pensato di poterci finalmente liberare della famiglia Franza, invece le speranze sono risultate vane.
Sono rimasti pervicacemente (stizziti per la lesa maestà alla loro imperiale inettitudine) per completare il capolavoro al contrario, perché bisogna metterci grande impegno per collezionare uno dietro l’altro tutti i disastri che sono stati capaci di mettere insieme.
Alla soglia di una probabile terza retrocessione, che viste le intenzioni manifestate è facile pronosticare per la prossima stagione (salvo che già quest’anno non intervenga la giustizia sportiva), ripenso a quella famigerata conferenza stampa: com’è lontano marzo 2007 e quanto ci avremmo guadagnato se ai velleitari propositi fossero seguiti i conseguenziali atti concreti e ragionevoli.
Mi ero illuso invano, stolido visionario che non sono altro, illuso che potesse esserci un briciolo di normalità ed invece non avevo fatto i conti con la cialtroneria, d'altronde è il comportamento che odio maggiormente e che non riuscirò mai ad accettare.
E’ triste il destino di tutti gli stolidi visionari, finiscono per consumarsi arrovellandosi nelle loro stesse convinzioni, che inevitabilmente si trasformano in ossessioni.
Le grandi verità si apprendono dalle bocche dei pazzi e dei visionari, purtroppo non c’è alcuna consolazione a glorificarsi di essere stato profetico, sia perché era molto facile prevedere la prosecuzione del declino (con una proprietà che non ha più voglia di dare e fare niente) e soprattutto perché non ci sono vincitori in questa vicenda, solo cadaveri accatastati e macerie.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

DIGNITA’

Dignità. Parola abusata, usata spesso a sproposito, in questi tempi bui possiamo aggrapparci all’ultima ancora di salvezza morale e spirituale: alla nostra dignità.
Dobbiamo rivendicare con forza l’ultimo valore assoluto, affrontare con scelte coraggiose le situazioni che stanno portando via questo poco che ci resta.
Ci hanno insultato, oltraggiato e umiliato, ci hanno furfaldinamente espropriato del calcio.
Adesso dobbiamo pure vergognarci delle passate soddisfazioni sportive, visto che praticamente tutti i rappresentanti principali di quella compagine societaria (Franza, Bonsignore e Fabiani) sono stati deferiti per atti illeciti e antisportivi.
Preso atto che solo una esigua minoranza continua ad avversare attivamente questo modo di gestire la società, che malgrado tutti i disastri chi si oppone alla proprietà è considerato uno sfascista, la maniera migliore per difendere l’integrità morale e quindi la dignità di chi non accetta questo stato di cose è ignorarli, comportarsi come se non esistessero, come se il calcio a Messina non esistesse.
Questo atteggiamento non significa abdicare, significa piuttosto eliminare ogni tipo di considerazione nei confronti di chi non merita nessuna considerazione, significa togliere loro la ragione d’essere, abbandonandoli nell’oblio dell’indifferenza.
Già da tempo si sta assistendo al progressivo allontanamento degli spettatori (il seguito popolare è ai minimi storici), assodato che la critica non riscuote apprezzamenti, assecondare la passiva apatia in questa triste congiuntura storica è il minore dei mali.
Padroni, dirigenti, allenatori, giocatori, tifosi venduti, giornalisti, commentatori, non importa da quale parte arrivino i proditorii attacchi alla dignità, bisogna rifiutarli smettendo di fare parte di questa messinscena, senza aspettare che si compia quello che ormai sembra un destino ineluttabile.
Bisogna svincolarsi al più presto da questo abbraccio mortale dettato da antiche passioni, bisogna far prevalere la ragione al cuore, bisogna avere il coraggio di non interessarsi più di calcio fino a quando ci sarà questa gestione societaria.
Un esilio forzato salverà le nostre anime.
Ci hanno rubato la speranza, difendiamo almeno la dignità.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

PAROLE CHE SI COMMENTANO DA SOLE

Ho terminato gli argomenti per commentare questo schifo, il disgusto è tale da non poter più essere tradotto a parole, ma vorrei riportare le ultime dichiarazioni rilasciate dal padrone del FC Messina (pubblicate sul modesto quotidiano locale in data 17 aprile), perché sono parole che si commentano da sole, senza bisogno di dover riempire la vacuità delle affermazioni con la propria immaginazione.
Tralasciando le tante stupidaggini dette mi soffermerò solo sui punti salienti, citando testualmente in rigoroso ordine di enunciazione:
“Abbiamo tenuto fede ai nostri programmi…””…la squadra si è ben comportata.”
“…ritengo che occorre voltare pagina e riavvicinarsi alla squadra della città.”
“…i tifosi si sono resi conto che da diversi mesi a questa parte si sta lavorando seriamente e con persone preparate.”
“Il nostro gruppo ha investito una cifra ingente fino ad oggi e non vuole più certo fare altri salti nel buio. Non ci sono i presupposti per un torneo di altro tipo.”
“Purtroppo la cifra è notevolmente superiore” (risposta riferita alla domanda circa un passivo di esercizio di 8 milioni di euro)
“E’ una realtà che non potrà cambiare a meno che… si sblocchi la questione sugli stadi, in particolare quella sul S. Filippo”
“Ritengo proprio di si perché il suo lavoro mi ha soddisfatto.” (risposta riferita alla domanda sulla riconferma di Di Costanzo)
“A breve scadenza dico si. Tra un paio di anni, col progetto stadio operativo, si potrebbe ricominciare a fare altri discorsi. Ma prima occorre che la città dia un segnale concreto.” (risposta riferita alla domanda se fosse utopia immaginare un Messina che lotti per la A)
Tutto e il contrario di tutto trovano posto nel nulla lasciato dal novello Attila.
E allora sbizzarritevi, perché stavolta non ho parole da aggiungere… solo silenzi e vuoto.
Ultimogordon

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AAA PRESIDENTE CERCASI

Questa non è un’inserzione, è una disperata invocazione di aiuto miracoloso.
Senza scomodare la “santità”, per evitare di essere blasfemo, non vado lontano nel definire le passate e presenti invocazioni a mitologiche figure di potenziali presidenti (prima fra tutte Zonin “il taumaturgo”), come qualcosa di molto simile alle invocazioni di miracoli, d’altronde una fetta sempre più consistente di tifosi attende un cambio al vertice della società, quasi si aspettasse il redentore.
Non è che si aspetti esattamente l’imprenditore veneto, la figura di Zonin è solo la rappresentazione idealizzata delle aspirazioni popolari, il tifoso afflitto e sconsolato attende trepidante una figura che sia il guaritore di tutti i mali e assurga a salvatore della fede biancoscudata.
Questo nuovo presidente desiderato e sognato, dovrebbe essere il rimedio universale delle manchevolezze e dei difetti dell’FC Messina, la sua materializzazione nell’immaginario collettivo dovrebbe rimediare a tutti i disastri confezionati dall’allegra combriccola dei Franza e quindi salvarci dalla dannazione.
Vari personaggi sono stati accostati al Messina negli ultimi mesi (Zamparini, Gaucci, Zonin, Ruggeri), presunti presidenti millantati ogni qual volta si presentino difficoltà, menzionati ogni qual volta si parli di calciomercato, vagheggiati ogni qual volta si accenni al futuro societario.
I nomi di alcuni di loro (soprattutto Zonin) sono entrati di diritto nella leggenda, anzi la loro presunta materializzazione è diventata la leggenda metropolitana per antonomasia. Meglio della Pietra Filosofale o dell’Araba Fenice, perché sono così tanto spasmodicamente desiderati, ansiosamente sognati, da far perdere il lume della ragione. Insomma rappresentano il miraggio che seduce e ammalia gli assetati (di soddisfazioni calcistiche) tifosi messinesi.
Siamo talmente prostrati e avviliti da aggrapparci anche alle più inverosimili ipotesi pur di alleviare il nostro disgusto nei confronti di questa proprietà, colpevole e recidiva.
Purtroppo quest’ennesimo desiderio si rivelerà come l’ennesima delusione, e se è vero che sognare non costa nulla è altrettanto vero che più i sogni sono lunghi e ambiziosi, maggiore sarà lo schianto al risveglio.
Comunque la voglia popolare di un cambiamento al vertice societario è da valutare positivamente, sta a significare che sempre più tifosi stanno prendendo coscienza che non potrà esserci futuro con gli attuali padroni, perché Zonin o chicchessia è di fondamentale importanza liberarsi dei Franza. Chiunque li sostituirà non potrà fare peggio e soprattutto non avrà sulla coscienza tutti i disastri sociali, sportivi ed economico-finanziari accumulati dalla devastante famigliola.
In attesa di un presidente taumaturgo, che arrivi in un futuro più o meno remoto, per intanto mi accontenterei di un presidente … semplicemente normale.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

QUALI PROGRAMMI

Ammesso che questa accozzaglia di sbandati riesca ad evitare la meritata retrocessione in terza serie, non certo per meriti propri ma per demeriti altrui, quali sono i programmi per la prossima stagione?
Quali sono le prospettive che vengono proposte?
Saranno questi Carneadi raccattati con largo anticipo nelle serie inferiori a costituire la campagna di rafforzamento per la squadra futura?
Sarà il filosofo minimalista Di Costanzo a doverli guidare (si fa per dire), dopo aver dimostrato la sua pochezza caratteriale e tecnico-tattica?
Beh, se è questo il nulla che hanno da offrire il futuro è molto inquietante.
Con queste premesse l’obiettivo massimo per il campionato 2008-2009 non potrà che essere una stentata salvezza, mancherebbero tutti i requisiti per puntare a qualcos’altro.
Facile prevedere che si disgregherà definitivamente il rapporto squadra-città. Dopo aver azzerato l’entusiasmo con le ultime sciagurate stagioni, si passerà quindi al disinteresse cronico anche degli ultimi irriducibili ottimisti. Riproporre gli stessi avvilenti discorsi di quest’anno (semplicemente salvarsi senza chiedere niente di più) diverrà inaccettabile anche per loro.
La prossima stagione si presenterà più complicata, perché dovrà fare i conti con la contestazione che certamente accompagnerà un cammino stentato. Senza chiari programmi ambiziosi sarà più complicato gestire lo “spogliatoio”, sarà più difficile giustificarsi, l’avversione dell’ambiente potrebbe destabilizzare mortalmente il già fragilissimo gruppo.
Qui arriviamo al problema principale, al nocciolo della questione: per quale oscuro motivo l’avido gruppo Franza dovrebbe improvvisamente rinsavirsi e cominciare a investire sull’FC Messina? Avrebbero potuto cominciare a farlo già quest’anno avendo “l’aiutino” dei 5.000.000 (leggasi cinquemilioni!) di euro e l’incentivo di una discreta (seppur casuale)classifica a fine girone d’andata.
Se fino ad oggi si sono dimostrati indisponibili a reinvestire sulla squadra gli ingenti utili incassati a vario titolo, perché mai dovrebbero tirare fuori i soldi già intascati e ormai girati definitivamente ad altri rami di impresa del gruppo (vedi potenziamento flotta per le “autostrade del mare”, disimpegno oneroso del settore alberghiero, nuove speculazioni immobiliari e ingresso nel settore telecomunicazioni con l’acquisizione di licenze Wi-Fi).
La verità è che hanno solo sfruttato il calcio, considerandolo come la gallina dalle uova d’oro, e per tre anni gli è andata pure più che bene, poi ha prevalso la loro soverchiante avidità, mista alla magna inettitudine che li caratterizza, inevitabile è sopraggiunto il disfacimento di una squadra che si sarebbe potuta gestire da sola, autofinanziandosi abbondantemente.
Insomma non ci sarà nessun programma, perché programmare significa spendere soldi e passione. A questo punto mi rifiuto di pensare che ci possa essere anche un solo sprovveduto che ancora si fidi di chi ha dimostrato di non avere credibilità.
Qualcuno di voi sarebbe disposto ad acquistare un’auto usata dai Franza?
Io piuttosto camminerei a piedi!
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

I LIMITI DELLA DECENZA

A tutto c’è un limite, a tutto deve esserci un limite, tra i limiti più importanti da non dover in nessun caso e per nessun motivo mai superare c’è il limite della decenza.
Superato questo baluardo di onorabilità e rispettabilità si sconfina nell’infamia e nel disonore. Ebbene il disastro (calcistico) che ci riguarda ha assunto proporzioni tali da averci portato molto vicini a questo confine, anzi sempre più spesso sono indotto a pensare che forse questo limite sia stato addirittura già varcato. D'altronde non solo i vergognosi comportamenti in campo, ma anche le dichiarazioni fuori dal campo sono indecenti, sono un insulto, un oltraggio.
Siamo in pochi a renderci conto della gravità della situazione, l’alienazione dalla normalità ha fatto perdere il contatto con la realtà a gran parte dell’ambiente, l’opinione pubblica è anestetizzata da beoti molto graditi alla proprietà, ma infinitamente dannosi per la causa.
Se a padroni irresponsabili si contrappongono servi accondiscendenti si sgretola anche l’ultimo bastione a difesa della decenza.
Nessuna critica non è sinonimo di consenso, è piuttosto sinonimo di servilismo autodistruttivo.
La strada che porta “aldilà” è una strada senza ritorno, una volta superati i limiti della decenza non si può più rimediare, l’onta rimane per sempre scolpita nelle pelle di chi ne è colpevole, così come rimane indelebile come un tatuaggio nella memoria di chi la subisce.
Chiunque superi i limiti della decenza non può e non deve essere perdonato.
Io non dimentico e quindi non perdono!
Non si tratta di permalosità o di vendetta, è una questione di elementare rigore, è una questione di elementare giustizia!
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

SURROGATO DI CALCIO

Meno male che quest’anno sia intervenuto provvidenziale il boicottaggio delle televisioni a celare le vergognose e umilianti disfatte di questa manica di smidollati, un branco di inetti indegni perfino di dirigere una squadra amatoriale, indegni di allenare perfino i dopolavoristi, indegni di calcare qualsiasi terreno di gioco che non sia “‘na ciumara”.
Quest’allegra combriccola di arricchiti senza meriti né capacita alcuna, si è autoreferenziata offrendo senza parsimonia (e pudore) vagonate di surrogato di calcio.
Per fortuna ad assistere al degradante avanspettacolo hanno assistito quei pochi sprovveduti creduloni che continuano a dare fiducia a questi saltimbanchi venditori di fumo.
Il gioco del calcio è tutta un’altra cosa, affrancateci dalla vostra sgradita presenza, lasciate perdere, non fa per voi.
Perché l’unica cosa che siete stati in grado di offrirci è (come diceva il grande principe De Curtis) soltanto una volgare “Ciofeca”.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

UTILI IDIOTI

La storia ne è piena, quasi tutti i despoti se ne sono circondati e poi li hanno usati a piacimento per i loro biechi scopi, ebbene attorno al baraccone Messina queste inette figure abbondano.
Tra pagliacci e saltimbanchi vari, i rimasugli dei gruppi organizzati ed i docili giornalisti e/o commentatori sportivi sono di gran lunga i miei preferiti, perché dopo aver definitivamente smarrito il senso stesso della loro esistenza (che a qualsiasi latitudine è essere fedeli alla “maglia”, non certo a giustificare presidenti, dirigenti o giocatori vari), spiccano per idiozia asservita alla causa padronale (essendo ormai da tempo fedeli solo ed esclusivamente agli interessi del padrone, che sono palesemente contrari a quelli della suddetta “maglia”).
Il loro servilismo ha raggiunto vette mai raggiunte prima, tanto da poter costituire interessantissimi elementi di studio sociologico e psichiatrico.
Quello che fino ad un certo punto poteva essere catalogato come insulso buonismo, in realtà era l’embrione del germe distruttivo dell’idiozia, purtroppo non quell’idiozia innocua fine a se stessa ma quella ripugnante ad uso e consumo del tiranno.
La debolezza caratteriale del messinese medio ha certamente giocato un ruolo fondamentale, comunque da sola non basta a giustificare la follia autolesionistica collettiva.
Proprio così, alla fine si tratta di autolesionismo, non c’è altro modo di considerare gli atteggiamenti ed i comportamenti sempre inclini alla giustificazione, sempre votati alla comprensione delle altrui ragioni, sempre pronti alla connivenza e molto spesso anche alla complicità ed al favoreggiamento.
Di utili idioti ne è pieno il mondo, a Messina eccelliamo in questo settore.
Almeno primeggiamo qualche classifica.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

GIOCO AL MASSACRO

A chi giova continuare questo umiliante massacro morale e materiale?
E’ utile a qualcosa? Sottoporsi a questa lenta lapidazione è un passaggio necessario per redimere la grave colpa di avere accettato passivamente tutto l’orrore propinatoci?
Se così fosse bisogna rassegnarsi ad accettare la giusta punizione.
Se invece così non fosse (ipotesi molto più verosimile) che senso ha non prendere alcun provvedimento adesso, avendo a disposizione l’inutile finale di campionato per sperimentare i benefici di un cambiamento proiettato già alla prossima stagione.
Confermare l’attuale assetto tecnico-amministrativo promette di dare buoni frutti l’anno prossimo? Chiunque intellettualmente corretto non potrà mai dare una risposta positiva, troppe sono le lacune tecniche, tattiche, organizzative, atletiche, sanitarie.
Si è progressivamente assottigliato il campionario di bugie ed inutilità varie che ci sono state raccontate a più riprese, di pari passo si sono assottigliate l’ambizione e le legittime aspettative che si nutrivano ad inizio annata, anche gli obiettivi minimi garantiti dai nuovi dirigenti sono miseramente naufragati.
All’inizio si parlava di bel gioco, di squadra divertente che rendesse orgogliosi e facesse tornare la voglia di seguire il Messina. Poi si è passato al concetto di squadra “in trincea” che cerca di sopperire ai suoi limiti. Adesso si parla di accettare e accontentarsi senza chiedere di più, cioè bisogna accontentarsi acriticamente di una salvezza (dovuta). Inutile chiedere un minimo di gioco e soprattutto di smetterla di far ridere tutta l’Italia con le vergognose e umilianti disfatte che si susseguono con sconcertante regolarità.
Non accetto questa visione nichilistica, significa l’annientamento della passione, l’annientamento della speranza.
E’ un gioco al massacro a cui bisogna sottrarsi.
Ultimogordon

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IL PIACERE DI PARLARE DI CALCIO

Riflettevo amaramente su questo concetto, in effetti è questa l’assurda limitazione che nostro malgrado siamo stati costretti a subire. Tra le spregevoli azioni delittuose attribuibili a questa proprietà forse è proprio la negazione del piacere di parlare di calcio la più odiosa, quella che ha maggiore impatto sul tifoso ma anche sul semplice appassionato.
Per sua natura e definizione il gioco del calcio è uno svago, un piacere, nessuno può negare che attorno ad esso si aggrumino significati e risvolti che sconfinano nel sociale e nel senso di appartenenza, tuttavia rimane fondamentalmente un divertimento, un interesse ludico.
Ebbene ci è stato negato anche questo.
Addirittura è diventata una sofferenza, una pena, seguire e commentare le vergogne e le umiliazioni.
Ci vuole una buona dose di masochismo per continuare a parlare di calcio a Messina, si finisce inevitabilmente con il farsi del male all’anima e al cuore, la devastazione è di tale portata che probabilmente intere generazioni, le più giovani soprattutto (che non sono cresciute a pane e pallone), non si riavvicineranno mai più al F.C. Messina, perché solo chi ha instillato fin dall’infanzia il virus del calcio può continuare a sopportare quest’infinita catastrofe mantenendo comunque un legame affettivo con la squadra della propria città.
Insomma il danno procurato è incalcolabile.
La privazione del sacrosanto diritto di godere del gioco del calcio e l’altrettanto sacrosanto diritto di parlarne, dovrebbero essere risarciti in sede civile.
Potrebbe sembrare un’astrusa provocazione, ma forse la cosa più sensata da fare sarebbe proprio citare per danni morali ed esistenziali i colpevoli, magari utilizzando il nuovo strumento legale della “Class Action” che sembra fatto apposta per il caso specifico.
Sarebbe un’iniziativa clamorosa, dirompente, potrebbe addirittura scardinare il paludoso status quo.
Dopo aver subito il danno, almeno moralmente potremmo tentare di risparmiarci la beffa.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

INDIGNAZIONE

Sono profondamente prostrato per l’infinito supplizio provocato e inflitto da questa indecorosa proprietà, che ci ha confezionato per il terzo anno consecutivo una squadra di cui vergognarsi.
Ogni qual volta rivedo gli orrori di questa banda di peones mi monta irrefrenabile la rabbia e l’indignazione, proprio questa capacità di indignarmi mi rende una persona rispettabile.
La battaglia contro i padroni e il loro nutrito codazzo di servi mi inorgoglisce, dopo le ultime devastanti umiliazioni ha assunto i connotati della missione, ormai è un dovere che mi impone la mia integrità morale e la mia onestà intellettuale.
Solo delle stoltissime bestie quali sono i Franza, indegne di qualsiasi considerazione, non si indignano e di conseguenza non prendono dei durissimi provvedimenti nei confronti di mercenari privi di anima, di capacità e di dignità, nei confronti di dirigenti che predicano bene e razzolano male, nei confronti di tecnici più inclini alle panche di un’aula di filosofia che ad una panchina.
Ancora maggiore è la mia indignazione nei confronti dei giornalisti (o presunti tali) e degli “addetti ai lavori” (o presunti tali) protagonisti e correi in questa infinita e assurda tragicommedia.
Le loro farneticanti dichiarazioni, i vergognosi comportamenti, le ridicole giustificazioni, il vomitevole buonismo, gli indecenti atteggiamenti e commenti dopo gli infiniti disastri, li rendono compartecipi, anzi hanno favorito il degenerarsi irrimediabile di questo cancro.
Continuare ad avallare lo sciagurato comportamento della proprietà equivale a ingannare la Verità assoluta, banda di pavidi smidollati che invece di fornire una corretta informazione e operare con competenza e integerrima professionalità, mistificate la realtà.
L’inettitudine e l’incompetenza di giocatori e tecnici non l’accetterò mai, ma posso capirla, è ripugnante ma sta nell’ordine delle cose, invece è inaccettabile la falsità intellettuale e morale di chi commenta e di chi dovrebbe informare, inoltre a differenza di questi parvenu (razzolanti per gli italici prati) che vanno e vengono a loro piacimento, voi che vivete e lavorate in questa città avete avuto la sfrontata imbecillità di tradire i sentimenti dei veri tifosi, ovvero quelli che con sofferenza disertano lo stadio, non certo i pochi (prezzolati) ultras, vostri degni compari, che sostengono e giustificano quel che ormai è insostenibile e ingiustificabile.
Colpevoli senza attenuanti, con i più gravi capi di imputazione pendenti sulle vostre teste (vuote).
Padroni e servi ormai non c’è più differenza, troppo grave è l’imputazione, avere vilipeso il gioco del calcio, il buonsenso e il buongusto, non ammette sconti di pena.
L’alto tradimento di cui vi siete macchiati comporta inevitabilmente la condanna alla perdita perpetua del rispetto e della considerazione, che sono dovuti ad ogni essere umano, a condizione che si comporti con rispetto e onestà nei confronti del prossimo. Quindi voi siete indegni di goderne.
Il disastro è totale, sono improrogabili prese di posizione estreme, solo uno stravolgimento radicale può fare invertire la rotta.
Non si possono più fare prigionieri, bisogna tagliare le teste, dentro e fuori dal rettangolo di gioco.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

OCCASIONE PERSA

Ormai non fa molta differenza, un’occasione persa in più o in meno non cambia molto, si va semplicemente ad aggiungere alle innumerevoli altre occasioni perdute.
L’occasione persa alla quale mi riferisco è l’opportunità di giocarsi i play-off buttata via in modo criminale per il solito miscuglio di avidità e inettitudine che ha contraddistinto e continua a contraddistinguere la gestione Franza, aldilà degli uomini che si sono alternati alla gestione tecnica e amministrativa, (in verità pochi uomini e molti quaquaraquà) scelti con decisioni cervellotiche, molto più spesso imposti con presunzione grottesca fino a sconfinare nel ridicolo.
Il piccolissimo gruppo menti che ancora non ha perso il senso critico e quindi il senso della realtà è abituato a masticare amaro quindi poco male.
Di occasioni perse se ne sono viste e sentite così tante da portare alla rassegnazione, pian piano tutte le voci di dissenso stanno abdicando alla mediocrità imposta dalla società.
I pseudo giornalisti sono i miei preferiti, sono sinceramente affascinato dalla loro nullità, si sono ordinatamente allineati sostenendo allegramente la “normalizzazione” dell’anormale, un vero fenomeno sociologico da studiare.
Anche le pochissime voci critiche si stanno affievolendo soffocate dall’ipocrito conformismo e dal piatto adeguamento allo schifo.
Spazio quindi solo a chi parla a sproposito, a chi strepita farneticanti teorie e spiegazioni, meglio se certificate con il rassicurante marchio di fabbrica della Gazzetta del Sud che sdogana anche le peggiori bestialità conferendo dignità e rispettabilità anche alle più allucinanti minchiate, siano esse scritte sulle colonne del modesto quotidiano, ovvero raccontate attraverso gli schermi dell’ancor più modesta RTP. Su gli altri organi di informazione non è necessario spendere alcun commento, si definiscono da soli nella loro insignificante pochezza.
Insomma tutti fanno a gara a non perdere occasione di stare zitti, a non perdere occasione di fare un altro mestiere, a non perdere occasione di elogiare questo o quello, cosa volete che sia.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

VERGOGNA

Poche parole perché non c’è molto da dire e poi non è il caso di sprecare inutili energie mentali per questi cialtroni.
Come bisogna classificare l’ulteriore inaccettabile disfatta in quel di Frosinone?
Soprattutto come si fa ad accettarla e metabolizzarla come se nulla fosse?
Questo genere di indegne non-prestazioni portano a prendere immediate decisioni di carattere disciplinare, ma questo accade in tutte le società di calcio normali, ed è proprio questo il punto fondamentale: una volta ancora la società FC Messina si dimostra essere una società anormale, nel senso più deleterio del termine.
A quei pochi “dissidenti” ai quali viene la nausea al solo pensare come hanno ridotto il Messina, non resta che tenersi questa indegna società, questi indegni giocatori, questi indegni giornalisti e commentatori.
Indegni tutti quanti perché è intollerabile continuare a subire queste umiliazioni senza la minima reazione.
Sostenere che bisogna solo salvarsi è una cosa (peraltro è un’idea che ho sempre rifiutato a priori), ma come si fa a tollerare questo schifo.
Vergogna!!!
UltimoGordon

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SCONCERTANTE

Nelle ultime settimane si stanno rincorrendo insistenti indiscrezioni, voci incontrollate di anomale scommesse a perdere sulle partite Messina – Triestina e Cesena – Messina.
L’ambigua gestione societaria (sia amministrativa che sportiva) degli ultimi anni ed anche il comportamento non proprio irreprensibile dei tesserati nel recente passato, favoriscono l’insinuarsi del sospetto. Le modalità nelle quali sono maturate le sconfitte suddette, aggiunte alle imprevedibili ed inopinate sconfitte con Vicenza e Spezia, rendono sconcertante il quadro generale.
In effetti a voler fare l’avvocato del diavolo bisogna riconoscere che si tratta di partite nelle quali la vittoria degli avversari era generosamente quotata proprio perché ritenuta improbabile. Un incidente di percorso è del tutto naturale, invece non lo è affatto il sospetto ripetersi dell’evento, peraltro preceduto e seguito da prestazioni completamente discordanti dalle sconfitte incriminate.
Questo è il quadro generale nel quale stanno maturando queste indiscrezioni che accrescono il disorientamento e alimentano, se non il sospetto, almeno il ragionevole dubbio.
Non mi sorprenderei se fosse avviata un’indagine e tanto più non mi sorprenderei se quelle che al momento sono solo calunnie si dimostrassero concreti, provati, reati.
A mio modo di vedere solo il fatto che esistano queste voci, che si diffondano con tanta facilità e che riscuotano tanto interesse, anzi addirittura che si dia credito a queste infamanti accuse, pone con forza la questione della fiducia.
Per quanto mi riguarda da molto tempo non ho la minima fiducia e quindi nessuna stima nei confronti dei personaggi alla guida della società (e anche di tanti calciatori ancora in organico), che hanno l’imperdonabile colpa di aver precipitato il Messina in uno dei periodi più umilianti e degradanti della sua storia.
Disprezzando profondamente i presunti imputati sono tendenzialmente portato verso un verdetto di colpevolezza, ma l’aspetto interessante della vicenda è il diffuso senso di sfiducia che attraversa l’ambiente sportivo cittadino, questo significa che sempre più tifosi hanno esaurito la propria disponibilità a dare credito alla società e ai calciatori, cioè significa che questo gruppo (amministrativo e tecnico) viene percepito come un’accozzaglia di indegni rappresentanti della propria fede sportiva.
Si avverte nitidamente, non bisogna essere attenti osservatori per rendersene conto, è un diffuso senso di fastidio che serpeggia, un’insofferenza montante.
Nonostante ciò giornalisti e commentatori hanno fatto calare la bieca censura sull’argomento, il che dimostra una volta di più la loro malafede, la collusione con il marciume che ci sta soffocando.
Se nessuno ha nulla da temere non c’è motivo di non parlarne. Tacitare significa quantomeno avere scheletri negli armadi. La libera informazione non ha paura né riverenza verso il potere costituito, anzi non deve perdere occasione di fustigarlo e porlo davanti alle proprie responsabilità.
I cari giornalisti e “addetti ai lavori” vari ed eventuali, invece di continuare a criticare la gente che non va più allo stadio dovrebbero indagare a fondo, in questa ed in tutte le altre sconcertanti vicende che hanno funestato la recente storia calcistica cittadina, per fugare il benché minimo dubbio. Ma siccome non perdono occasione per dimostrarsi servi del potere, non potranno mai capire che il punto fondamentale è proprio questo: si tratta di una questione di fiducia.
Esattamente quello che non c’è più.
Ultimogordon

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E ANCHE QUESTO GENNAIO

E anche questo gennaio è passato senza che la proprietà facesse ciò che era necessario, gli anni scorsi addirittura per la sopravvivenza, quest’anno “solo” per cercare di agganciarsi ai play-off ed evitare qualsiasi pericolo.
Parlare di pericolo a molti potrà sembrare esagerato, invece credo che con la rosa attuale questa squadra sia ancora oggi (malgrado il buon vantaggio sulla quintultima, ma dopo aver perso praticamente con tutte le ultime in classifica) sul filo del rasoio, inoltre il mio rigore intellettuale mi impone di controbilanciare le dichiarazioni demenziali ed irresponsabili che parlavano a sproposito di Serie A e criticavano i tifosi che disertavano il S. Filippo, assurdità prive di senso della realtà.
Questa stagione, bene che vada, non ha più nulla da dire e da dare ai già esasperati tifosi, anzi a questo punto potrà solo “regalare” ulteriori amarezze (vedi le paradossali sconfitte con Vicenza, Spezia, Triestina e Cesena, tanto per citare le più clamorose), o magari umilianti vergogne (vedi il pignoramento dell’incasso con la Triestina).
Aldilà dell’avara stagione in corso il futuro è tutt’altro che roseo, se ci fossero state reali intenzioni di crescere non c’era migliore occasione per cominciare a farlo da questo gennaio, così come si faceva ai tempi di Aliotta – Salerno, che con lungimiranza e sagacia cominciavano a rafforzare già a gennaio la squadra per la stagione successiva.
A quei tempi non c’era bisogno di fare appelli per richiamare la gente allo stato, ma queste elementari verità le avide menti dei Franza non le hanno mai comprese e non mi pare ci siano segnali che comincino a comprenderle, anzi si va sempre più, di bassezza in bassezza, nella direzione opposta: ritenere legittimo non pagare il dovuto all’ATM perché si vantano presunti crediti dal Comune, equivale a sostenere di aver fatto bene a rapinare il negozio di un negoziante che è nostro debitore. Non c’è bisogno di aggiungere altro, lo capisce anche un bambino (caro Gasparin) che è un comportamento da lestofanti, assolutamente ingiustificabile.
L’inesistente mercato di questo gennaio, voglio sottolineare ancora una volta malgrado i cinque milioni di euro di bonus, spero chiuda definitivamente tutte le discussioni buoniste: questa proprietà non ha la volontà di portare avanti il progetto sportivo!
La città tranne rare accezioni ormai lo ha capito, serve che lo capiscano qualche confuso giornalista e qualche dannoso commentatore-opinionista. Bisogna interrompere questo inutile e penoso stillicidio, perché a queste condizioni l’estinzione del calcio a Messina è solo questione di tempo.
Già mi prefiguro cosa succederà la prossima stagione: senza i cinque milioni di bonus venderanno i pochi giocatori validi e non contenti continueranno ad insultarci e oltraggiarci dicendo che non meritiamo e che non possiamo pretendere una squadra vincente.
A gennaio 2009 ci ritroveremo a parlare di altre vergogne e umiliazioni, materiali e morali.
Ultimogordon

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COME SE …

Vorrei tornare sull’argomento già trattato nell’ultimo commento, cioè sulla disputa apertasi circa il numero di spettatori che seguono il Messina dagli spalti del S. Filippo.
Non era mia intenzione tornare a riparlarne, ma visto che si continua ad insistere forse è il caso di fare alcune puntualizzazioni, d’altronde l’ambiente messinese è talmente “malato di anormalità” da rendersi necessaria una volta di più la puntualizzazione dell’ovvio!
Ho già detto la settimana scorsa come la penso circa le prese di posizione sull’argomento di Di Costanzo e Gasparin, considerato che non hanno nessuna responsabilità sui passati disastri e che forse non conoscono tutti i particolari e i retroscena delle scorse tragicomiche gestioni tecnico-amministrative, riesco perfino a giustificarli. Fermo restando che non condivido assolutamente né la forma né tantomeno la sostanza della loro presa di posizione.
Coloro che non hanno nessuna giustificazione sulle polemiche sollevate riguardo la legittima e sacrosanta scelta di disertare lo stadio, scelta peraltro sofferta presa dai tifosi e dai semplici appassionati di calcio, sono i giornalisti e i commentatori locali. Loro si che conoscono bene tutti i particolari ed i retroscena della tragicomica gestione del recente passato, e quindi la loro posizione non sono è impropria ed ingiustificabile, ma è perfino scorretta e odiosa.
Capisco che questa variegata categoria di personaggi non brilli per onestà intellettuale e per lucidità di analisi, però arrivare a sostenere tesi insostenibili, ricoprendosi di ridicolo, dovrebbe essere troppo anche per le loro cortissime memorie.
Sostenere che i messinesi sbagliano a disertare lo stadio è un oltraggio, è come se…
Come se avere fatto inciuci più o meno legali con la combriccola Moggi fosse colpa dei messinesi;
Come se non aver pagato l’IRPEF, commettendo un reato prima e facendo passare un’estate da incubo a 28.000 (V-E-N-T-O-T-T-O-M-I-L-A!!!) abbonati poi, fosse colpa dei suddetti 28.000;
Come se aver buttato nel cesso, per ottusità e inettitudine, la geniale operazione “Stella in più” fosse colpa dei messinesi;
Come se, dopo l’inopinata prima retrocessione determinata soprattutto dalla sciagurata campagna acquisti di gennaio 2006, aver affidato le sorti della squadra a quell’incompetente e presuntuoso di Valentini ed al suo degno compare Brunello, fosse colpa dei messinesi;
Come se aver riconfermato la coppia di compari dopo 7 sconfitte 7, dopo ingiurie e oltraggi, dopo umiliazioni e vergogne, fosse colpa dei messinesi;
Come se aver diabolicamente perseverato nella campagna acquisti di gennaio 2007 fosse colpa dei messinesi;
Come se aver pubblicamente dichiarato la volontà di smobilitare e di non avere nessuna intenzione di assecondare le legittime ambizioni della piazza fosse colpa dei messinesi;
Come se aver messo i parcheggi a pagamento (ed a che prezzi!) fosse colpa dei messinesi;
Come se non aver acquistato nessuno neanche nella campagna acquisti di gennaio 2008, malgrado i cinque milioni di bonus, fosse colpa dei messinesi.
Insomma è legittimo oppure no essersi scassati la minchia!
Io sono convinto di si!
Inoltre bisogna considerare anche la fatica che comporta andare in “pellegrinaggio” al nuovo stadio (inaccessibile e scomodo) ed ancor di più alle ristrettezze economiche che tutti ed in particolare i messinesi sono costretti a dover affrontare.
Andare allo stadio diventa un sacrificio troppo grande, per farlo bisogna essere spinti dall’entusiasmo e da obiettivi gratificanti. Andare allo stadio significa avere fiducia cieca sulla società. Mi domando chi, nella piena facoltà intellettiva, può dare fiducia alla “famigghia” Franza?
Ed allora cari pseudo commentatori e pseudo giornalisti smettetela di fare i lacchè di questa indegna proprietà, e pur sottolineando giustamente le discrete cose che stanno facendo questo gruppo di giocatori e questi dirigenti, non perdete mai di vista la realtà e la storia che ci hanno portato ad essere qui a discutere sul disamoramento della città.
Ultimogordon

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BILANCI & RIMPIANTI

Concluso il girone d’andata si possono fare delle ragionevoli proiezioni per il finale di campionato, un interrogativo su tutti si sta materializzando in considerazione dei risultati fin qui ottenuti dal Messina e dal lotto delle concorrenti: Ci ritroveremo per l’ennesimo anno a fare i bilanci di fine stagione con brucianti rimpianti per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato? Probabilmente si!
Tutto lascia presupporre che il Messina si possa classificare nelle posizioni immediatamente a ridosso dei play-off (diciamo tra la 7^ e la 9^), ormai i valori sembrano ben delineati ed anche le strategie di calciomercato di gennaio non dovrebbero portare a stravolgimenti di valori.
Il Messina si ritrova nell’ambigua situazione di chi si trova a metà strada tra un anonimo girone di ritorno e l’entusiasmante rincorsa alle posizioni che contano.
In altre circostanze ed in altri tempi 32 punti sarebbero stati considerati come un lusinghiero bottino, con le premesse delle ultime due sciagurate annate e con l’evoluzione dei campionati (sempre più legati al valore mediatico determinato dalle televisioni), “galleggiare” in una tranquilla posizione di classifica in questa Serie B è alquanto deludente.
Secondo una prudente proiezione matematica per entrare nelle prime 6 posizioni di classifica servono almeno 70 punti, quindi bisognerebbe migliorare sensibilmente la media punti nel girone di ritorno, ovvero bisogna racimolare 37 – 38 punti, dovendo peraltro disputare una gara in meno in casa (10 in casa e 11 in trasferta). Per riuscire in questa autentica impresa era necessario rinforzare in maniera decisiva la squadra, assecondando così le circostanze propizie, inimmaginabili ad inizio stagione invece concretizzatesi nel corso del campionato.
Invece ancora una volta la proprietà si sta distinguendo per inettitudine e ottusità, non comprendendo ciò che è elementare comprendere: Fare degli investimenti per rinvigorire e consolidare un trend positivo, serve prima di tutto per ottenere un ritorno di risultati sportivi che sono propedeutici e imprescindibili per ottenere di riflesso risultati economici.
Quindi sarebbe stato opportuno, anzi doveroso considerati i cinque milioni di euro di bonus, rinforzare sostanziosamente la squadra.
Inutile ribadire la mia disapprovazione e il mio disprezzo nei confronti della stolta gestione Franza, purtroppo, malgrado i discreti risultati ottenuti, la mia posizione fermamente critica si deve allargare anche alle figure dell’Allenatore (che per inciso continua malgrado tutto a non convincermi pienamente, perseverando in scelte per niente condivisibili) e del Direttore Generale. Mi riferisco allo stucchevole e pedante insistere sullo scarso e insoddisfacente (a loro dire) numero di presenze sugli spalti del S. Filippo.
Premesso che è di cattivo gusto e inopportuno entrare nel merito delle legittime decisioni dei singoli tifosi, mi dispiace doverlo sottolineare, ma non sono nella posizione di poter pretendere nulla, voglio dire che rispetto alle mortificazioni e alle umiliazioni subite nel recente passato ancora hanno fatto troppo poco per recuperare l’affetto ed il pieno appoggio della piazza e soprattutto (anche se loro non hanno colpe per il passato) non devono mai dimenticare che al timone della società sono rimaste le stesse persone che ci hanno portato al disastro, con l’aggravante che non stanno facendo nulla (tranne le solite chiacchiere che non incantano più nessuno), né tanto meno hanno intenzione nell’immediato futuro di fare nulla, per rimediarvi. La grande maggioranza dei messinesi non sopporta più la presenza di questi personaggi. Essere a metà classifica (tutto sommato è questa la posizione attuale) non basta più per affollare le scomode tribune del S. Filippo. Inoltre nel caso specifico ritengo gli “appelli alla mobilitazione” del tutto ingiustificati: a mio avviso 5000 paganti per Messina – Rimini non sono affatto pochi (il Cagliari in Serie A ne fa di meno!), in passato erano stati abituati troppo bene e sappiamo tutti come siamo stati ripagati.
Ultimogordon

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STRANE DICHIARAZIONI

Nelle ultime settimane sono state pubblicate (sulle pagine del principale quotidiano cittadino) una serie di interessanti dichiarazioni dei vertici societari, in verità non sono state dette cose eclatanti tuttavia alcuni argomenti possono essere oggetto di attenta riflessione proprio per la tempistica che le ha contraddistinte, mi riferisco in particolare alle precisazioni sull’assetto della proprietà, sui programmi e le prospettive per il futuro, fatte proprio nel momento topico della stagione, momento nel quale è possibile (ingaggiando giocatori di talento nei ruoli chiave) far mutare improvvisamente obiettivi e prospettive.
In tutta onestà sono molto perplesso, cosa di per sé normalissima quando si tratta di interpretare le dichiarazioni dei Franza, stavolta però le incongruenze tra le “chiacchiere” e la realtà dei fatti concreti sono talmente stridenti tra di loro da destare sinistri sospetti.
Non riesco a comprendere i motivi che possano spingere un presidente e un vice-presidente totalmente assenti a fare dichiarazioni di rinnovato impegno, proprio quando (a mercato di gennaio aperto) queste affermazioni per avere un elementare senso compiuto devono essere associate indissolubilmente con l’ingaggio di calciatori dal tasso tecnico palesemente superiore a quelli già in organico.
Perché fare quelle dichiarazioni e soprattutto perché farle proprio adesso?
La principale ipotesi che si può ragionevolmente formulare associa questo puerile e inconsistente tentativo di ridestare l’attenzione della città nei confronti del fenomeno calcio perché ad esso, nelle mire della famiglia Franza, era associata la prospettiva di nuovi favolosi guadagni attraverso la realizzazione di due centri commerciali: il famigerato progetto della “valorizzazione” (solo per loro) degli stadi S. Filippo e Celeste.
Riconquistare la ribalta mediatica potrebbe essere il disperato tentativo di cercare di condizionare fondamentali decisioni sul riassetto della grande distribuzione nell’ambito del territorio comunale, sconvolta nell’ultimo anno dall’entrata in campo del colosso mondiale Auchan spalleggiato dalla famiglia Ruggeri (imprenditori immobiliari molto dinamici e disinvolti).
Parliamoci chiaro, l’apertura dell’immenso centro commerciale (tanto per capirci si tratta di una struttura da Napoli in giù seconda per dimensioni solo a Etnapolis) manderebbe definitivamente a monte il progetto dei Franza perché non avrebbe alcun senso realizzare un ulteriore centro commerciale, peraltro infinitamente più modesto, ad un chilometro di distanza, anzi nell’intero territorio comunale non avrebbe senso realizzare altri centri commerciali che non potrebbero reggere la concorrenza di una struttura di dimensioni e potenzialità interregionali.
Considerato il volume degli interessi in gioco, ritengo poco probabile che i Franza, malgrado le influenti amicizie, riescano a fermare il progetto Auchan-Ruggeri, così come sono altrettanto convinto che stiano mettendo in atto tutti i tentativi possibili per ostacolare il nuovo centro di potere. Purtroppo per loro stavolta non sarà sufficiente fase le solite sconclusionate dichiarazioni e promesse alle quali non sono mai seguiti i fatti. Hanno avuto la possibilità di consolidare attraverso il fenomeno calcio il dominio della città e guadagnarci anche, se solo non fossero stati così inetti. Non solo in ambito calcistico ma anche e soprattutto in ambito imprenditoriale il loro dominio incontrastato potrebbe velocemente volgere verso il declino.
Il peggio che possa capitare a chi è avido.
Ed io non posso che rallegrarmi.
Ultimogordon

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CARO BABBO NATALE

Caro Babbo Natale,
che sei tanto buono ed esaudisci tutti i desideri, rendici le prossime festività più gioiose, insieme alle tue renne volanti portaci i più desiderati regali.
Questi regali ci farebbero trascorrere un meraviglioso Natale e ci proietterebbe verso un 2008 finalmente votato all’ottimismo e alla speranza .
Siamo stati buoni, abbiamo sofferto, tribolato e patito, ed ora ci affidiamo a te che sei l’incarnazione della bontà: aiutarci ad uscire da questo lungo incubo.
C’è tanto posto sulla slitta e ti chiediamo soltanto piccole cose, ma di immensa importanza per noi miseri e tapini tifosi del Messina:
- un presidente finalmente presente e interessato alla squadra e ai suoi tifosi, prima che ai ricavi da ottenere a qualsiasi costo, che non ci oltraggi più con dichiarazioni irresponsabili e con scelte scellerate che umiliano tutti;
- dirigenti competenti che tutelino la squadra ponendosi come unico obiettivo il costante miglioramento, ma anche dotati di sensibilità che li rendano “vicini” agli umori e alle richieste non solo dei tifosi ma dell’intera comunità;
- un allenatore che non abbia più paura di osare, sempre e comunque, che costruisca un assetto di gioco prepotente e spavaldo, perché dopo la lunga quaresima durante la quale abbiamo subito l’infinito calvario è arrivato il momento di imporsi;
- giocatori attaccati alla squadra e quindi alla città che rappresenta, capaci di buttare il cuore oltre i propri limiti con fierezza, consapevoli della responsabilità che deriva dalle aspettative che una moltitudine ripone su di loro.
Come vedi ci accontentiamo di poco, non ci importa che siano belli o brutti, alti o bassi, magri o grassi, basta che si interessino amorevolmente alla squadra ed ai suoi tifosi, restituendoci dignità ed orgoglio, e se possibile che assecondino le giuste ambizioni riportando l’entusiasmo sopito.
Auguri
Ultimogordon

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TORNATI ALLA CONSUETUDINE

Dopo una breve parentesi di prestazioni sufficienti caratterizzate da “normale” agonismo, applicazione, spirito di sacrificio, premiate con risultati forse al disopra dei meriti ma onestamente guadagnati sul campo, la squadra di Franza, Gasparin e Di Costanzo è ritornata alla consueta inettitudine.
La sorprendente sequenza mi aveva disorientato, non riuscivo più a riconoscere la squadra timida, impacciata, arrendevole, costantemente in balia dell’avversario di turno, che da tre anni ahinoi siamo abituati ad “ammirare” e commentare.
Ed invece eccoci qui, ritornati al passato, una brusca e repentina regressione che ci rammenta come il percorso verso la normalità sia ancora troppo lontano e non percorribile con i protagonisti dell’attuale gestione.
Anzi non è nemmeno ipotizzabile cominciare ad intraprendere questo cammino se si continua a tenere in campo ex giocatori, almeno una mezza dozzina di calamità calcistiche che continuano inspiegabilmente a calcare campi di calcio a livello professionistico. Voglio precisare ancora una volta che non ho nulla di personale contro chicchessia ma purtroppo loro malgrado sono l’archetipo, il paradigma, di cosa non deve essere e di cosa non deve fare un giocatore in campo, anche se si giocasse nei dilettanti.
Se a questo aggiungiamo una guida tecnica affidata ad un modesto filosofo minimalista, che invece di spingere sull’entusiasmo e sulle motivazioni (se non lo si fa dopo tre vittorie di fila, quando lo si deve fare?), non ha perduto occasione per ripeterci che bisognava limitare i danni, che si era in piena emergenza con gli uomini contati e quindi non vedeva l’ora di arrivare alla sosta. Ebbene con questa politica non si arriva alla sosta, si arriva all’estremo riposo.
I nuovi dirigenti invece sono indecifrabili, non ho ancora capito se ci “fanno” o ci “sono”, cioè non capisco se si sono ritrovati in una situazione talmente compromessa e avendo come controparte gli irrecuperabili armatori-albergatori-ori-ori-ori, stanno semplicemente cercando di sopravvivere meditando di svignarsela alla prima occasione, oppure anche loro prendono parte come protagonisti a questa tragicommedia avendo un ruolo attivo. In questo secondo caso dovrei dedurre che siano fermamente convinti di aver cominciato a gettare le basi della rinascita ed allora la situazione sarebbe drammaticamente irrimediabile.
Della proprietà non voglio aggiunger niente altro: primo, perché mi infastidisco al solo nominarli; secondo, perché ho già detto e ridetto quel che dovevo dire, e soprattutto le loro azioni passate, presenti e le intenzioni future si commentano da sole. Basta semplicemente dire che loro incarnano perfettamente, anzi, che loro SONO la nefasta consuetudine.

Ultimogordon

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INSENSIBILE

Malgrado la terza vittoria consecutiva commentare le prestazioni di questo Messina è diventato troppo tedioso ed invece la narrazione calcistica dovrebbe sempre rispondere agli scopi di piacevole intrattenimento.
La mia insofferente intransigenza mi imporrebbe di trattare opportunamente, sostenute dal rigore e dalla maestà della Verità, tutte le schifezze che questa proprietà continua a propinarci, ma ormai sono insensibile, anzi non me ne frega proprio niente.
In passato facendo spesso ricorso al buonsenso e all’autocontrollo ho cercato di edulcorare le pochezze, le miserevoli vicende, l’alternativa sarebbe stata evitare di parlare del Messina per non rischiare di offendere o disgustare prima me stesso e poi gli altri.
Perché negli argomenti che ci riguardano è insito l’orrore della realtà dei fatti, se invece fossero state semplici invenzioni le avremmo guardate soltanto con indifferente ripugnanza.
L’accumulo delle più importanti calamità della storia calcistica cittadina, in un arco temporale così breve, ha colpito l’immaginario di tutti noi. Ormai siamo ipersensibili alle negatività e indifferenti ai seppur piccoli indizi di redenzione.
Abbiamo vissuto un disastro collettivo e saggiato ogni genere di miseria calcistica, e quel che è peggio la suprema afflizione ci ha colpito individualmente, perché gli orrori estremi dell’angoscia sono sempre sopportati dai singoli individui.
Abbiamo patito e subito oltre ogni immaginazione funesta ed ognuno di noi ha affrontato il destino avverso, ha sopportato ed ha metabolizzato il dolore a modo proprio.
Io, per esempio, sono diventato insensibile, dopo aver per troppo tempo provato l’estremo terrore dell’impotenza, sospeso nel labile limite che divideva la sopravvivenza della passione calcistica dalla sua morte. Pensavo fosse dovuto alla sequela infinita di amarezze e umiliazioni, invece anche dopo 3 vittorie consecutive permane il mio assoluto disinteresse verso le sorti della squadra dei Franza. Ho capito che è proprio questo il punto fondamentale: fino a quando non cambierà la proprietà mi lascia del tutto indifferente che la “loro” squadra vinca o perda. Ho preso atto che la città è stata espropriata della sua espressione calcistica ed ha subito supinamente questo affronto.
Qualcuno in futuro forse tornerà sugli spalti del S. Filippo, abbindolato ed illuso da qualche remota prospettiva di play-off. Per quanto mi riguarda sto abituandomi a quella strana sensazione di totale indifferenza alle vicende calcistiche (cosa inimmaginabile fino ad un paio di anni fa) e non mi chiedo neanche più se si tratti di una pausa momentanea o se sia un processo irreversibile. Sto vivendo un’apatica sopportazione di un dolore sordo, senza nessun affanno, senza nessuna speranza.
Ogni tanto vengo colpito da crisi di coscienza, allora per rassicurarmi rifletto sul potere distruttivo dei Franza e se da una parte mi conforto, dall’altro mi impaurisco ancor di più pensando a quanto siano stati funerei, tanto da allontanare decine di migliaia di appassionati dalla squadra.
Cerco di risollevarmi ripetendomi che presto o tardi si interromperà questo abbraccio mortale, ma nel frattempo che fine avrà fatto la mia passione di tifoso?
Pallido, freddo, insensibile. L’estrema angoscia fisica e mentale, il tormento supremo per un cuore che palpitava.
Vi sono momenti in cui la nostra triste vicenda calcistica può assumere una somiglianza con l’inferno. Chi ha ancora conservato un poco di forza vitale deve cercare di tenere sopiti i demoni, altrimenti ci divoreranno.
Ultimogordon

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NESSUN ENTUSIASMO

Anche la vittoria di sabato scorso non mi suscita nessun entusiasmo.
Anzi andando ad analizzarla ci si accorge che ancora una volta è frutto di episodi andati tutti a favore (gol regolare dell’Avellino e rigore nettissimo per fallo del “solito” Parisi), incomprensibile è l’atteggiamento di tutti coloro che non evidenziano nella maniera dovuta questa serie di “coincidenze” che hanno condizionato pesantemente il risultato.
Per quanto continui a sforzarmi di essere ottimista, non riesco a scorgere niente di positivo, niente che possa rassicurarmi per il futuro della causa.
L’aspetto più preoccupante è che, dopo una breve parentesi di ottimismo ingenerata dalle nuove figure dirigenziali, ormai ho superato anche la fase della delusione e mi sto serenamente avviando verso la rassegnazione, quel convincimento di irrimediabilità che subdolamente si insinua quando si è reduci da travagli così dolorosi e prolungati.
Gli 800 paganti di sabato stanno chiaramente a significare che la rassegnazione e la morte di ogni entusiasmo si è propagata a tutto l’ambiente, d’altronde chi semina vento raccoglie tempesta.
Le promesse continuano a restare tali, così come le disillusioni di chi le ascolta. Tuttavia, seguendo la consolidata tradizione di inettitudine i giornalisti ed i commentatori continuano imperterriti a non evidenziare l’estrema criticità della situazione. Anzi si sta verificando esattamente l’opposto, addirittura si arriva a commenti entusiastici per due vittorie di fila in questa mediocre Serie B!
In tutti gli altri ambienti, per molto meno di ciò che abbiamo dovuto subire negli ultimi due anni, si passa non solo alle critiche ma anche agli insulti (e talvolta alle vie di fatto), che saranno poco eleganti ma spesso servono a mettere davanti alle loro responsabilità gli ingiustificabili (visti i faraonici ingaggi e tutti i benefici annessi e connessi della professione) protagonisti. In fin dei conti è la reazione più sensata, una manifestazione di sanguigna vitalità, che è il sentimento principale della passionalità che giustifica ed alimenta il fenomeno calcio.
A Messina invece no! Non è accettabile pretendere ciò che è dovuto, ed in analogia a tutte le vicende che determinano il presente ed il futuro della collettività, serenamente avviluppati nella rassicurante melassa dell’anonima mediocrità, proseguiamo senza guida e senza meta.
Forse è meglio non sapere dove stiamo andando e chi ci condurrà in futuro, anche perché la città ha dimostrato di non avere l’autorevolezza e la fermezza di pretendere il rispetto e la giusta considerazione da parte di chi gestisce la squadra e le scelte, dentro e fuori il rettangolo di gioco.
I programmi per il presente e anche per il futuro sono tutti racchiusi in un semplicissimo concetto: volare piano, volare bassi. Per il resto niente altro, questo deve bastare ed avanzare.
I buoni propositi di agosto bisogna metterli agli atti, accanto ai buoni propositi dell’agosto di un anno fa ed a quelli di due anni fa. Lo scaffale è ancora capiente, ci sarà posto per metterne tanti altri.
Qualsiasi cosa succeda o non succeda, la preoccupazione più importante è quella di non criticare, altrimenti si è tacciati di disfattismo. Bisogna aspettare fiduciosi.
Quello che mi chiedo da più di due anni è avere fiducia in chi, ed in cosa? Ed evidentemente come me se lo chiedono in tanti, visto che siamo ai minimi storici di spettatori.
Quindi cari Franza, Gasparin, giornalisti e commentatori vari, aspettate, aspettate fiduciosi che arrivi la manna dal cielo… nel frattempo tenetevi gli 800 paganti e cortesemente abbiate il buongusto di stare tutti zitti!
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NON CAMBIA NULLA

Il risultato positivo di Piacenza non cambia nulla sui giudizi e sulle prospettive del Messina, anzi bisogna dimenticarla velocemente e dopo l’inopinata sconfitta con il Vicenza l’imperativo è concentrarsi sui fondamentali scontri salvezza con Avellino e Ravenna, da non fallire assolutamente.
I tre punti rappresentano solamente un poco di ossigeno per la asfittica classifica, per ora la zona play-out è a distanza di sicurezza, chiunque voglia dare significati diversi o addirittura trionfalistici è un’irresponsabile, perché bisogna valutare con onestà che anche questa volta la prestazione è stata deludente, in linea con l’andazzo stagionale. Quindi la vittoria se pur sostanzialmente legittima è del tutto casuale essendo stata ottenuta con un solo e unico tiro in porta nell’arco dei 90 minuti accompagnata dalla solita partita di contenimento aspettando passivamente gli attacchi avversari.
Sia chiaro, non voglio sminuire una vittoria fuori casa, anche perché questa soddisfazione ci è stata negata per ben 22 mesi! Però ho la consapevolezza che questa squadra non è in grado di offrire di più, sono tempi tristi.
Proprio per questo mantengo il mio atteggiamento di “pessimismo costruttivo”.
Il mio timore è che qualche risultato positivo possa far illudere la società che non sia necessario operare con decisione nel calciomercato di riparazione.
Bisogna sempre mantenere l’obiettività nel giudicare e non dimenticare le numerose lacune della squadra. La differenza tra una tranquilla salvezza e una drammatica retrocessione sono molto labili e noi purtroppo lo sappiamo bene. Dopo i due ultimi scellerati mercati di gennaio, ritrovarsi tra due mesi con i medesimi calciatori sarebbe da criminali!
Quindi manteniamo alta la tensione e la pressione sui dirigenti.
Per ora bisogna mantenere la Serie B e nel frattempo, ognuno nelle proprie possibilità, preparare il terreno affinché al più presto ci sia una nuova proprietà con obiettivi ambiziosi.

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ASSUEFAZIONE ALLA SCONFITTA

L’aspetto più preoccupante in questo lungo periodo di negatività non è tanto il disimpegno della proprietà, né l’impotenza dei nuovi dirigenti e neanche la manifesta incapacità di numerosissimi giocatori (sopra tutti Parisi e Zanchi, vere e proprie calamità calcistiche) e tanto meno l’inadeguato allenatore.
L’aspetto più preoccupante è l’assuefazione alla sconfitta di tutto l’ambiente sportivo cittadino. Ormai viene considerato ineluttabile e naturale collezionare disfatte e umiliazioni.
Anestetizzati da una critica inesistente e da giornalisti che invece di raccontare i fatti e (con l’insita tragica evidenza) la palese insostenibilità della situazione, non lesinano mai una parola di conforto e di giustificazione per degli asini che da anni commettono ingenuità ed errori da fucilazione con processo sommario, continuiamo come se niente fosse la nostra discesa verso gli inferi calcistici.
Mi rendo conto di essere ripetitivo ma dopo i surreali commenti della terza sconfitta consecutiva (descritta quasi come una vittoria!?) non posso fare a meno di ribadire una volta di più che tutte le figure deputate a stimolare l’ambiente, a esercitare pressioni perché questa catastrofe sportiva si avvii finalmente verso una conclusione, sono latitanti o peggio ancora conniventi e complici per incapacità, per pavidità o peggio, per disonestà.
La mancanza di reazione e tale da essere ormai sulla soglia del martirio.
In questa assurda realtà parallela, entro la quale si sviluppano e prosperano personaggi e situazioni paradossali, è diventato normale e perfino ovvio tirare fuori giustificazioni, spiegazioni, attenuanti, comprensibili soltanto a coloro che hanno la mente stordita da cotanta anormalità. Proprio così signore e signori, il metafisico spettacolo confezionato dalla premiata ditta Franza, con la colpevole complicità di numerosi “cortigiani” (dentro e fuori la società) non ha precedenti ne paragoni, così come non ha precedenti ne paragoni la assoluta mancanza di reazione dei tifosi e della città.
Le miserevoli prestazioni del Messina da troppo tempo non hanno nulla a che spartire con il gioco del calcio, aldilà delle categorie. Rassegnati e perdenti non ci si vuole rendere conto che stiamo velocemente togliendo il disturbo, congedandoci nel peggiore dei modi dal mondo calcistico. Troppo poco è durata la stagione delle soddisfazioni dopo mezzo secolo di nulla. Credevo ci meritassimo tutt’altro che questa fine ignominiosa, ma evidentemente mi sbagliavo. Quando non si lotta per difendere e proteggere le conquiste e i miglioramenti ottenuti al prezzo di sacrifici e patimenti, ci si merita di essere sopraffatti e sottomessi al primo Franza di turno.
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COSA SI STA COSTRUENDO

Questa dirigenza e questa guida tecnica cosa stanno costruendo?
La domanda sorge spontanea non tanto per i risultati deludenti, non essendoci le premesse nessuno si aspettava di ottenerne prestigiosi, ma piuttosto per il progetto di gioco e di squadra sul quale si sta insistendo senza ottenere la benché minima crescita.
Dopo la retrocessione e gli ormai stranoti tormenti societari si era scelto di ripartire con prospettive di basso profilo, che però dovevano avere connotati ben precisi, ovvero: nessun progetto ambizioso ma una gestione economica sana con il preciso obiettivo di costruire una squadra divertente e sbarazzina, che sgravata da qualsiasi pressione ambientale avrebbe dovuto divertire gli sportivi ed i tifosi con un gioco ben definito, spumeggiante e votato allo spettacolo.
Credo sia chiaro a tutti che ormai per questa stagione non ci sono ragionevoli motivi per pensare di poter puntare ad obiettivi rilevanti, quindi tralasciamo la contingenza del campionato in corso dando per scontato che alla fine, bene o male, si riuscirà ad ottenere la salvezza.
Per dare un senso a questa ed alle future stagioni bisognerebbe mettere in pratica da subito (perché già siamo in forte ritardo sulla tabella di marcia) i buoni propositi manifestati dalla dirigenza ad inizio annata, cominciando concretamente a costruire un abbozzo di struttura tecnica ed organizzativa partendo dalle quali (nelle future stagioni) migliorarsi costantemente fino a poter ambire realisticamente, se non proprio alla Serie A, almeno ad avere una squadra competitiva ai massimi livelli con una fisionomia di gioco riconoscibile ed apprezzabile.
Nelle recenti dichiarazioni, l'ottimismo estivo ha lasciato il posto al realismo invernale, i progetti di bel gioco sono stati abbandonati e ora si cerca di evidenziare le (scarse) "doti" di squadra votata al sacrificio. Continuo a domandarmi quali siano queste doti e non riesco a capire.
Una cosa invece l'ho capita: fino ad oggi i nuovi dirigenti, rispetto ai vecchi, si sono distinti solo per il forbito eloquio e per la cortesia dei modi. Quindi garbo ed educazione non mancano, il che (visto il recente passato) è già tanto, però ci si attendeva che le nuove figure possedessero l'aspetto più importante per un dirigente: la credibilità! Cioè si confidava in una dirigenza che cominciasse a mantenere le promesse, cominciando ovviamente dalle più importanti, senza però tralasciare anche le più piccole e apparentemente banali. Tra le promesse fondamentali che avrebbero dovuto contraddistinguere la nuova gestione c'era la garanzia di allestire una squadra che facesse nuovamente innamorare i tifosi. Ritrovarci nella situazione in cui siamo di piatto anonimato tecnico-tattico, è frustrante e pure demoralizzante perché sta a significare che non si può avere fiducia nelle nuove figure gestionali.
Non pretendo tutto e subito, ma solo quello che era legittimo pretendere. La società e i dirigenti avevano ed hanno il preciso dovere di costruire una squadra che fornisca miglioramenti concreti costanti! Senza "se" e senza "ma".
Ritrovarsi ad 1/3 di campionato e non avere nulla su cui costruire è troppo, troppo poco!
L'obiettivo minimo, che non deve essere "semplicemente" salvarsi, almeno per il momento è stato clamorosamente fallito. Di conseguenza il giudizio è fortemente negativo.
Così non si va da nessuna parte.
Siamo lontanissimi dalla ricostruzione, siamo lontanissimi perfino dall'apertura del cantiere, perché fino ad ora sono state sgomberate solo una parte delle macerie, niente altro.
Ultimogordon

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CONDANNATI ALLA MEDIOCRITA’

Società, squadra e tecnico sono condannati alla mediocrità, le scelte e le prestazioni li inchiodano incardinandoli nella loro naturale collocazione.
La pochezza che li contraddistingue non li può far andare oltre dal pusillanime barricarsi cercando con un po’ di fortuna di portare a casa il risultato, invece fuori dal campo possono proseguire la loro banale esistenza professionale, eventualmente giustificandosi con argomentazioni improbabili nel tentativo di rintuzzare le rarissime critiche che gli vengono mosse.
Voglio dire che dimensione di questo gruppo è ben chiara ed evidente, solo gli stolti o chi è in malafede non si è ancora reso conto che non hanno le capacità di andare oltre la colpevole mediocrità.
Purtroppo con essi l’intero ambiente e per estensione l’intera città sono condannati alla medesima mediocrità. C’era un tempo non molto lontano in cui, almeno in ambito calcistico, si poteva orgogliosamente rivendicare l’appartenenza ai colori biancoscudati, ora non più.
D'altronde non c’è da meravigliarsi, l’oscurantismo e l’anonimato si sono impossessati completamente di questa comunità senza spina dorsale, non solo in ambito calcistico, venirne fuori non sarà facile. Insomma siamo condannati alla mediocrità e ci sta pure bene, perché è esattamente questo che ci meritiamo.
Ci meritiamo Franza e la sua corte dei miracoli, ci meritiamo questa squadra e questo allenatore.
Imbelli e incapaci che possono coltivare come massima aspirazione solo la mera sopravvivenza in un fenomeno sociale (il calcio) fatto di capacità tecniche e caratteriali, di organizzazione e lungimiranza, di orgoglio e passione.
Mi rivolgo ancora una volta agli irriducibili ottimisti ed ai prezzolati opinionisti: per favore è ora di smetterla di parlare di programmi e progetti vincenti, di robuste campagne di rafforzamento, la base sulla quale intavolare questi ragionamenti è l’ambizione e la volontà di investire. Smettetela di esporvi al ridicolo, fino a quando alla guida della società ci sarà la famiglia Franza non sono argomenti che hanno il benché minimo fondamento.
Se a voi piace essere presi in giro, o peggio ancora essere complici voi stessi di alimentare la grande bugia di una proprietà presente ed attenta, a me non sta bene.
Così come non sta bene assecondare la chimera di un riassetto societario, favoleggiando di fantomatiche figure imprenditoriali interessate o addirittura già presenti nel pacchetto azionario. Siccome ho smesso di credere a Babbo Natale e alla Befana già da qualche anno, mi disturba molto questo inconsistente, ingiustificato brusio, è un insulto all’intelligenza anche solo stare ad ascoltare certe stupidaggini, sono solo fanfaluche che non mi incantano più, né tanto meno mi divertono.
Se siete ingenui fino a questo punto siete semplicemente degli scimuniti. Se invece siete dolosamente complici, siete traditori della peggiore specie, nessuno potrà mai redimervi perché il peccato di cui vi sarete macchiati è troppo grave.
Dovrete fare i conti solo con le vostre coscienze … se ne avete.

Ultimogordon

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ACCONTENTARSI

La nuova parola d’ordine è accontentarsi, quel poco di gioco e di risultati (appena sufficienti) che ci stanno offrendo, deve bastarci e avanzarci, non importa se questo andazzo è poco entusiasmante e quindi non in linea con quello che ci era stato promesso in estate.
I dirigenti ed il tecnico continuano (giustamente) a parlare solamente di salvezza, d’altronde le prestazioni sono modeste e quindi sarebbe da irresponsabili in questo momento parlare di campionato di vertice.
Per tanti motivi (che tutti conosciamo bene) possono essere concesse le attenuanti ai giocatori e all’allenatore, oggettivamente si è partiti dalle rovine del disastro sportivo.
Ma nonostante ciò, a questo punto della stagione, non riesco più ad accettare che si continui a crogiolarsi nella sufficienza, che spesso sconfina nella colpevole mediocrità.
Troppe volte l’atteggiamento e la disposizione tattica sono state approntate con il palese (ed unico) obiettivo di non prenderle, in alcune circostanze può essere un comportamento apprezzabile perché è sinonimo di umiltà e di riconoscimento dei propri limiti, ma quando si comincia ad abusarne e diventa la filosofia di gioco e di interpretazione del calcio, e quindi viene applicato sistematicamente anche quando l’andamento delle partite e le evidenti difficoltà degli avversari suggerirebbero di affondare i colpi per tentare di vincere o di chiudere definitivamente il risultato, allora diventa una distorsione negativa è come tale difficilmente porterà risultati soddisfacenti.
Potrà essere sufficiente per vivacchiare in una posizione tranquilla, ma non deve essere questo l’obiettivo di questa annata, il risultato minimo da ottenere in questo campionato è quello di restituire il piacere di godere e commentare il calcio in un ambiente depresso e sfiduciato.
Il punticino a Grosseto o a Bari, il passare in vantaggio e barricarsi pur giocando in casa e contro avversari tutt’altro che irresistibili, non è il comportamento giusto per recuperare i tifosi e la fiducia dell’ambiente. Senza queste componenti non ha senso fare calcio professionistico.
Mancare questa missione significa aver buttato via una stagione ed un’importante occasione per riprendere un cammino di riconciliazione, quindi significa senza mezzi termini aver clamorosamente fallito.
Chiunque continua a raccontarvi che bisogna puntare solo a salvarsi ed essere felici, mente sapendo di mentire. In altre circostanze e in altre periodi storici avrebbe potuto essere sufficiente. Dopo il terrificante ciclo di umiliazioni e sconfitte sportive e morali, no! Non basta, non ci si può accontentare di sopravvivere in questa mediocre Serie B. Come minimo si deve giocare sempre e comunque per vincere contro qualsiasi avversario, in casa e fuori casa.

Ultimogordon

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DANNOSE AMBIGUITA’

Ricalcando il solco di una tradizione ormai consolidata, sia all’interno della squadra e della società, che nella cerchia di tutti (e sottolineo tutti) i commentatori sportivi, si continuano ad alimentare dannose ambiguità sulle analisi tecniche e tattiche.
In molte circostanze le modeste prestazioni della squadra (e del tecnico) rendono assai arduo praticare questo esercizio di “rabbonimento”, perché è necessario utilizzare sofismi linguistici e contorsionismi intellettuali, sfiorando il limite dell’arrampicarsi sugli specchi, per giustificare errori individuali, difficoltà collettive in particolari situazioni di gioco o perfino delle intere partite completamente sbagliate perché sballate nell’impostazione, nell’approccio e nella gestione. Cioè si tenta in tutte le maniere di fare apparire una realtà confortante con delle promettenti aspettative per il futuro, là dove invece bisognerebbe onestamente e con estrema obiettività commentare e sottolineare tutte le manchevolezze tecniche, tattiche, caratteriali, di concentrazione, di attenzione, di lettura delle situazioni contingenti.
La causa scatenante di questa dannosissima pratica è in primo luogo l’inguaribile tendenza dei dirigenti che si sono succeduti negli ultimi anni alla guida del carrozzone Messina, inclini per natura o costretti dalle circostanze a raccontare piccole e grosse bugie, talvolta per mascherare palesi incapacità, altre volte per nascondere situazioni contingenti che risultano più difficili del previsto da gestire. Ma se questa come detto è stata la causa scatenante, il malcostume si è propagato trovando terreno fertile proprio per colpa delle componenti che per mestiere dovrebbero smascherare e denunciare le bugie e le ambiguità, il tifoso proprio perché trasportato da una irrazionale passione è incline e ben disposto a farsi prendere in giro, i commentatori e i giornalisti no, non dovrebbero mai esserlo ed in ogni caso le loro professionalità dovrebbero “consigliarli” a non oltrepassare in nessun caso e per nessun motivo il limite della connivenza.
Continuare a raccontare minchiate sulle deludenti e insufficienti prestazioni della squadra non giova a nessuno, sarebbe molto più utile e costruttivo essere più schietti nel commentare la realtà dei fatti, senza calunniare o denigrare nessuno ma solo per amore della verità e per ingenerare un circolo virtuoso che ci affranchi dalla confusione e dall’incertezza.
Se proprio non si è capaci di giudicare obiettivamente, almeno bisognerebbe smetterla di elogiare incondizionatamente tutto e tutti, non solo è fuori luogo ma continuerà a non farci uscire da questo limbo.

Ultimogordon

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NON PARLIAMO PIU’ DI SERIE A

Per favore non parliamo più di Serie A, illudersi va bene ma senza perdere completamente il senso della realtà e della misura. Anche perché se i primi a perdere di vista chi siamo, da dove veniamo e dove le possibilità societarie attuali ci consentono ragionevolmente di andare, dopo “solo” una vittoria acciuffata per caso con l’Albinoleffe, sono stati gli “esimi” commentatori, gli “eccellentissimi” giornalisti, i “lucidissimi” calciatori, che nella scorsa settimana hanno cominciato a fare discorsi improntati all’ottimismo, allora siamo messi peggio di come il mio pessimismo ci fa apparire.
Stiamo calmi ed analizziamo freddamente le reali potenzialità tecniche e societarie, e di conseguenza le concrete possibilità di recitare un ruolo da protagonisti in questo avvizzito campionato.
Prima di ogni cosa bisogna analizzare il progetto, i programmi. Non si può certo dire che siano ambiziosi, anzi sono talmente di basso profilo da risultare invisibili.
Questo è dovuto alla caratura morale della proprietà, certamente la peggiore che un tifoso possa augurarsi: hanno razziato quello che hanno potuto, presuntuosi ed inetti si sono circondati di idioti fino all’irrimediabile disastro, ed a quel punto invece di cercare di risorgere dalle macerie per orgoglio, ma soprattutto per risarcire una città ed una tifoseria oltremodo oltraggiate, non ottenendo il via libera senza condizioni al progetto di “appropriazione” degli stadi, hanno pensato bene di mollare con una buonuscita di cinque milioni di euro!
Considerando gli accadimenti del recente passato c’è voluta una bella faccia tosta a riproporsi con questi programmi, e da parte della città un’infinita pazienza ad accettarli senza battere ciglio.
La campagna acquisti è stata effettuata in linea con il programma minimale, il risultato ottenuto è ovviamente modesto: in alcuni ruoli ci sono giocatori interessanti che comunque devono confermare il loro valore, in altri ruoli ci sono giocatori non all’altezza della situazione, ed in altri ancora ci sono vecchi residuati di cui non sono stati capaci di disfarsi. Quindi la squadra è tutt’altro che competitiva per i massimi obiettivi, se tutto va bene potrà fare un campionato di metà classifica, anche perché la guida tecnica è stata affidata ad un’emergente “filosofo” che oltre la teoria (snocciolata a profusione) fino ad ora non ha convinto, sia per le sue indecisioni che per le imperfezioni tattiche e di organizzazione di gioco.
Poi bisogna considerare l’ambiente sfiduciato, poco incline a seguire con pieno coinvolgimento le sorti di una squadra che non sente più sua, anni di umiliazioni conducono verso un sacrosanto processo di disaffezione: troppe vergogne in campo e fuori, troppe volte si è assistito a comportamenti censurabili e ad atteggiamenti oltraggiosi, a cominciare dal presidente fino all’ultimo dei panchinari. Le sparute presenze sugli spalti del S. Filippo sono la fotografia eloquente dello stato di depressione nel quale ci hanno precipitati. Prima di pensare di raggiungere obiettivi importanti bisogna metabolizzare fino in fondo le sofferenze e le delusioni. Certo le prestazioni come quella di Grosseto non invogliano nessuno a riavvicinarsi alla squadra, il gioco del calcio è cosa ben diversa dal barricarsi con la speranza di non subire gol, senza neanche tentare di fare altro. E stavamo giocando contro il Grosseto… non contro l’Inter!
Infine bisogna tenere presente l’organizzazione ed il peso “politico” della società FC Messina e ancor di più della città, in tutta onestà in questo momento non siamo nelle condizioni di fare voli pindarici, realisticamente non possiamo competere con altre realtà molto più importanti ed influenti che spingono per tornare nell’olimpo del calcio.
Questa serie di circostanze mi fanno pensare che non abbiamo chance, soprattutto perché con questa proprietà non ci sono i presupposti e forse neanche la volontà di tornare il Serie A.
Ultimogordon

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APPENA SUFFICIENTE

Una prestazione appena sufficiente e soltanto per un quarto di gara (la seconda metà del secondo tempo), è bastata per domare la capolista del torneo, questo mi porta ad alcune riflessioni.
Prima riflessione: il Messina continua ad essere per la gran parte dei 90 minuti poco convincente dal punto di vista della manovra, della personalità e della gestione delle situazioni di gioco. Ci sono poi degli episodi per i quali non riesco più a trovare le parole per commentarli: farsi infilare come dei polli ancora una volta a partita appena iniziata è diventato inammissibile! Continuare a perseverare è diabolicamente assurdo!
Seconda riflessione: se la capolista del torneo è meritatamente l’Albinoleffe, basta questo per capire quale sia la modestia complessiva del lotto delle partecipanti. Ad eccezione di Brescia e Lecce, che a mio modo di vedere danno l’impressione di essere squadre quadrate di grande personalità (non a caso guidate da allenatori “sanguigni”), per il resto ci sono squadre appena sufficienti che possono vincere o perdere con tutti.
Terza riflessione (che viene di conseguenza): non può essere certo una vittoria stiracchiata con questo Albinoleffe a farmi spostare di un millimetro dalle mie convinzioni, cioè restano immutati i giudizi negativi sia sull’allenatore che su buona parte dei giocatori. La classifica invece è indubbiamente migliorata, la distanza dalla zona pericolo si è dilatata e c’è un buon numero di squadre sotto il Messina, ma proprio perché si tratta di un campionato livellato verso il basso bisogna stare sempre allerta e nello stesso tempo osare di più.
Quarta riflessione: se questo andazzo potrebbe essere sufficiente per salvarsi (più per la pochezza delle avversarie che per meriti propri), non è certo sufficiente per uscire dall’anonimato della medio-bassa classifica. A me non sta affatto bene! Non mi interessa stare nella mediocrità di una Serie B già di per sé mediocre. E poi non ci erano stati promessi bel gioco e spettacolo! Ancora non ho visto né il bel gioco, né lo spettacolo, né tanto meno i risultati.
Quinta riflessione: la campagna abbonamenti si è (finalmente) conclusa con un risultato appena sufficiente se visto nell’ottica della potenzialità della piazza, ma che la società (considerati i misfatti compiuti) può ritenere molto soddisfacente. Quasi tremila abbonati dopo tutto quello che è accaduto negli ultimi anni è il massimo che potevano sperare di ottenere. Inoltre il dato complessivo di oltre 4000 paganti, contro un’avversaria francamente di scarso richiamo, è anch’esso significativo dell’attaccamento dei tifosi alla squadra che, non dimentichiamolo, era reduce da tre pesanti sconfitte consecutive fuori casa. Questo sta a significare che basta poco per riaccendere l’entusiasmo in una tifoseria oltremodo generosa, bisogna solo assecondare le legittime aspettative di chi per troppo tempo si è dovuto vergognare di tifare per il Messina, ed è stato costretto a subire umiliazioni e angherie da un Giordano o un Valentini qualsiasi.
Da ora a gennaio creiamo i presupposti per puntare in alto, in quest’ottica il passaggio decisivo è l’ambizione che deve tramutarsi in ferma volontà di sostituire chi deve essere sostituito, anche se appena sufficiente. Quello che voglio dire è che la sufficienza non basta!
Ultimogordon

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SCONCLUSIONATI

Sconclusionato, inconcludente, inefficace e incapace. Questo è il Messina visto in queste prime sette partite, aldilà dei risultati acquisiti più o meno meritatamente.
Se ci limitiamo ad analizzare il Messina in formato trasferta, è un insulto all’intelligenza dei messinesi e alla logica calcistica.
Ripeto in continuazione che nel calcio non si inventa niente, quindi non ci si può attendere molto di più da una squadra inadeguata ad affrontare questo campionato di Serie B, malgrado sia un campionato scadente.
Alle evidenti carenze tecniche e caratteriali riscontrabili in maniera evidentissima nel parco giocatori (questo è il prezzo da pagare per un organico messo insieme alla meno peggio), si va ad aggiungere una guida tecnica titubante e debole. Da questa funesta combinazione, derivante da scelte quanto meno discutibili, sta scaturendo la pochezza cronica di questa squadra.
In questa situazione già vista e rivista mi preoccupa molto la strada che si sta imboccando, soprattutto perché non avverto nella società e nell’ambiente quei segnali forti di pericolo che facciano presupporre decisioni intese a movimentare un contesto negativo che si sta cristallizzando.
Galleggiare nella medio-bassa classifica per svegliarsi improvvisamente in zona retrocessione, quando sarà molto difficile tirarsi fuori dai guai, non mi sembra un atteggiamento avveduto, anche perché siamo reduci dagli ultimi due campionati quando è accaduto esattamente questo.
Non c’è altro da aggiungere, il tempo delle parole è finito, servono i fatti ed i questo momento i fatti mi aspetto che si concretizzino fuori dal campo, in campo ahimè, senza gli irrinunciabili cambiamenti non ci sono i presupposti per aspettarsi niente di più dell’avvilente pochezza attuale.
La fiducia nei confronti dell’allenatore e di buona parte dei giocatori si è già esaurita, sta cominciando a diminuire anche quella nei confronti di Gasparin, questo immobilismo non giova alla sua credibilità e certamente non giova alla squadra e ai tifosi. Desidererei semplicemente che il Direttore desse seguito alle risentite dichiarazioni degli ultimi dopo-partita, agendo di conseguenza.
Indispettito aspetto decisioni che non possono più essere rimandate.
Ultimogordon

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MALINCONIE AUTUNNALI

L’autunno è la stagione che per caratteristiche climatiche e di ubicazione temporale (subito dopo la spensierata estate) si porta dietro quell’atmosfera malinconica, quel rimpianto di libertà perdute, quel pessimismo di pomeriggi grigi e piovosi.
Anche calcisticamente, dopo i buoni propositi, le promesse e le aspettative estive, è la stagione delle delusioni, del confronto con la concreta oggettività dei risultati.
E’ la stagione dove le chiacchiere lasciano il posto alle vittorie o alle sconfitte, al gioco convincente o all’improvvisazione.
Talvolta le indicazioni autunnali possono essere mendaci, ma questo accade raramente, generalmente le tendenze e le prospettive di una squadra sono già abbastanza delineate. Su questo punto mi piace sottolineare che anche lo scorso anno, quando gli stolti commentatori osannavano quell’accozzaglia di sbandati, degnamente guidati da quell’ottuso e incompetente magno (che ora si è addirittura riciclato facendo il commentatore televisivo in una materia, il gioco del calcio, di cui non ha la minima cognizione), già alla sesta giornata il sottoscritto aveva ben chiara la situazione. A testimonianza di questa rivendicazione invito chi ne abbia voglia a rileggersi i commenti dello scorso anno sulle prime sei/sette partite, potrebbero benissimo essere adattati a quest’anno.
Probabilmente se avessero dato retta a quei pochi che avevano già capito tutto (e per questa lungimiranza ed elementare buonsenso sono stati accusati di disfattismo) non ci saremmo ritrovati in Serie B, per di più a lottare per non retrocedere in C1!
Facendo tesoro delle esperienze degli ultimi anni, sono fermamente convinto che non bisogna darla vinta ai buonisti ad ogni costo, quindi continuo ad essere pesantemente critico e continuerò ad esserlo fino a quando non avrò la certezza che l’emergenza sia definitivamente passata.
Nello scorso commento ho usato la mannaia, purtroppo ho l’amara consapevolezza che le mie grida di allarme resteranno anche stavolta inascoltate. Sono disposto ad accettare di essere ignorato, perché è del tutto comprensibile che vengano ignorate le verità scomode, questo sta nella normalità delle cose. Quello che non riesco ad accettare e mi sconcerta terribilmente è la perdita assoluta del senso della realtà che soffoca da anni gli intelletti dei messinesi, siano essi giornalisti, commentatori o semplici tifosi.
Non sembra esserci rimedio per questa cancrena, si è irrimediabilmente diffusa in tutti gli ambienti sociali ed a tutti i livelli. La degenerazione è talmente grave da richiedere l’amputazione, oppure lasciare morire il paziente, perché l’aspirina non è il rimedio adatto per fermare l’infezione, è solo un palliativo che prolunga l’agonia.
Dico questo dopo un risultato (apparentemente) positivo non per spirito di contraddizione ma perché non mi convince per niente questa rosa di giocatori e questa guida tecnica. Non mi convincono aldilà del risultato contingente, a mio giudizio immeritato e condizionato pesantemente da scelte arbitrali clamorosamente errate.
Quindi poiché i commentatori continuano a raccontare una realtà virtuale, è necessario che qualcuno commenti con onestà le continue prestazioni deludenti e insufficienti del Messina. Mi espongo di buon grado alle critiche con la consapevolezza di non esprimere un controsenso sensazionalistico, ma piuttosto una sfiducia attentamente ponderata.
Lo ripeto ancora una volta: è il momento delle decisioni irrevocabili! Ripongo le mie speranze sull’operato di Gasparin, ma se non ha il coraggio e la determinazione di assumersi scomode responsabilità si faccia da parte.
Ultimogordon

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 NOTTE FONDA

Non mi piace per niente continuare a vedere gli orrori calcistici che sto vedendo sul campo (e che si ripetono fin dall’inizio della preparazione) e mi piacciono ancora di meno le dichiarazioni che sento nei dopo-partita, con l’unica eccezione di Gasparin, al quale vanno i miei complimenti per l’onestà e la lucidità di analisi. Siccome ho la netta sensazione di rivedere un film già visto, con mio rammarico mi trovo già costretto a rimangiarmi la fiducia e l’apertura di credito concessa alla squadra e al tecnico, e dopo aver volutamente sorvolato, trattando marginalmente le (non) prestazioni calcistiche della squadra, condite peraltro da imbarazzanti performance e vergognosi risultati, è tempo di affrontare questo fondamentale argomento.
Le incredibili vicissitudini calcistiche consumatesi negli ultimi anni pretendevano un intervento risolutivo che ahinoi non c’è stato. Inutile continuare a nascondersi: la rosa di giocatori e la direzione tecnica si stanno dimostrando non all’altezza della situazione!
La cosa è ancora più odiosa e inaccettabile considerato che le ambizioni e le aspettative non erano e non sono ambiziose, cioè nessuno pretendeva una squadra vincente con prospettive di promozione immediata, ma da qui a ridurci ad essere ancora una volta un’Armata Brancaleone disorganizzata, disorganica e disomogenea, “arricchita” da alcuni giocatori da “patruni e sutta”, che godono inspiegabilmente di immunità assoluta permanente (ovvero non è neanche ipotizzabile il loro sacrosanto accantonamento) è francamente intollerabile.
E’ tempo che si faccia ciò che si deve, che si faccia ciò che si fa in tutte le realtà calcistiche quando le cose non vanno bene, anzi vanno male, per un periodo così prolungato e continuato. Confido nel già citato Gasparin, che mi sembra l’unica figura ragionevole dentro e fuori la società, perché compia gli ulteriori sforzi per tamponare le falle che ci stanno facendo affondare.
Punto primo - Con tutta la simpatia doverosamente tributata al nuovo allenatore, che resta immutata e riguarda però esclusivamente la persona, bisogna con estremo realismo constatare che malgrado il tempo più che sufficiente concessogli per esprimere la propria preparazione professionale non si intravedono miglioramenti nel gioco e nell’organizzazione, anzi la confusione tattica regna sovrana a causa della mancanza di fermezza nell’assumersi l’onere di scelte coraggiose ma necessarie. Pertanto è già ora che Di Costanzo venga esonerato. Al suo posto è indispensabile chiamare subito, non tra una settimana o tra un mese (la classifica dice che siamo già in piena zona retrocessione), una figura carismatica di esperienza e provato rendimento. Tanto per fare un nome: Nedo Sonetti.
Punto secondo – Con tutta la riconoscenza (fin troppa secondo me) concessa alla “vecchia guardia” per i loro remoti meriti sportivi, considerato che da oltre due anni la loro presenza in campo non solo è inutile ma addirittura dannosa, è improrogabile l’accantonamento definitivo con “foglio di via” pronto per gennaio, dei vari Parisi, Rea e compagnia bella.
Punto terzo – Considerato che alcuni nuovi presunti titolari, pur avendo dimostrato in altre squadre di avere discrete attitudini e prospettive, non riescono a mettere in campo lo spirito di sacrificio necessario per superare le evidenti lacune tattico-organizzative di questo gruppo, è bene che vengano avvicendati senza insistere troppo, tanto più che molti di loro non sono di proprietà del Messina quindi non c’è alcun motivo di attendere oltre un eventuale miglioramento di rendimento. Meglio inserire gradualmente i ragazzini della primavera e ricominciare da zero con validi istruttori di calcio. Ho utilizzato volutamente il termine istruttori e non allenatori perché le nuove leve calcistiche stanno dimostrando delle lacune tecniche imbarazzanti. Ai miei tempi certi errori non si facevano neanche giocando in un cortile con gli amici.
So benissimo che gran parte dei tifosi e soprattutto dei commentatori non sarà d’accordo con queste proposte radicali, dico solo che le passate disavventure devono servire da insegnamento per non commettere i grossolani errori di valutazione degli scorsi anni: gli interventi “morbidi”, la comprensione e la tendenza a giustificare l’ingiustificabile, non hanno portato risultati, anzi continuano a “regalarci” vergogne e delusioni. Bisogna cambiare registro.
Quindi cominciamo da subito ad affrontare di petto le questioni spinose senza girarci tanto intorno.
Ripongo le mie residue speranze sulla serietà e la preparazione di Gasparin e Favero che da adesso a gennaio hanno l’irripetibile opportunità di dimostrare capacità operative e decisionali, non la devono sprecare, altrimenti il precipizio della Serie C si avvicinerà sensibilmente.
Per ora è notte fonda, speriamo che presto passi “a nuttata”.
Ultimogordon

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“RIPARTIAMO INSIEME” (PARTE SECONDA)


Si sta per concludere la campagna abbonamenti per la stagione 2007-2008, i risultati ufficiali (circa 1700 tessere) non sono entusiasmanti, d'altronde non era difficile immaginare un esito giustamente ed inevitabilmente deludente.
Non si poteva pretendere di più, anzi in base alle presenze globali delle prime due partite al S. Filippo, ritengo che la tifoseria abbia risposto in linea con l’operato eccessivamente “a risparmio” di questa società, anzi tutto sommato la proprietà si è vista premiare ancora una volta oltre i propri meriti da una tifoseria generosa.
Questo segnale di buona volontà mi auguro stimoli le nuove figure dirigenziali ad afferrare le mani tese dai tifosi, i quali per il bene comune hanno rinunciato a legittime e opportune forme di protesta più incisive, per ottenere i necessari e improrogabili cambiamenti radicali.
Devono capire che l’ambiente sta scommettendo il futuro di Messina calcistica su di loro, e questa scommessa sta facendo correre alla città il rischio di legittimare l’insoddisfacente status quo.
L’esempio calzante che mi viene in mente per far comprendere concretamente a cosa mi riferisco è la situazione che si è venuta a creare a Bari, una situazione straordinariamente simile: al pari di Messina piazza dalle enormi potenzialità, nella quale dopo la rovinosa retrocessione in Serie B e un duro scontro frontale tra tifoseria e proprietà (che non intendeva e non intende assecondare le legittime ambizioni della città) si è passati ad una protesta strisciante. Così facendo si è venuta a creare una surreale, anomala condizione di dissenso “normalizzato”, ovvero ormai si contestano pacatamente le azioni della società con la gran parte della gente che diserta lo stadio, al contempo sfiducia e pessimismo serpeggiano senza mai manifestarsi platealmente.
A Bari continuando così le cose difficilmente otterranno risultati, malgrado ci siano (così come a Messina) tutte le componenti per ambire alla Serie A. Purtroppo in entrambe le città manca l’elemento determinante per concretizzare le ambizioni: proprietà ambiziose!
Una proprietà disattenta e svogliata solo se sottoposta a pressioni insopportabili addiviene a conclusioni che consigliano di farsi da parte. Altrimenti ci si trascina stancamente in logoranti ripicche e dispetti da bambini capricciosi.
Quindi i nuovi dirigenti, il nuovo tecnico e i nuovi giocatori, sono stati investiti da una grande responsabilità, a loro è stato affidato il futuro calcistico della città, e dovranno essere proprio loro a trascinare tutto l’ambiente e convincere la proprietà che osare si può, e si deve!
Per quanto riguarda i giornalisti, andiamoci piano con l’ottimismo. Mi sembra del tutto fuori luogo la sproporzionata soddisfazione per la prestazione appena sufficiente con un modesto e rinunciatario Frosinone. Almeno per quest’anno risparmiateci questo buonismo elargito con troppa generosità.
Ai tifosi incomprensibilmente fiduciosi invece dico di mettere da parte la passione, dopo quello che è successo negli ultimi tempi bisogna limitarsi a giudicare freddamente i fatti e soprattutto le prestazioni, prima dei singoli, poi del collettivo.
Ultimogordon

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DURA REALTA’


C’è poco da discutere, sono già molto indicative le prime tre partite per capire quale sarà il ruolo di questo Messina in questo campionato di Serie B.
Il campionario di avversarie affrontate è sufficiente a formulare i primi commenti sui limiti strutturali e tecnici della squadra.
Le premesse delle amichevoli estive non erano state confortanti, ma allora c’era la scusa di una squadra in costruzione ed in perenne rinnovamento, poi ci sono state le prime due partite, con avversarie francamente modeste, che hanno confermato i dubbi e le perplessità: la prima giornata ci metteva di fronte alla Triestina, mediocre squadra di categoria con l’evidente limite di non avere giocatori nel reparto avanzato capaci di impensierire gli avversari. Ebbene la nostra non organizzazione difensiva ha fatto di tutto per offrire opportunità a ripetizione ad una Triestina che faticava maledettamente, senza contare i due gol divorati malamente da Biancolino; la seconda giornata il Cesena, squadra senza pretese che si deve ricostruire dopo le cessioni eccellenti, qui pur giocando in casa si sono fatti addirittura passi indietro, per fortuna ci sono stati determinanti innesti difensivi ad indirizzare il risultato.
Due campanelli d’allarme, perché aldilà dei risultati positivi si è dovuto assistere a prestazioni preoccupanti: manovra inesistente, scarse occasioni e carenza di personalità, allarmante sterilità di Brancolino. Se poi ci limitiamo ad analizzare il secondo tempo con il Cesena, è stato addirittura a senso unico e solo per demerito degli avversari il risultato non è stato diverso.
Una squadra che si è data come primo obiettivo il recupero della simpatia e dell’affetto dei tifosi non gioca così goffamente a risparmio, soprattutto in casa, evidentemente questi sono i limiti.
La terza giornata doveva dare le prime risposte e puntualmente le ha date: il primo avversario di un certo spessore ha messo a nudo tutti i limiti di una squadra che potrà avere come unica aspirazione la salvezza e se gioca come a giocato a Mantova non è detto che riesca a conquistarla.
Per una società ed un ambiente reduci da due retrocessioni non è questo l’obiettivo che si doveva perseguire e non è certo così che si riavvicina la gente alla squadra.
D’altronde le premesse facevano presupporre un’altra stagione avara di soddisfazioni e puntualmente siamo qui a discutere di quello che si sarebbe dovuto e potuto fare e non si è fatto.
Sappiamo che esiste la sconfitta e a Messina abbiamo dimostrato ampiamente di accettarla, quello che io (e penso tutti quanti ormai) non accetto più è di subire umiliazioni e assistere a delle disfatte.
Non mi importa che l’avversario si chiami Brasile o Mantova.
Non mi importa se i nuovi protagonisti non hanno responsabilità per i disastri precedenti.
Non ci sono più scuse per nessuno!
Adesso bisognerà cercare di limitare i danni e facendo questo i nuovi responsabili si giocheranno la credibilità, perché a parte i parvenu da curva sud e qualche frequentatore di salotti televisivi, non vogliamo più essere presi in giro, non vogliamo più essere illusi con altre promesse e altri buoni propositi. Vogliamo i fatti concreti, vogliamo le prestazioni sul campo!
Quindi i nuovi dirigenti, l’allenatore e i nuovi giocatori sappiano che hanno un credito di fiducia e stima limitato, devono cercare di spenderlo con molta oculatezza, perché continuando così anche loro saranno ben presto coinvolti nelle critiche e nelle ostilità che hanno colpito i loro predecessori. Purtroppo loro, pur non avendo colpe pregresse, sono partiti con l’handicap dell’insofferenza accumulata dall’ambiente in due anni di malefatte inenarrabili e per questo non potranno godere della pazienza e del buonismo immeritatamente riservati ai maldestri predecessori.
Ultimogordon

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DESOLAZIONE
 

Desolazione, in una parola è rinchiuso il sentimento provato nel vedere in TV gli spalti del S. Filippo malinconicamente vuoti.
Davanti a questa triste immagine passa in secondo piano anche il risultato sportivo, perché il calcio è prima di tutto un fenomeno sociale di aggregazione.
La diserzione di massa purtroppo certifica che a Messina sono stati assassinati tutti i sogni e gli entusiasmi, una cosa impensabile solo tre anni fa (non 30 anni fa!), quando gli stessi spalti traboccavano di 40.000 spettatori festanti che gioivano increduli al pirotecnico 4 a 3 alla Roma.
Tra quei 40.000 c’ero anch’io e mi vengono gli occhi lucidi ripensando a quelle emozioni, a quell’orgoglio di appartenenza ritrovato improvvisamente da un’intera comunità, alle suggestioni vissute su quegli scomodi gradoni.
Gli spalti di Messina – Cesena, più di qualsiasi parola o commento, ci danno l’idea della portata e della quantità di minchiate commesse nel frattempo dai Franza e dai collaboratori di cui si sono brillantemente circondati. Solo degli ineguagliabili inetti potevano sperperare così malamente un patrimonio enorme in un periodo di tempo così breve.
Dovremo abituarci agli spazi vuoti e anche ai tanti campetti secondari che ospiteranno il Messina, realizzati con strutture che riporteranno alla mente dei più “vecchietti” i mitici spalti in legno del vecchio Celeste.
Insomma dovremo abituarci alla “ristrettezze” della Serie B, che purtroppo è molto lontana dalla Serie A. Già sabato scorso i pochi temerari che hanno voluto seguire in tempo reale le sorti del Messina avranno vissuto la strana sensazione di aver fatto un balzo indietro nel tempo: si sono dovuti “accontentare” della romantica ma logorante radiocronaca! Questa è la cruda realtà di un campionato ignorato perché obiettivamente poco, pochissimo attraente.
Fino a pochi mesi fa eravamo talmente lontani da queste realtà calcistiche “minori” da averle completamente dimenticate, nella speranza di non riviverle più, ed invece rieccoci qua, in piena mischia della sfiancante Serie B.
Nel frattempo si è concluso l’infinito calciomercato, almeno da questo punto di vista fino a gennaio staremo tranquilli. Negli ultimi giorni il Messina è stata una delle società più attive, d'altronde era una delle società che avevano più necessità di cambiare. Al contrario di quanto accaduto negli ultimi tre anni mi trovo d’accordo con buona parte delle scelte, con questo non voglio dire che sono soddisfatto del lavoro di rinnovamento, perché con i 5 milioni di euro di “bonus”, a cui vanno aggiunti i milioni ricavati dalle cessioni eccellenti, si poteva e si doveva fare di più.
Quantomeno adesso si intravede una strategia operativa congrua con la più elementare logica calcistica. A parte i fenomeni paranormali dell’illusionista Valentinik (Paoletti, Minetti e D’Aversa), parassiti che da altre parti avrebbero costretto con le buone o con le cattive a togliere il disturbo ed a parte la conferma di Zanchi e Parisi, che io considero immeritata (li avrei dati via tra i primi), rispetto alle assurdità del recente passato sembra abbiano finalmente deciso di intraprendere la strada della normalizzazione, che poi era quello che si richiedeva, nessuno ha mai chiesto cose eccezionali, solo una sana, semplice, normalità.
Per dimostrare ancora una volta che le mie critiche, anche quelle più dure, più aspre, non sono mai gratuite, dico che considero l’operato dei nuovi dirigenti come un atto di buona volontà, adesso ci sono i presupposti minimi per ricominciare a dare alla squadra segnali di incoraggiamento.
Il mio carattere tendenzialmente scettico mi fa restare ancora in posizione di critica attesa, però non mi sento di biasimare più quanti da ora in avanti dovessero decidere di abbonarsi.
Una cosa però voglio che sia chiara: della mia simpatia e del mio appoggio potranno eventualmente beneficiare, se lo meriteranno, solo coloro che non si sono macchiati degli efferati delitti calcistici degli ultimi anni. I protagonisti di quei misfatti, con in testa la proprietà, dovranno fare molto, ma molto di più, per ottenere il mio perdono e la mia benevolenza!
Ultimogordon

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VENGHINO, SIGNORI VENGHINO


Venghino, siore e siori venghino! Si è aperto il grande circo del calcio, il grande lunapark delle illusioni, il luogo dove i vostri sogni diventano realtà.
I caramellai hanno già messo in moto le macchine: leccalecca e zucchero filato per addolcire le vostre amarezze. Imbonitori e ciarlatani sono a vostra disposizione per lusingarvi con fiumi di promesse e buoni propositi.
Clown, giocolieri, acrobati, saltimbanchi, fachiri, non ci siamo fatti mancare niente. Tutti a vostra disposizione, statuari ed atletici sono pronti a trasformarsi nei vostri eroi, superuomini per i quali non è contemplato il fallimento, pronti a tutto per qualche milione di euro in più.
Attorniati dal mito e da folle adoranti cavalcheranno fieri il successo, vi rassicureranno e qualsiasi cosa dovesse accadere … saranno sempre pronti a mettersi in salvo scappando a gambe levate con il malloppo. Ma che importa!
Quello che conta è che le giostre e gli ottovolanti continuino a girare, ben oliate dai vostri risparmi, sballottando le vostre vite e i vostri sentimenti senza troppe formalità. Non è questo che volete?
Accorrete numerosi, vi divertirete certamente, e se ciò non dovesse accadere anche voi potrete raccontare ai vostri amici di aver fatto parte del grande circo, di aver partecipato alla grande cerimonia salvifica.
Abbiamo allestito per voi un imperdibile show, vi offriamo al modico prezzo delle vostre anime lo spettacolo più grandioso del mondo, ed anche se ogni tanto qualcuno bara si tratta pur sempre di un gioco e sareste degli ingrati a criticarlo.
Venghino, siore e siori venghino! Non potete e non dovete mancare questo appuntamento.
Vi abbiamo riservato un sacco di sorprese che vi lasceranno a bocca aperta, estasiati ed inebetiti ammirerete le mirabolanti meraviglie del nostro grande circo.
Il nostro circo funziona tutti i giorni, non si ferma mai, tranne che non ammazzino qualcuno. Sono cose che dispiacciono ma sapete com’è, nella calca, nella ressa … può succedere.
Tra un giro di giostra ed un altro potrete rilassarvi con le noiose e fastidiose partite.
Ma per fortuna le partite sono solo spettacoli secondari, a chi vuoi che importino più i risultati, i gol, le gioie veraci, le incazzature genuine! Sono cose seccanti, fanno parte del passato, dei ricordi degli ultimi anarchici romantici. Infatti presto saranno sostituite da altri baracconi, stiamo cercando di eliminare questo superfluo intermezzo con ventidue idioti che rincorrono un pallone che rotola.
Le vere attrazioni del nostro circo sono altre, ormai quel che conta è lo spettacolo che siamo orgogliosi di offrirvi fuori dal campo: il grande tendone delle pay TV, i carrozzoni degli show, gli zoo di giornali e riviste di gossip, veline, starlet, entraineuse, coriandoli e cotillon.
Non spingete, c’è posto per tutti, basta pagare.
Venghino, siore e siori venghino! Biiiglietti alla mano!
Non abbonatevi, non rendetevi sostenitori e complici di questa gentaglia, soprattutto non svendete la vostra dignità e quella di una intera città!
Ultimogordon

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FC MESSINA 2007-2008


Dopo i propositi bellicosi della proprietà, le molte chiacchiere ed i pochi fatti che hanno prodotto il cambio del tecnico, del direttore sportivo e poco altro (emblematico il “caso” Riganò), ho già capito che questo nuovo Messina è, se non proprio uguale, molto simile a quello vecchio e continua ad avere la naturale vocazione verso il ridicolo.
L’improvvisazione continua ad essere il marchio distintivo di questa società, prerogativa che porterà alla partenza del prossimo campionato una squadra incompleta e in molti ruoli raffazzonata.
Il nuovo regolamento della Serie B prevede che le squadre possano essere composte al massimo da 21 elementi “senza limitazioni”, ai quali è possibile aggregare 4 elementi della squadra primavera o comunque provenienti dal settore giovanile.
Il Messina, quando manca solo 1 settimana alla chiusura del calciomercato, si presenterà con questi elementi: Portieri- Paoletti e Petrocco; Difensori- Bombara, Stendardo, Rea, Zanchi, Olorunleke, Parisi, Ghomsi, Gaveglia e Galeoto; Centrocampisti- De Vezze, Minetti, Pestrin, Cordova, Arigò, Lazzari, D’Aversa, Surraco, Coppola e Schetter; Attaccanti- Biancolino, Riganò, Bakayoko, Degano e Bernardo.
26 elementi. Considerati i 4 “giovani” aggregati (Bombara, Gaveglia, Arigò e Bernardo), numericamente ci siamo quasi, il problema è la qualità.
Sarebbe stato auspicabile dar via altri 8 giocatori dell’attuale rosa (Paoletti, Olorunleke, Ghomsi, De Vezze, Minetti, D’Aversa, Riganò e Bakayoko) e prenderne 7 nuovi (1 portiere, 2 difensori, 2 centrocampisti e 2 attaccanti). A questo punto è operazione difficile, anzi quasi impossibile visto l’esiguo tempo rimasto a disposizione. Malgrado si avesse tantissimo tempo, come ogni anno si sono ridotti alla fine del calciomercato con troppe operazioni da perfezionare e inevitabilmente la mancanza di tempo porta a doversi accontentare, a sottostare ai ricatti di giocatori e procuratori, oppure a commettere errori grossolani.
Considerando i giocatori attualmente in organico, prendendo per buoni gli orientamenti del calcio d’estate, la formazione degli ipotetici titolari vedrebbe il Messina schierato con un 4-4-2: Paoletti – Galeoto, Zanchi, Rea, Parisi – Lazzari (Surraco), Coppola, Pestrin, Schetter- Biancolino, Degano.
Analizziamo settore per settore questo “undici” base:
Portiere - ruolo delicatissimo e fondamentale, decisivo più di un attaccante da 20 goal, è il ruolo nel quale deve esserci una “sicurezza”, non ci si può affidare al caso o alla buona volontà e ai buoni propositi di portieri mediocri. Tanto per essere chiari Paoletti non ha le capacità e non avrebbe dovuto essere l’estremo difensore confermato: modestissimo tra i pali, è semplicemente catastrofico nelle uscite. Una sciagura per qualsiasi difensore, chiunque abbia giocato a calcio, anche a livello di scapoli e ammogliati, sa che i difensori hanno assoluta necessita di potersi fidare del proprio portiere, che ha il compito di dirigere la difesa ed essere “padrone” dell’area di rigore. Petrocco ha dimostrato di non poter garantire il rendimento degli anni passati nelle serie inferiori. Insomma si doveva (ed a qualsiasi costo) ingaggiare un nuovo portiere titolare di sicuro affidamento.
Difesa – ogni buona squadra deve partire da una buona difesa, negli ultimi due anni questo è stato il settore nel quale il Messina ha sofferto di più, dirigenti intelligenti sarebbero intervenuti drasticamente, invece ¾ dei presunti titolari sono vecchie conoscenze che hanno già dimostrato ampiamente ed aldilà di ogni dubbio la loro inadeguatezza sia fisica che tecnico-tattica. Gli innumerevoli errori (talmente pacchiani da risultare esilaranti) perpetrati da Zanchi, Morello (finalmente scaricato), Rea e Parisi, sono degni dei migliori film comici, le svogliate e disattente prestazioni sono degne delle peggiori partite da dopolavoro. Con questa difesa c’è poco da stare allegri, allenatori e moduli contano poco, gli errori dei singoli si estirpano togliendo i responsabili dal campo, non confermandoli o allungandogli i contratti! Anche in questo reparto sarebbero serviti assolutamente e senza deroghe un centrale titolare esperto da affiancare a Stendardo o Zanchi e un terzino sinistro per colmare la voragine scavata negli ultimi 3 anni dal mediocre Parisi.
Con questo portiere e questa difesa mi aspetto un’altra stagione giocata a “porta libera”, un’altra annata da 70 goal al passivo. Queste non sono opinioni, sono fatti! Basta vedere i goal del Vicenza!
Centrocampo – settore nevralgico nel quale si costruiscono le vittorie, l’ideale sarebbe stato avere una batteria di giocatori dinamici dai piedi buoni, di ottima perspicacia tattica per “leggere” le partite, al contempo bene assortiti nel distruggere il gioco avversario e costruire il gioco offensivo. Il centrocampo ideale prevede due centrali, uno votato più alla distruzione delle fonti di gioco avversarie e l’altro con propensione alla costruzione ed alla dettatura dei tempi e dei movimenti dell’attacco. I due centrali titolari (Pestrin e Coppola) hanno caratteristiche identiche, quindi tendono a “pestarsi i piedi” a vicenda: sono due distruttori del gioco avversario, non gli si può chiedere di fare cose di cui non sono capaci. Manca quindi un centrale di centrocampo dai piedi buoni e dalla lucida visione di gioco. I due esterni devono unire al dinamismo ed alle doti tecniche (che permettano di saltare l’uomo e servire palloni ai compagni liberi), grande sagacia tattica nell’appoggiare gli attaccanti e spirito di sacrificio nel dare man forte ai difensori. Per questi ruoli che richiedono esperienza (oppure doti tecniche eccezionali) si propongono solo giovani di belle speranze (Schetter e Surraco o Lazzari). Va bene puntare su di loro ma sarebbe stato più saggio avere alternative esperte alle spalle, nel caso in cui i titolari non dovessero mantenere le promesse.
Attacco – giocando con 4 difensori, per garantire un certo equilibrio tattico si possono schierare non più di due attaccanti, oppure uno appoggiato da uno o due centrocampisti con propensione offensiva. Il modulo preferito da Di Costanzo prevede la presenza di due attaccanti: uno di movimento e l’altro a minacciare costantemente la difesa avversaria. Attualmente questa coppia è formata da Degano, ottima seconda punta, e Biancolino. Sulla carta è un attacco di tutto rispetto, uno dei migliori della categoria. Però non ci sono rincalzi validi, io non sono disposto a scommettere sul rendimento costante di questa coppia per 42 partite e comunque potrebbero avere problemi fisici (soprattutto Biancolino) e cali di forma. Sarebbe stato necessario dotarsi di due sostituti che garantissero un buon rendimento e all’occorrenza anche goal.
Insomma il Messina così com’è non mi convince, manca ancora tutto l’asse centrale, perlomeno un portiere, un difensore centrale ed un centrocampista “regista”. Tre titolari, non rincalzi! E sabato si comincia!
Per questi motivi e per molti altri continuo a non approvare l’operato della società, non riesco a intravedere decisivi segnali di cambiamento. Così come non approvo l’interruzione unilaterale della contestazione dei “cosiddetti” club organizzati, sarebbe stato più saggio e coerente un periodo di critica attesa.
Non abbonatevi, non rendetevi sostenitori e complici di questa gentaglia, soprattutto non svendete la vostra dignità e quella di una intera città!
Ultimogordon

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UNO SGUARDO SULLA CADETTERIA


Quest’anno con la mancanza di squadre dal grande seguito popolare, si presenta una Serie B in tono minore, non ci sono grandi interessi mediatici e ormai sono quelli a far muovere i grandi capitali attorno al fenomeno calcio.
L’improvvisa austerità rende ancora più amara la partecipazione a quello che a tutti gli effetti è un campionato “secondario”. Ed è ancora più allucinante ripensare oggi, avendo sotto gli occhi l’elenco delle squadre di B, come abbiano potuto sciaguratamente gettare via (per ben due volte consecutive!) l’opportunità di far parte dell’unico Calcio che conta: la Serie A.
Comunque è inutile amareggiarsi ulteriormente, il presente si chiama Serie B ed è la realtà nella quale dovrà confrontarsi il Messina versione 2007-2008.
Come già detto non ci sono squadre che possano vantare una grande tifoseria al seguito, le quattro città “metropolitane” (nell’ordine Bologna, Bari, Messina e Brescia) per motivi vari non possono contare su ambienti caldi ed entusiasti vicini alle rispettive società, le altre 18 partecipanti rappresentano città minori o addirittura quartieri (Chievo e Albinoleffe).
La lista completa delle 22 partecipanti è la seguente: Albinoleffe, Ascoli, Avellino, Bari, Bologna, Brescia, Cesena, Chievo, Frosinone, Grosseto, Lecce, Mantova, Messina, Modena, Piacenza, Pisa, Ravenna, Rimini, Spezia, Treviso, Triestina, Vicenza.
E’ stato confermato il regolamento dello scorso anno che prevede tre promozioni (due “dirette” ed una dopo playoff tra 3^, 4^, 5^ e 6^ classificata), e quattro retrocessioni (tre “dirette” ed una dopo playout tra 18^ e 19^).
Scorrendo l’elenco delle partecipanti si nota immediatamente la mancanza, almeno sulla carta, di squadre dominatrici, questa situazione di apparente equilibrio permette a molti ambienti sportivi di sognare campionati di vertice per le proprie squadre. Alcune società stanno cercando di assecondare le tifoserie programmando campionati “a vincere”.
A “bocce ferme” le squadre che mi sembrano più attrezzate per il salto in Serie A sono Lecce, Brescia, Mantova e Chievo, un gradino sotto Rimini, Bologna e Modena. Per quanto riguarda le prime quattro sono quelle che hanno le rose migliori, bravi allenatori e società con le idee chiare; le altre tre si avvicinano molto alle prime, soprattutto il Rimini.
Tra le sorprese che possono inserirsi al vertice e lottare quantomeno per i playoff vedo bene Ascoli, Bari, Frosinone, Grosseto, Piacenza, Treviso e Vicenza.
Le altre (Albinoleffe, Avellino, Cesena, Messina, Pisa, Ravenna, Spezia e Triestina) possono aspirare al massimo ad una salvezza con qualche giornata d’anticipo e tra di esse dovrebbero uscire le quattro retrocesse.
Il Messina, purtroppo, tra queste ultime è una delle squadre messe peggio, malgrado per quest’anno potesse beneficiare rispetto alle concorrenti dei famosi cinque milioni di euro di “paracadute”! All’immediata vigilia dell’inizio del campionato è l’unica a non avere ancora una fisionomia anche solo abbozzata, è ancora un cantiere aperto, un’incompiuta (un’altra delle tante in città): non è stata fatta piazza pulita del vecchio e non è stata allestita una nuova solida impalcatura sulla quale costruire schemi e gioco. Se a questo aggiungiamo il distacco della città, che non si sente più rappresentata, e l’ostilità di un ambiente che non ha digerito due incredibili retrocessioni consecutive, si capisce bene che ci sono tutti i presupposti per un ennesimo naufragio.
Una cosa è sicura, il Messina rappresenta una delle maggiori incognite del prossimo campionato di Serie B, quando invece avremmo avuto bisogno di certezze e fatti concreti. Le incognite portano raramente risultati positivi, è molto più probabile che riservino penosi sviluppi.
Possiamo solo aspettare e vedere, da lontano però, senza cadere nella tentazione di abbonarsi!
Non abbonatevi, non rendetevi sostenitori e complici di questa gentaglia, soprattutto non svendete la vostra dignità e quella di una intera città!
Ultimogordon

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UFO

Un oggetto non identificato, ecco a cosa è stato ridotto il Messina.
Nessuno conosce quali siano i programmi e le intenzioni, quali siano gli uomini che faranno parte del presente e del futuro della squadra e della società, a che punto sia il lavoro dell’advisor per la cessione di una quotaparte o dell’intera proprietà.
Anche le cifre richieste per questa fantomatica cessione sono talmente abnormi da far infittire il mistero sulle reali intenzioni dell’attuale proprietà. Per portare un esempio pratico, in queste settimane è stata trattata la cessione del Bologna per cifre intorno agli 8 milioni di euro, già il solo debito del Messina per mancati versamenti IRPEF supera abbondantemente questa cifra, per non parlare delle differenze di blasone, del parco giocatori e delle prospettive, quindi paradossalmente, invece di chiedere la folle cifra di cui si vocifera dovrebbe essere l’attuale proprietà a versare una quota a titolo di risarcimento per gli eventuali acquirenti del Messina!
Qualcuno ha notizie del progetto sportivo? Dovrebbe essere l’obiettivo principale di una società di calcio, già … “dovrebbe”, perché a Messina è stato chiaramente accantonato (o forse sarebbe più corretto dire sacrificato) in favore dell’arido progetto economico di creazione di utili, a beneficio non si sa bene di chi e per farne cosa, con l’aggravante che gli utili si vuole ottenerli attraverso lo sfruttamento commerciale di spazi e strutture pubbliche, senza che la collettività abbia garanzie concrete in cambio di una vera e propria ipoteca sulla città.
Nella “Nebulosa Fantacalcio” che avviluppa il Messina, tutto ed il contrario di tutto è lecito ed ipotizzabile, la fantasia di tutti i tifosi è libera di viaggiare nelle distanze siderali che ci separano dalla normalità, conducendo verso visioni-visionarie, verso i più disparati scenari: alcuni inverosimili, altri assurdi, fino a quelli che superano i confini della realtà.
Inevitabilmente questa confusione richiede un prezzo: è bastato incontrare una squadra di categoria inferiore appena organizzata per rimediare la prima figuraccia della stagione. Nel calcio non si inventa niente e l’ennesimo inganno nei confronti della città e dei tifosi è già stato smascherato.
In altre circostanze tutto questo avrebbe potuto assumere caratteri comici, ma per l’enorme quantità di accadimenti calcisticamente tragici accumulatisi nel corso degli ultimi 30 mesi, per il modo assurdo in cui si sono sviluppati e per gli effetti devastanti che hanno prodotto e continueranno a produrre, non c’è nessuna traccia seppur minima di positività o voglia di sorridere.
E’ desolante constatare di ritrovarci anche in Serie B con una società che si distingue tra tutte le concorrenti per improvvisazione e superficialità, già lo scorso anno nel confronto con le società più organizzate (che non a caso giocano nella massima serie) siamo usciti massacrati, purtroppo anche quest’anno stanno dimostrando di non essere all’altezza della situazione. Partecipare ad un campionato professionistico, se pur meno competitivo, richiede comunque preparazione, organizzazione, chiarezza di programmi e volontà di perseguire i medesimi programmi.
Niente di tutto questo ci appartiene, perché niente di tutto questo appartiene all’alienato universo dei Franza.
Senza un cambio radicale di proprietà saremo destinati a vagare all’infinito nel gelido vuoto cosmico dell’anonimato calcistico delle serie inferiori, chiusi nella nostra navicella (la passione per il Messina) che rappresenta la nostra ultima speranza ed allo stesso tempo la nostra prigione.
So bene che si tratta di un’ipotesi catastrofica, ma non vedo altri scenari possibili con i Franza.
Siamo alla deriva nello spazio, solo una missione interplanetaria (possibilmente proveniente il più lontano possibile dai putrefatti ambienti cittadini) di soccorso e recupero, se pur difficile e remota, potrebbe miracolosamente salvarci. Perché ormai dobbiamo aggrapparci ai miracoli per far ritorno a casa, nel caldo ed ospitale pianeta Calcio!
Finché non si concluderà la sciagurata campagna abbonamenti, anche se vi annoierò, continuerò incessantemente ad esortarvi:
Non abbonatevi, non rendetevi sostenitori e complici di questa gentaglia, soprattutto non svendete la vostra dignità e quella di una intera città!
Ultimogordon

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“RIPARTIAMO INSIEME”, PER ANDARE DOVE?


L’elementare buonsenso richiede che prima di lanciare una campagna abbonamenti avrebbero dovuto essere condivise, con la città e con la tifoseria, fondamentali scelte, proprio per questo motivo avrebbero dovuto essere chiari i programmi, cioè avrebbe dovuto essere preventivamente illustrato dove si vuole andare e con quali giocatori si intende fare questo percorso.
Questa regola di serietà e rispetto verso i potenziali abbonati è ancor più valida nel caso specifico, nel quale si è voluto dare come preciso indirizzo e significato il “ripartire insieme”, soprattutto dopo la farneticante conferenza stampa di fine campionato scorso nella quale si era parlato inequivocabilmente di disimpegno e di cessione! In questa surreale situazione più che mai bisognava “rendere conto” all’ambiente!
E’ avvilente dover sottolineare concetti banali e ovvi nel resto del mondo, purtroppo a Messina, che è la città dei “nonsensi”, si è costretti a farli diventare argomenti di dibattito!
Innanzi tutto se si chiede di ripartire insieme, da quale punto si riparte?
A me pare che si riparta esattamente dai peggiori protagonisti degli scorsi campionati e dalle peggiori cattive abitudini stratificatesi nel corso degli ultimi anni.
Già questo avrebbe dovuto essere sufficiente per sconsigliare di proporre ai tifosi un contratto in bianco, da far sottoscrivere sulla fiducia.
Anche lasciando perdere il punto da dove si riparte, almeno avrebbe dovuto essere inequivocabile il punto dove si intende arrivare, tanto più che si chiede ai sottoscrittori di abbonamenti di andarci insieme! Invece no! Niente di tutto questo!
E’ legittimo oppure no conoscere preventivamente se Riganò va via o “riparte”? E i vari Morello, Minetti, Iliev, Bakaioko, De Vezze e compagnia bella, vanno via o “ripartono”?
Evidentemente per gli attuali dirigenti sono cose che ai potenziali abbonati non devono interessare. Cari tifosi messinesi non dovete porvi troppe domande, volete sapere troppo, fastidiosi tifosi che non siete altro. Non sono argomenti che vi riguardano, dovete abbonarvi e basta! Soprattutto dovete subire in silenzio le angherie della proprietà ed anche di quegli asini che indossano indegnamente la maglia ricoprendovi di vergogne e umiliazioni, tanto qualsiasi cosa facciano ve li ritroverete in campo l’anno successivo.
Ripartiamo insieme? Cominciate a partire voi e per favore liberateci della vostra presenza non tornando mai più! Ciarlatani, che avete presentato in carta patinata l’ulteriore inganno verso i veri tifosi, utilizzando un’accattivante slogan per beffarsi della loro fede.
A voi, che dovreste essere immediatamente arrestati per attentato alla credulità popolare, dico: Non è sufficiente tapparsi il naso tanto è il ributtante fetore emanato dalle putride minchiate che ci continuate a propinare! I soliti “faremo” … “cercheremo” … Non mi lascio più intenerire dai vostri sorrisi di plastica, dalle vostre odiose facce, vecchie e nuove, tirate a lucido per ingannare.
Venditori di fumo travestiti da rispettabili uomini di sport, non siete altro che la peggiore sottospecie di imbonitori. Come vi permettete di formulare promesse! Come osate riproporre le ormai consunte buone intenzioni!
Prima dovete ricostruirvi una credibilità con i fatti concreti, poi, e soltanto poi, potete reclamare il diritto di parlare e proporre iniziative per le quali richiedete la fiducia e l’appoggio dei messinesi.
Vergogna, vergogna, vergogna per tutti quelli (e purtroppo sono tanti) che ancora vi tollerano; per tutti i pseudo giornalisti che vi porgono “silenziosamente” i microfoni e i taccuini, diventando complici delle vostre insolenze; per l’accozzaglia di politicanti che non pretendono il rispetto della dignità dei cittadini, anche se mi rendo conto che è impossibile pretenderlo proprio da loro che per primi rappresentano indegnamente gli elettori.
Sono consapevole che il mio sogno di vedere zero abbonamenti sottoscritti, nell’imbelle Messina è impossibile da realizzarsi, questo mi amareggia profondamente, ma non mi fa perdere lo spirito combattivo che mi anima per osteggiare con tutti i mezzi l’intollerabile operato di questa proprietà.
Tutti i cittadini di buon senso debbono sentire il preciso dovere di portare avanti l’opera di dissuasione nei confronti degli amici, dei conoscenti, dei colleghi, dei vicini di casa che manifestano l’insano proposito di abbonarsi.
Questa è una fondamentale battaglia di civiltà, una disobbedienza civile per recuperare un minimo di onorabilità.
Non rendetevi sostenitori e complici di questa gentaglia, soprattutto non svendete la vostra dignità e quella di una intera città!
Ultimogordon

P.S. E’ talmente poca la sensibilità ed il rispetto che hanno nei confronti dei cittadini-tifosi che avevano avuto la bella pensata di far giocare a Messina il 15 agosto, in concomitanza con la festa popolare più importante, l’insulsa gara di Coppetta Italia contro (udite, udite) il Vicenza.
Hanno rimediato in extremis al sacrilegio. Ma comunque carissimi dirigenti, direttori e consulenti vari, vi meritate lo stesso una bella pernacchia. Siete ridicoli, non avete il senso della vergogna!

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INUTILE RITIRO

In questo infuocato luglio, nell’isolato scenario di S. Giovanni in Fiore, tra il disinteresse generale si sta consumando il ritiro più inutile, più insignificante, più improduttivo della storia del calcio. Un altro record da ascrivere all’F.C. Messina che si saremmo volentieri risparmiati.
Da osservatore disincantato vengo assalito, prima di tutto, da una noia mortale nel dover scrivere di questa tragicomica messinscena. Parlare di cialtroni che devono andar via, ma si allenano e non partono, di giocatori che devono arrivare e non arrivano, di un allenatore già pentito di essersi impelagato in questo girone infernale, dei vari (ed eventuali) direttori generali generici in preda alle crisi di identità e dei padroni del vapore in preda alle crisi di nervi, parlare di questa variegata fauna si riduce ad un banalissimo gossip da ombrellone, niente a che vedere con il calcio, con lo sport.
D’altra parte l’F.C. Messina, questo F.C. Messina mortificato e trasformato in una farsa dai Franza (con un sostanzioso aiuto del funesto Valentini), non ha nulla da spartire con il calcio, quindi è una naturale e inevitabile conseguenza che qualsiasi argomento riguardante la squadra, in ogni sua componente, sia poco più che una barzelletta.
Dopo la noia purtroppo subentra l’avvilimento, perché è incredibilmente difficile ragionare sulle prospettive, sul campionato che si sta approssimando.
L’avvilimento diventa addirittura sconforto assistendo alle infruttifere e scomposte scalciate di questo recalcitrante branco di somari senza pari, ingiustamente sottratti al lavoro nelle miniere di zolfo (loro unica collocazione degna e produttiva). Insomma è una tristezza indicibile.
In questa situazione paradossale, dove non c’è né capo né coda, non so da che parte cominciare a criticare. Prevedere un futuro di amarezze e fin troppo facile, nella migliore delle ipotesi ci ritroveremo con una squadra formata per metà dai “migliori” di quel manipolo di beceri mercenari protagonisti ed artefici dei passati (e probabilmente futuri) disastri e per l’altra metà da modesti giocatori, raccattati in questo fine mercato dove si trovano i rimasugli che si accontentano di un contratto a prezzo da saldo.
Ovviamente il giudizio sulla proprietà è il peggiore possibile, sul loro operato si può solo esprimere il biasimo e la sdegnata riprovazione, come sempre si sono distinti per la scorrettezza, il disprezzo, l’arroganza, la mancanza di serietà, nei confronti della città e dei tifosi. Insomma l’impunita cialtroneria a cui ormai ci hanno abituato.
Invece il giudizio sul nuovo allenatore rimane sospeso, per ora mi sento di esprimere la mia solidarietà ad un temerario che non poteva immaginare di ritrovarsi in questa situazione allucinante, che, almeno per il momento, sta affrontando con serietà e ragionevolezza.
Diverso il discorso per il nuovo Direttore Generale, non mi sembra stia brillando per efficacia nelle operazioni di calciomercato, anche se (per onestà intellettuale) bisogna riconoscere che è impresa assai ardua rimediare alla catastrofe di quello stolto di Valentini.
Insomma conosciamo bene le cause, così come i colpevoli, che ci hanno precipitato in questo baratro, il grosso problema e che ahinoi il peggio deve ancora venire, perché si sta concretizzando uno scenario angoscioso, il più brutto che si potesse prefigurare alla vigilia: proprio i peggiori resteranno strenuamente attaccati alle loro rendite e di conseguenza alle nostre beneamate maglie biancoscudate, per “merito” (e mi ripeterò fino alla noia) degli insolenti e pavidi Franza, che non hanno proceduto, a qualsiasi costo, nell’implacabile e sacrosanta strada della “piazza pulita”!
Quindi saremo costretti a rivedere le vergognose prestazioni e risentire le oltraggiose dichiarazioni dei soliti biechi figuri senza dignità e senza onore. Già mi viene il voltastomaco solo all’idea.
E siccome al peggio non c’è mai fine, hanno avuto anche la sfrontatezza di lanciare la campagna abbonamenti, un vero e proprio insulto alla dignità e all’intelligenza dei messinesi che abbiano un minimo di orgoglio.
Su questo argomento mi riservo di ritornarci più dettagliatamente nel prossimo articolo, per intanto inutile sottolineare che evidentemente io non mi abbonerò, e non lo farò mai più finché ci sarà un Franza nella società (anche solo come socio di minoranza o fittizio).
Quel che mi preme è cogliere già da adesso l’occasione per esortare tutti a non abbonarsi.
Non rendetevi sostenitori e complici di questa feccia, soprattutto non svendete la vostra dignità e quella di una intera città!
Ultimogordon

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LA COMMEDIA DELL’ASSURDO

Tutti lo sospettavamo, ma ora abbiamo la certezza: si è trattato di una assurda retrocessione, illogica, impossibile, perché ora che sono state rese note le cifre percepite dai protagonisti, è indiscutibile che la squadra era formata da un gruppo di fuoriclasse ai quali, riconoscendone l’immenso valore tecnico-agonostico, sono stati garantiti ingaggi da Champions League.
Bisogna quindi rinnovare i complimenti a chi ha scelto questi artisti del calcio e soprattutto ha chi gli ha riconosciuto scandalosi contratti principeschi (spesso pluriennali) per non privare la platea messinese delle loro impareggiabili prestazioni pedatorie.
A riprova della bontà dei calciatori di cui sopra, si è scatenata un’asta senza precedenti che coinvolge il panorama calcistico mondiale, tutte le squadre del globo terracqueo li vogliono alle loro dipendenze e non badano a spese per accaparrarseli.
I nuovi (e i vecchi) dirigenti del Messina, sommersi dalle pressanti richieste, fanno fatica a scegliere la più vantaggiosa e giustamente prendono tempo per ricavare il massimo, d’altra parte bisogna comprenderli stanno lasciando andar via a malincuore questi comprovati campioni, che con le loro performance dentro e fuori dal rettangolo di gioco si sono fatti amare da tutta la città.
Nel frattempo è ben evidente il nuova impronta, possiamo finalmente apprezzare il nuovo corso dettato dalla famiglia Franza: decisioni chiare, tempestive, convincenti!
A partire dalla sede (dell’inutile) ritiro precampionato, senza tanti giri di parole un ripiego raffazzonato, dopo aver contattato tutte le più attrezzate e rinomate sedi scoprendo (improvvisamente) che erano già state scelte dalle centinaia di squadre di ogni categoria che popolano il pletorico panorama calcistico italico. Così l’ardua scelta tra gli scarti rimasti riguardava Isnello, dove non c’è neanche il terreno di gioco! Oppure S. Giovanni in Fiore, sperduto centro silano, peraltro già scartato dal Catania, dove il Messina dovrà portarsi dietro la palestra! Sarebbe stato più saggio ed economico ossigenare i polmoni ed i muscoli dei nostri eroi nei familiari boschi delle “Quattro Strade”, con il duplice vantaggio: per loro di rifocillarsi con le celeberrime “vasteddi a’ disgraziata” i Donnu Minicu; per noi di poterli prendere a pernacchie e pedate nel sedere senza dover fare troppa strada.
Altra scelta che sta dando proficui frutti è (l’equivoco) Valentini – Gasparin, ai quali (è notizia di oggi) si aggiunge un terzo elemento, un certo Favaro, di cui si sconoscono i meriti. Un magnifico triunvirato di consulenti-esperti-operatori (non si capisce bene che cosa faccia, chi) che non sono stati capaci di concludere alcuna operazione, anche perché si pestano i piedi l’un l’altro e non potrebbe essere altrimenti avendo a grandi linee gli stessi compiti per quanto riguarda il calciomercato. Non esiste neanche in Terza Categoria che in una società calcistica ci siano tre figure: uno che cura le cessioni, l’altro gli acquisti, il terzo boh?, con l’aggravante che lavorano a compartimenti stagni! Solo quel fenomeno di Franza poteva partorire questa genialata.
Ma il meglio è tutto concentrato in un semplicissimo concetto: non si acquista nessuno se prima non si cedono i “campioni”. Vi ricordate le furibonde parole nei confronti dei calciatori nel corso della famigerata conferenza stampa della presunta cessione? Il succo del discorso era chiarissimo: le colpe del disastro sono tutte a carico dei giocatori, i quali avendo tradito la fiducia della società (molti di loro per due anni consecutivi) saranno cacciati via senza pietà. Ebbene hanno scherzato perché li ritroveremo tutti, o quasi, in ritiro e con molta probabilità anche in campionato, non hanno le palle e la volontà di allontanare questi cialtroni concentrandoli in una località separata, in attesa che loro stessi si trovino una sistemazione.
In ritiro si doveva andare con i nuovi giocatori che avrebbero dovuto formare la rosa (limitata a 21 elementi con 4 primavera) del prossimo campionato di Serie B, non ha alcun senso partire con questo branco di asini. Che cosa deve fare Di Costanzo con questi farabutti?
In mezzo a questo caos da inettitudine, che ahinoi preannuncia un’altra annata disgraziata, almeno noi dobbiamo stare allerta! Molto presto i quaquaraquà torneranno negli schermi televisivi e sulle pagine dei giornali facendo promesse e giurando buoni propositi. Non dimenticate mai che sono gli stessi protagonisti dell’imperdonabile duplice disastro.
Per loro nessuna pietà, nessuna considerazione!
Nessuno di quegli imbroglioni dovrà mai più indossare la maglia Biancoscudata, neanche in amichevole.
Ultimogordon

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NON ABBASSARE LA GUARDIA

Sono trascorsi due mesi da quando la retrocessione è stata sancita ufficialmente, tempo prezioso che si sarebbe dovuto spendere per costruire il progetto futuro, partendo dal nulla che le ultime due stagioni hanno lasciato in eredità.
Come al solito la proprietà si è distinta per incompetenza ed improvvisazione e se c’era un minimo da salvare dalle macerie, questa possibilità è stata annullata con la brillante sortita della conferenza stampa del presunto disimpegno. Il solo risultato ottenuto dai lungimiranti imprenditori del nulla è stato accrescere confusione al caos totale del carrozzone da circo nel quale hanno trasformato, in tre stagioni da incubo, una società di calcio emergente che aveva la fortuna di poggiarsi sulle solide ed invidiabili basi di un entusiasmo ed un seguito popolare senza pari.
Questo preziosissimo lasso di tempo quindi è stato sostanzialmente sprecato nell’inutile immobilità, un’altra delle innumerevoli occasioni mancate. Tutte le decisioni sono state rimandate senza fornire spiegazioni convincenti (ma ormai siamo abituati alle assurdità imposte), bisognava attendere il fatidico 15 giugno, indicato come data delle decisioni irrevocabili, come spartiacque per chiudere con il passato e ricominciare.
Come era ovvio il roboante annuncio si è rivelato come un’ulteriore presa in giro, non esiste alcuna possibilità di cambiamento radicale, né adesso, né in un prossimo futuro, e d’altra parte non c’erano neanche i presupposti temporali e materiali perché si addivenisse ad un decisivo cambiamento nell’assetto societario. La situazione patrimoniale (zero proprietà immobiliari, parco giocatori di scarsissimo valore, debiti pregressi), il conto economico (monte stipendi sproporzionato rispetto alle entrate previste), squadra tecnicamente da rifondare (bisogna rifare completamente la rosa e ricostruire il settore giovanile), ambiente ostile (non solo i tifosi ma l’intera città, compresa buona parte della classe politica) e dulcis in fundo l’esorbitante richiesta di 20 milioni di euro per il 51% del pacchetto azionario (vale a dire valutare 40 milioni il valore del solo titolo sportivo di Serie B, perché non c’è niente altro da offrire), hanno sconsigliato qualsiasi imprenditore nel pieno possesso delle proprietà intellettive ad impelagarsi in questo casino.
Per non parlare del famoso progetto di riqualificazione degli stadi. Irrealizzabile perché palesemente sovradimensionato.
Quindi si riparte con i Franza e con Valentini (non ho capito se promosso o degradato “consulente di mercato”), si riparte con le loro poche certezze e i loro molti dubbi.
Le novità proposteci sono interessanti ma il loro operato è tutto da verificare: Gasparin è un buon dirigente (malgrado l’ultimo anno di sostanziale inattività), ma dovrà scontrarsi con la politica di disimpegno della proprietà e dovrà gestire alla menopeggio la situazione esplosiva del parco giocatori; Di Costanzo ha dimostrato di essere un vincente ma sempre in categorie inferiori, è chiaro che non c’è paragone con l’inetto Brunello, ma si tratta pur sempre di una scommessa rischiosa in una piazza ormai intollerante e impaziente, in ogni caso per lui o per un qualsiasi altro allenatore fondamentale sarà il parco giocatori messogli a disposizione.
Io sono pessimista e comunque le mie critiche alla proprietà continueranno a prescindere dai risultati che verranno ottenuti, la mia posizione è di esplicita avversione e non ho problemi a confessare che considerata l’umiliante e degradante gestione dell’espressione calcistica cittadina, sarò sempre prevenuto nel giudicarli.
In verità per settimane ho avuto la tentazione di prendere definitivamente le distanze da questo calcio, cioè volevo interrompere questa rubrica.
Ero sconfortato dall’idea di ritrovarmi a parlare dei Franza, pur avendo la coscienza a posto e pochi rammarichi, perché se qualcuno avrà la pazienza di ripercorrere a ritroso gli articoli di questa rubrica non farà fatica ad accorgersi delle critiche feroci formulate già in tempi non sospetti, che poi non erano altro che grida di allarme per una situazione fin dall’inizio apparsami tragica (chi ha intenzioni serie non si affida a Valentini e Giordano).
Ma ormai non ha più senso auto referenziarsi, avere avuto ragione non mitiga la mia amarezza e la mia frustrazione. Un’afflizione prolungata, che negli ultimi mesi mi procurava una fatica enorme per riuscire a scrivere di calcio, perché l’oltraggio che ritengo di avere subito come messinese va molto aldilà del fatto sportivo, qui è stata messa in gioco la dignità personale!
Ero deciso a correre il rischio che la decisione di mollare potesse essere considerata come una resa, quando invece era soltanto l’unica reazione che la rabbia e l’orgoglio mi facevano vedere come sensata, era l’istintiva reazione alla nausea ed allo schifo di dover direttamente o indirettamente scrivere di situazioni e di personaggi che continuo a ritenere ripugnanti, vomitevoli.
Per riordinare le idee ho scelto di prendermi questa lunga pausa di riflessione.
Con calma e con la mente sgombra dal furore dell’odio ho capito che la scelta di non scrivere più di calcio finché a Messina la società resterà nelle mani di questi spregevoli individui che reputo come imperdonabili, delittuosi, colpevoli di questo disastro, sarebbe stata la scelta sbagliata!
Proprio nei momenti più difficili le voci del dissenso devono levarsi più fragorose, più implacabili!
Inoltre mi rammaricava interrompere questo rapporto di reciproca stima con gli amici della Corazzata, ai quali sarò sempre riconoscente per avermi offerto uno spazio senza alcuna censura, merce rarissima e di inestimabile valore ai giorni nostri popolati da ipocriti servi del potere. Senza scadere in adulazioni ho sempre apprezzato la linea editoriale di questo sito: l’essere contro! Non per mero indirizzo ideologico, ma per onestà intellettuale e morale (altra merce rarissima), mi fa essere onorato per aver avuto l’opportunità di scrivere per voi.
Quindi proseguiamo la nostra battaglia, inaugurando questa nuova stagione con il messaggio che deve guidarci: Non abbassare la guardia! Peraltro “A guardia di una fede” è il motto di Corazzatamessina, questo è un momento storico nel quale bisogna essere vigili e non fare sconti.
Non mi lascio incantare dall’ennesima farsa della (finta) tentata cessione societaria, ed in questo senso vi invito a non cadere nel tranello: non hanno nessuna intenzione di mollare l’osso fino a quando (utilizzando l’F.C. come strumento di pressione politica) non otterranno la razzia finale sulla città, con l’ipoteca sullo sfruttamento commerciale degli impianti sportivi (e delle vaste aree limitrofe) e della rada tra Grotte e S. Agata con la realizzazione del mega porticciolo.
Io ho scelto la strada della delegittimazione con ogni mezzo, ogn’uno di voi sceglierà secondo coscienza il modo migliore per raggiungere il nostro comune obiettivo primario: contrastare i Franza per costringerli ad andarsene veramente (escludendo sceneggiate o finte cessioni), questa deve essere la missione!
Ultimogordon

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IN MORTE DI UN ACROBATA

Da quel filo non sono scivolato, ho provato a spiegarmi il motivo ma non c’è una logica, dovevo forse scontare i miei peccati.
Il sorriso di plastilina ha mascherato a fatica la mia tristezza, non chiedetemi motivazioni, sorvolate sul mio sguardo assente, fisso sul filo.
Cosa volete sapere veramente? Le mie risposte non riusciranno ad essere interessanti, ed è difficile che potessero esserlo per domande inesistenti.
A volte chiudevo gli occhi e sognavo, ma i sogni durano solo il tempo di un sogno, e mi ritrovavo nel vento che voleva buttarmi giù, rendendomi quella tristezza più aspra.
Sul filo non percepivo se provavate qualcosa per me, per la mia malinconia. Ormai ero solo stanco.
Tra poco arriveremo al culmine dello spettacolo, mi sembra di stare su un treno lanciato a tutta velocità, ormai è deciso, non mi opporrò al mio destino.
Ho chiesto perdono a tutti quelli che ho tediato, ingannato, illuso, in attesa con il naso all’insù di qualcosa che da un momento all’altro poteva, doveva accadere, e mai accadeva.
Quando vengono a mancare le motivazioni che rendono importante la felicità, che mi facevano salire sul filo percorrendolo da un capo all’altro, sapendo che dall’altra parte c’erano ad aspettarmi emozioni e incazzature, battiti di cuori, domeniche felici e sole tiepido, non ha più senso salire su quel filo in bilico sopra il mondo.
Tutti quelli con il naso all’insù, quelli a cui sembrerà sia accaduto un evento governato dal destino, l’errore che bisogna mettere in conto, non riusciranno a capire, ammaliati fino all’alienazione, che in realtà è stata una scelta deliberata. Il colpo di scena per togliere il disturbo.
Vi cercherò con lo sguardo nel volo della caduta.
Vorrei incrociarle quelle emozioni e incazzature, quei battiti di cuori, quelle domeniche felici e sole tiepido, anche se ormai non avrà più molta importanza.
Ora però sapete che da quel filo non sono scivolato…
L’Acrobata.
Ultimogordon

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PENULTIMA ORA

La penultima ora è quella più triste.
Quella in cui ti affretti a raccattare la tua roba per ripartire verso un altro ritorno.
Quella in cui tutto sfuma nella sonnolenza e invece gli eventi richiedono energia e decisione, richiedono tempo.
La penultima ora pretende attenzione: necessaria, per percorrere il percorso accidentato che si approssima; supplicata, quasi temesse l'inesorabile passata di fissativo su un'istantanea rubata e poi dimenticata, quasi esigesse in tributo un sacrificio di memoria.
La penultima ora è quella delle somme, è algebrica come nessuna. Affastella fascine di meno e di più, e il risultato te lo lascia da calcolare dopo, si limita a disporti in colonna gli elementi.
La penultima ora è quella dei rimpianti del tempo perduto, non già della ricerca.
È l'ora, raramente, dei rimorsi. Quelli che sono stati rinchiusi e imbavagliati in un angolo e che aspettano solo lei, che li autorizzi
all'evasione.
È l'ora dei condizionali volti al passato, degli "avrei dovuto", "avrei
potuto", "avrei".
Ho!
Ho da correre, poi riprendere fiato, poi correre ancora. Finché c'è forza nelle gambe, finché c'è un alito di vita. Correre sempre e comunque, e mai verso un arrivo.
La penultima ora è pesante come uno zaino pieno, e leggera come una piuma d'oca. Pesa sulle spalle, ma solleva il cuore, perché ti priva, sì, di qualcosa, ma ti rimette in pista.
Ed è questa la percezione che ti lascia: il tornare in pista, ma senza poter gareggiare ad armi pari, a farti sentire parte di questa desolante nullità.
Ultimogordon

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I HAVE A DREAM


Ho sognato una strada che porta all’orizzonte, ma ci vorrebbe una scala per arrivare alla luce ed anche il coraggio di gridare BASTA!
Ho sognato di svegliarmi in una città normale che non subisse passivamente oltraggi intollerabili.
Ho sognato di tifare per una squadra appena decente, che non umiliasse la mia fede, che non mi facesse vergognare per tre anni di seguito.
Ho sognato di avere un presidente che curasse gli interessi della squadra, che sono gli interessi della collettività, invece di rovinare tutto perseguendo (con magna inettitudine) astrusi interessi personali.
Ho sognato di non essere insultato da un parvenu qualsiasi, maleducato ed imbelle, con dieci esoneri in dodici anni di “carriera” che certificano oltre ogni dubbio la sua incapacità.
Ho sognato di non essere oltraggiato da un giovanotto arrogante senza arte ne parte, che ha come solo merito essere l’utile rampollo di un boiardo necessario per le speculazioni preventivate.
Ho sognato giocatori che non siano quaquaraquà travestiti da volgari mercenari, ma uomini veri, onorati di indossare una maglia che significa molto più di fama e soldi.
Ho sognato un sindaco che invece di tagliare nastri cominciasse a rappresentarmi degnamente, battendosi, promuovendo atti concreti per il bene della città, invece di essere silenzioso connivente.
Ho sognato giornalisti incisivi e senza remore nel criticare, senza aspettare l’irrimediabile.
Ho sognato ultras civili ma fermi e risoluti nel contestare chi li calpesta, senza pelosi rispetti e gratitudini immotivate ed immeritate.
Ho sognato di tornare a guardare una partita con la leggerezza d’animo di chi guarda una cosa piacevole che regala emozioni, non frustrazioni.
Ho sognato di tornare a discutere di calcio, non di eventi e persone che niente hanno a che spartire con uno sport.
Ho sognato di svegliarmi e non rivedere mai più nessuna delle facce da schiaffi di tutti gli infami protagonisti di questa tragicommedia.
Ho sognato il perdono, ma chiedevo la pace e ho ricevuto la guerra.
Se questi grandi ottusi ci hanno trascinato a fondo sarà che giorno dopo giorno abbiamo sognato troppo a lungo… ah! se passasse questo buio come si ammaina una bandiera, come si ammaina l’orgoglio, alla stessa maniera!
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

C’ERA UNA VOLTA …


C’era una volta una squadra di calcio, una Cenerentola del calcio italiano, proprio come la protagonista della famosa favola era stata maltrattata, umiliata dai poteri forti, fino ad essere relegata nel sottoscala dei campionati dilettantistici, polverosi campetti di periferia dove si gioca più a calci che al calcio.
Ma come nella migliore tradizione delle favole, quando tutto sembra perduto, arriva l’eroe a salvare la squadra e ridare il sorriso e la dignità ad una intera comunità.
In questa favola gli eroi non avevano certo le sembianze del Principe Azzurro, comunque non è certo l’aspetto fisico che importa a chi attende di essere salvato, contano i fatti.
Una coppia di “cavalieri senza macchia e senza paura”, con una serie impressionante di decisioni e conseguenti scelte azzeccate, riuscirono nell’impresa epica di catapultare la serva sporca e mal vestita dal sottoscala buio, polveroso ed umido, fino alla soglia del salone delle feste, con il vestito bello e luccicante.
Un’impresa straordinaria, talmente eccezionale che finirà per essere tramandata di padre in figlio nei racconti attorno ai caminetti, quei racconti nei quali il mito si mischia alla realtà storica dei fatti.
Purtroppo si sa, le belle storie durano poco, e questa non fa eccezione. I problemi economici costrinsero i nostri eroi ad abbandonare la splendida creatura sorta dal nulla.
Ma un nuovo personaggio si presentò come nuovo eroe, ed in effetti all’inizio si conquistò la fiducia, ingannando i tifosi che credettero alle sue promesse ed ai suoi proclami.
Riuscì addirittura (con una serie di circostanze fortunate, ma poco importa) a far entrare, quella che fino a poco tempo prima era solo una povera serva, dentro il salone delle feste: luci, splendori, ricchezze, vestiti eleganti, abbagliarono tutti, nessuno dubitava del nuovo eroe, finalmente il Principe Azzurro, bello, giovane, ricco.
Le bugie però hanno le gambe corte e il presunto nuovo eroe si spogliò del suo travestimento per assumere le sue vere sembianze, rivelandosi per quello che era realmente: un orco cattivo e crudele.
La miseria e lo sconforto si rimpossessarono della bella principessa che si ritrasformò nuovamente in Cenerentola, sporca, logora e derisa da tutti, di nuovo scaraventata nel sottoscala buio, polveroso ed umido.
Tutti noi che avevamo creduto alle favole, ora siamo qui a chiederci: come è potuto succedere?
Perché in questa storia non c’è nulla, assolutamente nulla che abbia un senso, un qualunque significato paragonabile a qualcosa di logico, di vivo, di già visto, di già percepito, di ascoltato, letto, toccato, annusato, con cui mi sono confrontato, scontrato, che ho misurato, collocato nello spazio, nel tempo, riposto nell'armadio delle idee, delle convinzioni, delle emozioni.
La delusione è talmente grande che nulla sarà mai più come prima.
Non è buio e non è luce, non è silenzio né rumore, non è quiete, non è tempesta. Non è movimento, né stasi, non è tempo, né spazio e neanche note su un pentagramma.
Solo lacrime che scivolano lungo uno zigomo e mi imbrattano il volto.
E tu tifoso del Messina che giaci per terra, chi sei? Cosa farai?
Hai gli occhi aperti a fissare il vuoto che ti si spalanca davanti? Come posso vederti se non riconosco nulla di ciò che ho intorno? Non so più neanche se sono capace di vedere, in questo spazio vuoto fluttuante e funerario.
La principessa che fu è solo un ricordo, un frammento, un deja-vu di persone sconosciute e comunque unite da un’unica passione, intrecciate per caso in un groviglio.
Rimango a guardare catatonicamente quello che ho davanti, come se non lo volessi vedere.
So solo che nulla sarà mai più come prima.
C’era una volta … e adesso non c’è più!
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

OLTRAGGIO AGGRAVATO E CONTINUATO
 
Nel Gran Salone delle Gran Cerimonie, si è consumato il più grave oltraggio alla dignità ed all’intelligenza dei messinesi, un indecoroso spettacolo farsesco, capolavoro della pantomima, purtroppo (per noi spettatori) malamente recitata da personaggi fuori tempo e fuori luogo.
Il mio biasimo non è mitigato dall’inutile presenza, puramente scenografica, della Gran Matriarca Donna Olga, per la specialissima occasione tirata fuori dal sarcofago (peraltro con scarsi risultati vista l’espressione inanimata), nonché del Cocco-di-mamma, ex Presidente di una ex Società di Calcio, imbalsamato e quindi privo di favella, di idee e di autorevolezza (di fatto è stato formalmente esautorato con una sorta di fratricidio dal “sempre lucido” Ingegnerevincenzo.).
Ritengo doveroso commentare e criticare il comunicato (banditesco nei toni e nei modi) che ci siamo dovuti sorbire, visto che i “timidi” giornalisti, presenti all’allegro convivio, si sono limitati a poche, intimorite, domandine di circostanza, senza ribattere a tono agli ennesimi insulti.
Premettendo che trovo patetica e ripugnante tutta l’introduzione nella quale, in buona sostanza, con toni tra il sarcastico e lo sconclusionato, si rinfaccia alla città il fastidio subito dal Gruppo Franza per essere stato costretto dalle circostanze ad “impelagarsi” nel F.C. Messina, facendo chiaramente intendere che hanno vissuto questa situazione come una seccatura.
Mi piace partire chiarendo un concetto fondamentale: Questi personaggi si attribuiscono meriti che NON hanno. Ovvero, nella scalata dai dilettanti fino alla Serie B i meriti dei successi sportivi sono ascrivibili esclusivamente alla coppia Salerno-Aliotta, così come è frutto di circostanze fortunate e situazioni poco chiare (indotte da “fattori extracalcistici”) la clamorosa promozione in Serie A (sfido chiunque a dimostrare la capacita manageriale e di programmazione ambiziosa partendo dalla geniale idea Patania!). D’altra parte nel comunicato stesso vengono chiariti i veri motivi dell’interessamento del Gruppo al calcio messinese, cito testualmente: <<…il Gruppo Franza decise di assumersi in toto l’onore e gli oneri della squadra, facendo fronte ai costi già sostenuti da Aliotta e rifinanziando la Società. Tale scelta fu determinata dal desiderio di dare prestigio al Gruppo Franza …>>.
Quindi non è stato un gesto dettato dalla volontà di restituire una piccola parte di ciò che la città ha dato e continua a dare al Gruppo Franza, né tantomeno un gesto dettato dalla passione!
Veniamo agli altri punti salienti, in rigoroso ordine di enunciazione:
1) Obiettivo “stabilizzazione” in Serie A.
Forse sono io a non capire nulla di calcio ma non mi pare sia mai stata fatta una scelta di fondo che facesse lontanamente pensare ad una “stabilizzazione”, che invece si concretizza attraverso investimenti tecnici su giovani promettenti, creazione di un centro sportivo da riempire con un vivaio, creazione di una rete di collaborazione con società di categorie minori, strette relazioni con le società calcistiche leader (Milan, Juve e Inter su tutte), partecipazione attiva e fattiva in Lega Calcio e soprattutto salvaguardia del titolo sportivo affidandosi a collaboratori e staff tecnici di provata capacità (i curricula contano nel calcio e non solo).
2) Il territorio non poteva sprecare risorse pubbliche nel calcio.
A parte il fatto che il “territorio” non è tenuto ad investire risorse pubbliche, visto che gli introiti non sono ridistribuiti o quanto meno gestiti dal territorio stesso, è una spudorata bugia. La costruzione di uno stadio a spese delle casse pubbliche come la chiamano i confusi intelletti dei Franza? E i finanziamenti comunali, provinciali e regionali? Invece la gestione privatistica dei parcheggi (pubblici!)?
3) Fu necessario destinare importanti risorse finanziarie alla squadra.
Di quali risorse si parla? A parte il ripianamento di 5 (cinque) milioni di euro di debiti di gestione accumulati da Aliotta, ampiamente ricoperti da 15 (quindici) milioni di euro di elusione di IRPEF, nessun altro grosso investimento è stato fatto, solo gestione ordinaria, e i 40 (quaranta) milioni di euro incassati a vario titolo in tre anni di Serie A non sono stati destinati al parco giocatori e alla gestione tecnica (entrambi modestissime), sono stati reinvestiti… per comprare tre nuove navi! Cartur Alfa, Beta e Gamma (per la Delta bisognerà aspettare il finanziamento per la copertura).
3) I costi del calcio sono ben superiori ai ricavi.
Questa non è una verità assoluta, vale per l’inetta gestione Franza, tutte le altre società medio piccole, che non hanno mai goduto e mai godranno di 28.000 abbonati e 35.000 spettatori medi, malgrado ciò riescono tranquillamente a gestirsi amministrando gli ingenti introiti di Lega, Televisioni e Media vari, Coni, Sponsor e compravendita oculata dei giocatori.
4) Il riequilibrio delle ambizioni sportive.
A cosa si riferiscono con questa oscura formula, quali dovrebbero essere secondo i Franza le ambizioni sportive di una città di oltre 250.000 abitanti e una provincia grande due volte tanto, che hanno dimostrato una potenzialità ed un entusiasmo senza pari, contribuendo allo strepitoso successo della geniale iniziativa della Confcommercio (che in altre piazze ben più prestigiose nemmeno si sognano)? Queste ambizioni devono essere inferiori a quelle di Ascoli, Parma, Reggio Calabria, Chievo (un quartiere!), Siena, Cagliari, Livorno, Udine, Bergamo, Empoli? Ma smettetela ridicoli!
5) Sforzo finanziario per conquistare la massima serie.
Dove? Quando? Una squadra che non acquistò praticamente nessuno, perché bisogna rammentare che Di Napoli si allenava con il Gualdo per non restare inattivo (non era nelle condizioni di pretendere un lauto ingaggio) e Mutti era a casa, senza richieste, a curare le galline e i maiali di famiglia dopo il burrascoso finale di campionato di due anni prima con il Palermo, tanto è vero che accettò una squadra in condizioni pietose e un ambiente in tumulto dopo l’inizio shock. Ma forse lo sforzo finanziario è riferito all’automobile che il buon Pietro dovette regalare per scommessa al citato Di Napoli (tanto era la certezza di non avere chance!).
6) Era stato elaborato un progetto per la costruzione di un centro sportivo, la valorizzazione degli stadi, la realizzazione della copertura e lo sfruttamento commerciale delle aree.
Per quanto riguarda il centro sportivo sono state fatte solo chiacchiere e non poteva essere altrimenti visto che si pretendeva che venisse costruito dal Comune per essere regalato al Gruppo Franza. Tutti gli altri progetti non hanno nulla da spartire con la gestione di una squadra di calcio, ma sono attività palesemente finalizzate a lucrose speculazioni edilizie ed urbanistiche e quindi sono giustamente al vaglio di commissioni locali e nazionali. Con l’aggravante che sono state sempre utilizzate come spregevole e volgare forma di ricatto per la città, posponendo la sopravvivenza della squadra all’accoglimento di ogni loro capriccio, proprio loro che si sono sempre posti come padroni e signori del feudo ed hanno dimostrato (collezionando misfatti) di non meritare questi privilegi, che si aggiungerebbero alle servitù che la città già gli ha concesso.
7) Il deludente andamento dello scorso campionato.
E’ dovuto solo ed esclusivamente all’inettitudine della gestione societaria e alla ferma volontà di spendere il meno possibile (per lucrare il più possibile), al conseguente deterioramento del rapporto con i tifosi (mai tenuti in considerazione), allo scarso attaccamento della proprietà alla comunità nella quale operano e si arricchiscono (con l’imposizione delle scelte mai condivise).
8) Decisione presa per salvaguardare il patrimonio calcistico, presa indipendentemente dalla retrocessione.
Spudorati bugiardi. La decisione è stata presa perché con la certezza della retrocessione non c’è più nulla da lucrare e quindi bisogna cominciare ad investire veramente. Con quale sfrontatezza è possibile affermare ciò dopo che avete calpestato l’onore e la dignità di una città: mancata iscrizione, prima retrocessione dopo interminabile agonia, mancata epurazione e conseguente ricostruzione di una squadra indegna della Serie A, seconda umiliante e disonorevole disfatta, condita dalla preziosa presenza di Giordano e Valentini che avete richiamato e riconfermato fino al 2009 (a retrocessione certa) dopo che ci hanno oltraggiati con la loro pochezza e non contenti ci hanno insultati e sbeffeggiati a tutte le latitudini. Vergogna!
9) Il rimpianto (a futura memoria!?!?) del continuo stillicidio di difficoltà, dubbi e resistenze, generati da <<…Esperti del Settore calcistico …>>.
Ma che è una barzelletta? Se è così non mi fa ridere: A) le difficoltà ve le siete create da soli partendo dalla situazione ideale di un settimo posto e una città compatta ed entusiasta; B) i dubbi e le resistenze sono state sempre molto morbide e civilissime e sono provenute da quegli “Esperti” che, visti i fatti ed i risultati, si sono semplicemente dimostrati persone ragionevoli e lungimiranti. Io sono orgogliosamente tra questi “Esperti” e rilancio dicendo che di “propheti” (utilizzando il vostro latinorum) come voi, non ne voglio!
E arriviamo alle conclusioni del comunicato che sono degne di voi: criticare chi vi ha giustamente e legittimamente criticato non solo è meschino e indecente, ma denota lo stile e la maleducazione della “Famigghia”, visto che i toni utilizzati sono più consoni alle sentenze del Padrino, più che ad una conferenza stampa che avrebbe dovuto essere di scuse per un disastro maldestramente procurato. Questo se da una parte mi disturba, dall’altro mi rallegra molto perché denota l’evidente irritazione per la lesa maestà.
Sappiate che non abbiamo bisogno che ci rammentiate nulla e che la critica, che voi definite come inaccettabile atteggiamento, non solo è privilegio di ogni uomo libero ma lo è ancor di più per una realtà gloriosa e civile quale è Messina, e se vogliamo analizzare il caso specifico, è un dovere civico, quando si tratta di fronteggiare ed osteggiare arroganti e inetti quali voi siete, che agiscono in danno degli interessi collettivi, del prestigio, dell’orgoglio e dell’onore di una comunità!
Per quanto riguarda l’offerta dell’elemosina dei 2,5/3 milioni di euro per la gestione del prossimo campionato di Serie B, peraltro a fronte di introiti certi ben superiori (bastano i 5 milioni della Lega a favore delle retrocesse, senza considerare la quota Sky per la B, etc. etc., tanto per ribadire quanto siete predoni) non ci interessa.
Ci interessa che vi togliate al più presto dai coglioni e risparmiateci ulteriori farneticanti dichiarazioni.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

IL POZZO


Messina mia,
nel pozzo in cui sei caduta non ci stai più tanto male, il fondo ormai ti sembra morbido e soffice, non ricordi nulla di ciò che ti circondava e negli occhi hai ancora il sole del giorno prima.
Accucciandoti ti sei addormentata, quando ti sei risvegliata c’ero io, insieme a tanti altri, affacciati sul bordo del pozzo a gridarti <<siamo qui, siamo qui!>>.
C’era chi buttava dentro il pozzo elemosine, pietà a buon mercato, schegge di solidarietà, io lasciavo cadere storie per non farti sentire sola e per scuoterti e farti ritrovare la forza di tirarti fuori.
Tu ti ostinavi a rimanere in fondo al pozzo, dicevi solo:<<grazie, ancora elemosine, pietà, schegge di solidarietà>>.
All’inizio fu sopportabile, poi cominciarono ad esaurirsi le elemosine, la pietà e la solidarietà, molti di quelli che erano affacciati al pozzo non hanno detto niente e se ne sono andati senza salutare.
Anch’io ho esaurito le mie storie.
Sei rimasta sola nel pozzo e potresti restarci per sempre adesso che ti sei abituata al buio, che ne sei pervasa. Non sai bene cosa sei, cosa vuoi, non sai scavare un tunnel, non sai arrampicarti, sai però che ti stai trasformando, stai mutando e la cosa non sembra dispiacerti.
Non sembra dispiacerti come si stanno mettendo le cose dentro e fuori, sopra e sotto, attorno a te.
Come riesci a sopportare ancora gli scarafaggi, le serpi e i topi che ti circondano?
Chi aveva intenzione di aiutarti è stanco di sentirsi chiedere aiuto e non vederti tendere la mano, e poi hanno paura che tu possa tirarli giù o che i mostri possano contaminarli.
Di certo c’è che sto male a saperti in fondo al pozzo e non poterti aiutare.
Prego perché venga una creatura alata, al più presto, per tirarti fuori, prima che tu possa trasformarti irrimediabilmente in insetto, larva, mostro.
Anche loro sono caduti nel pozzo in un giorno di sole… e non ne sono più usciti.

Ombre della memoria mi parlano di figure che ti hanno preso e portato giù,
in questa terribile vertigine di questa eterna discesa,
mi parlano del senso di orrore nel cuore per questa innaturale insensibilità.

Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

LA CHIUSURA DEL CERCHIO
 

Abbiamo mai visto la realtà com’è veramente? Senza il paraocchi della passione, con la mente libera dai condizionamenti di un ambiente contaminato da un unico potere forte, senza pregiudizi ma anche senza annacquare le conclusioni con deleterie giustificazioni e alibi?
Giudichiamo individui certamente privi di codice morale, ma ora che il cerchio si è chiuso, per elevarci dalla loro grettezza, la nostra critica non deve ridursi solo ad una condizione mentale (cioè ad una sacrosanta avversione ideologica), deve essere anche una questione di cuore, legittimata e supportata da evidenze concrete e circostanziate.
Nessuno è totalmente estraneo alle circostanze che influiscono sulla lucidità di giudizio, proprio per questo l’importante è capire approfonditamente cosa ci ha reso così ciechi, insensibili e indifferenti, davanti all’eutanasia di una città.
Se solo la città fosse riuscita a vedere le fondamenta del problema, mentre non è riuscita a vedere oltre il proprio naso, non è riuscita ad avere la determinazione e la fermezza che è l’eco della vibrazione originale, è sta alla base di ogni cosa ben fatta.
Forse abbiamo corso troppo senza essere preparati a farlo, in ogni caso ora la strada è finita.
Adesso che cominciamo a capire com’è tutta la faccenda non siamo attrezzati, non siamo preparati ad affrontare la realtà con un bagaglio di conoscenze rubate.
Quasi sempre la verità che ci viene presentata non è reale, in questo caso l’aggravante è che ci sono state presentate molteplici verità, tutte, e sottolineo tutte, si sono rivelate mistificazioni.
Siamo giustamente disorientati ma non certo stupidi ed allora sarebbe stata meglio la palese finzione e le invenzioni manifeste da saltimbanchi, piuttosto che questa grottesca farsa.
Una cosa è certa: è molto stressante passare dalla divinità alla nullità, senza neanche sfiorare la normalità.
Quando si imbocca un binario morto la cosa più sensata da fare è tornare indietro su un binario tranquillo e ordinario.
L’ideale, la soluzione più comoda, sarebbe dimenticare il contrattempo, ma vista la gravità della vicenda ed il fatto che l’offesa e l’oltraggio sono prolungati ed aggravati, non si può e non si deve liquidare il “Caso Messina” con un semplice colpo di spugna, soprattutto perché questo non è un comportamento utile a risolvere il problema alla radice, ed invece dobbiamo preoccuparci di risolvere definitivamente il problema fondamentale, il problema Franza.
Per farlo bisogna essere disposti a pagare gli ingenti costi di una scelta che nel breve termine potrebbe portare ancora più incertezze e amarezze, ma ritengo non ci sia altra strada per recuperare una condizione di normalità.
E’ il momento di dimostrare una ferma determinazione nel voler fortissimamente recuperare una dignità ed un rispetto che ci sono dovuti e soprattutto avere la forza di portare avanti senza interruzioni e tentennamenti, fino alla soluzione finale, i propositi di riscatto civile e morale.
Costi quel che costi.
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

INFERNO


Sono stanco di insultare e perfino ironizzare, mortalmente sfinito da questa lunga agonia. Come un condannato legato mani e piedi ascolto indifferente la sentenza, la terribile sentenza di morte pronunciata da questa giuria di giocatori imbelli e dirigenti cialtroni, autoproclamatisi infami inquisitori di sogni calcistici.
Tutte le loro parole, che mi hanno rintronato per due lunghi anni con la loro inutilità, ormai mi giungono come un indistinguibile mormorio e tra poco non le sentirò più, non mi dovrò più confrontare con le loro inutili facce, men che meno con le loro inutili idee e (conseguenzialmente) con le loro insignificanti azioni.
Serenamente accetto il verdetto di morte, anzi mi lascia del tutto insensibile perché mi appare grottesco il loro atteggiarsi a uomini irremovibilmente risoluti, non gli si addice, sono comicamente improponibili nel ruolo, i fatti li hanno smascherati, non sono credibili.
Ancora per poco i miei occhi assisteranno al delirante orrore poi tutto cesserà, la speranza ormai divenuta spettro senza senso sparirà, e così finirà la nausea mortale che mi opprime.
Già mi sento sollevato all’idea di non dover più mendicare la carità di uno scatto d’orgoglio, di non dover bramare una prestazione che non mi facesse vergognare, niente più travasi di bile e frustrazione da senso di impotenza. Ormai tutto questo lo ho lasciato alle spalle, nella mia mente c’è solo il dolce pensiero di quanto sarà stupendo riposare nell’oblio, nella tomba dell’assenza calcistica.
Questi giudici paludati che popolavano i miei incubi, dopo aver sancito la mia condanna a morte sono finalmente svaniti dalla mia mente, anzi è come se non fossero mai esistiti.
Ora che hanno spento la fiamma della passione calcistica c’è il buio, una tenebra asfissiante, però meno dolorosa di questa insensata, rovinosa decadenza, un’agonia senza fine che si è provvidenzialmente conclusa.
In tutto questo tempo ho sempre mantenuto una lucida consapevolezza, malgrado infuriasse la tempesta, e per pietà verso me stesso non tenterò neanche di evocare quel poco che mi rimarrà di questa passione cominciata troppi anni fa, delle gioie, dei dolori, dei paesini che non riuscirei a ritrovare in una cartina geografica, così come non tenterò neanche di evocare quel molto che ho irrimediabilmente perduto.
Forse questo è un sogno, forse questo è un delirio, non importa, quello che conta è la percezione che si ha delle cose, ed io ormai sento bruciare le fiamme dell’inferno.
Non c’è rimedio, eppure sarei stato disposto a fare un patto col diavolo, tale era lo stato di prostrazione nel quale la mia anima era caduta, quando ho percepito che si stavano materializzando le tristi visioni che i più non vedevano, ma evidentemente questo abisso era troppo profondo anche per lui ed ha preferito rivolgere le sue mefistofeliche attenzioni altrove.
Mi resta il conforto che qualcosa alla fine sia riuscita a salvarsi: la mia anima.
E’ lacera, un po’ più vuota, ma pura.
Alleluia!
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

OPPORTUNITA’ STRAORDINARIA
(lettera aperta ai tifosi organizzati)

 

Sarebbe imperdonabile sprecare malamente l’opportunità straordinaria che questa proprietà stolta e sconsiderata ci offre su un piatto d’argento, si sono creati i presupposti per scacciare a calci nel culo la famiglia Franza, non solo dall’FC Messina, ma con la forza dirompente dello sdegno collettivo, farli addirittura sloggiare da Messina, liberandoci in un colpo solo dalle fameliche grinfie della peggiore proprietà in assoluto della squadra di calcio cittadina, ed anche, e soprattutto, dai più dannosi, catastrofici, malefici, tiranni e grassatori che hanno scarnificato la città, annientandola, annichilendola, per il loro mero interesse delinquenziale.
Sprecare questa occasione irripetibile è da scellerati, i tifosi organizzati hanno la possibilità di dimostrare di non essere collusi con questa malefica entità che ha assassinato l’orgoglio e la dignità di tutti noi. Non bisogna in alcun modo farsi irretire nel vortice della reazione scomposta, in questa vicenda tragicamente grottesca. non bisogna abboccare alla spudorata provocazione.
Così facendo creereste un alibi sia alla società, ma soprattutto a quella massa di cialtroni che a vario titolo (direttori non si sa bene di cosa, allenatori non si sa bene di che, giocatori non si sa bene di quale categoria) sono stati protagonisti di due anni di catastrofi sportive senza precedenti.
Partendo dal presupposto che tutti loro sono protagonisti del naufragio, ma che le colpe maggiori ricadono sulla proprietà, resasi protagonista di due anni e mezzo di gestione degna della peggiore banda di lestofanti, a cominciare dai mancati versamenti IRPEF (con rischio serio di far sparire il calcio a Messina), per finire con la “riesumazione” di quel presunto allenatore di origine romana (di cui mi schifo a pronunciare perfino il nome), ancora una volta imposto da quel presunto direttore sportivo di origine marchigiana (di cui mi schifo a vederne la faccia perfino in TV).
Assodato quindi che la più grave emergenza da fronteggiare è la proprietà, è stato un grave errore, una clamorosa ingenuità, partecipare all’incontro con il vice-presidente (ma il presidente dove era?) e con le due meschine figure di cui sopra, per cercare di ricomporre la frattura tra la città e la squadra. Come se dopo tali e tante malefatte bastassero semplici parole o promesse per cancellare le mortificazioni e i soprusi.
Sarebbe stato molto meglio disertare l’incontro, ignorando completamente personaggi che a questo punto non devono essere più considerati interlocutori, il solo incontrarsi (francamente non capisco per discutere di cosa) porge a questi loschi figuri una legittimazione, un riconoscimento sociale che verrebbe meno con la meritata emarginazione e il completo isolamento.
Quindi bisogna convogliare tutte le energie attivandosi, a tutti i livelli, per aumentare la pressione ambientale e mediatica sulla proprietà, costringendoli a rendersi conto, a prendere atto, che la città non li vuole più vedere nemmeno in fotografia. Metterli davanti ad una scelta: o l’esilio, oppure l’emarginazione permanente, con le conseguenze economiche e di “vivibilità” che questo comporta.
Invece la protesta violenta, seppur legittima e giustificata, nei modi e nei termini che si sente paventare da più parti, creerà l’alibi perfetto per tutti (società, dirigenti, allenatore, giocatori) che si giustificheranno imputando i mancati risultati all’ostilità o addirittura alla ferocia della contestazione (in questo senso ci sono precedenti recentissimi).
Ed allora bisogna semplicemente disertare in massa lo stadio, abbandonare a se stessi squadra e società ignorando ed emarginando tutti i componenti dello staff, sia tecnico che atletico e con molta astuzia attivare e amplificare il movimento di protesta nei confronti personali dei dirigenti, perché ormai si tratta di un fatto personale, l’aspetto sportivo è marginale rispetto alla mancanza di rispetto e alle prepotenze perpetrate nei confronti di una intera collettività.
Almeno stavolta la città deve reagire nel modo giusto, dimostriamo che questi cialtroni sono elementi estranei rispetto al nostro tessuto sociale, ritroviamo almeno una volta la capacita di indignarci con lucida determinazione e la fermezza nel non tollerare l’intollerabile.
Ultimogordon

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LA DOMENICA DELLE SALME


Primo aprile, in altri tempi avrei approfittato della giornata universalmente consacrata alle beffe per scrivere un commento dissacrante e derisorio, sarebbe stata una ghiotta occasione per mettere una volta in più in ridicolo squadra e società, certo a Messina avrei rischiato di essere preso sul serio, perché spararle grosse è lo sport preferito in città (per esempio: vinceremo 5 partite nelle prossime 10!), ma non è certo questo ad avermi fatto desistere, è il mio stato d’animo ormai poco incline al burlesco in ambito calcistico.
Per una strana combinazione, oltre ad essere il primo aprile è stata anche la Domenica delle Palme, ed indubbiamente le atmosfere penitenziali della quaresima si addicono molto di più all’agonia dell’FC Messina. Rispetto a tante altre domeniche di mortificazione e amara riflessione c’è stato qualcosa di diverso, per questo motivo vi invito ad interpretare, più che leggere, questo commento in alcuni passaggi risulterà un poco ostico, però bisogna leggerlo nell’ottica di una situazione oltre i confini della realtà, questa è stata la Domenica delle Salme, poiché è stata definitivamente inchiodata la cassa che già conteneva da settimane i resti mortali di quella che fu una squadra di calcio.
- Tentarono la fuga in piena notte, sulla carrozza delle dichiarazioni e dei buoni propositi, ma non fu difficile inchiodarli alla realtà dei fatti. Mentre i tifosi martoriati e lacerati, inginocchiati sui gradoni dello stadio non morirono subito, prima rifecero il trucco alle “troie di regime”, così chi si convertiva nel 2007 era dispensato nel 2008. Pochi resistettero alla tentazione di mortificarsi, solo quelli la cui onorabilità non era in vendita e per questo pretendevano la rifondazione totale: masso per masso, schiavo per schiavo, partita per partita. Invece le scimmie degli spogliatoi continuavano a ballare la polka sui prati di calcio e dimenandosi mostravano il culo.
La Domenica delle Salme non si udirono fucilate, il gas esilarante presidiava le strade, la Domenica delle Salme si portò via tutti i pensieri e le regine del “tua culpa” affollarono i parrucchieri.
Nell’assolata mediocrità, il secondo secondino disse a “Culurinisciutu” che era il primo: si può fare domani o tra un anno sul far del mattino. Il ministro dei temporali in un tripudio di tromboni auspicava la salvezza con una mazzetta di euro nelle mani e le mani sui coglioni.
<<Voglio vivere in una città dove all’ora dell’aperitivo non ci siano spargimenti di minchiate o di detersivo puliscicoscienze.>>
La Domenica delle Salme nessuno si fece male, tutti a seguire il feretro del defunto ideale, la Domenica delle Salme si sentiva cantare <<Quant’è bello retrocedere non vogliamo più lottare>>.
Gli ultimi visionari si ritirarono nelle catacombe, accesero la televisione e li guardarono cantare per una mezz’oretta, poi li mandarono a cagare.
Voi che avete cantato sui trampoli vestiti da Pinocchio, voi che avete cantato per i Longobardi e per i centralisti, per la pecunia nei palastilisti. Voi che avete voci potenti, lingue allenate a leccare il culo, voi che avete voci potenti andate tutti affanculo.
Alla fine della giornata io e pochi altri fuggiaschi, eravamo gli ultimi cittadini liberi in questa famosa “città civile”. Mentre il cuore di Messina, nella giornata di festa, avrebbe dovuto gonfiarsi in un coro di vibrante protesta.
La Domenica delle Salme gli addetti alla nostalgia accompagnarono allegramente il cadavere di Utopia, la Domenica delle Salme fu una domenica come tante, il giorno dopo c’erano i segni di una pace terrificante!
(Ispirata e liberamente tratta dall’omonima canzone di Fabrizio De Andrè)
Ultimogordon

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ARROGANZA INSOPPORTABILE

La famiglia Franza non si smentisce mai: arroganti, incompetenti, irrispettosi nei confronti dei più elementari sentimenti popolari, insomma insopportabili.
Continuano a vessare con le loro prepotenze la città, d’altra parte è diventata la loro prerogativa in ambito calcistico e non solo.
Il prolungamento di contratto all’insulso Valentini è inopportuno, intempestivo e soprattutto assurdo ed è soltanto l’ultimo capitolo di una serie di scelte imposte e mai condivise con le componenti (primi tra tutti i tifosi), che legittimano e danno un senso all’esistenza di una squadra di calcio. Questa scelta si inserisce ai vertici tra le perle di stupidità che ci propinano da due anni.
Il padrone può comportarsi come despota solo nel caso in cui dimostri di essere capace di farlo, di queste discutibili ma “vincenti” figure abbiamo degli esempi molto vicini geograficamente, nel caso di Franza l’atteggiamento di imposizione risulta odioso e distruttivo, sia perché porta a decisioni cervellotiche controproducenti (disastri irreparabili), sia perché disgrega irrimediabilmente l’unità di intenti dell’ambiente, fondamentale per ottenere risultati accettabili.
Ci penso e ci ripenso, eppure non riesco a trovare una spiegazione logica. Cosa si vuole premiare con questo prolungamento di contratto? L’ingaggio di prepotenza di Giordano? Oppure la lungimiranza e la larghezza di vedute in ambito calciomercato, anzi, scusate il lapsus, in ambito mercato degli asini di Reggio Emilia? No, forse si vuole premiare l’arguzia nelle mancate vendite, nei mancati acquisti, oppure nei mancati rinnovi (bilanciati dai rinnovi triennali a giocatori bolliti).
Ho trovato! Si vuole premiare la destrezza nel gioco dei “tre transfert” (transfert vince, transfert perde, dov’è il transfert?). Si, deve essere questo!
Però comunque non si spiega tutta questa fretta? Forse il Real Roncofritto premeva insistentemente per avere l’eccellentissimo direttore sportivo, che peraltro aveva già un contratto in scadenza nel 2008! E’ un ragionamento troppo difficile, ci rinuncio.
La verità è una sola ed è tristissima: l’orripilante coppia Franza - Valentini non ha mai fatto una scelta di fondo dalla quale si potesse intravedere una programmazione a medio - lungo termine, anzi non ne ha mai combinata una giusta, ed anche questa volta si va avanti improvvisando, quindi mi terrorizza l’idea di stagioni future con al comando questi personaggi che si arrabatteranno per allestire alla meno peggio la Serie B per il 2008 e, visti i brillanti risultati fin qui ottenuti, la Serie C per il 2009.
Nell’astrusa gestione dell’FC Messina ci sta questo ed altro, per quanto mi riguarda siamo alla resa dei conti, queste odiose prese di posizione, in spregio del desiderio dei veri tifosi che vorrebbero vedere Valentini (e non solo lui) cacciato a calci nel sedere, non fanno altro che rafforzare la mia convinzione di non avere più nulla da spartire con questa società.
E’ incompatibile la presenza di questo padrone con la mia fede calcistica.
Sono ormai certo che a prescindere da come si concluda il campionato attuale, per il futuro si prospettano tempi nerissimi, perché non ci sono gli elementari presupposti che preludono al raggiungimento di risultati dignitosi e nel calcio niente succede per caso.
A questo punto la Salvezza (con la esse maiuscola) del Messina non dipende più dai risultati sul campo, ci vuole un “messia” che rilevi la proprietà, ci liberi dal male, e mandi dove meritano di essere mandati questi indecenti.
In conclusione un’amara constatazione: mi rattrista assistere impotente all’eutanasia della mia squadra del cuore, però mi rattrista ancor di più rilevare che siano bastate due vittorie immeritate per restaurare l’atteggiamento buonista nei confronti della proprietà. Chi vuole veramente il bene del Messina non può e non deve perdonare due anni di tali soprusi!
Io non dimentico e non perdono.
Ultimogordon

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PURGATORIO


In questo particolare momento della stagione, si sta come “color che son sospesi”, bisogna ancora espiare la pena prima di poter ambire alla salvezza.
La situazione in coda è complicata, con un compattamento tutto sommato positivo, perché nella confusione potrebbe rimetterci qualche squadra fino a poche giornate fa tranquilla (penso al Siena).
Al momento la classifica dice che le squadre coinvolte sono otto, dal Torino in giù rischiano tutte, però la situazione è molto fluida, un punto in più o in meno può rivelarsi decisivo e qualsiasi passo falso può essere irrimediabile, soprattutto per chi, come il Messina, si trova nella parte bassa di questa mini classifica.
Per queste otto formazioni sarà comunque un lungo travaglio, un tormento.
La strada resta quindi in salita, mi preoccupa il fatto che fino ad oggi il Messina ha arrancato con il fiatone, insomma continua a stentare, anche perché rispetto alle avversarie si porta sul groppone il pesante fardello psicologico di un ambiente depresso dalle traversie della seconda sciagurata stagione consecutiva.
Quindi tutto sommato, considerata la situazione contingente, è un punto che può andare bene, ma non bisogna mai dimenticare che la salvezza passa dalle vittorie (almeno altre quattro), che devono necessariamente arrivare da qui alla fine del torneo, anche fuori casa. Non mi pare che il gioco espresso e soprattutto che l’atteggiamento sia stato confortante in questo senso, mi sembra invece che continui a mancare quella concentrazione e quella fame di risultati che dovrebbe contraddistinguere una squadra con l’acqua alla gola che vuole fortissimamente salvarsi.
Tuttavia bisogna riconoscere che con la gestione Cavasin pur barcollando il Messina continua a restare in piedi. Se pensiamo alla pietosa situazione della gestione Giordano va certamente molto meglio, anzi non c’è paragone, però continuo a ritenere che il miglioramento non sia ancora sufficiente. L’assurda espulsione del modesto Rea rientra nelle cose inconcepibili che continuano puntualmente a verificarsi. Troppa indulgenza per i miei gusti verso situazioni intollerabili sia dal punto di vista tecnico-tattico (masochistico continuare a privarsi di Pestrin, il migliore centrocampista a disposizione, preferendo uno spento D’Aversa) sia dal punto di vista disciplinare, comportamentale e caratteriale, a questo proposito è emblematica la situazione del rigore respinto, ebbene non si deve dare la possibilità di ribattere in rete un rigore respinto, gli avversari devono essere ostacolati fisicamente, questo è l’ABC del calcio!
Errori grossolani che continuano a riproporsi per scarsa concentrazione e assenza di determinazione.
Per tutti questi motivi resto alla finestra.
A cominciare da domenica prossima, uno scontro diretto fondamentale, dove non c’è alternativa alla vittoria, dimostrino di meritarsela la salvezza, secondo me ancora non lo hanno dimostrato.
Ultimogordon

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NON ILLUDETEVI


Non illudetevi, non è cambiato nulla, il Messina, questo Messina, rimane tra le più serie candidate, insieme ad Ascoli e Parma, per un meritato posto in Serie B.
I motivi che continuano a lasciarmi perplesso e pessimista sono tanti: il gioco non mi convince, i giocatori mi convincono anche meno, la gestione tecnica è quanto meno ondivaga e la gestione societaria non è certo con questa vittoria stiracchiata che si sia riabilitata, anzi i fatti di cronaca extra calcistica del dopo Empoli, raccontano di un gruppo che fa quello che vuole in piena libertà. Invece i toni dimessi e passivi di Valentini & C. dopo le polemiche del rissoso Palermo, senza le necessarie dure repliche che ci si dovrebbe aspettare da una società che deve salvarsi e chiede carattere ai propri tesserati (quando per prima è la società stessa a dimostrare di non averne), restano nella linea della pochezza imbarazzante di questi dirigenti. Difficilmente si ottiene il rispetto se in mezzo ai lupi ci si comporta da pecore (mi viene in mente, tanto per restare in ambito Palermo, l’eccessiva signorilità dopo il furto del girone d’andata, puntualmente non ricambiata).
Poi ci sono le valutazioni oggettive, il calendario nettamente peggiore di tutte le avversarie (basta guardare la media-inglese indicativa in questi casi), gli scontri diretti tutti in trasferta (per una squadra che ha fatto solo 3 punti fuori casa e l’ultimo risale alla preistoria, non si può essere ottimisti), la dipendenza totale in ambito realizzativo legata ad un solo giocatore che non ha sostituti.
Un elemento positivo c’è ed è il ritorno di Riganò, l’unico giocatore che merita ammirazione e rispetto, ma a meno di miracoli prolungati, da solo non sarà sufficiente per tirare in salvo i mediocri compagni, tanto più che la sua condizione fisica continua ad essere precaria.
Chievo, Torino e Cagliari rappresentano lo spartiacque decisivo, il bottino minimo è 1 vittoria e 2 pareggi, fare meno di 5 punti significa aver chiuso il discorso (retrocedendo) con 9 partite d’anticipo, sia per un fatto statistico-matematico sia perché significherebbe creare un solco incolmabile con le avversarie dirette.
Proseguendo su questo ragionamento, la quota salvezza pian piano si sta innalzando portandosi alla canonica quota di 38 punti, quindi se vogliamo restare ai freddi numeri servono 15 punti in 12 partite, il che tradotto in risultati significa: o 3 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte (ipotesi improbabile per il numero di sconfitte troppo esiguo), oppure 4 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. Sarà capace questo gruppo di cambiare così nettamente rendimento (e vincere anche partite fuori casa)?
Io non ci credo! Quando, e se, i fatti concreti mi smentiranno farò ammenda, fermo restando la mia avversione per questi giocatori e soprattutto per questa presidenza.
Comunque non basterà l’eventuale salvezza a farmi riconciliare con gli uni e molto, molto di più con gli altri. Per quanto mi riguarda è una storia finita, senza appelli!
Ultimogordon

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GAME OVER


Tempo scaduto, terminata la validità del diritto di soggiorno, questo Messina non ha più diritto di cittadinanza in Serie A. La società ha dimostrato di non essere pronta e capace di meritarsi una squadra di calcio ai massimi livelli, d’altra parte una dirigenza che è sempre andata contro i propri interessi (e quindi contro gli interessi della squadra) con divisioni e prese di posizioni deboli e sbagliate, non poteva improvvisamente esprimere una realtà sportiva funzionale e funzionante.
Ma è questa città che ha prodotto questa dirigenza, che a sua volta ha confezionato questo capolavoro, la cosa più grave è proprio questa: nessuna componente della cosiddetta società civile si è opposta in due anni (non due mesi!) di operato degradante e umiliante, non solo per chi ne è stato l’artefice, ma anche e soprattutto per l’intera comunità che queste malefatte ha dovuto subirle.
Bisogna obiettivamente riconoscere che la scomparsa del calcio in città è la giusta conclusione, troppi e troppo gravi sono stati gli orrori commessi, resterà purtroppo a futura memoria il vergognoso primato di una situazione che non trova paragoni, perché mai verificatasi nella storia sportiva a nessun livello. Vorrà dire che verremo citati nel “Guinnes dei Primati” degli almanacchi sportivi, seppur in negativo.
Sono indignato e nauseato, non c’è un punto dal quale partire per cercare di salvare qualcosa, per imbastire un ragionamento, e comunque ormai si tratterebbe di pura filosofia, la scelta di Valentini e del suo degno gemello Giordano (con tutto il suo staff) hanno segnato irreversibilmente il destino.
Con il nuovo allenatore l’illusione è stata breve, troppo evidenti le inadeguatezze di un organico nel quale la stragrande maggioranza dei giocatori sono indegni di calcare i terreni di gioco della massima serie e si trovano per puro caso a confrontarsi con avversari troppo più forti.
L’anno scorso la partita di Empoli insinuò dei dubbi nella stolta dirigenza che si rivelarono fatali, quest’anno dal “Castellani” arrivano certezze inconfutabili. Per quanto mi riguarda è morta anche la speranza, le restanti 13 giornate sono ormai statisticamente irrilevanti, come i risultati più o meno negativi che questi sbandati conseguiranno fino alla fine. Non è possibile neanche fare dei paragoni con le concorrenti, Ascoli, Parma, Reggina, Chievo e Cagliari sono di altra categoria.
Per essere quantomeno competitivi bisognerebbe cambiare 5/5 della difesa, era indispensabile rinforzarla già lo scorso anno, ed invece sono stati ceduti Aronica e Storari, gli unici due elementi che potessero calcare dignitosamente i campi di Serie A, con il risultato che adesso ci ritroviamo un intero reparto dove vagano per il campo, senza un motivo, spettri che sono un insulto al gioco del calcio. Poi, in questo gioco che è semplicissimo (bisogna che qualcuno lo spieghi a questo pseudo direttore sportivo) è irrinunciabile avere un costruttore di azioni e questo a prescindere dalle tattiche adottate (D’Aversa e Candela, tralasciando l’aspetto atletico, non hanno le caratteristiche per farlo) ed avere sulle fasce giocatori capaci di saltare l’avversario e di mettere palla a centro area con una certa precisione. Infine e soprattutto, per completare un progetto credibile bisogna che qualcuno butti dentro la palla (presentare Bakayoko come un’attaccante accettabile è una bestemmia).
Continueranno ad aspettarci, ulteriori, dolorosissime umiliazioni, che saremo costretti a subire dalle nostre avversarie e rivali storiche, così come dovremo sopportare gli sberleffi legittimi delle tifoserie di tutt’Italia.
Poiché fino a quando ci sarà un Franza alla guida della società, non ha più alcun senso parlare di calcio, i miei commenti settimanali, che ormai scrivo soffrendo maledettamente, si concluderanno alla fine della stagione agonistica corrente, fino ad allora stringerò i denti e mi turerò il naso solo per rispettare l’impegno morale ed affettivo nei confronti degli amici di questo sito.
Per il futuro mi rifiuto fin da ora di continuare a seguire e quindi commentare le gesta di una squadra che non mi appartiene più (e non mi apparterrà fino a che esisterà anche solo una piccola traccia di questa dirigenza) perché specchio fedele del suo padrone.
FRANZA VIA!!! Senza se e senza ma! E dietro di lui, a stretto giro, Valentini e tutti questi mercenari che indossano indegnamente la maglia biancoscudata.
Solo allora, a prescindere dalla categoria, si potrà ricostruire il rapporto tra la squadra e la città, ed io sarò ben felice di dare il mio modestissimo contributo, a partire dal sostegno e dal supporto materiale (abbonamento allo stadio) e morale.
Ultimogordon

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NELL’ORA PIU’ DRAMMATICA

 

Bisogna ammetterlo senza ipocrisie, è stato un gran colpo di fortuna, ma questo non è un fattore negativo, anzi, molte grandi imprese sono cominciate proprio da circostanze che hanno indirizzato gli eventi nel modo auspicato, e se salvezza sarà ricorderemo questa pessima prestazione del Messina come la madre di tutte le vittorie: la vittoria della svolta.

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci, il Messina visto contro il Siena non ha nessuna possibilità di salvarsi, ma contava vincere non come si vinceva, la speranza è che il ritrovato successo possa far crescere l’autostima e dia un minimo di sicurezza a tanti calciatori che vagano per il terreno di gioco senza muoversi organicamente con il resto della squadra.

Il ritorno di Riganò può essere determinante soprattutto dal punto di vista psicologico, cioè può essere lui, con il suo carattere da lottatore e l’attaccamento alla maglia, il catalizzatore delle ansie e delle responsabilità che hanno schiacciato molti suoi compagni, fragili mentalmente prima ancora che tecnicamente.

Fisicamente è molto lontano da quel giocatore che faceva da solo reparto e che risolveva il problema realizzativo con delle invenzioni sbalorditive, in ogni caso non abbiamo altre alternative, ci dobbiamo affidare alle spalle larghe di Christian, perché per il resto vedo poco o nulla.

Candela e D’Aversa non hanno inciso come ci si aspettava potessero fare e le amnesie difensive si ripresentano costantemente. Stavolta un grande Caglioni, un salvataggio sulla linea e una traversa ci hanno salvato, ma se ad ogni calcio piazzato alla squadra avversaria si concede libertà d’azione i gol sono inevitabili. Se in fase di costruzione di gioco, nessuno a centrocampo fa girare la palla è molto dura mettere in difficoltà le avversarie.

Qualcuno può interpretare l’andamento di questa partita, culminata con una vittoria rocambolesca e francamente immeritata, come un segno del destino, a questo punto va bene tutto, se questo è il nostro ultimo appiglio aggrappiamoci tenacemente alla cabala.

L’accelerazione di alcune avversarie lascia pochi margini di errore, quindi non si possono più fallire gli appuntamenti, se questa vittoria possa effettivamente rappresentare la svolta lo sapremo già mercoledì pomeriggio, bisogna assolutamente dare continuità ai risultati, perché anche la fortuna deve essere assecondata e soprattutto bisogna meritarsela.

Una cosa è certa siamo ancora in corsa, miracolosamente ma ci siamo ancora, non buttiamo via questa chance offertaci dalle mani benedette di Caglioni e dal piedino santo di Alvarez.

Per questo motivo eviterò di soffermarmi in critiche e situazioni che non mi sono affatto piaciute, questo è il momento decisivo, ci sarà tempo e modo per criticare.

Ora bisogna solo dare speranza alla speranza.

Quando tutto sembrava ormai perduto, scorsi una tenue luce in lontananza a squarciare la tenebra, era una luce flebile, ma forte era il messaggio che recava, era un messaggio di fiducia, urlava lacerando l’angoscioso silenzio: puoi salvarti se lo vuoi, raccogli le forze che hai dentro di te e nell’ora più drammatica … stupisci il mondo!

Ultimogordon

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A CARNEVALE …



Carnevale è un periodo di burle, di scherzi, di frizzi e di lazzi, all’F.C. Messina in questo clima di grande goliardia calza a pennello il costume di Giufà, popolare personaggio, proverbiale protagonista di scempiaggini in decine di novelle e storie tradizionali siciliane, maldestro fino al punto da diventare spesso ridicolo.
Nel clima carnascialesco ci sta bene sbeffeggiare questa banda di presunti calciatori, però non è normale che da due anni sia impossibile (malgrado tutta la buona volontà e la comprensione) usare toni diversi dalla derisione per commentare le ridicole non prestazioni di presunti atleti che hanno l’impudenza di calcare indegnamente i manti erbosi dove si disputano competizioni sportive chiamate “partite di calcio”. Queste sconosciute!
Io non mi stanco mai di sottolineare che la principale colpa non è loro ma di chi li ha scelti, acquistati e poi non è stato capace di trovare valide alternative, ma siamo qui per commentare i fatti e la realtà da commentare è disarmante, non ci sono i requisiti minimi neanche per immaginare di abbozzare una rimonta miracolosa, troppe cose non funzionano e non ci sono più le possibilità di porvi rimedio, ammesso che ci sia mai stata la presa di coscienza da parte della proprietà dei limiti drammatici di questo organico (quell’impostore che si spaccia per direttore sportivo non lo considero neanche nel mio ragionamento, tanto lo reputo incapace di fare un’analisi tecnica elementare, perchè palesemente incompetente).
Gli innesti raffazzonati di gennaio sono solo un’aspirina data ad un moribondo, ben altra terapia era necessaria e la cura doveva cominciare quando i sintomi erano chiari ed inequivocabili, partendo dal medico che avrebbe dovuto somministrare le medicine.
Ma questa ormai è storia, oggi dobbiamo confrontarci con la dura realtà di una squadra troppo debole per reggere il confronto con le avversarie. Intendiamoci, i miglioramenti ci sono stati e sono netti, ma non era difficile migliorare il nulla di Sua Nullità giordanino, però quello che temevo al 31 gennaio, visti gli acquisti e le cessioni, si sta puntualmente verificando, ovvero questi miglioramenti non sono sufficienti a rendere competitiva questa squadra. Tutto il resto è filosofia.
L’ho sempre detto dall’inizio: non ho mai messo in dubbio la buona volontà (benché più di una volta questa mia convinzione sia stata messa a dura prova), purtroppo quando ci sono dei limiti tecnico-tattici talmente marchiani serve a ben poco l’impegno, troppi elementi sono talmente in difficoltà che è una mancanza di rispetto nei confronti di tutti esporli a delle figure meschine che mortificano loro stessi, la squadra e l’intera città costretta ad assistere a spettacoli indecorosi.
Non è possibile presentarsi in Serie A senza un portiere di sicuro affidamento, che sappia guidare la difesa dando fiducia e garanzie ai compagni: Caglioni è un portiere di grandi prospettive ma noi non abbiamo tempo per aspettarlo crescere, ci serviva una certezza immediata non un Paoletti qualsiasi.
Non è pensabile presentarsi in Serie A con una difesa che non ha quattro titolari di sicuro rendimento e nessun rincalzo credibile da proporre in caso di squalifiche o infortuni: nessun terzino destro da anni, nessun valido sostituto di Juliano, Parisi titolare inamovibile pur essendo imbarazzante, praticamente un ex giocatore da tre anni a questa parte.
Non è logico, anzi è da incompetenti pretenziosi non ingaggiare validi giocatori (dinamici e tecnici) sulle entrambe le fasce laterali, dopo aver sperimentato la pochezza di Iliev e Alvarez.
Assolutamente folle rinunciare ad avere un’alternativa a Riganò.
Anche Cavasin in questo marasma generale sta dando preoccupanti segni di cedimento: non mi è piaciuta la gestione dei cambi nella partita contro il Catania, non mi è piaciuta la formazione schierata a Livorno e la gestione della partita.
La naturale conseguenza di questa commedia è un finale amaro che la trasformerà in tragedia, disgraziatamente ci siamo ormai abituati alla sconfitta, personalmente spero solo che questa farsa finisca al più presto, allora ci toglieremo tutti la maschera e smetteremo di ballare questo tristissimo Fandango.
A Carnevale, si sa, ogni scherzo vale e questa proprietà ci ha fatto proprio un bello scherzo, a ridere purtroppo sono sempre gli altri, noi siamo da due anni in Quaresima e chissà quanto tempo ancora dovremo restarci!
Ultimogordon

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ELOGIO DELLA VIOLENZA



I fatti accaduti nelle ultime settimane nulla hanno a che fare con lo sport, ma direi di più, nulla hanno a che fare con la civiltà, la giustizia e l’equità.
Nonostante la gravità e l’eccezionalità degli stessi questo nostro Bel Paese si è distinto ancora una volta in negativo, dando prova di incompetenza, pressappochismo, buonismo, ignoranza, cialtroneria, disonestà, ingiustizia, iniquità, malafede.
In Italia ormai vige la prassi secondo la quale il carnefice è da giustificare sempre e comunque, nessuno si sogna più di comminare una pena congrua e PUNITIVA (sembra ovvio perché lo dice il significato etimologico della parola, ma mai come in questo momento è opportuno sottolinearlo), viceversa la vittima è … vittima, quindi dopo l’indignazione d’uopo e l’ipocrita sfilata di personaggi e buone intenzioni, rimane con il danno subito e la beffa di non avere alcuna garanzia di ottenere giustizia materiale e morale, perché il sistema giuridico-sociale italiano dimentica velocemente e ben volentieri i crimini.
Un vezzo tutto nostrano è quello di scambiare con gran disinvoltura i ruoli, il carnefice (più forte e prepotente) si atteggia a vittima e molto spesso come tale viene considerato con il benestare dell’opinione pubblica, dei mass-media e della magistratura, di conseguenza la vittima (più debole e indifesa) si trasforma in carnefice.
Questo stato di cose ci costringe ad assistere, e subire, situazioni inconcepibili: La maleducata, disonesta ed incivile Catania, che si rende per l’ennesima volta protagonista (con migliaia di delinquenti provenienti da ogni zona della città e da ogni ceto sociale) di violenza, intolleranza, prevaricazione, si vede addirittura riconosciuto un vantaggio, un premio, un riconoscimento!!!
Dopo che metà della popolazione mondiale ha visto con i propri occhi una guerra contro la civiltà che ha assunto proporzioni gigantesche, scatenatasi anche grazie alle gravissine complicità: della Società Calcio Catania, che distribuisce ingressi gratuiti agli ultras e non effettua controlli consentendo in questo modo l’accesso a chiunque (anche diffidati); grazie alla complicità del Comune di Catania, che mette a disposizione dei violenti perfino il custode dello stadio e non mette in atto le necessarie restrizioni viarie nelle vie limitrofe ad un impianto obsoleto e inidoneo ad ospitare eventi con 25.000 persone; grazie alla scandalosa complicità di Questura e Prefettura, che hanno autorizzato il libero accesso nelle curve e, cosa gravissima, il libero ingresso di fumogeni, petardi e fuochi d’artificio (perché si doveva festeggiare S. Agata)!
Dopo che tutte queste cose, hanno chiarito inequivocabilmente di chi siano le responsabilità e chi dovrebbe (in una paese normale) pagare per l’accaduto, dobbiamo sopportare, Presidenti, Amministratori Delegati, Politici, Sindaci, Comitati Religiosi, Giornalisti, Venditori Ambulanti, Spazzini, Ladri, Pensionati, Intellettuali veri o presunti, Sociologi, Psicologi, Stregoni, Esorcisti, Saltimbanchi, Illusionisti, fare un immediato, quanto vergognoso e meschino, fronte comune per allontanare ogni tipo di responsabilità.
Sozzura ben celata dietro una patina lucente, alla quale si è risposto, non con disgusto, ma paradossalmente con comprensione e accondiscendenza da parte di un Governo disonesto e incompetente, formato da dotti che riversano tutte le loro energie nel sentenziare dei “si” oppure dei “no”, che si arrovellano nella critica del già pensato. Sono solo rammolliti, incapaci di equità di giudizio e di efficacia.
In questo teatro dell’assurdo abbiamo dovuto subire anche l’insulto e la menzogna dall’ultima delle comparse, tal bruno giordano da Roma, personaggio insulso e meschino appartenente ad una sottospecie di animali classificata con il nome di “Quaquaraquà insignificantis mus sylvaticus” e, cosa ancora più grave, l’odioso sopruso di un Prefetto che dovrebbe tutelare, rispettare ed anche amare la città di cui è responsabile ed invece la penalizza ingiustamente con una decisione incomprensibile, cervellotica e palesemente iniqua.
Questa era l’occasione ideale per uno scatto di orgoglio, purtroppo sprecata malamente, ne il Presidente Franza, ne il Sindaco Genovese hanno assunto feroci posizione di dissenso a tutela dell’onorabilità e dei diritti di una intera comunità. Sarebbe stato un fatto dovuto. Vergogna!
Finora è stata impedita, per principio, la verità. Tacere non è obiettare, sopportare non è una virtù.
Quanto successo e le decisioni che ne sono scaturite dimostrano che è sprecato essere corretti, leali, onesti, bisogna essere lucidamente implacabili, la violenza materiale e verbale paga, porta al rispetto, al dominio, al comando. Sono nauseato, non mi è più sufficiente essere superiore e volare più in alto dove le canaglie non arrivano. Mi placherò solo quando non ci sarà più nessun rifugio per gli impuri, nessuna indulgenza, quando soffierà un vento violento che li spazzerà via tutti.
E allora mi accingo deferente, da devoto fedele della violenza, a venerare questa divinità, la più eminente, la più potente, al di sopra di qualsiasi altra filosofia o religione.
L’elogio della violenza, l’elogio della follia. E così sia.
Ultimogordon

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PATETICI


E’ un esercizio inutile sprecare altre parole per commentare quello che non è commentabile, c’è poco da aggiungere ai fatti, anzi ai misfatti, che si sono compiuti nelle ultime 72 ore e che, è bene non dimenticarlo mai, si vanno ad assommare alle malefatte degli ultimi due anni.
Si corre il rischio di essere banali e ripetitivi, o peggio, di sentirsi dei perfetti idioti a continuare ad assecondare questo gioco al massacro.
Gli eventi tragicomici del dopo Ascoli hanno un merito, hanno finalmente fatto emergere in tutta la sua dirompente drammaticità il problema vero di questa squadra: la famiglia Franza!!!
Ormai è chiaro a (quasi) tutti gli appassionati o semplici curiosi che si interessano saltuariamente di calcio, che non riusciremo a risollevare la dignità e l’onorabilità della squadra, che rappresenta una città ed una provincia di oltre mezzo milione di persone, fintanto che alla sua guida ci sarà un presidente che a tutto pensa tranne che a fare il meglio possibile.
Abbiamo dovuto sopportare una serie incredibile di angherie, dal mancato pagamento dell’IRPEF con conseguente cancellazione sportiva (un tribunale e la Gazzetta del Sud ci salvarono, non Franza), alla campagna acquisti-cessioni dello scorso anno, passando per la riconferma ad oltranza di Mutti, fiaccato ed in balia dello spogliatoio dopo la ridicola campagna indebolimento di gennaio scorso, per finire in bellezza con la brillante scelta della coppia Valentini-Giordano, difesa contro tutto e contro tutti fino alle estreme conseguenze (solo sotto assedio è stato costretto a fare ciò che doveva essere fatto), infine la mancata epurazione di primedonne e intoccabili della vecchia guardia. E scusate se vi sembra poco!
Dall’insipienza e dalle modestissime capacità della presidenza derivano, come in un effetto domino, tutte le altre sciagure.
Al primo posto tra i portatori di sventure, il bambino viziato che è stato messo a capo della gestione sportiva, un signor nessuno, senza alcuna esperienza e con l’arroganza e l’incompetenza degli stolti. A questo spilungone senza arte ne parte vanno ricondotte le imposizioni di scelte come minimo molto discutibili: scarse capacità tecniche (due anni senza un terzino destro e senza un regista); cessioni assurde (Manuel Coppola praticamente regalato al Genoa); la “banda Reggiana” (un nutrito gruppo di presunti calciatori di modestissima levatura); il capolavoro Giordano, insieme a tutto il suo staff (sette esoneri in dieci stagioni!); la gestione dei contratti in scadenza per i giocatori di prospettiva e i contestuali rinnovi pluriennali a ultratrentenni (ormai poco inclini ai sacrifici); l’abbandono a se stessa della primavera; l’incapacità totale di stabilire proficue relazioni con le altre società; la mancanza di personalità, di carisma e di doti comunicative. Personaggio improponibile per una piazza che doveva comunque rilanciarsi, anche se si fosse disputato il campionato di Serie B, ed invece imposto di prepotenza
Dell’allenatore ho solo una cosa da dire: non è un allenatore! Questa non è un’opinione, è un fatto incontrovertibile. Il suo passato ed il suo presente parlano per lui. Le sue responsabilità restano limitate, molto più gravi le colpe di chi l’ha voluto a tutti i costi e soprattutto di chi non l’ha cacciato via dopo 7 sconfitte (SETTE!) consecutive, maturate non per il caso o la sfortuna ma per manifesta inferiorità tecnico-tattica.
Veniamo ai giocatori, bisogna dividerli in due categorie, i vecchi e i nuovi. I nuovi: come già accennavo prima, si basano sul nucleo ex Reggiana più altri giocatori raccattati tra panchine e serie inferiori, a questi bisogna aggiungere due ottimi elementi (Juliano e Riganò) purtroppo avanti con gli anni e per questo inaffidabili fisicamente. Sulle loro teste non pesa l’aggravante del disastro dello scorso anno, nel complesso però il giudizio globale resta fortemente negativo: in generale si sono dimostrati giocatori di categoria inferiore (a parte Masiello, pochissimo altro) con dei personaggi addirittura indisponenti (Alvarez e Cordova) e altri ridicoli e inverosimili a questi livelli (Ghomsi, Morello, Rea, Minetti, e da ultimo Paoletti). Per quanto riguarda i vecchi, reputo giuste le cessioni di Coppola (sostituito degnamente da Pestrin) e Storari (indegnamente sostituito), sbagliata la cessione di Sullo perché avvenuta nel momento in cui c’è più bisogno di uomini veri all’interno dello spogliatoio. Il drappello dei cosiddetti senatori sta deludendo esattamente negli stessi termini dello scorso anno: abulici, senza grinta, si trascinano stancamente in campo, sono zavorre invece di essere i trascinatori e l’anima della squadra, evidentemente le deludenti prestazioni della passata stagione non erano casuali, i proclami e le promesse estive sono svanite nel nulla come aria fritta. Non contenti dei danni che fanno in campo, pretendono fuori dal campo di fare i presidenti e i direttori sportivi quando non sono neanche capaci di fare quello per cui sono lautamente pagati (non sono credibili e non hanno l’autorevolezza per farlo).
Ma come dicevo all’inizio il responsabile principale di questa farsa è il presidente.
Un aspetto comunque li accomuna tutti e li mette più o meno sullo stesso piano, sono tutti patetici!
Cordialmente
Ultimogordon

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LE PAROLE HANNO ANCORA UN SENSO ?


La farsa continua, ogni giorno si arricchisce di nuovi sconcertanti capitoli, oltre alle vergognose apparizioni del Circo Giordano, nel quale si esibiscono veri fenomeni da baraccone (a cominciare dal domatore-allenatore), siamo costretti a subire l’affronto e l’oltraggio delle dichiarazioni insensate di Valentini e Franza che si permettono, con la complicità di giornalisti ed editori (che mettono a loro disposizione spazi e visibilità), di fare dichiarazioni inverosimili, inaccettabili, indecenti. Ci deve essere un limite alla libertà di ingannare, alterando spudoratamente una realtà incontrovertibile ormai lampante anche agli occhi del più sprovveduto appassionato di calcio.
Tutti gli interlocutori che in futuro si rapporteranno con questi individui, hanno il preciso dovere di munirsi di vocabolario della lingua italiana, tanto per inchiodarli sull’interpretazione autentica del significato delle parole. Perché dopo tutto quello che è successo negli ultimi due anni sento ancora parlare di rafforzamento, di consolidamento, di programmi, di buoni giocatori, di ottimo allenatore, di invidiabile posizione in classifica, di prestazioni soddisfacenti!!! Ma di cosa stiamo parlando!
Questi cialtroni hanno l’impudenza degli incalliti ciarlatani, mistificatori professionisti che non sfigurerebbero nel confronto con Vanna Marchi e il “Maestro di Vita” Do Nascimento.
Ebbene a questo punto siamo andati molto oltre la presa in giro, la mancanza di rispetto nei confronti degli appassionati, che chiedevano soltanto di alimentare l’illusione che potesse esserci un finale diverso, una possibilità di salvezza, ha assunto proporzioni che meritano di essere ripagate come minimo con la stessa moneta.
Quindi nessun rispetto e nessuna pietà nei loro confronti, così come loro non ne hanno nei nostri, qualsiasi opzione che vada anche contro le loro persone è legittimata dai loro stessi comportamenti, poiché si tratta di individui troppo meschini e indegni per pretendere di rappresentare le nostre passioni, i nostri sogni, il nostro orgoglio.
Sissignori, sono solo volgari ciarlatani e mistificatori, non c’è altro modo di definirli, e come tali devono essere trattati, chi non è contro di loro è con loro e deve essere isolato ed emarginato dal contesto cittadino.
Non è più tempo di chiacchiere, ognuno si assuma le conseguenze delle proprie scelte di campo, perché da oggi non si fanno più prigionieri. Non è più possibile accettare che ancora qualcuno utilizzi espressioni o abbia un atteggiamento che giustifichi (anche parzialmente) l’operato della società. Per l’ennesima volta la proprietà ha dimostrato (se ancora ci fosse bisogno di altre prove) di stare attuando un piano scientifico per lucrare il più possibile da questa esperienza, che evidentemente considerano già conclusa. Il disegno è chiarissimo: arraffare il malloppo e dileguarsi.
Stanno facendo di tutto per piazzare quei giocatori che hanno un minimo di mercato, e questo succede ormai da due anni, rimpiazzandoli con dei “Carneadi” che al pari di Giordano sono disposti a venire di corsa a Messina e giocare quasi gratis, tanto sono mediocri e disperati.
Complimenti ai capi club, ai giornalisti lacchè che hanno permesso si creassero le condizioni per arrivare a questo vergognoso capitolo della storia, non solo calcistica, messinese.
Se non c’è modo di tenere in piedi una costruzione bisogna raderla al suolo e lasciare bruciare le macerie, il nostro compito sarà sprangare le porte e non consentire a nessuno di sgattaiolare e scampare al disastro, soprattutto il “proprietario” e il “progettista” devono restare sotto le macerie, insieme a tutti noi, che prigionieri della nostra passione, non abbiamo possibilità di metterci in salvo.
Che muoia Sansone con tutti i Filistei.
Cordialmente
Ultimogordon

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TRAGICO PAREGGIO


In altri tempi ci sarebbe stato da festeggiare, invece per come è venuto e soprattutto per i nefasti effetti che ne scaturiranno bisogna annoverarlo come un risultato negativo, un tragico pareggio.
Quando stava cominciando ad esserci una seria ed incisiva contestazione, ci si mette di mezzo la Roma con una prestazione sconcertante, la più scarsa da quando Spalletti è alla guida dei capitolini, prestazione tanto insufficiente da permettere al solito, scandaloso, inconsistente ed imbarazzante Messina di acciuffare per i capelli un punticino che servirà a poco in classifica, ma dietro il quale Franza, Valentini e Giordano si trincereranno per continuarci a raccontare la favoletta della buona prestazione, della squadra all’altezza della situazione e bla bla bla.
La verità è che siamo a metà strada, e facendo il raffronto con la scorsa disastrosa stagione risulta che incredibilmente sono stati capaci di fare peggio! Era molto difficile, ma con grande impegno e abnegazione questi inetti sono riusciti nell’impresa, perché di impresa si tratta!
Un punto in meno, posizione in classifica nettamente peggiore, inoltre quasi tutti gli scontri diretti sono da giocarsi fuori casa (lo scorso anno era l’opposto) e, cosa da non sottovalutare, non si è mai vinto fuori casa. Insomma l’anno scorso di questi tempi si era ancora fiduciosi che una sobria ma seria campagna di rafforzamento potesse metterci al riparo da spiacevoli sorprese, poi l’arrivo dei vari Bondi, Nanni, Antonelli, Innocenti, smorzarono l’ottimismo che partita dopo partita divenne preoccupazione, poi paura ed infine disperazione.
Non è cambiato purtroppo l’atteggiamento confusionario e contraddittorio della proprietà, esattamente come l’anno scorso nessun provvedimento realmente incisivo, solo poche farneticanti dichiarazioni che lasciano sconcertati.
Per questo considero il pareggio di oggi come una sciagura, inevitabilmente stopperà la campagna di rafforzamento (per modo di dire), restano ancora due settimane di calciomercato ma le premesse sono sconfortanti, la società anche quest’anno si è presentata impreparata ad acquisire immediatamente i vitali rinforzi (invece è sempre prontissima per le campagne abbonamenti sulla fiducia, a scatola chiusa!), non bastano i Pestrin e i Giallombardo a risolvere i problemi di questa squadra, ci vuole gente di comprovata qualità e di grande esperienza in Serie A per tirarci fuori dai guai, giocatori che sanno cosa fare nelle situazioni di grande difficoltà che inevitabilmente creano tensione e stress psicologico (esattamente la situazione nella quale si trova il Messina).
Ma l’aspetto più grave è stato confermare con ostinazione Giordano ed il suo degno compare Valentini: il primo ha dimostrato aldilà di ogni ragionevole dubbio perché è l’allenatore più esonerato del mondo; il secondo ha messo chiaramente in mostra la sua pochezza puntando su giocatori che ci ha presentato come talenti nascosti ed invece erano dei brocchi giustamente relegati nelle serie inferiori o a scaldare panchine ad oltranza. Ritengo che questa scelta abbia segnato irreversibilmente il destino di questa stagione, aldilà degli acquisti che si faranno, cioè quando e se si deciderà di cambiare allenatore sarà ormai troppo tardi ed anche il calendario a quel punto sarà contro il Messina, perché il momento decisivo sono le prossime 11 partite nelle quali, calcolando ottimisticamente come quota salvezza 36 punti, bisognerà fare almeno 16 punti per sperare di potersi salvare, considerando che le ultime 8 partite sono proibitive e sarà difficile ricavare più di 4-5 punti, anche se la squadra dovesse migliorare di molto il rendimento.
Per quanto mi riguarda quest’anno la disillusione mi farà soffrire di meno, prima di tutto perché sono psicologicamente preparato al peggio, poi perché ho preso atto della disaffezione irrimediabile della società nei confronti della città.
Purtroppo non ci si poteva aspettare niente più di questo da una società che per mera convenienza economica (approvazione del finanziamento del progetto di copertura da parte del Credito Sportivo presieduto da papà Valentini) affida il suo destino ad un bambino capriccioso che sbatte i piedi perché vuole le caramelle. Come non ci si poteva aspettare niente da un presidente (messinese per sbaglio) che da due anni ha ammainato la bandiera dell’orgoglio e della dignità, seppellendo di ridicolo se stesso e un’intera comunità, che quando apre bocca combina danni irreparabili o come minimo si sputtana dichiarando pubblicamente di accettare con entusiasmo l’irrealizzabile opportunità di ricevere un’elemosina da presunti benefattori, sollecitati dall’accorata (e astrusa) iniziativa dell’imbelle consiglio comunale. E per completare l’opera ha la brillante idea di relegare la squadra negli sgabuzzini, se pur confortevoli, del S. Filippo per risparmiare pochi spiccioli, con il solo risultato di allontanare ancora di più la squadra dalla realtà che rappresenta e per la quale dovrebbe battersi (anche facendo un irrispettoso ed intollerabile silenzio stampa).
Cordialmente
Ultimogordon

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AUGURI

E’ arrivato Natale e finisce un altro amarissimo anno per gli sportivi messinesi, sotto i nostri alberi per la seconda volta consecutiva amarezze, delusioni, umiliazioni. Non abbiamo neanche il conforto della speranza che si materializzi Babbo Natale con le sue renne volanti a portarci qualche regalo, non c’è nessuna possibilità che il pacioso distributore di doni si presenti con le caratteristiche e le fattezze di Pietruzzo, ma ve lo immaginate Babbo Natale con la faccia rancorosa di Franza? Terrorizzerebbe i bambini … e pure i grandi!
Così come è impossibile che si presenti la Befana a cavallo della sua scopa a reazione, una Befana c’è in società ma si interessa solo di creme di bellezza e lifting, come darle torto povera vecchina, la natura è stata ingenerosa nei sui confronti. Nel poco tempo libero che le rimane si impegna duramente a portarci qualche sacco di carbone, perché i discoli tifosi del Messina non si meritano altro che quello.
Mi rifiuto di commentare le “imprese” di questa squadra, dalla quale non mi sento più rappresentato, inutile commentare quello che ormai non ha più bisogno di commenti, sarebbe solo un’insulto all’intelligenza mia di scrittore e vostra di lettori.
Preferisco approfittare dello spazio gentilmente concessomi per formularVi gli Auguri.
Quest’anno più che mai abbiamo bisogno di rincuorarci e scambiarci vicendevolmente gli auguri, le nostre vite per fortuna sono riempite dagli affetti (oltre alla passione che ci accomuna), la giustificata delusione sarà certamente riassorbita dal calore che i nostri cari sapranno darci specialmente in queste festività. Auguro quindi a tutti serene e gioiose giornate da trascorrere con chi vi vuole bene. Che sia per tutti noi un 2007 ricco di soddisfazioni e di salute e che l’anno nuovo ci liberi finalmente dalla funesta oppressione dei Franza, restituendoci la “libertà calcistica” perduta.
BUONE FESTE E BUON ANNO!
Ultimogordon

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IL SENSO DELLA REALTA’


L’elemento che più di ogni altro indica chiaramente che la situazione di naufragio è ormai inevitabile è la generalizzata perdita completa del senso della realtà, questo malgrado le persone coinvolte siano tante, il che porta quasi a pensare ad un complotto ben orchestrato, un’associazione a delinquere finalizzata alla distruzione del calcio a Messina.
La pervicacia, la perseveranza, con la quale si continua ad andare di male in peggio senza cercare di porvi il benché minimo rimedio (anzi aggiungendo danno al danno, tipo le farneticanti dichiarazioni di S. Siro), è semplice ed allo stesso tempo difficile da spiegare, perché è assurdo essere così autolesionisti. La rassegnazione e l’immobilismo della città a questa intollerabile situazione sono invece sconcertanti ed in teoria ingiustificabili. Ma l’esperienza quotidiana ci insegna che in questa città accade l’incredibile, quello che in qualsiasi altro luogo del mondo non è neanche pensabile, a Messina è tollerato, metabolizzato, ed infine subito con rassegnazione come qualcosa di ineluttabile.
In questo quadro di decadenza e autodistruzione si inserisce la vicenda calcistica, che per la risonanza mediatica e di interesse collettivo coagulate attorno al fenomeno calcio, assurge a simbolo della città che (inutile essere ipocriti) evidentemente merita di essere rappresentata da questo manipolo di personaggi alla deriva, perché è la rappresentazione fedele del suo essere alla deriva.
Più e più volte ho denunciato la colpevole assenza, qualche volta la connivenza e addirittura la complicità, di quelle componenti che per definizione e costituzione sarebbero preposte a formulare incisive critiche (non chiacchiere da bar e qualche striscione) ed esercitare pressioni tali da indurre gli scellerati responsabili di questo scempio a cambiare atteggiamento ed attivarsi per modificare radicalmente la situazione (non sottoscrizioni per rimpinguare le casse sociali, ma eventualmente darsi da fare per trovare nuovi proprietari).
Sono ormai prossimo alla rassegnazione, sconfortato dal rendermi conto che tutto è inutile, la mortale melassa di indolenza, incapacità, pavidità, che soffoca la comunità messinese nel suo complesso è troppo diffusa per essere bonificata da pochi volenterosi.
La perdita del senso della realtà è prerogativa degli idioti che in essa trovano un ottimo anestetico per il dolore di vivere situazioni scomode, quando non drammatiche.
Allora trasformiamoci tutti in idioti. Forse è la panacea per risollevare l’umore di chi si sente frustrato, umiliato, oltraggiato nell’orgoglio e nella dignità.
Accodiamoci inebetiti e festanti ad ingrossare le fila che seguono i pifferai magici che ci ipnotizzano con le loro suadenti dichiarazioni di ottimismo.
Questa è una dichiarazione di resa, perché la “società civile” o non c’è, oppure ha deciso di soccombere ai vari Franza, Valentini e Giordano, inermi ed inerti a subire le angherie verbali e materiali di questi nostri degni rappresentanti.
Apprestiamoci alla prossima stazione (Artemio Franchi di Firenze) di questa via crucis, attendendo la Pasqua di resurrezione, che proiezioni alla mano dovrebbe coincidere con la fine delle sofferenze (per quest’anno) sancita dalla aritmetica retrocessione.
Non li perdonerò mai! Il mio dolore, la mia rabbia ed il mio odio non si placheranno finchè ci sarà un Franza alla guida della società. Nei secoli dei secoli.
Cordialmente
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

INIZIATIVE CONCRETE

Non ci volevo credere, ed invece è tutto vero! Era ora che la città si svegliasse, auspicavo da tanto una presa di posizione forte che andasse nella direzione di ridestare l’orgoglio di una comunità e … finalmente ci siamo!
Saluto con soave ilarità (e la morte nel cuore) l’iniziativa del solerte Comune di Messina, sempre attento a soddisfare tempestivamente le esigenze morali e materiali della cittadinanza, ed a farsi portavoce delle richieste del popolo.
Bravi, bravissimi, è veramente un colpo di genio da fini amministratori proporre e porre in essere la delibera che è stata battezzata (con felice intuito): “Versa anche tu un’elemosina a favore della povera, misera, famiglia Franza”.
Le vostre offerte contribuiranno a far tornare il sorriso sul volto di questi sfortunati bambini.
E’ Natale non potete tirarvi indietro! Questa città si è sempre distinta per generosità, questo accorato richiamo non può e non deve restare inascoltato. A costo di comprare un panettone ed una bottiglia di spumante in meno, contribuite numerosi e generosi.
Io per primo dirotterò il mio annuale versamento benefico verso questa meritoria causa, la lotta al cancro, alle malattie genetiche, all’AIDS, impallidiscono e non reggono il confronto.
In cima alle priorità di tutti noi ci dev’essere un pensiero: Aiutiamoli ad arricchirsi ancora di più, per renderli finalmente felici.
I giocattoli necessari per regalare un briciolo di gioia a questi meschini sono molto costosi, poi con l’euro non ne parliamo: Cartur Alfa, Beta, Gamma; Alberghi in Vicolo Stretto, Parco delle Vittorie; Complessi immobiliari; Ville al mare, in montagna ed in collina; Yacht; Imprevisti; Probabilità. Questo Franzopoli è un gioco dove necessitano molti soldi, purtroppo sono soldi veri, soldi nostri.
I diretti beneficiari di questa lodevole iniziativa umanitaria hanno immediatamente ringraziato più e più volte i potenziali benefattori e la magnanima lungimiranza del consesso comunale: Umilmente accetteranno le offerte per quanto piccole, perché tutto fa brodo.
Capirete bene che 40 milioni (quaranta milioni) di euro di ricavi a vario titolo (in tre anni di Serie A) non possono essere sufficienti a mantenere, oltre a tutto il resto, anche una squadra decente di calcio che non sia fonte di imbarazzo ed umiliazione per la città che rappresenta.
Ed allora via con la sottoscrizione, benedetta e incoraggiata con grande soddisfazione dal Sindaco-socio (Franzantonio).
Non precipitatevi tutti insieme agli sportelli postali e bancari, fate smaltire le file che si sono create per le moltitudini entusiaste che continuano a recarsi in queste frenetiche ore ad apportare il loro contributo. In ogni caso, se non resisterete alla tentazione di accorrere, la lunga attesa sarà allietata dagli sghignazzi, frizzi, lazzi, pernacchie e scoregge di Reggini, Catanesi, Palermitani, Bolognesi, Fiorentini, Ugandesi, Marziani etc. etc., che appresa l’incredibile notizia sono stati colti da un’irrefrenabile attacco di ridarella.
Sociologi e medici di tutto il mondo sono concordi nell’affermare che notizie come questa, che portano allegria e buon’umore, fanno bene all’umanità. Peccato facciano sprofondare nella vergogna e nello sconforto i (pochi, a questo punto) Messinesi che hanno ancora un briciolo di dignità e di amor proprio!
Superati da molto tempo i confini del ridicolo, ci avviamo allegramente verso la demenza collettiva (e la Serie B), con l’attestazione autorevole di una Delibera Comunale.
BUFFONI!!!
Cordialmente

Ultimogordon

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MEA CULPA


Ho sbagliato tutto, sono una squadra fortissimi, dopo le ultime convincenti prestazioni mi sono ricreduto. In effetti rileggendo i commenti precedenti devo ammettere di essere stato troppo severo, troppo pessimista. A confortare questo mio ravvedimento e sconfessare le mie opinioni e quelle di pochissimi altri alienati sfascisti (o cucche) sono state soprattutto le dichiarazioni dei protagonisti e degli addetti ai lavori.
Nei momenti più difficili bisogna fidarsi di chi ne sa di più, in questo mondo pallonaro ammorbato da confusione e pressappochismo, bisogna aggrapparsi ai punti fermi, ascoltare le opinioni di chi ha dimostrato con i fatti la sua competenza ed il suo valore. Confutare teorie e dettagliate analisi di cotanti ingegni calcistici equivale a bestemmiare in chiesa.
Da eretico sentitamente pentito non giudicherò più quello che si presenterà davanti ai miei occhi, perché, ora che sono redento, ho capito che il mio sguardo era stato fuorviato dal demone della differenziazione a tutti i costi, rispetto al coro dei giudizi lusinghieri che da autorevoli voci si sono levate per incensare le sfolgoranti prestazioni dell’F.C. Messina, la sagace guida tecnica e l’oculata ed efficace politica societaria.
Ha ragione Giordano Bruno quando dice di essere soddisfatto delle prestazioni della squadra, che ha visto fino ad ora una formazione che se l’è giocata con tutte le avversarie.
Come si può dare torto ad un filosofo che proprio per difendere le proprie idee è finito sul rogo, salvo poi resuscitare (con il miracolo di San Valentini) e presentarsi redivivo a Messina.
Proprio lui che ha studiato le dinamiche dell’universo, che conosce tutti i segreti più reconditi di tattica applicata al calcio, alla fede, alla fisica aristotelica, non può sbagliare la gestione di una, anzi di tutte le partite, cosa volete che sia questa bazzecola del calcio per cotanto ingegno.
Mea culpa! Come ho potuto anche solo pensare che possa essere in errore un’illustre genio calcistico, osannato nelle prestigiose università calcistiche di Catanzaro, l’Aquila, Tivoli, Roccacannuccia e Santolubiranti in Monte (solo per citare le più prestigiose) dove viene ancora rimpianto dopo essersi prodotto in indimenticabili lezioni magistrali di calcio.
Tutta colpa del geocentrismo, e di un’infausta congiuntura astrale. Non avevo capito (e chiedo venia) che si è trattato di metafisica e panteismo pedante: una mortifera alchimia che ha colpito alcuni giocatori nei momenti topici delle partite, ma che per fortuna non è grave abbastanza da essere pessimisti e preoccupati.
Quali virtù e quali capacità intellettuali si celano dietro questa difesa appassionata della Verità.
Il genio non nasce dalle regole ma dalla poesia della concezione anticlassica.
Ammirato dalla robusta ricchezza di pensiero (e di azione) anche il Presidentissimo, dopo aver redarguito da par suo il comportamento intollerabile degli arbitri che si permettono addirittura di ammonire i nostri beniamini, si è affrettato a giurare devozione e adorazione verso il luminare del calcio, e per supportare il suo appoggio incondizionato e garantire maggior autorevolezza all’allenatore, dopo aver abolito il riposo del lunedì, ha comunicato la rivoluzionaria iniziativa di ABOLIRE ANCHE IL RIPOSO DELLA DOMENICA! Affermando che: <<…due giorni senza fare niente erano uno scandalo, io i soldi me li sudo! Ma da ora in poi anche la domenica verrà effettuato un pesante allenamento mattutino per giustificare i lauti stipendi! Prima il dovere, poi potranno fare le consuete scampagnate in allegria per i campi di mezza Italia. Siamo decisi a prendere questa iniziativa concreta e pronti ad affrontare le probabili ire del sindacato calciatori.>>
Grazie mister Giordano.
Grazie Presidente.
Ora sono molto più tranquillo perché ho la consapevolezza che il futuro del Messina è in buone mani!!!
Cordialmente
Ultimogordon

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UN MASSACRO

Ormai si è trasformato a tutti gli effetti in un massacro, gli avversari, anche i più modesti, approfittano giustamente della manifesta impotenza del Messina, l’inferiorità tecnico tattica è talmente imbarazzante che solo la malafede di Franza, Valentini e Giordano non li fa vergognare per l’insulto al gioco del calcio che mettono in scena settimanalmente (talvolta purtroppo due volte la settimana).
E’ una pena indicibile assistere a questo scempio, una squadra già condannata ad essere sistematicamente umiliata prima ancora di scendere in campo.
Una sofferenza che si acuisce assistendo alle pantomime di Franza, Giordano e Valentini, ascoltando i deliranti commenti di giornalisti e parvenu che si presentano in TV e sui giornali, giocando a chi le spara più grosse per vincere il premio del miglior incompetente di calcio.
La verità è nuda e cruda davanti agli occhi di tutti: il Messina è nettamente la squadra più scarsa ed è inevitabilmente destinata ad una retrocessione ignominiosa, non c’è speranza in un futuro migliore perché con i Franza l’F.C. Messina un futuro non ce l’ha!
Sarebbero necessari troppi cambi ed investimenti di denaro, non per rinforzare ma per rifondare la squadra a gennaio, ma tutte le dichiarazioni lasciano intuire che questo non avverrà, quindi sono convinto che sarà una lunga dolorosissima agonia.
Il nome ed i colori di Messina escono profondamente umiliati da due anni di disastri sportivi, in qualità di tifosi e cittadini possiamo impegnarci affinché almeno l’onorabilità della maglia venga salvaguardata, impegnamoci per impedire (fin dalla prossima partita) che questa Armata Brancaleone indossi magliette, calzoncini e calzettoni che abbiano anche un’accennato richiamo ai colori sociali. Questa proprietà, questo allenatore e questi giocatori non sono degni di indossarli e di portarli in giro per l’Italia.
Dalla prossima partita il Messina deve giocare in completo nero integrale, senza stemma e senza bande giallorosse, perché siamo in lutto!
A quel punto potranno perdere tutte le partite che vogliono e nella maniera vergognosa che gli è consona, almeno sarà risparmiata questa infamia ai nostri amati colori.
Scriviamo e-mail, telefoniamo, alla Gazzetta, alle trasmissioni sportive, alla società: VOGLIAMO CHE LA SQUADRA SCENDA IN CAMPO IN NERO TOTALE, PER LUTTO, MAI PIU’ BIANCOSCUDATO E GIALLOROSSO DOVRANNO SUBIRE QUESTO AFFRONTO!
Cordialmente
Ultimogordon

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TUTTO PREVISTO

Sconfitta al Meazza doveva essere e sconfitta è stata, prevedibile e meritata, in teoria non è contro il Milan che bisognava conquistarsi la salvezza, ma solo in teoria perché nella realtà attuale quella che fino a pochi anni fa era la squadra di club più forte d’Europa ormai è la “Casa di Riposo Galliani” (non è una mia opinione, lo dimostrano i numeri ed i risultati). Avversario abbordabilissimo questo Milan visto all’opera contro il timoroso Messina, avrebbe sicuramente avuto molte difficoltà a vincere se avesse incontrato una squadra con un minimo di personalità, sufficiente dimestichezza con il pallone ed una guida tecnica adeguata alla categoria, perché anche contro un insufficiente Messina il Milan attuale ha dimostrato di andare in difficoltà se opportunamente fronteggiato. Tra l’altro si sarebbe anche potuto approfittare di una serie incredibile di infortuni che hanno costretto Ancelotti a schierare una formazione rimaneggiatissima, ma il Messina è troppo scarso anche per approfittare delle disgrazie altrui. Quindi ennesima occasione buttata via, tecnico e giocatori hanno confermato la loro inadeguatezza.

Nonostante le premesse e la buffonata di tenere nascosta la formazione, il pavido ed incompetente Giordano ha per l’ennesima volta schierato una formazione assurda: tutti a difendersi (sperando in S. Siro) e centrocampo affidato alla pochezza ormai intollerabile di Coppola.

I grandiosi risultati ottenuti dallo stratega Giordano sono stati: praterie per Pirlo e Kakà, che trovavano qualche timida opposizione solo appena fuori dall’area di rigore e serata di tutto riposo per la modesta difesa rossonera,  lo spilungone in mezzo ai pali (schierato con molte apprensioni) si è dovuto “scomodare” solo per raccogliere un colpo di testa centrale e debole di un Riganò (giustamente) frustrato e nervoso. Letteralmente niente altro nello specchio della porta milanista!

La partita si è leggermente riequilibrata solo quando è uscito il funesto Coppola, che non contento di aver fatto schifo ha ritenuto ingiusta la sua sostituzione mandando aff… Giordano, il quale non ha fatto una piega e si appresta nella prossima conferenza stampa a rinnovare la stima e dichiarare l’insostituibilità dell’ex capitano (????). Naturalmente il navigato trainer dopo aver disquisito (risentito) sul fatto che non si emoziona in nessuna circostanza (giornalai che presenziate alle conferenze stampa, SVEGLIA! Ma che minchia di domande fate, questo è calcio non gossip!), parlerà di cucina romanesca e ci racconterà una barzelletta di suo cugino. Povero Messina!

Invece di queste stupidaggini Giordano dovrebbe spiegarci perché preferisce Coppola a De Vezze; perchè continua a fare giocare un Di Napoli in condizioni pietose; perché mette in difficoltà uno spaesato Rea; perché non ha il coraggio di sostituire Storari che ha troppi gol sulla coscienza; perché bisogna giocare tutti dietro fino a che non si subisce inevitabilmente gol (questo vale anche quando si è stati in vantaggio in casa e fuori).

Per rispondere a queste domande purtroppo bisognerebbe dire la verità, ovvero sono cose che stanno accadendo perché non è stato fatto nulla affinchè queste prevedibili circostanze negative non si verificassero:

1) Non c’è la volontà societaria di investire perlomeno i ricavi  (nessuno ha mai chiesto follie economiche, che comunque sarebbero dovute per un debito di riconoscenza nei confronti della città che li ha fatti arricchire);

2) Non sono stati scelti responsabili tecnici in grado di fornire garanzie;

3) Non è stata fatta la promessa “piazza pulita”, trascinandosi dietro pesi morti che condizionano le prestazioni e turbano la serenità del gruppo, con l’aggravante che questa sciagurata scelta è stata avallata dai commentatori sportivi (in testa dei quali c’è l’incompetente e fastidiosamente tonto di R.......);

4) Non sono stati acquistati “giocatori di Serie A” in numero appena sufficiente per ricoprire i ruoli fondamentali;

5) Non si investe sul settore giovanile;

6) Non si alimenta un rapporto di stima e fiducia con i tifosi, a Messina si è stabilito un rapporto padrone (società) – sudditi (città e tifosi).

C’è bisogno di un’inversione di tendenza decisa ed immediata. Prima di tutto bisogna mandare via Giordano (ed insieme a lui Valentini, che si è assunto la piena responsabilità della scelta) adesso!

Comunque bisogna muoversi entro dicembre, così il nuovo tandem allenatore-direttore sportivo (che devono essere di chiara fama) potrà avere un paio di partite per richiedere ed ingaggiare gli indispensabili rinforzi con cognizione di causa, prima che il mercato chiuda.

Sostituire Giordano dopo avrà poco senso.

Cordialmente

Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

NULLA DA ECCEPIRE

Sconfitta netta ed inequivocabile, neanche esagerata nel punteggio, fotografa esattamente la differenza di tecnica, di tattica, di esperienza, di personalità che il campo ha impietosamente dimostrato, ci stanno tutti i tre gol di scarto.
Avevo già sottolineato come fino ad oggi tutti i commentatori avessero sopravvalutato le prestazioni del Messina, è vero che aveva quasi sempre giocato più o meno alla pari ma è altrettanto vero che nessuno ha messo in risalto la pochezza di punti raccolti in relazione alle avversarie affrontate. Troppi pochi punti per poter pensare di salvarsi tenendo conto che gli avversari alla portata di questa squadra sono finiti, ora ci sono da affrontare fino alla fine del girone di andata tutte avversarie (tranne il Parma) fuori dalla portata del Messina.
Ci aspettano molte partite senza storia, nelle quali non ci sarà nulla da eccepire, esattamente come quella di oggi, mai messa in discussione neanche durante la timida reazione che aveva portato immeritatamente al pareggio.
Quello che mi sembra chiaro è che difficilmente questa squadra riuscirà a fare di più dei 17 punti del girone di andata che l’anno scorso aprì le porte al calvario del girone di ritorno.
Paradossalmente è meglio augurarsi di steccare tutte le partite fino al mercato di riparazione, forse questo è l’unico modo per costringere la società ad intervenire massicciamente nel mercato di riparazione, cominciando a cambiare l’allenatore che anche oggi si è distinto in negativo: Giordano ha l’eccezionale capacità di operare scelte assurde malgrado diversi giocatori siano palesemente inadeguati, sarebbe sufficiente non inventarsi alchimie di cui non è capace e far giocare i meno peggio per limitare i danni.
I pochissimi ritocchi che la società ha fatto chiaramente capire di ritenere necessari, senza che nessun commentatore si sia azzardato a confutare questa valutazione, non sono sufficienti. L’impianto della squadra e la guida tecnica devono fare un salto di qualità enorme per potersela almeno “giocare”, la partita con la Lazio ha dimostrato che con troppe squadre il divario è troppo netto e con le altre malgrado le magie di Riganò si è capaci di raccogliere pochissimo.
Non si può sperare, come si fece l’anno scorso, che ci siano tre squadre peggiori, perché è pura illusione, non ci sono tre squadre peggiori di questa!
In questo momento il massimo che ci possiamo aspettare è di limitare i danni fino al mercato di gennaio, poi la città dovrà agire con decisione per costringere i Franza, tanto per cominciare condizionando la cessione dei diritti di sfruttamento commerciale del S. Filippo e del Celeste al rinforzamento della squadra (ma non con i vari Bondi e Innocenti presi lo scorso gennaio), la situazione richiede l’ingaggio di giocatori di caratura nettamente superiore agli attuali, non di puntelli e rincalzi per l’attuale rosa, e poi bisogna procedere senza indugi alla cessione degli elementi che creano solo disturbo e tensione nello spogliatoio, che ormai sono inutili alla causa.
Se ciò avverrà ci sono tutte le possibilità di raggiungere la salvezza, da questo momento in poi però nessuno dovrà più sostenere che questa squadra ci porterà alla salvezza, perché QUESTA squadra non è nelle condizioni di raggiungerla.
Cordialmente
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

VERGOGNA!

Ho aspettato un paio di giorni prima di scrivere il mio commento alla partita perché ero curioso più di altre volte di ascoltare i commenti dei protagonisti, le dotte analisi che si sono svolte nei pregiatissimi salotti televisivi ed anche le considerazioni dei tifosi comuni. Sono ormai convinto che il contesto sportivo della città, seguendo quello civico-morale, è irrimediabilmente in declino. Ormai è chiaro che la quasi totalità dei miei concittadini non aspira ad avere una squadra di cui essere orgogliosi, non ho sentito nessuno pretendere il giusto atteggiamento, il giusto comportamento da parte di tutti gli “addetti ai lavori”, che renderebbe fieri anche nelle sconfitte. Ed invece l’insipienza, la stupidità, la miopia di squadra e società calzano perfettamente ad un ambiente che ha ormai rinunciato ad indignarsi per le intollerabili figuracce che vengono collezionate da due anni a questa parte.
Tirare avanti nella mediocrità in questa città è diventata la normalità, accettata e condivisa.
Per restare in ambito calcistico senza addentrarsi in temi sociologici, mi viene da pensare che ai tifosi che vanno allo stadio ed a quelli che seguono le partite in TV va bene così. A me non va affatto bene, perché c’è da vergognarsi a buttare nel cesso ancora un’altra vittoria e c’è da vergognarsi ancora di più a sentire le dichiarazioni e i commenti che suonano beffardi e ridicoli nella loro tragica incoscienza.
Pochi protagonisti sono meritevoli di ammirazione, Riganò e Juliano su tutti (guarda caso sono gli unici due giocatori di categoria), il resto della squadra, per non parlare della società, non se la merita! Non si merita la mia ammirazione chi fa qualcosa di buono e poi la vanifica con memorabili stupidaggini, non se la merita chi gioca una partita bene e quella dopo male, chi protesta e si fa buttare fuori, chi è volenteroso ma nei momenti determinanti, come per esempio i finali di partita, si “smarrisce” nel terreno di gioco.
Se a questo aggiungiamo masochistiche scelte tecniche che rendono ancora più vulnerabile la squadra mettendo impietosamente a nudo tutte le criticità di un organico raffazzonato, si arriva alle sconcertanti “partite incompiute”. Tanto per limitarmi solo alla stretta attualità, non riesco ad accettare che vengano sfiancati in una partita inutile gli elementi che avrebbero dovuto costituire l’asse portante in una importantissima sfida da giocare a distanza di 60 ore. Non riesco ad accettare che il giocatore più pericoloso della squadra avversaria debba essere marcato da Masiello! Non riesco ad accettare che nessuno sia capace di fare due passaggi di fila quando la squadra avversaria ovviamente ti pressa per recuperare il risultato (nemmeno all’oratorio si gioca così).
Insomma non meritano di restare in Serie A e non perché siano i più scarsi, ma perché non hanno un cuore da gettare oltre l’ostacolo dell’inesperienza e dei comprensibilissimi limiti tecnico-tattici. Soprattutto questi dirigenti senz’anima non meritano di esistere nel panorama calcistico planetario.
E’ sempre stato palese il mio odio nei confronti della proprietà che non ha mai pensato al bene della squadra ma sempre e solo al proprio tornaconto economico ed il mio odio si accresce ad ogni partita vedendo in che condizioni hanno ridotto l’FC Messina che aveva tutto (stadio, entusiasmo, seguito popolare, introiti superiori alle spese) per poter continuare ad essere degna protagonista del modesto panorama calcistico italiano. Invece loro piuttosto che pensare a rafforzare degnamente la squadra continuano imperterriti ad impiegare le loro energie per rubacchiare i diritti di prevendita sui biglietti e per altre meschinità simili.
Per questo motivo mi risulta ancora più indigesto l’atteggiamento buonista, quando non accondiscendente, che tutto l’ambiente sportivo messinese ha sempre manifestato nei confronti del disastroso operato dei Franza e dei loro consiglieri.
A questo punto devo amaramente ammettere che ci meritiamo questo presidente.
Aggiungiamo ulteriori 2 punti agli altri 13 buttati via maldestramente, e siamo a 15, cioè più dei punti conquistati! Da domenica il calendario fino alla fine del girone è nettamente sfavorevole ma ormai preferisco non preoccuparmi più, tutto sommato se si dovesse retrocedere, dopo il disastro dello scorso anno, con 4 squadre penalizzate pesantemente ed il livello medio di quest’anno che è il più scadente della storia dei campionati italiani, non ci sarebbe nulla da ridire, ci sarebbe “solo” da imporre la perdita del diritto di cittadinanza (cioè costringerlo all’esilio) al responsabile principale: l’albergatore-ciarlatano-marinaio-illusionista-traghettatore-traditore della patria.
Buonafortuna Messina!
Ultimogordon

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IL FASTIDIO DI DOVERMI RIPETERE

E’ noioso e fastidioso dovermi ripetere, non pensate che mi piaccia, ma purtroppo passano le giornate e si continuano a commettere gli stessi errori, si continua ad avere un atteggiamento sbagliato. Evidentemente all’interno della squadra non si sono comprese le motivazioni che inducono a sbagliare o non ci sono le risorse mentali e tecniche per porvi rimedio.
Per l’ennesima volta dobbiamo accontentarci di un pareggio che è una mancata vittoria, adesso però cominciano ad essere troppi i punti lasciati per strada malamente, speriamo di non doverli rimpiangere in primavera nel momento in cui si decideranno le sorti delle squadre che lottano per evitare l’inferno della B.
Ennesima fastidiosa rimonta subita, certo fa rabbia avere la partita in pugno e rimetterla in discussione ancora una volta dalla “solita” disattenzione difensiva evitabilissima, bisogna che finalmente qualcuno spieghi ai nostri difensori che a difesa schierata non bisogna perdere la marcatura, ovvero nei sedici metri gli avversari si marcano a stretto contatto. Capisco benissimo i limiti di Morello che fino a 30 anni non aveva mai giocato in A solo perché non ha mai dimostrato di esserne capace, ma nella circostanza del gol non bisognava avere particolari capacità, bastava essere decisi, attenti, determinati. Ma su questo punto è inutile colpevolizzare il giocatore che era all’esordio in massima serie e neanche Giordano che non ha alternative.
Niente di nuovo sulla gestione “dell’inerzia” della partita, il centrocampo manca di esperienza e di personalità, c’è la buona volontà ma in serie A da sola non basta, nei momenti in cui bisogna gestire, o rallentare il ritmo perché gli avversari sono in forcing, il centrocampo denuncia drammaticamente i suoi limiti.
Niente di nuovo sotto l’aspetto disciplinare, ormai è chiarissimo che gli arbitri sono particolarmente severi con il Messina, ma è intollerabile che si continui a protestare dopo aver commesso un fallo ed essere stati (seppur ingiustamente) ammoniti.
Niente di nuovo sugli incredibili errori sotto la porta avversaria, tutte le squadre sbagliano dei gol clamorosi, ma nessuna squadra ne sbaglia tanti quanti ne sbaglia il Messina e con tanti giocatori diversi. Non si può parlare solo di sfortuna, credo si tratti più di bestialità.
A differenza di tutti gli altri protagonisti società e direttore sportivo non possono essere assolti, le loro responsabilità sono inequivocabili: colpevoli, di non aver ingaggiato un numero sufficiente di giocatori (domenica con Zanchi e Rea squalificati non si potrà schierare una difesa con 4 giocatori di ruolo!); colpevoli, di non aver preso un numero appena sufficiente di giocatori di categoria (esperienza e personalità sono irrinunciabili in A); colpevoli, di non essere capaci di risolvere i problemi disciplinari (espulsioni assurde e comportamenti irresponsabili sono diventati la norma).
So di apparire troppo pessimista e di espormi alle critiche della corrente di pensiero dominante in città che vede ormai un campionato in “discesa”, ma io continuo a non essere ottimista, sono convinto che senza adeguati rinforzi si rischierà moltissimo.
Comunque accolgo con soddisfazione un ulteriore punticino che fa classifica e assistendo al varo della miliardesima nave della flotta Franza, inghiotto il boccone amaro di chi vede i propri soldi buttati a mare! A chi ancora si chiede dove vanno a finire gli ingenti introiti che incassa l’FC Messina a vario titolo, li invito a farsi una passeggiata al porto. Se si riesce a rimanere ancora a lungo in Serie A la Cartur diventerà un colosso da far invidia al miglior Onassis, tanto noi ci accontenteremo sempre e soprattutto senza battere ciglio dei Minetti e dei Morello, perché bisogna risparmiare!
Giovedì c’è l’Inter, con la rosa ridotta ai minimi termini e considerato che non abbiamo velleità di vincere la “Coppetta”, sarebbe opportuno non schierare neanche uno dei presunti titolari che dovranno scendere in campo domenica nell’importantissima sfida con il Cagliari (non possiamo più permetterci di perdere neanche un giocatore), si potrebbe dare spazio a qualche Primavera di belle speranza e magari scoprire di avere qualche giovane promettente in casa.
Cordialmente
Ultimogordon.

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

BISOGNA MIGLIORARE

 E’ arrivata una vittoria in extremis, una volta tanto un poco di meritata fortuna per noi, comunque non bisogna illudersi di aver risolto i tanti problemi che la squadra ha evidenziato anche contro il modesto Chievo.

La classifica consente, tranne clamorosi disastri, di poter arrivare al mercato di riparazione di gennaio con tutte le possibilità di conseguire una tranquilla salvezza, a condizione che quest’anno, nel caso assai probabile si trovino almeno tre squadre in difficoltà, non si commetta l’errore dell’anno scorso quando già a gennaio si considerò chiuso il discorso salvezza.

Perché per salvarsi bisogna prima di tutto contare sulle proprie forze ed il Messina da questo punto di vista è assai carente.

Ci sono poi da risolvere al più presto situazioni molto delicate dal punto di vista comportamentale ed è bene affrontarle in maniera decisa oggi, piuttosto che trascinarsele dietro e dovervi far fonte in momenti in cui la classifica potrebbe indurre a meno serenità.

Mi riferisco ai due casi più clamorosi: Di Napoli e Coppola.

Ebbene, è maturo il tempo di assumere decisioni irrevocabili, cioè senza tanti giri di parole devono essere messi fuori rosa (come peraltro è già stato fatto con Rafael) per il bene della squadra!

L’errore commesso lo scorso anno con Zampagna non ha insegnato nulla ed i fatti stanno dimostrando che si doveva assolutamente procedere (come si era promesso) all’azzeramento di quegli elementi che più di altri avevano contribuito al naufragio dello scorso anno, invece ci ritroviamo qui con Di Napoli che nonostante le scadenti prestazioni rifiuta la panchina (tutti i più grandi giocatori fanno la panchina, figuriamoci se non la deve fare Pinco Pallino Di Napoli), e con Coppola che evidentemente ha deciso di fare il Masaniello della situazione e litiga con tutto e tutti invece di concentrarsi a fermare gli avversari (cosa che negli ultimi due anni gli succede raramente), a proposito a cosa stava pensando quando gli è passato il pallone davanti ai piedi in occasione del gol del Chievo?

Bisogna migliorare ed anche tanto. La difesa, ormai è chiaro, è in evidentissimo affanno, c’è stata la bocciatura definitiva per Rea, discreto giocatore ma stritolato da responsabilità più grandi di lui, Zanchi è impacciato ed insicuro, Parisi difende poco e quando va avanti non ne indovina una, che fosse una!

Il centrocampo a quattro non fa filtro e soprattutto non riesce a gestire palla, gli avversari finiscono inevitabilmente per avere il predominio di quel settore che risulta nevralgico, non a caso la migliore partita, quella di Palermo, ha visto il predominio del Messina proprio in quel settore.

In avanti non ha senso schierare Floccari e farlo sfiancare in un ruolo non suo (il gol clamorosamente sbagliato si deve alla poca lucidità provocata dalla fatica), tanto vale giocare a cinque a centrocampo e dare meno punti di riferimento in avanti, tanto con un Riganò formato Superman (per l’ennesima volta migliore in campo insieme ad Alvarez) un attaccante basta e avanza, e sarebbe opportuno che tutta la squadra si mettesse a sua disposizione.

Adesso c’è un trittico di partite dalle quali conta tirare fuori il maggior numero possibile di punti: la trasferta di Torino e due partite casalinghe consecutive con Cagliari e Lazio, non importa come magari con un po’ di fortuna, perché i punti contano più dei complimenti. Senza dimenticare però che il futuro di questa squadra è nelle mani della società che dovrà rinforzare l’organico nel mercato di gennaio (e mandare via senza tante remore gli elementi di disturbo), se viceversa non dovessero arrivare sostanziosi innesti di qualità in tutti i reparti, io continuo a rimanere pessimista sulle possibilità di salvezza, malgrado oggi la classifica dica che …siamo in zona UEFA.

Cordialmente

Ultimogordon.

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

CONTROCORRENTE

 Dopo la sconfitta di Palermo, bisogna che qualcuno in questa città mantenga un minimo di spirito critico e quindi sono costretto, come mi accade spesso, a dover andare controcorrente.

Sono sconcertato dall’unanime esaltazione della sconfitta e dall’enfasi che si è inteso dare ad una prestazione, per una volta, finalmente dignitosa. Evidentemente i “prestigiosi” commentatori sono talmente assuefatti alle mediocri (per non dire scarse) prestazioni del Messina, da gridare al miracolo!

Chiunque abbia visto la partita, ha visto la squadra tenere bene il campo e per larghi tratti avere l’assoluto controllo del gioco, la spiegazione è normalissima e semplicemente può essere riassunta in due punti: 1) la manovra lenta e prevedibile del Palermo (che presentandosi da capolista ha fatto una pessima figura); 2) la superiorità numerica a centrocampo.

Chiunque abbia visto la partita, dovrebbe avere l’onestà di ammettere che nonostante il predominio il Palermo ha “solamente” approfittato dei soliti clamorosi errori difensivi, che visti in sé e per sé ci possono stare, ma che ripetendosi con puntuale precisione ed in numero ormai intollerabile, annullano e rendono vana qualsiasi cosa di buono venga costruita in attacco (nella quasi totalità dei casi grazie al momento magico di Riganò).

Giustificare la sconfitta attribuendola (come ho sentito da più parti) esclusivamente agli errori, anzi orrori arbitrali, non aiuta. E’ innegabile che ci siano stati, ma è altrettanto innegabile che siano stati ingigantiti dalle manchevolezze difensive. Sarebbe più proficuo per il prosieguo farsi sentire in maniera veemente nelle sedi opportune, ma questo presuppone la presenza di gente capace in seno alla società e quindi è da escludere a priori, e quindi su questo argomento sono convinto saremo costretti a continuare a subire le angherie dei vari Ayroldi e Pieri (che deve avere un conto aperto con il Messina che con lui non ha possibilità di vincere visto che tutti i suoi arbitraggi sono suscettibili di argomentate contestazioni).

Invece l’errore che non dobbiamo commettere è rifiutarsi di affrontare la dura realtà, altrimenti la situazione non potrà che peggiorare.

Rifiutare di ammettere che Zanchi è diventato un problema (esattamente come l’anno scorso) significa negare l’evidenza della realtà, così come rifiutarsi di ammettere che Rea non è pronto per assumersi la responsabilità di guidare i movimenti della difesa, lo stesso vale per Zoro che fa troppi danni per i miei gusti.

Paradossalmente, per la prima volta, il centrocampo è stato all’altezza della situazione nel suo complesso, bene Masiello (migliore in campo per il Messina insieme a Riganò), De Vezze e Alvarez, maluccio Coppola, male Cordova.

In attacco continua il momento magico di Riganò che purtroppo fino ad oggi non è stato capitalizzato a dovere.

Ma queste sono opinioni, c’è invece la concretezza di una classifica che per essere valutata correttamente bisogna tenere in considerazione due elementi fondamentali: le penalizzazioni che al momento la falsano; le avversarie affrontate e quelle da affrontare.

Per quanto riguarda il primo punto, invito tutti ad osservare la classifica senza le penalizzazioni per ottenere una scala di valori obiettiva, depurata da elementi esterni. Questa classifica ci dice che solo 5 squadre si trovano sotto al Messina e che la terz’ultima ha 4 punti, quindi il margine di vantaggio sulla zona retrocessione è di 5 punti.

Qui arriviamo al secondo punto, 5 punti sono un buon margine, bisogna però valutare attentamente i calendari delle concorrenti, onestamente fino ad ora il calendario del Messina è stato il più favorevole considerando il coefficiente di difficoltà, quindi è ragionevole presumere che la media punti del Messina potrebbe scendere e quella delle avversarie salire, e c’è anche da considerare il trend di risultati che indicano il Messina come la squadra più in difficoltà al momento.

Ed allora credo che la situazione sia molto più delicata di quello che vogliono farvi credere, la partita di domenica, malgrado siamo ancora nel primo quarto di campionato, è già decisiva almeno per guadagnare tempo fino a gennaio, perché la mia speranza è che finalmente quest’anno si provveda a rinforzare seriamente la squadra, anche se i primi segnali sono come sempre di segno opposto: per esempio si sarebbe potuto prendere subito ed a parametro zero (quindi con una spesa contenuta) Di Biagio, sarebbe stata una iniezione di esperienza e personalità ad un centrocampo perennemente in affanno, invece lo ha preso l’Ascoli, guarda caso un’avversaria diretta!

Meditate gente, meditate.

Cordialmente

Ultimogordon.

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L’INIZIO DELLA FINE

 I segnali sono chiari ed inequivocabili, ci siamo è l’inizio della fine, tutte le preoccupazioni, i dubbi, le perplessità, le paure, manifestate prima dell’inizio del campionato si stanno materializzando, a questo punto ci sono pochi dubbi: il promettente inizio è stato solo un bluff.

I drammatici limiti tecnici e tattici sono troppo evidenti per non essere visti anche dall’occhio del più ottimista tra i tifosi.

Passato l’orgoglio e il sentimento di rivalsa resta la pochezza di una squadra e soprattutto di una società che doveva dimostrare di meritare a pieno titolo la grazia ricevuta ed invece ha confermato di essere in Serie A solo per “sbaglio” e di militare in un campionato che non le compete.

D’altra parte una società, un gruppo di giocatori ed un allenatore, che fino allo scorso anno avevano messo in mostra solo errori e incapacità, non potevano tutt’insieme, all’improvviso, essere diventati bravi e capaci. Ci eravamo illusi, io per primo.

Tanto per essere chiari non vedo nessuna possibilità di salvezza.

In questo senso la partita con l’Empoli può essere considerata un ottimo termine di paragone: malgrado gli spaventosi limiti ci si era ritrovati per ben due volte in vantaggio, e non in una partita qualsiasi, in una di quelle cinque/sei partite che per una squadra come il Messina fanno la differenza tra salvarti o retrocedere, una squadra che dopo lo sciagurato campionato passato vuole fare di tutto per salvarsi, nelle condizioni in cui si era messa la partita, non deve farsi sfuggire la vittoria. Ed invece il pressappochismo e la disattenzione hanno fatto scaturire un pareggio che sa di sconfitta e nell’ultimo quarto d’ora ha assunto i connotati della resa. Gli errori commessi sono inammissibili e la difesa non può essere giustificata dalla totale inesistenza del centrocampo che la espone ad una pressione costante, perché per l’ennesima volta quest’anno l’avversario non c’entra, ci siamo fatti male da soli.

Il ripetersi puntuale di “amnesie” difensive mi induce a pensare che dopo il buon inizio anche la difesa si sta sfaldando e se ci mettiamo l’infortunio di Juliano che per quest’anno ormai potrà fare poco o nulla, la manifestata inconsistenza è praticamente una certezza. Se a questo aggiungiamo, anzi sottraiamo (perché non è mai esistito e mai esisterà con gli elementi disponibili) il centrocampo, se consideriamo che l’attacco ha vivacchiato sulla buona volontà di Riganò e su poco altro, se ci mettiamo che l’allenatore sta dimostrando i suoi limiti caratteriali e tecnici e che la società non esiste e nelle poche occasioni nelle quali ha goffamente cercato di dare un segno della sua presenza ha collezionato solo prove tangibili di incompetenza, il quadro è completo!

L’anno scorso abbiamo sperimentato che non criticare per evitare di sfasciare tutto non è stato producente, siamo scivolati verso il baratro nel fragoroso silenzio generale. E allora facciamo sentire tutti le nostre critiche anche pesanti, e cerchiamo nei limiti del possibile di far seguire alle parole i fatti concreti, tanto non c’è nulla da sfasciare e soprattutto non c’è mai stata la volontà di costruire, almeno cerchiamo di convogliare le nostre rabbie e le nostre frustrazioni per conseguire un risultato concreto che ci affranchi da questo vassallaggio.

Sappiamo tutti chi sono i maggiori responsabili della situazione in cui versa l’FC Messina e quindi occorre cominciare da loro: bisogna impedire che il consiglio comunale conceda a questi “signori” lo sfruttamento economico delle aree intorno al Sanfilippo e la trasformazione a fini commerciali del Celeste. Hanno un solo interesse, fare soldi, ed allora colpirli al portafoglio, dato che non hanno un cuore! Ritengo sia il modo più efficace per ripagare con la giusta moneta le umiliazioni che ci stanno costringendo a subire.

Cordialmente

Ultimogordon

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QUESTA E’ UNA SQUADRA?

Se vi sembra una domanda incomprensibile cercherò di spiegarvi il mio dubbio.

Si può vincere, si può perdere, qualche volta pareggiare, invece non è tollerabile che i singoli facciano quello che vogliono, semplicemente perché contraddicono in maniera tanto netta quanto elementare il concetto di squadra che non può e non deve diventare un caotico baraccone nel quale tutti fanno quello che gli passa per la testa, e siccome il calcio è un gioco di squadra chi si prende queste libertà è incompatibile con questo sport.

E’ utile sottolineare qui, per l’ennesima volta, che confusione, nervosismo, anarchia, che regnano in campo, sono figli della confusione, dell’approssimazione, dell’incompetenza fuori dal campo, questo per non dimenticare mai quali siano i reali problemi strutturali ed organizzativi di questa società e quindi per dare il giusto peso ai vari gradi di responsabilità. Voglio dire che senza una società non può esserci un progetto, e allora partendo da queste considerazioni si può cercare di inquadrare i comportamenti altrimenti ingiustificabili.

Avevo già manifestato dei dubbi sulla composizione e sulla qualità non solo tecnica ma anche caratteriale e comportamentale di tutte le componenti dell’FC Messina, alle prime puntuali avvisaglie di malesseri in campo e fuori avevo manifestato perplessità sugli atteggiamenti e soprattutto sul modo inadeguato di affrontarli, perché è bene che tutti abbiano ben chiaro che Siena è solo l’ultima tappa di un crescendo di orrori calcistici che questi baldi giovanotti ci hanno propinato: ricordate l’egoismo di De Vezze nel finale della partita con l’Udinese? io non ricordo sottolineature critiche per un gesto sintomatico inammissibile; ricordate le giustificazioni, invece della sacrosanta ramanzina che avrebbe meritato Parisi ad Ascoli?; e che dire della stupida espulsione di Juliano a Catania, … ah dimenticavo, <<l’arbitro, come ad Ascoli, è stato troppo severo>> (vero, giornalai della Gazzetta?); conseguenza diretta dei mancati provvedimenti nei confronti di De Vezze e compagnia è lo scollamento della partita con il Livorno, in questa occasione il caso più eclatante, ma non il solo, è Iliev, anche stavolta tutto normale, non è successo niente; e quindi si arriva all’apoteosi di Siena con l’irresponsabile comportamento di Cordova (che se non ha mai giocato in nessun posto malgrado le buone doti tecniche, qualche motivo ci sarà) e con il solito eccesso agonistico stupido di Coppola … si …però … <<gli arbitri ci devono venire incontro>> (???) (vero, Giordano?).

La verità è una sola i limiti di questo gruppo ci stanno presentando il conto.

Da qui in avanti dovremo abituarci alle giustificazioni di circostanza? Oppure ci verrà richiesto di fare quadrato attorno a questi giocatori, perché tanto ormai sono questi e li dobbiamo sostenere a prescindere da tutto? A me questo modo di (non) ragionare non sta bene, avevo concesso a questo gruppo la fiducia che per onestà intellettuale deve essere concessa a priori, anche se molte, anzi troppe, componenti dell’attuale Messina sono le stesse “artefici” della scorsa sciagurata stagione. La mia fiducia è finita, ci vorrà ben altro che qualche vittoria per convincermi che questi “signori” siano degni di rappresentarmi calcisticamente, perché le sconfitte si possono accettare, le reiterate minchiate in libertà NO!

A questo punto sarebbero indispensabili prese di posizione severe ed inflessibili, che sono sicuro non arriveranno, serietà, fermezza, rigore morale, capacità decisionale, lucidità di intenti, purtroppo non albergano in questi lidi.

Per rispondere alla domanda iniziale, io credo che questa non sia una squadra, è solamente il fedele risultato tecnico-morale-comportamentale che una società di inetti, una classe di giornalisti imbelli e una tifoseria troppo accondiscendente, ha voluto che fosse.

Cordialmente

Ultimogordon

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I COMPLIMENTI FANNO MALE

I troppi complimenti fanno male, questa settimana ho risentito nei commenti, nelle interviste, nelle trasmissioni sportive, un’eccessivo compiacimento per prestazioni inaspettate ma che dovrebbero essere considerate ampiamente normali per una squadra che in Serie A ci vuole restare.

Premettendo che una sconfitta, anche se maturata in modo incredibile, ci può stare e che, almeno per il momento, nulla cambia, diversi aspetti della partita contro il Livorno mi preoccupano per il futuro ed è bene affrontarli con franchezza oggi che la classifica è positiva, per fugare ogni tipo di equivoco e facili strumentalizzazioni future (errori della passata stagione da non ripetere).

Punto primo, le carenze strutturali di una squadra costruita per l’ennesima volta contando i pidocchi si sono viste tutte, il centrocampo schierato domenica non è frutto di un’emergenza sporadica dovuta ad un’evento di portata eccezionale: è normale avere un’infortunato, così come è normale avere uno squalificato, non è normale non avere a disposizione riserve plausibili da schierare, e siamo soltanto alla quinta giornata. Da questo punto di vista nessuna scusante nei confronti di questa società miserabile, talmente miope da non capire quanto sia importante disporre di giocatori di categoria (nessuno ha mai chiesto i fenomeni) in numero almeno sufficiente da garantire una formazione competitiva anche in caso di un’espulsione che si somma ad una squalifica (il Messina non è stato colpito da un’epidemia). Qui Giordano deve inventarsi qualcosa che faccia mantenere un equilibrio accettabile quando si comincia giustamente a rallentare i ritmi (vedi secondo tempo in balia degli avversari).

Punto secondo, avevo giustamente esaltato lo spirito combattivo e la fame di risultati dei nuovi che volevano mettersi in mostra e dei vecchi che volevano riscattare la sciagurata passata stagione, bene, LA FAME E’ GIA’ PASSATA!!! Comincio ad intravedere gli atteggiamenti da giocatori ormai “arrivati”, gli stessi atteggiamenti che lo scorso anno ci hanno fatto sprofondare. Sono emblematici i clamorosissimi errori in fase realizzativa, frutto a mio avviso della mancanza dell’indispensabile cattiveria agonistica che ti fa azzannare l’avversario alla gola alla prima occasione propizia (ed il Messina ne ha avute nove! e soprattutto con sei giocatori diversi), io non credo alla sfortuna ed alle partite “segnate” dal destino, io credo nella determinazione e nella massima concentrazione su ogni palla, senza la quale una squadra come il Messina  perde con chiunque.

Punto terzo, Giordano alla prima difficoltà ha cominciato a dare i numeri e questo non depone affatto bene nei suoi confronti, illogiche e cervellotiche tutte le sostituzioni e le scelte tattiche del secondo tempo (che peraltro rischiano di sfasciare gli equilibri dello spogliatoio), roba da approfondita analisi psichiatrica.

Bisogna darsi una regolata, i giornalisti devono smetterla con le sviolinate gratuite e le analisi tecniche mai critiche, i tifosi devono svegliarsi dal sogno, togliersi le fette di prosciutto dagli occhi e giudicare con severità le minchiate, siano commesse dai singoli, dall’intera squadra o dell’allenatore; per quanto riguarda la società sappiamo tutti cosa hanno combinato negli ultimi due anni, non c’è nulla da aggiungere, si deve essere contro e basta! A prescindere dai risultati che la squadra riuscirà ad ottenere. Il buonismo non ci farà salvare!

Se i giocatori recupereranno la fame di risultati e la voglia di dimostrare di essere degni di calcare un prato di Serie A, e se l’allenatore recupererà la lucidità (anche se mi rendo conto che il materiale umano a sua disposizione non consenta grandi scelte), allora questa sconfitta ci sarà servita tanto quanto le vittorie ed il pareggio di Catania.

Ed allora, dobbiamo assorbire questa delusione serenamente, non è la partita con il Livorno che fa aumentare o diminuire le possibilità di salvezza, a patto però che fin dalla prossima a Siena si riveda il killer istinct (in campo ed in panchina), l’unica componente che possa sopperire alle carenze strutturali e tecniche di questa squadra, altrimenti sarà dura!

Cordialmente

Ultimogordon

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IL VALORE DEL SAPER SOFFRIRE

Nel valore assoluto di vita, prima ancora che di sport, del saper soffrire sta tutta la differenza tra il Messina della scorsa stagione e quello di questo campionato, in questo senso la partita di Catania è l’esempio da manuale da utilizzare in aula per poter far comprendere, anche ad uno studente che non nutre alcun interesse verso il calcio, in maniera semplice, senza bisogno di ostici concetti filosofici, la preziosità del riuscire a superare le difficoltà attraverso la capacità di sopportare le sofferenze.

Questa è l’inestimabile eredità che ci lascia la partita del “Massimino”, un’esperienza che fortificherà ancora di più la squadra, perché la sofferenza unisce, rende solidali e tempra lo spirito per le avversità future, nel prosieguo del campionato conterà più del punto meritatamente conquistato e mi autorizza ad esprimere un cauto ottimismo per una salvezza che adesso comincio a considerare alla portata di questo gruppo.

La crescita agonistica è costante ed anche l’armonia dell’ambiente (certo favorita dai buoni risultati) permette ai giocatori schierati di rendere al meglio delle loro possibilità, manca sempre la personalità a centrocampo, ma si riesce a sopperire con la volontà ed il sacrificio. Quindi tutto sommato il primo mini bilancio è ampiamente positivo, anzi è oltre ogni più rosea aspettativa.

L’elemento più importante della partita di Catania è la grande reazione emotiva dopo l’inopinato ribaltamento del risultato, subito in superiorità numerica (in questi frangenti rivedo le ansie e le paure dello scorso torneo). Questa partita lo scorso anno l’avremmo persa, quest’anno la rabbia e la determinazione l’hanno “raddrizzata”, ed anzi se Juliano non si fosse fatto espellere con una ingenuità da principiante (non si va a protestare dopo aver commesso un fallo), si sarebbe potuto anche tentare il colpaccio, perché l’inerzia della partita era ormai evidentemente nelle mani dei Biancoscudati.

Comunque non c’è da rammaricarsi, anche perché finalmente Parisi ha fatto una prestazione dignitosa (avrei detto buona se avesse fatto l’elementare diagonale nel gol di Mascara), Rea si è confermato e Zanchi sta tornando ai suoi migliori livelli, non mi è dispiaciuto Iliev, e Cordova, pur restando per lunghi tratti fuori dalla partita, ha il merito di aver fatto un gran gol, per il gesto tecnico dell’impatto con la palla e soprattutto per il perfetto “movimento senza palla”.

Ma non bisogna adagiarsi, una nuova sfida si presenta a questo gruppo: riuscire a sopperire ai provvedimenti disciplinari che cominciano a penalizzare troppo severamente una squadra arcigna ma non cattiva. Con il Livorno mancheranno Coppola e soprattutto Juliano (uscito lui la retroguardia è andata più di una volta nel panico). Attendiamo fiduciosi le risposte che fino ad oggi questa squadra ha saputo dare sul campo, i proclami lasciamoli agli altri, noi ci accontentiamo delle soddisfazioni raggiunte attraverso il sudore e la sofferenza.

In conclusione mi piace sottolineare con molto orgoglio che gli pseudo tifosi catanesi non hanno perso occasione per ribadire ancora una volta il loro grado di inferiorità, purtroppo per loro la civiltà, la cultura e l’educazione non si possono acquistare nelle bancarelle dei mercatini (di cui sono grandi esperti) e neanche nei centri commerciali. D’altra parte la storia insegna: Messina si fregia del titolo imperiale di GRAN MIRCI, Catania può solo autoreferenziarsi con il titolo di città “spacchiusa”, e (come diceva il grande Peppino De Filippo) ho detto tutto…!

Cordialmente

Ultimogordon

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CONTAVA VINCERE

 Vittoria doveva essere e vittoria è stata, questa era LA partita da vincere, tutto il resto passava in secondo piano, la ferita del 30 aprile non si è ancora rimarginata, ma certo questi punti (di sutura) alleviano di molto le sofferenze. Quanto questa partita fosse importante per la città, per l’ambiente, lo sapevano benissimo i giocatori, che quindi sono entrati in campo con questo peso psicologico, in queste condizioni non è facile giocare con lucidità ed anche le cose più semplici sembrano maledettamente difficili, per questo motivo per una volta è giusto lasciare perdere la prestazione tecnica della squadra e gioire per un’importante vittoria. Ad onore del vero anche sui giocatori della Reggina grava l’enorme macigno della penalizzazione e quindi anche per loro non è facile giocarsi le partite, comunque a noi poco importa ed anzi, visto il campanilismo, è “doveroso” oltre che assai gradevole ricambiare i dispiaceri, le umiliazioni sportive, e dare un ulteriore “spintarella” verso l’inferno della Serie B, dove, a meno di clamorosi risultati a ripetizione, credo sia destinata ad andare la Reggina.

L’obiettivo più importante è stato centrato, ma pur avendo premesso che dopo questa “vendetta sportiva” non mi sento di muovere critiche non è possibile esimersi dal sottolineare che il centrocampo continua ad essere il punto debole della squadra, per troppo tempo si lascia l’iniziativa all’avversario che inevitabilmente tiene sotto pressione la difesa, quando si recupera palla la si getta via scriteriatamente consentendo una continuità di azione agli avversari che possono giocare palloni su palloni aumentando il rischio che nella confusione trovino la giocata giusta (per bravura o per fortuna). Da questo punto di vista Giordano deve decidersi a scegliere un assetto diverso che dia più consistenza al centrocampo, non credo ci si possa concedersi il lusso di tenere contemporaneamente in campo Cordova e Alvarez (tecnici e con degli spunti notevoli ma nell’economia di una intera partita poco “presenti” agonisticamente), gli altri due (Coppola e/o De Vezze e/o Masiello) vengono costantemente messi in mezzo e girano a vuoto rincorrendo gli avversari.

Le note positive ci sono e stanno permettendo questa partenza tanto redditizia quanto insperata, su tutte l’incredibile volontà di far bene, condita da tanto spirito di sacrificio, di Riganò. Devo fare pubblica ammenda e riconoscere di aver clamorosamente sbagliato la mia valutazione, nell’articolo dello scorso 3 agosto avevo definito il bomber eoliano << ex giocatore>>, chiedo scusa! E’ ancora un grande attaccante, con un grandissimo cuore, probabilmente non potrà mantenere questo rendimento mostruoso, va comunque benissimo, sono questi i giocatori che trascinano i compagni in campo ed i tifosi sugli spalti. Se continua così è l’Uomo della Provvidenza.

La Vecchia e Rea, concreti ed efficaci; il primo è un giocatore che ho sempre stimato e sul quale non avevo dubbi, mi ha sorpreso la capacità di adattamento al ruolo di terzino puro, in questo caso a chiedere scusa dovrebbe essere la premiata ditta di “fenomeni” Mutti (Gianni) & Fabiani (Pinotto) che gli hanno preferito prima Giampà e poi Rafael; Rea sta confermando le buone cose mostrate a Cesena, affiancato a giocatori di esperienza (Juliano) sembra essere affidabile.

Le note dolenti vengono, guarda caso, da alcuni volti noti della vecchia guardia, ma per stavolta ho deciso di essere buono e quindi niente critiche.

Godiamoci questi due giorni di gloria perché sabato si ricomincia e c’è un’altra partita molto “sentita”, questa volta ci presentiamo con la serenità di un’invidiabile classifica, la pressione è tutta sugli avversari, sotto l’Etna non hanno digerito gli ulteriori cinque schiaffi rimediati dai rosa-nero (e sono quindici in tre partite). Per questo motivo credo ci siano le premesse per far bene.

Cordialmente

Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

NON CI SIAMO

Non ci siamo, non mi è piaciuto affatto quello che ho visto perché ho avuto la spiacevole sensazione di rivedere il Messina dello scorso campionato. Molti di voi giudicheranno eccessive le mie critiche, pensando che comunque un pareggio fuori casa sia un risultato positivo, ma in questo momento che la classifica è molto fluida e “falsata” dalle penalizzazioni, peraltro non definitive, credo sia più importante e costruttivo giudicare la prestazione, e la prestazione è stata negativa.

Ma anche se volessimo giudicare la partita nell’ottica risultato, più che un pareggio guadagnato è una vittoria buttata via malamente, sarebbe stato importantissimo, se non decisivo, mettere sei punti di margine tra noi e l’Ascoli che sarà un avversario diretto per la salvezza, perché quest’anno dovrà faticare molto di più dell’anno scorso per ottenerla, ed invece la mancanza di un pizzico di cattiveria e soprattutto di personalità (al cospetto di un’avversaria in piena crisi) ha portato a dover essere quasi battuti da un’Ascoli modestissimo. Eppure è incredibile se si rivede la partita, Storari, a parte la solita stupidaggine che combina sempre (uscita a “farfalle” a metà primo tempo) è praticamente ingiudicabile perché la sua porta non ha mai corso seri pericoli, e questo per quanto paradossale possa sembrare non è un merito del Messina ma un ulteriore demerito di una squadra incapace di portare a casa una vittoria (forse eccessiva per quello che aveva espresso) ma che per come si erano messe le cose era doveroso portare a casa, ed in tutta onestà era una vittoria legittimata dalla assoluta inesistenza della squadra avversaria che poteva vantare solo un possesso di palla soverchiante favorito dalla mancanza di lucidità e personalità del centrocampo del Messina.

E’ mancata la diligenza e l’ordine nel difendere un risultato preziosissimo, troppe volte la retroguardia è sembrata in affanno, come nella scorsa partita il peggiore in campo è stato Parisi, il quale questa volta non si è limitato solo a lasciare un buco sulla fascia sinistra (Giampà a tratti sembrava un fuoriclasse) ma ha avuto la bella idea di lasciare i compagni in dieci uomini nel momento più delicato della partita! E non mi si venga a dire che l’arbitro sia stato troppo fiscale nei suoi confronti. L’unico aspetto positivo è che la prossima partita, il delicato derby con la Reggina, si accomoderà in tribuna dove finalmente non potrà fare danni.

Il centrocampo è la nota dolente, è il reparto che in prospettiva evidenzia la maggiori lacune, Coppola, De Vezze e Masiello hanno girato a vuoto, l’Ascoli in questo settore ha fatto quello che ha voluto ed è solo per la scarsa qualità dei singoli che ha creato praticamente zero pericoli, non certo per merito del centrocampo del Messina. Ed i problemi non sono solo quando la palla è dell’avversario, quando si deve costruire si fa una fatica incredibile, Cordova è stato evanescente e la poca mobilità dell’attacco non aiuta a sviluppare trame di gioco che possano impensierire la squadra avversaria. Un guizzo da grande attaccante aveva portato in vantaggio il Messina e bisogna anche sottolineare il grande spirito di sacrificio di Riganò (migliore in campo) che oltre al gran gol si è inventato difensore aggiunto. Ma purtroppo non è bastato.

Ed allora, bisogna ricominciare già da mercoledì sera a giocare a calcio, non voglio più vedere i giocatori del Messina buttare la palla avanti senza neanche guardare, la buona volontà sembra esserci ma bisogna condirla con la mentalità di giocarsi al meglio ogni singola palla. Nel primo tempo il Messina ha vivacchiato approfittando dell’inconsistenza dell’attacco avversario, nel secondo tempo, quando la partita si era messa nei binari ideali per vincerla, si è cominciato a non giocare più ed a limitarsi a buttare fuori area i palloni che venivano confusamente gettati nella mischia, ed infatti proprio da un batti e ribatti scaturito da una punizione al limite (evitabilissima) è scaturito il pareggio.

C’è subito l’occasione per riprendersi i punti persi, c’è una partita che deve essere il riscatto di questa mancata vittoria e soprattutto dell’umiliazione dello scorso anno, non si può e non si deve sbagliare!

Cordialmente

Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

BUONA LA PRIMA

La stagione è iniziata sotto i migliori auspici, vincere fa sempre bene, aiuta a rasserenare l’ambiente e dà fiducia ai giocatori, quindi va bene, l’importante è non esagerare con i toni trionfalistici, non bisogna mai perdere il costruttivo spirito critico che fa da sprone per migliorarsi sempre.

Il mio giudizio sulla partita del Messina è sostanzialmente positivo, a sprazzi ha anche mostrato azioni veloci e ficcanti, ma l’Udinese ha dato l’impressione di essere una squadra modesta (con le attenuanti delle assenze) e quindi è meglio essere prudenti ed aspettare avversari più probanti.

La vittoria inaspettata mi permette di stilare a cuor leggero il giudizio su Messina-Udinese, perché, è inutile nasconderlo, il giudizio è condizionato dal risultato.

Buona la tenuta complessiva della difesa, con qualche incertezza di Storari, positivo La Vecchia che merita un elogio per essersi disimpegnato dignitosamente in un ruolo non congeniale alle sue caratteristiche, sorprendente la sicurezza ritrovata al centro, Juliano ha dato esperienza e personalità e di questo ha beneficiato anche Zanchi, bisogna attendere prove più difficili però i segnali sono incoraggianti; male, molto male Parisi, peggiore in campo ha messo più volte in difficoltà i compagni, nullo in fase propositiva, passeggia invece di correre, un rischio enorme tenerlo in campo.

Il centrocampo a mio parere ha confermato la mancanza di personalità al cospetto di un centrocampo avversario formato da ragazzini ancora minorenni, però rispetto all’anno scorso la differenza c’è e si vede, quest’anno si corre, si lotta, si infastidisce l’avversario che così ha meno libertà di manovra, Masiello benino ma può dare di più, è da rivedere ma ha la giustificazione di una fastidiosa febbre che lo ha condizionato, positivo De Vezze tanta corsa ed una buona presenza agonistica, lo avrei giudicato migliore in campo se non avesse macchiato la prestazione dall’imperdonabile egoismo dimostrato nell’ultima azione della partita: bisogna servire sempre e comunque il compagno libero in condizione di fare gol comodamente, questa è una regola inderogabile nel calcio!, Coppola ha diligentemente svolto il suo compito, beccato dal pubblico ha mantenuto la concentrazione e soprattutto la calma; Cordova ha mostrato sprazzi di classe, il piede e la visione di gioco non si discutono peccato sia apatico per lunghi periodi, se riesce a dare continuità al gioco può diventare un fattore decisivo.

L’attacco è il reparto che mi ha convito di meno, Di Napoli ha giocato i primi venti minuti da fenomeno poi però è letteralmente scomparso, Riganò è un totem in mezzo al campo, non aiuta mai la manovra della squadra, però il mio giudizio è positivo considerati i due assist che sono due perle che avrebbero potuto e dovuto essere sfruttati meglio.

Una particolare nota di merito allo sfortunato Alvarez, imprendibile e decisivo nella manciata di minuti che la sfortuna gli ha concesso, l’impressione è che possa fare la fortuna del Messina.

Giordano non mi ha convinto, non approvo la scelta di lasciare Parisi in campo (e con lui il lato sinistro in balia degli avversari) era opportuno e necessario prendere provvedimenti, anche l’ingresso di Alvarez è stato tardivo, Riganò e Di Napoli non avevano più nulla da spendere.

In definitiva posso dire di aver visto un Messina migliore rispetto alle aspettative, al cospetto però di un’Udinese che mi ha convinto poco, comunque aldilà del valore degli avversari l’importante è vincere, e non è mai facile vincere in serie A, incameriamo i tre punti e cerchiamo di dare continuità ai risultati, domenica prossima c’è un’avversario sulla carta di livello più o meno pari al nostro, è un’occasione da non farsi sfuggire.

Prima di chiudere una nota di colore, ho notato la presenza sulla maglia dello sponsor principale, in mancanza di aziende disponibili ad affiancare il proprio nome a quello del Messina la proprietà ha deciso di mettere il nome di un’azienda di famiglia (non introitano soldi ma almeno scaricano l’IVA dalle tasse), speriamo che la squadra abbia maggior fortuna rispetto alla catena di alberghi che sponsorizza.

Cordialmente

Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

BUON CAMPIONATO

Dopo l’ennesima tribolata estate pallonara, eccoci giunti all’inizio della stagione calcistica 2006-2007. Finalmente si gioca, con qualche settimana di ritardo ma si gioca, e considerate le premesse con le quali si era inaugurata l’estate è un miracolo che oggi alle 18.00 verrà dato il calcio di inizio. Io, da ex appassionato di calcio, dopo aver definitivamente perso l’ingenua fiducia con la quale vedevo una partita di pallone, pensando fosse un gioco meraviglioso, mi avvicinerò ad una partita con l’occhio smaliziato e disilluso di chi sa di soffrire, gioire, incazzarsi, discutere, appassionarsi e magari litigare, per quello che ormai è solo un grande affare e che talvolta diventa un grande imbroglio.

Invece il tifoso italiano medio, sono certo, non potrà fare a meno del salvifico rito domenicale, e poi quello che sta per cominciare è il campionato di calcio che ha espresso (incredibilmente) la Nazionale Campione del Mondo, malgrado gli interessi, le ruberie, gli inciuci, i Moggi ed i Carraro.

Personalmente, come detto, seguirò le partite senza quel coinvolgimento che era l’essenza del fascino del calcio, forse questo mi aiuterà ad assorbire con meno amarezza le delusioni che anche quest’anno si prospettano per noi tifosi del Messina. Intendiamoci, io per primo sarò felice di sbagliarmi, ed in tal caso non faticherò ad ammettere i miei errori di valutazione, tuttavia considerato che nel calcio non si inventa nulla ed i risultati arrivano dalla programmazione e dagli investimenti, non credo ci siano margini per essere ottimisti.

Domani si comincia, e si comincia con l’Udinese, un discreto banco di prova per testare la consistenza della squadra. Ci sono già problemi di formazione prima ancora di iniziare il campionato, sembra incredibile ma a Messina da quando c’è Franza siamo abituati all’incredibile, siamo assuefatti alle scuse buone per giustificare l’incapacità che sa tanto di smobilitazione. Comunque, Bruno Giordano è costretto da subito a compiere scelte obbligate e questo la dice lunga sulla composizione sia numerica che qualitativa di una squadra che dovrà affrontare avversari agguerriti e ben preparati.

Ricordate i discorsi dello scorso inizio di campionato? Io si, e sono gli stessi di quest’anno: ormai fino a gennaio bisognerà limitare i danni con questa rosa!!!

Ed eccola la rosa: La difesa non ha praticamente alternative e solo a leggere lo schieramento dei presunti titolari mi vengono i brividi, senza contare le inevitabili squalifiche e i possibili infortuni che non consentiranno di schierare il numero minimo di difensori tra campo e panchina (non sto parlando di qualità ma di quantità), masochismo assoluto!;

Il centrocampo non ha ancora trovato un assetto e comunque manca di solidità e personalità, caratteristiche indispensabili (che non si inventano) ed imprescindibili per il centrocampo di una squadra di serie A;

L’attacco, come la difesa, è già in emergenza, due giocatori disponibili, probabilmente entrambi in campo, senza possibilità di variare o inserire nel corso della partita “forze fresche”.

Queste sono le premesse, bisogna però aspettare, ed io aspetterò i risultati del campo, sono curioso di  vedere se la “vecchia guardia” metterà in atto i propositi di riscatto, sono curioso di vedere se i nuovi acquisti sapranno rivalutarsi dopo le deludenti stagioni passate (a parole sono tutti bellicosi), sono curioso di vedere se Bruno Giordano riuscirà a dimostrare di essere un allenatore (per ora è solo un’ex grande giocatore), sono curioso di vedere la risposta del pubblico e dei giornalisti alle prime difficoltà.

Le prossime settimane ci diranno che campionato ci aspetta, io sarò qui a criticare, o (speriamo) ad elogiare le gesta della nostra squadra, però disertando rigorosamente lo stadio e portando avanti in maniera coerente (aldilà dei risultati) la protesta nei confronti della società che, a mio avviso, non ha mostrato alcuna volontà di “riavvicinamento” alla città e ai tifosi.

Intanto prendo atto che la campagna abbonamenti sta facendo registrare cifre strabilianti, considerati i problemi economici delle famiglie italiane (ed ancor più delle famiglie messinesi) e soprattutto considerato il comportamento della società in sede di calciomercato. Evidentemente il mio modo di vedere le cose, che riteneva indispensabile penalizzare pesantemente questa proprietà in sede di sottoscrizione delle tessere di abbonamento, non fa molta presa nelle coscienze dei messinesi.

Ed allora ai tanti ottimisti, disposti a perdonare qualsiasi malefatta dei Franza, ed anche ai pessimisti … Buon Campionato a tutti!

Cordialmente

Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

LE VACANZE SONO FINITE

Le vacanze sono finite, dopo due settimane dedicate a soddisfare la mia grande passione per i viaggi  si torna a lavorare, si torna agli impegni ed agli affanni quotidiani.

Torno volentieri a curare questo appuntamento settimanale, a discutere sulle preoccupazioni per il futuro calcistico della nostra squadra del cuore.

In questo periodo nel quale non ho volutamente seguito le vicende calcistiche, mi sono depurato delle scorie dovute alle innumerevoli delusioni accumulate nell’ultima sciagurata annata e considerato come sono andate le cose nelle ultime settimane, mi sono risparmiato quest’ulteriore razione di bugie e illusioni propinate alla tifoseria.

Prima di partire avevo lasciato la squadra in bilico tra la Serie A e la Serie B, ora è ufficiale: sarà Serie A. Qui finiscono le buone notizie!

L’organico, se possibile, è stato ulteriormente indebolito, inviterei tutti a non farsi ingannare dai risultati della Coppa Italia, che hanno anzi evidenziato le spaventose carenze della difesa e l’assoluta dipendenza in attacco dal rendimento del mutevole estro di Iliev.

Gioco: poco e confuso;

Personalità: zero;

Diligenza tattica: approssimativa.

La campagna abbonamenti ha registrato un sorprendente successo, avete letto bene, ho detto successo. Considero infatti le quasi 2000 tessere (sottoscritte a vario titolo) una quota esagerata rispetto ai meriti della società, sicuramente in qualsiasi altra piazza una simile gestione societaria sarebbe stata “premiata” con una sottoscrizione di tessere vicina allo zero! Ma si sa, noi messinesi, tra tanti difetti, ci distinguiamo per la generosità e la magnanimità.

A questo proposito devo registrare con profondo rammarico la marcia indietro di Corona, che ha deciso di rinnovare la collaborazione tra Confcommercio e Messina Calcio. Avevo accolto con grande soddisfazione la presa di distanza di una categoria che aveva sposato un progetto sulla carta ambizioso ma che era stato mortificato dalle decisioni sconcertanti della proprietà, evidentemente Franza è riuscito ad abbindolare per l’ennesima volta il credulone Corona che, preso dal grande entusiasmo ed armato delle migliori intenzioni, non fa certo un gran servizio alle aziende che rappresenta, sponsorizzando di fatto un’impresa perdente.

Bene fanno i pochi (purtroppo) consiglieri comunali che chiedono conto alla società sull’operato per garantire, se non la categoria, almeno la dignità, al fronte di generose convenzioni accordate alla società in cambio di promesse di gestioni ambiziose (a parole).

Ma come dicevo le vacanze sono finite ed adesso i nodi verranno inevitabilmente al pettine, la squadra non garantisce assolutamente un rendimento che possa far prevedere una salvezza, malgrado ci siano diverse squadre che partono con handicap più o meno pesanti, questo aumenterà il rammarico per una più che probabile ulteriore retrocessione.

Una clamorosa occasione di riscatto era stata concessa a Franza ed ai suoi Consigliori da un’evento imprevedibile di portata storica: la Juventus in Serie B! Ma non è bastato a far rivedere i progetti dei meschini affaristi.

Anche la commovente presenza di quasi 10.000 spettatori (sotto la pioggia) per la partita di Coppa Italia con la Lazio, è il chiaro segnale che la gente era disposta a sostenere in buon numero la squadra e che sarebbero bastati pochi acquisti di categoria per ricucire il rapporto con la tifoseria. Ora a campagna acquisti chiusa quanti di voi sarebbero pronti a scommettere sulla salvezza? Io no!

Sono sfiduciato e deluso, anzi sono proprio incazzato.

Cordialmente

Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

IL DELITTO (QUASI) PERFETTO


(racconto semi-serio, di una torrida notte di mezz'estate)

Il tempo è scaduto e sono pronto.
Negli ultimi giorni la situazione si era fatta insostenibile e non mi ha lasciato scelta. Del resto non è da ora che preparo questo momento, né che ne covo le motivazioni, anzi forse in tutta la mia vita non sono mai stato capace di tanta metodicità e lucidità quanto quella con cui l'ho studiato e programmato. Indubbiamente ho acquisito freddezza con l'età, di pari passo con la perdita delle illusioni e della fiducia, si intende fiducia in me stesso oltre che nel prossimo. In questo sgretolamento delle certezze giovanili sono stato molto aiutato, se non addirittura sospinto, da alcune circostanze ostili alle quali non sono estraneo io stesso, errori di giudizio e di comportamento che ritengo tuttavia di avere pagato puntualmente e in svariate e logoranti forme.
Dall'espiazione, da una quotidiana espiazione, ho invece finora escluso le persone che ritengo corresponsabili del crimine di avermi rovinato l'esistenza. Una parte di me ha conservato troppo a lungo una quota di sentimentalismo morboso che ha risparmiato a  costoro di diventare oggetto e vittime della mia sentenza. Che è una sentenza capitale, come ormai ho inesorabilmente stabilito. Ma ora il tempo è scaduto e non patteggerò più.
Nelle ultime ore li ho spiati compiere con patetica serenità i loro gesti quotidiani: passare dal centro estetico (una ritoccatina fa sempre bene), ricontare tutti i soldi (non si sa mai), telefonare (a Lucianone), ignari che entro stasera tutto sarà finito, che usciranno per sempre dalla vita.
Ho pensato a tutto. L'arma è qui sul mio tavolo, l'ho già estratta dal cassetto e posata sul punto esatto della scrivania da dove mi sarà immediato impugnarla con un movimento il più possibile fluido e privo di incertezze.
E' carica, oltre che lubrificata e collaudata. Mi sono addestrato al suo peso e alla sua temperatura, così da abituarmi a considerarla a tutti gli effetti una parte viva di me quando la mia mano la userà allo scopo per il quale è fatta: uccidere, uccidere velocemente e con un colpo solo perfettamente centrato.
Non avrò una seconda possibilità, dovrò chiudere la pratica al primo tentativo, altrimenti sarà inevitabile che qualcuno intervenga per mandare tutto all'aria. E non posso permettermi di arrivare così vicino alla soluzione di tutti i miei mali e trovarmi invece a esservi ricatapultato dentro, con tutte le rincresciosissime conseguenze che è ovvio supporre.
Il piano è "agire in silenzio". Né minacce né accuse né spiegazioni. Non si accorgeranno di niente. Non so cosa vi sia al di là, e per quel che riguarda me non ho alcuna curiosità né paura; credo però che la morte sia tutt'altra dimensione da quella con cui ci tengono in soggezione i preti, credo sia semplicemente, e molto più spaventosamente, la forma più totale e disperante di abbandono, la perdita definitiva dei punti di riferimento, la privazione irreversibile di una realtà nota e familiare.
Tra poco, tre colpi diabolicamente precisi porranno fine definitivamente alla mia coesistenza coatta con coloro cui attribuisco una parte imperdonabile della colpa di essere irrimediabilmente infelice.
L'unica cosa di cui sono certo ormai da tempo è che senza di loro starei, e starò, molto meglio. Mi concedo ancora alcuni minuti, gli ultimi, per distruggere in tutta serenità le prove scritte del  tormento che mi ha portato a questa risoluzione così drastica: il romanzo che riporta il diario delle mie sventure non dovrà sopravvivere a un gesto tanto definitivo, dato che sarà l'espiazione finale cui mi accingo a cancellarle materialmente perfino dal mio ricordo.
BANG!  BANG!  BANG!  Tre colpi precisi, uno per ogn'uno, senza esitazioni, proprio come avevo sempre sognato. e mi sono svegliato sul più bello!!!
P.S. Ogni riferimento a personaggi a noi molto noti è puramente voluto.
DAI UNA MANO ANCHE TU, NON ABBONARTI!

 

Cordialmente
Ultimogordon

L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON

QUESTIONE DI CUORE ?!?!

Finalmente sono stati resi noti i termini che caratterizzano la campagna abbonamenti per la stagione 2006-07, attendevo con ansia questo momento perché la risposta che daranno i tifosi deciderà una parte consistente del futuro a breve-medio periodo del calcio a Messina.

Noi tifosi siamo chiamati finalmente ad esprimere il nostro giudizio, perché l’abbonamento è certamente il “mezzo” più potente, se non l’unico, attraverso il quale il tifoso può e “deve” esprimere il proprio gradimento o dissenso. Equivale al diritto di voto, qui ovviamente non si elegge il proprio rappresentante politico, però si può dare un segnale inequivocabile alla società, particolarmente a questa società che ha dimostrato di pensare solo ai soldi.

Qui, quindi, più che una questione di cuore è una questione di testa, in particolar modo di intelligenza: attraverso l’abbonamento una società sportiva chiede ai propri tifosi un credito sulla fiducia, cioè si chiede di pagare in anticipo, presupponendo una piena fiducia da parte dell’abbonato dell’uso che verrà fatto dei propri soldi, e mi sentirei di aggiungere anche della serietà della proprietà. Bene, se c’è anche una sola persona che a Messina, nella piena facoltà di intendere e di volere, sia disponibile a dare fiducia a questa banda di lestofanti allora ci meritiamo la società che abbiamo.

E’ il momento in cui bisogna schierarsi, non si può stare in mezzo al guado: o si è a favore della società, e quindi implicitamente se ne approva l’operato, oppure si è contro e quindi se ne contesta l’operato.

Conoscete tutti la mia posizione, quindi è superfluo sottolineare che avrei criticato aspramente anche una campagna abbonamenti “risarcitoria”, cioè una campagna con prezzi puramente simbolici tendenti ad un duplice intento: farsi perdonare le innumerevoli mascalzonate e risarcire economicamente i vecchi abbonati che, di fatto, hanno speso molto di più di chi ha acquistato il biglietto al botteghino, senza contare lo spettacolo indecoroso al quale hanno assistito pagando in anticipo! Comunque, tanto per non smentirsi e per ribadire ancora una volta il loro grado di meschinità i Franza, facendo onore al loro blasone, hanno confezionando una campagna abbonamenti scandalosa.

A parte i prezzi già sproporzionati in caso di conferma della serie B (sui quali non vale la pena soffermarsi nel dettaglio) e le consuete cervellotiche modalità di sconti e agevolazioni, il capolavoro vero sono le 3 (dico, tre!) giornate di non validità dell’abbonamento in caso di riammissione in serie A, cioè equivale a dire: le sedici partite più scarse me le paghi prima e poi decido se sia il caso di mettere il biglietto a 2 euro, le tre partite più importanti (ovvero proprio quelle che spingono ad abbonarsi) mi riservo di fartele pagare extra.

Vogliono un “extra” per una eventuale serie A che non gli costerà nulla e per la quale non hanno nessun merito da farsi pagare, anzi...!!!

Ma non vorrei tralasciare di commentare altre “chicche”, per dimostrare con i fatti che non sono prevenuto nei confronti di questi “signori”, ma che proprio i fatti incontrovertibili dimostrano quanti siano indegni di rappresentarci.

- Le stupide bizzarrie del “pacchetto famiglia”, dove si prevede quale sconto un abbonamento… che però sarà obbligatoriamente di Tribuna C ed in un settore scelto dalla società! Ma che significa? Che le famiglie dovranno essere concentrate nella “Riserva” come gli Indiani e i fruitori dell’abbonamento gratuito (quindi nella mente dei pidocchiosi Franza da evitare come la peste) confinati in un campo di concentramento per  non paganti????

- Il vergognoso sconto del 10% ai vecchi abbonati! Poco più di un’elemosina per premiare i “fessi” che li hanno foraggiati l’anno scorso ed hanno subito, oltre al danno delle sconcertanti prestazioni, la beffa dell’immobilità della società mentre tutto crollava e, quale estremo sfregio, l’insulto di vedere i biglietti a 2 euro!

- Gli sconti previsti per i possessori della “Mondomessina Gold Card”, soldi che risparmi da una parte ma che spendi da un’altra, perché si guardano bene dallo spiegare che i vantaggi sono dubbi ma i costi della “carta” sono certi, infatti essendo legata alla società di crediti AGOS, è l’equivalente di  una carta di credito con un canone mensile o comunque una spesa annuale.

- La cattiveria gratuita di non dare la possibilità ai portatori di handicap di poter esercitare il diritto di prelazione.

Bravi! Complimenti! Non c’è che dire, solo un Franza poteva concepire una campagna abbonamenti con queste caratteristiche e bisogna essere dei coglioni per aderirvi.

E allora che nessuno si abboni, che restino a meditare nel fragoroso silenzio di un San Filippo vuoto, e ci facciano il favore di andarsene, io, e credo molti altri, siamo disponibili a pagare, ma non gli abbonamenti, piuttosto una sorta di  “riscatto” per liberarci definitivamente della loro sgradita presenza.

DAI UNA MANO ANCHE TU, NON ABBONARTI!

P.S.

A tutti coloro che sostengono che bisogna abbonarsi per la “maglia” dico:

1) la “maglia”, intesa come uomini che dovrebbero avere un minimo di orgoglio nel vestire una casacca piuttosto che un’altra, è ormai un concetto romantico superato dalla fredda, crudele realtà, fatta di mercenari e corrotti;

2) per quanto detto al punto 1 , ma non solo per quello, una squadra si riconosce e si caratterizza per la credibilità, la serietà, l’attaccamento e quindi il rispetto verso i tifosi, da parte della società non dei giocatori c