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BINARIO MORTO
Un’altra stagione con l’unica umiliante certezza di
dover continuare a collezionare figuracce al cospetto di realtà
calcistiche dilettantistiche, e quel che è peggio l’A.C.R. ha finora
dimostrato di non meritare neanche la quinta categoria!
D'altronde la società calcistica è lo specchio fedele del
disfacimento della città.
E’ tale la pochezza da non esserci argomenti tecnici sui quali
discutere, quindi è meglio arrivare subito al nocciolo della
questione senza perdersi in inutili giri di parole: questa società
ha fallito miseramente tutti i confusi obiettivi che si era posta.
L’onestà intellettuale, che rivendico con orgogliosa presunzione,
imponeva la verifica del campo prima di poter emettere giudizi
definitivi, malgrado le premesse lasciassero pochi dubbi su come
sarebbe andata a finire.
Cosa si poteva aspettare da una società che invece di concentrarsi
su proposte serie ha sprecato tempo ed energie nel ridicolo nonsenso
di una campagna abbonamenti che nella migliore delle ipotesi avrebbe
potuto fruttare poche decine di tessere?
Cosa si poteva aspettare da questa proprietà poco limpida, dentro e
attorno la quale gravitano personaggi equivoci dalle intenzioni
tutt’altro che chiare?
Cosa si poteva aspettare da questa ondivaga “corte dei miracoli” in
cui si susseguono vorticose nomine e revoche, ma a cui mancano i
fondamenti di credibilità e serietà?
Insomma ormai è chiaro a tutti il comportamento schizofrenico di
questi dirigenti che finora hanno continuato a rinnegare se stessi
con spudorata disinvoltura.
Tutto questo ha inevitabilmente portato all’allestimento di una
squadra raffazzonata, malgrado il ritorno di qualche “vecchia
gloria” e soprattutto è stato inspiegabilmente scelto uno staff
tecnico palesemente impreparato e dalle modestissime qualità
professionali.
La cosa che però mi ha amareggiato, anzi mi ha addirittura
infastidito è l’inaccettabile repentina inversione totale di rotta
di politici, giornalisti e ultras, ai quali va il mio più sprezzante
biasimo, fedeli alle loro poco edificanti tradizioni sono passati
con vergognosa agilità dall’aperta contestazione all’appoggio troppo
acritico di questa nuova A.C.R..
Evidentemente si trattava delle solite inconcludenti manfrine e se è
stato sufficiente riesumare qualche idolo di un recente passato per
riaccendere incauti ed esagerati consensi, ci meritiamo la
situazione in cui ci hanno precipitati.
A coloro che considerano la mia dura disapprovazione soltanto
preconcetto spirito critico, dico: come capitato in un passato
troppo recente per essere già dimenticato, mi sembra di scorgere
tutti i segni premonitori di aver imboccato un’altro binario morto,
e l’unica strada per uscire da un binario morto è quella di
invertire la rotta il più presto possibile ed imboccare la via
corretta, questo però presuppone spirito critico, onestà di intenti
e lucidità di intelletti, cose che (come l’evidenza dei fatti ha
finora dimostrato) sono mancate in passato e nonostante il recente
disastro mi sembra manchino ancora.
In conclusione mi piacerebbe che fosse chiaro a tutto l’ambiente che
non potrà certo essere qualche sporadica vittoria a rimettere in
pari i conti con il passato, nessun credito in questo senso è più
concesso a nessuno, men che meno a questi nuovi “padroni del
vapore”, anzi è bene che sappiano fin da subito che anche un assai
improbabile promozione nella quarta serie calcistica, se non
accompagnata da una concreta progettazione a lungo termine seria e
ambiziosissima, potrà far cambiare il mio giudizio al momento
totalmente negativo sulla nuova società.
Ultimogordon |
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REALTA’ VIRTUALE
Benvenuti nella nuova
frontiera del calcio, dopo l’ormai vecchio fantacalcio e le obsolete
consolle con videogiochi in 3D, ecco a voi il calcio integralmente
virtuale.
Tutto è stato immaginato e realizzato con sorprendente meticolosa
vacuità, un innegabile trionfo del Nulla, nella sua più fulgida
rappresentazione.
Virtuale la società, virtuale la squadra, virtuali i programmi,
virtuali i proclami, virtuali le conferenze stampa, virtuali gli
euro, insomma abbiamo assistito al classico numero dei migliori
illusionisti: la sparizione di cose e persone. Peccato che i veri
illusionisti siano poi in grado di fare riapparire le suddette cose
e persone, tra lo stupore e l’ammirazione delle platee.
D'altronde era francamente irragionevole aspettarsi di vedere nelle
vesti di un elegante illusionista il pecoreccio Di Lullo, per lui è
molto più calzante il ruolo di accattone o al massimo di
imbroglione.
Per non parlare dell’entourage di cui il nostro pseudo imprenditore
ama circondarsi, un’appendice degna del medesimo comprendente il
campionario completo dei fenomeni da baraccone, dalla donna cannone
ai pagliacci.
Certo era impossibile superare in peggio la precedente disastrosa
proprietà, ma bisogna riconoscere che quest’accozzaglia di cialtroni
ha messo in gioco le migliori risorse, ottenendo comunque risultati
eccezionali da annoverare nel bestiario dell’umanità.
Ai ciarlatani che allegramente hanno allestito questo
raccapricciante spettacolo non rimane altro che brevettare il
prodotto, potrebbero ricavarci qualche euro riciclandolo come trama
per un prossimo reality show che superi in squallore i tanti già
propinati ai telespettatori beoti.
Per quanto riguarda tifosi, giornalisti e politici, essendosi
dimostrati essi stessi molto virtuali (peraltro in tempi meno
travagliati), si sono calati perfettamente in questa grande
illusione.
Già con la precedente funerea proprietà avevano ampiamente
dimostrato la loro inconsistenza, inutile dare loro importanza e
ruoli che non sono in grado di sostenere.
E allora chi vuol esser lieto sia, per gli sportivi messinesi è
stata preparata una succulenta annata calcistica, si prevedono
grandi spettacoli e grandi soddisfazioni: una bella squadra
virtuale, con partite virtuali, risultati virtuali, commenti e
interviste virtuali.
Anche le righe che state leggendo sono virtuali, perché l’oggetto
della discussione non esiste.
Continueremo avanti così, fino a quando ci renderemo conto di avere
superato il limite tollerabile del ridicolo e che forse, prima di
arrivare alla demenza, sia arrivato il momento di smetterla di farci
del male.
Ultimogordon |
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FINITA PRIMA DI COMINCIARE
Dopo il passaggio di
proprietà della principale (si fa per dire) squadra calcistica
cittadina, cominciata con la modifica della ragione sociale
riportante un acronimo caro alle memorie dei tifosi, molte speranze
si erano riaccese nei cuori. Sembrava finalmente finita la parabola
discendente e convinti di avere toccato il fondo ci si preparava
fiduciosamente ad una auspicabile veloce risalita.
Purtroppo si trattava di ennesime vacue illusioni, le avverse
circostanze non sono ancora finite.
E se la precedente gestione rimarrà negli annali insuperabile in
negativo, avendo commesso tutti i peggiori crimini umanamente e
sportivamente immaginabili, dal canto loro i nuovi padroni sembrano
esserne i degni eredi avendo cominciato come peggio non potevano.
Svanite da subito le buone intenzioni verbali, sono stati capaci in
pochi mesi di gestione strampalata a far tramontare le speranze,
alienandosi immediatamente (e forse definitivamente) la fiducia e il
credito popolare con i quali erano stati accolti.
Addirittura gli scriteriati atti concreti finora portati a
compimento fanno temere il peggio, o nella migliore delle ipotesi,
di avere mal riposto speranze e aspettative.
Soffermandosi a riflettere si rimane frastornati e increduli nel
constatare l’infinita sequela di circostanze negative che si stanno
susseguendo, ogni qual volta sembra materializzarsi all’orizzonte
qualche flebile speranza di rinascita, la situazione invece di
migliorare peggiora ulteriormente.
Sembra non ci sia via d’uscita. Fin dal momento in cui Aliotta
dovette lasciare per insormontabili difficoltà economiche, affidando
il futuro della squadra a razziatori senza scrupoli, la sorte cui
era destinata la società calcistica è stata irrimediabilmente
segnata.
Le malefiche figure che nel frattempo hanno svolto spensieratamente
il ruolo di carnefici, hanno solo fatto l’unica cosa che sono capaci
di fare: devastare e arraffare.
Ormai è chiaro, la città è incapace di proporre figure minimamente
credibili e nel calcio moderno sono poche le speranze di trovare
altrove quel che non si riesce a trovare in casa propria, bisogna
affidarsi (quando va bene) a mercenari senza scrupoli a cui, non
avendo legami e radici, non importa il fondamentale aspetto
affettivo, ma soltanto il tornaconto economico personale.
Insomma non è il maligno destino ad aver azzerato il calcio a
Messina, piuttosto è stato, ed è, l’elementare mancanza di amore e
di senso di appartenenza verso la propria città di quei cittadini in
grado economicamente di rilevare la gestione societaria, questa è la
reale causa generante l’inarrestabile declino.
Prevedo un penoso destino per la nuova ACR (Associazione Calcio
Rinascita), una creatura nata morta a cui è stato imposto il nome
più beffardo.
Inutile a questo punto opporsi con scorciatoie ed escamotage. Il
destino che deve compiersi, si compia, e facciamola finita!
Ultimogordon |
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POTEVANO STUPIRCI CON EFFETTI SPECIALI
…
Potevano stupirci con effetti speciali, assuefatti come siamo alla
catastrofe sarebbe bastato poco, invece continuano a scioccarci con
l’ambigua, insulsa, quotidianità.
Il caos magno (non mi stanco mai di ripetere provocato dalla
negligente e cialtrona gestione Franza) continua ed anzi si accresce
rappresentando al momento l’unica amarissima certezza:
all’inammissibile di questa romanzesca tragicommedia sembra non
esserci mai fine.
Tra illusionisti, saltimbanchi, giocatori di “tre carte”, curatori
che curano poco e male, falliti che non falliscono, giudici che non
giudicano, acquirenti disorientati che si nascondono, chi ha
commesso e continua a commette ruberie e nefandezze, approfittando
del fondamentale aiuto di inetti e meschini lacchè, è riuscito a
raggiungere il suo scopo: non fare capire più una minchia a nessuno.
E quindi, liberi tutti!
Finale prevedibile in questa città governata dall’autodistruzione,
dove l’impunità si è istituzionalizzata a tal punto che non importa
salvare neanche le apparenze.
Comunque sia, restano i cocci e nessuno viene chiamato a pagare i
danni cagionati, anzi tanto più sono insensati e irragionevoli gli
atti compiuti da coloro che contribuiscono al disfacimento, maggiore
sarà la considerazione ed il prestigio di cui godranno negli
incancreniti salotti, tra i paludati velluti dei quali proliferano i
comitati d’affari.
Intanto la città sprofonda ed ovviamente assieme ad essa la squadra.
Nel pieno della baraonda di questo circo la nuova proprietà, accolta
con (eccessive) speranze ed entusiasmo, sta disorientando anche i
più accaniti ottimisti e pur avendo l’attenuante di operare in un
contesto tutt’altro che favorevole, non sta certo brillando per
spirito di iniziativa, anzi ogni qual volta si presenta
pubblicamente peggiora la propria immagine e la propria credibilità.
Sembra un dèjà-vu, sta succedendo esattamente quello che non avrebbe
dovuto succedere: tante chiacchiere, pochi fatti. Il nuovo come il
vecchio, uniformato e appiattito nell’ambigua e negligente
noncuranza che ha distrutto il calcio cittadino.
Eliminare la precarietà permanente, questo era il primo obiettivo
(già miseramente fallito) che avrebbe dovuto perseguire la nuova
proprietà. Finora invece impera il pressappochismo, l’inconsistenza
ed anche la poca limpidezza, esplosa clamorosamente nell’ultima
conferenza stampa (trasformatasi in una indecente cagnara).
Impossibile avventurarsi in previsioni sul futuro della nuova “ACR”,
troppo azzardato prevedere cosa succederà la prossima settimana,
figuriamoci prevedere cosa potrà accadere nei prossimi mesi, per non
parlare nei prossimi anni. Le premesse sono senza dubbio
preoccupanti.
Il problema principale della squadra di calcio è esattamente lo
stesso problema che tiene in scacco l’intera comunità, non ha
nessuna importanza mantenere la categoria (peraltro,
dilettantistica) se poi non si riesce a dare segnali inequivocabili
che indichino la ferma intenzione di liberarsi di un passato fatto
di furbi e furbastri, annidati anche nei posti più insospettabili.
Eppure sarebbe bastato poco. Pochi e accurati comportamenti chiari e
lineari.
Potevano stupirci con effetti speciali …
Ultimogordon |
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FACILI ENTUSIASMI
E ora, cosa succederà?
Quali sono le prospettive future, che è lecito attendersi da questa
nuova proprietà?
Prima di tutto bisogna chiarire fino a che punto sia cambiato
l’assetto proprietario. Bisogna sgombrare il campo su questo
fondamentale punto, molte persone confondono, comprensibilmente, i
contorni reali della singolare vicenda fallimentare.
Rispetto a tutti i precedenti casi analoghi che la casistica ci
mette a disposizione, in questo caso non si tratta del passaggio in
blocco della proprietà di una società sportiva, bensì soltanto la
cessione di un ramo d’azienda (nel caso specifico il ramo sportivo)
della società “Football Club Messina”.
Per essere più chiari, la società “Football Club Messina” rimane
saldamente di proprietà del Gruppo Franza, ad eccezione del “ramo
sportivo” della suddetta, artificiosamente creato dalla curatela
fallimentare e scisso dalla società madre per poter essere offerto
ad eventuali acquirenti.
A mio modesto avviso è piuttosto evidente che chiunque abbia deciso
di acquistare il “ramo” non sia nelle condizioni di stabilire con
certezza cosa abbia effettivamente comprato e quindi non è da
escludere al 100% che possano insorgere inaspettate sorprese.
Tralasciando questo aspetto, che comunque era doveroso ribadire come
premessa di qualsiasi ragionamento in prospettiva, e dando per
scontato che tutto finisca per il meglio, cioè che tutti i debiti
debbano effettivamente essere onorati da chi quei debiti li ha
fraudolentemente creati (quindi dal Gruppo Franza), la domanda più
ovvia riguarda le prospettive future che l’acquirente ha intenzione
di proporre alla città e soprattutto la disponibilità economica
garantita per tentare di tramutare le buone intenzioni in fatti
concreti.
Una proprietà seria e lungimirante, degna di rappresentare il
blasone e l’entusiasmo tradito delle moltitudini di sportivi, non
deve illudere con promesse utopistiche ma neanche mantenere un
profilo troppo basso. L’obiettivo minimo deve essere il
raggiungimento della Serie B in un arco di tempo brevissimo.
Intanto bisogna cercare di vincere le restanti partite e nella
peggiore delle ipotesi essere pronti ad affrontare i play-out con
una squadra che deve salvarsi a qualsiasi costo (sbagliato parlare
in questo momento di assai ipotetici ripescaggi!). Passo successivo
deve essere la costruzione di una supercorazzata che domini a mani
basse il prossimo campionato di CND e sia già pronta ad affrontare
un campionato di vertice in Seconda Divisione, insomma una squadra
che con opportuni aggiustamenti possa vincere facilmente anche
questo campionato.
La perentoria scalata in Prima Divisione è fondamentale per ridare
entusiasmo alla piazza e credibilità alla nuova proprietà.
Per il medio termine, la squadra in Prima Divisione dovrà recitare
un ruolo di protagonista fin da subito e al massimo nell’arco di due
campionati deve puntare senza indugi alla promozione in Serie B.
Parallelamente dovrà essere ricostituito un settore giovanile
prolifico.
Per il lungo periodo, la società deve dotarsi di un centro sportivo
di proprietà, valorizzare talenti e mantenere un ruolo da
protagonista nel campionato di Serie B. In questa fase potrebbe
essere anche prevista l’acquisizione degli impianti sportivi,
ammesso che nel frattempo siano stati strappati dalle grinfie dei
Franza. Dopo un ragionevole periodo di consolidamento, aumentare le
ambizioni fino a puntare al ritorno in Serie A.
Queste sono le condizioni minime imprescindibili per ricominciare a
parlare di calcio a Messina.
E’ vero che i nuovi proprietari hanno già speso circa 300.000 €, ma
nonostante ciò, alle trionfalistiche intenzioni verbali (proclamate
con incauta superficialità subito dopo l’aggiudicazione dell’asta),
non è seguito null’altro ed anzi già cominciano a manifestarsi
comportamenti e dichiarazioni poco chiare e abbastanza confuse.
Insomma al momento mi pare ci siano solo generiche promesse e buone
intenzioni, di conseguenza non potrà esserci e non ci sarà il mio
appoggio ad un programma societario fino ad ora inconsistente.
Ogn’uno deve rispondere alla propria coscienza, personalmente non
sono più disponibile a dare credito a nessuno firmando assegni in
bianco.
Prima i fatti, poi i consensi e (infine) gli entusiasmi.
Ultimogordon |
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ASTA TOSTA (OGGETTI
TOSTI, PER TUTTI I GOSTI)
Quelli che (come me) hanno
più di 35 anni, si ricorderanno sicuramente lo sketch comico che
lanciò Ezio Greggio nel mitico Drive In, e quindi hanno ben chiaro
di cosa sto parlando.
Ebbene la bizzarra asta per la “cessione del ramo sportivo” (un’asta
per la cessione di un ramo? Per farne cosa? Legna da ardere!?!?)
dell’F.C. Messina, mi ricorda nella forma e nella sostanza le
surreali aste del buon Greggio, così come l’oggetto dell’asta (il
fantomatico “ramo sportivo”), mi ricorda molto le croste
dell’inesistente Teomondo Scrofalo, che nelle improvvisate “aste
toste” il banditore cercava di piazzare al fesso di turno.
330.000 trecentotrentamila euro per un ramo! Più di seicentomilioni
di lire per un ciocco di una pianta rinsecchita! Un prezzo da
fantacalcio, per non dire da fantascienza.
Se pochi mesi or sono nessuno ha voluto accollarsi una fideiussione
di 700.000 euro per iscrivere una nuova società (linda e pulita da
scorie passate) nella ex C2, per quale strano motivo un benefattore
dovrebbe spenderne la metà per comprarsi il costosissimo ramo di una
pianta gravata da incalcolabili debiti, peraltro con un piede in
Eccellenza (sesta serie del panorama calcistico)?
Senza contare che dovrebbe accollarsi i costi dell’attuale gestione,
basta questo per superare abbondantemente i 700.000 euro, poi
dovrebbe rinforzare in maniera consistente la squadra cercando di
raggiungere la salvezza e infine investire un paio di milioni per
cercare la promozione nella ex C2. A conti fatti circa 3 milioni di
euro per inseguire un ipotetico (molto ipotetico) traguardo che
sarebbe stato garantito spendendo meno di un quarto.
Ma chi dovrebbe essere questo fenomeno?
Ammesso e non concesso che si trovi il fesso disposto a comprarsi la
crosta di Teomondo Scrofalo, come la mettiamo con il fatto che
l’acquirente compra un ramo di una società indebitata per una cifra
che nemmeno il curatore fallimentare è stato in grado di
quantificare esattamente (si parla di “circa” 4 milioni!) e del cui
futuro non si capisce chi debba risponderne (ormai è chiaro che gli
infami furfanti non hanno nessuna intenzione di onorare i debiti). A
meno che non si stravolgano le leggi elementari della botanica, la
sopravvivenza del ramo dipende dalla sopravvivenza della pianta e la
pianta è sempre lo stesso arbusto malefico e putrido “coltivato”
dalle luride mani dei sedicenti imprenditori che ci hanno portato a
questo disastro!
E per quanto riguarda la gestione degli stadi, anche questi
fraudolentemente in piena disponibilità dei mascalzoni suddetti?
Chiederanno il “pizzo” per fare giocare il “ramo d’azienda” al San
Filippo o al Celeste? Oppure il comune costruirà un altro stadio
nelle more che si risolva il contenzioso?
Pensandoci bene non mi piace affatto l’idea che la società passi
dalle mani di cialtroni nelle mani di sprovveduti, meglio che tutto
si esaurisca naturalmente con l’estinzione. Una nuova proprietà che
butta via una fortuna per ottenere in cambio la Sesta Serie, non
parte certo con il piede giusto.
Capitolo a parte merita il politicante che indegnamente ricopre la
carica di sindaco, non contento di aver propiziato questa assurda
situazione con decisioni imperdonabili, continua a partorire
irresponsabili farneticazioni parlando di una fantomatica
possibilità di ripescaggio. Tanto per essere chiari le possibilità
di ripescaggio sono pari allo zero per cento, nessuna chance,
semplicemente non è un evento contemplato nelle possibilità future
per una squadra nelle condizioni dell’F.C. Messina.
Altro elemento che aggiunge confusione al caos totale, è l’irruzione
negli scenari futuribili della possibilità di trasferire il titolo
sportivo dell’Igea Virtus.
Personalmente sono contrario a questi ignominiosi scippi, già una
volta Barcellona ha subito il furto della squadra di basket e
sappiamo tutti come è andata a finire.
Per completare l’analisi di questa funesta fase storica, bisogna
aggiungere il cronico mutato clima dell’opinione pubblica cittadina
ed anche la sontuosa offerta calcistica a portata di telecomando.
Avere costantemente meno di 200 paganti malgrado il “ritorno” dei
tifosi organizzati è assai significativo, c’è poco da aggiungere.
Insomma i margini per ricreare il miracolo sportivo realizzato dalla
coppia Aliotta – Salerno, in questa congiuntura sfavorevole sono
pressoché nulli. Non ci sono i presupposti.
A mio avviso allo stato attuale la soluzione migliore rimane una
dignitosa sparizione e magari fra qualche anno, se dovessero
riproporsi condizioni favorevoli, ripartire dalle serie
dilettantistiche.
Possibilmente riproponendo la storica denominazione, cioè una nuova
A.C.R.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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ISTIGAZIONE A
DELINQUERE
Provocazioni, soprusi e
ingiustizie continuano ad assommarsi, sommersi e soffocati da questa
quantità spropositata di escrementi abbiamo perso la voglia di
contrapporci agli accadimenti avversi e forse perfino ad
interessarci ad argomenti che ormai riservano soltanto amarezze e
delusioni.
Assodato che non ha alcun senso discutere di ragionamenti
squisitamente calcistici, la Franzese oltre a non essere espressione
della comunità è una squadra fittizia, più vicina ad una entità
immaginaria che ad una reale compagine calcistica, bisogna per forza
occuparsi di vicende che esulano il gioco del calcio.
I commenti a questi fatti criminali ormai intrecciatisi
inestricabilmente con la politica e con l’amministrazione della
Giustizia (con la G maiuscola), richiedono di essere ben ponderati,
non si tratta più di uno sport, non si tratta più di un gioco, per
questo motivo prima di scrivere attendo che gli eventi maturino, si
intersechino, si sovrappongano, avvolte si annullino a vicenda.
E’ una tragica quadriglia ballata dalla feccia e non c’è nessuna
gioia a parteciparvi.
Prendiamo ad esempio l’ultima eclatante sortita mediatica della “famigghia”,
la patetica lettera-aperta concepita con maldestra disperazione e
altrettanto maldestramente accettata e pubblicata il 23 novembre su
una intera pagina dal ridicolo quotidiano locale, il quale fedele
alla sua pochezza ha aderito con entusiasmo sputtanandosi in cambio
di una manciata di luridi euro (un annuncio a pagamento “anticipato”
in prima pagina non si era mai visto).
Soltanto a leggere distrattamente le farneticanti argomentazioni
viene l’irrefrenabile impeto di farsi giustizia sommaria con
vendicativo furore.
L’inaccettabile provocazione, un’intollerabile offesa
all’intelligenza e alla dignità umana, doveva essere respinta al
mittente e non essere mai pubblicata. Ma questo presuppone fermezza
e rigore morale, cose sconosciute nei circoli di potere messinesi.
A stretto giro, con sospetta puntualità, il Tribunale di Messina ha
deciso di dichiarare fallita la società FC Messina S.r.l. ,
compiendo semplicemente un atto dovuto, peraltro indifferibile ormai
che era stato scoperchiato il calderone delle nefandezze contabili e
amministrative. Ma paradossalmente proprio l’aver dichiarato
“solamente” fallita per insolvenza la società, ha risparmiato alla
proprietà l’accusa ben più grave e assolutamente meritata di
bancarotta fraudolenta. Cioè il tribunale si è limitato a constatare
il debito creatosi diventato ormai insostenibile, ma non ha
approfondito come e perché si sia creata l’enorme voragine in un
brevissimo arco di tempo, pur avendo la società goduto nel medesimo
periodo di ingenti introiti. Come dire che si accusa l’omicida di
occupazione abusiva di suolo pubblico perché ha lasciato il cadavere
in mezzo alla strada, senza contestargli l’omicidio. Certo che la
giustizia italiana (con la g minuscola) è strana!
Queste vicende assai bizzarre destano legittimi sospetti e per la
mia mente malpensante suonano maledettamente beffarde, come una
istigazione a delinquere …
Ultimogordon |
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LA DIGNITA’ NON SI (S)VENDE
Ricordi sempre più labili di una stagione passata che
non ritornerà lasciano le ultime scorie di rabbia e rimpianti,
forzatamente strappati ad una passione stiamo elaborando il lutto e
dovendoci per forza fare una ragione ci stiamo adattando a domeniche
senza calcio, a settimane senza chiacchiere da bar, senza sfottò con
i dirimpettai calabri o con i detestati catanesi.
Stanno per esaurirsi gli ultimi roghi che hanno divorato anche le
macerie del calcio cittadino, dopodiché sarà l’oblio. Però se
dobbiamo ormai rassegnarci come tifosi ad aver perduto il passatempo
calcistico, è il momento di reagire come comunità e pretendere che
cessino i privilegi nei confronti di ingrati che si sono dimostrati
indegni di tanti riguardi.
La pressione della città ora si deve riversare sui gretti e meschini
politicanti messinesi che protetti dagli scranni dei palazzi di
potere continuano a garantire intollerabili privilegi a personaggi
che hanno manipolato e distrutto a loro piacimento. Bisogna creare
un movimento di opinione che cominci a influenzare le imbelli prese
di posizione delle mezze calzette che gestiscono il potere politico,
visto e considerato che sono talmente insulsi da arrivare a compiere
atti autolesionistici perfino di suicidio politico. Un esempio per
tutti: appoggiare la Franzese (vero sindaco?!?).
L’obiettivo da raggiungere nel prossimo futuro è quello di estirpare
da Messina gli indegni furfanti spinti solo da intenti banditeschi,
non consentendo più a questa cosca di mascalzoni (ormai smascherati
anche dalla Giustizia) di usurpare ed infangare il nome e la storia
che appartengono alla comunità non certo a singoli individui.
Le risposte a cotanto affronto devono essere proporzionate, quindi
abnormi e definitive.
Prima di tutto in risposta allo spregio consumato ai danni della
città è indifferibile imporre la cancellazione immediata del
monopolio sulla rada S. Francesco, revocando le attuali concessioni
(pardon, regalie) con la contestuale indizione di un bando
internazionale per la navigazione nello Stretto, stavolta
pretendendo dagli aggiudicatari precise garanzie sui costi di
attraversamento per i residenti e sull’impiego di un congruo
contingente di personale. Ovviamente non consentire a chicchessia di
appropriarsi di un’area demaniale marittima, per definizione di
pubblica fruibilità, intollerabile a questo proposito il complice
silenzio della Capitaneria di Porto, dell’Autorità Portuale ed anche
della Magistratura sulla brigantesca istallazione dei tornelli,
vergogna!
Come secondo provvedimento deve essere sospeso per motivi di ordine
pubblico il servizio di traghettamento con Salerno, fino a quando
non si possano garantire approdi consoni a smaltire il traffico
pesante fuori dal centro cittadino. Anche in questo caso le
autorizzazioni da concedere per l’approdo, l’imbarco e lo sbarco,
devono essere riviste ed essere vantaggiose per la comunità, non
certo per dei privati dimostratisi peraltro ingrati.
Terzo, la revoca in autotutela della convenzione sugli stadi con
immediata ingiunzione di sgombero.
La città non ha più nulla da guadagnare da questi arricchiti, sono
spazzatura, devono essere estirpati ed eliminati dal contesto
cittadino. I pochi posti di lavoro che garantiscono a condizioni da
schiavisti verranno ampiamente rimpiazzati da nuovi gruppi
imprenditoriali che rileveranno le concessioni attualmente regalate
dalla città. Nelle nuove concessioni, lo dice la parola stessa,
dovranno essere date delle opportunità a privati ma vincolate da
precise clausole a beneficio del concedente, cioè della
collettività, è finito il tempo in cui ad avvantaggiarsi debba
essere solo il concessionario. Soprattutto se si chiama Franza.
A questo punto la parola d’ordine non deve essere più “Via i Franza
DAL Messina”, ma “Via i Franza DA Messina”.
La dignità non ha prezzo, non si compra e non si vende, tanto meno
si svende.
Ultimogordon |
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PERLE AI PORCI
Volutamente mi sono astenuto
da qualsiasi commento nelle scorse settimane, un gioco al massacro
dal meccanismo perverso ha risucchiato tanti (troppi) tifosi, che si
sono entusiasmati con troppa facilità per il primo “cumenda” della
situazione (salvo scoprire si trattasse di pregiudicato senza arte
né parte), oppure per improbabili cordate di pescivendoli d’oltre
Stretto, ovvero per improponibili ex dirigenti dal passato
tutt’altro che cristallino.
Insomma pur essendoci decine di allettanti spunti per esprimere le
giuste rimostranze nei confronti del variegato campionario di
fenomeni da baraccone che si sono accostati a vario titolo alle
vicende calcistiche cittadine, si è rivelato saggio mantenere un
dignitoso silenzio.
E’ comunque doveroso spendere qualche parola prima di chiudere
definitivamente la parentesi.
Il momento del bisogno unito alla fragilità sociale, politica ed
economica della città, ha concesso l’immeritata ribalta a
saltimbanchi provenienti da ogni dove, i quali essendo nella
migliore delle ipotesi maneggioni senza dignità né reputazione, che
peraltro si portano a spasso delle “faccia da culo”, hanno avuto
poco o nulla da perdere. A rimetterci è stata solo la comunità. Ma
questa è storia.
Quella che invece voglio raccontarvi è la semplice cronaca di uno
scandalo criminalmente orchestrato ai danni della comunità
messinese, in questo caso martoriata e sbeffeggiata aldilà dei suoi
pur grandi demeriti. Un altro amaro calice, che però ha messo in
chiaro connivenze e complicità. Gli incredibili eventi succedutesi,
per certi aspetti talmente inammissibili da sembrare impossibili,
sembrano essere frutto delle fantasia, invece è tutto realmente
accaduto.
Questa storia comincia da lontano con un sedicente gruppo
imprenditoriale che trovatosi proiettato senza alcun merito nel
grande calcio si rende presto conto di poter lucrare enormi somme di
denaro liquido. Quello che dai vertici dell’azienda era stato
considerato come un fastidioso ramo d’azienda si era trasformato
improvvisamente nella gallina dalle uova d’oro. In questa storia
però i protagonisti oltre ad essere avidi sono anche stupidi e
quindi non si rendono conto che per continuare a raccogliere le uova
d’oro bisogna mantenere in vita la gallina, la loro inettitudine
mista all’assenza totale di abilità imprenditoriale, nonché di
scrupoli, li conduce istintivamente ad un semplice ragionamento,
ovvero: “arraffiamo tutto quello che possiamo fino a quando
possiamo”.
Come potete ben capire si tratta di una brutta storia, un vero e
proprio piano criminale premeditato nel quale è stato previsto che
tutti gli ingenti introiti piovuti come manna dal cielo vengano
girati ad altri investimenti (leggasi autostrade del mare, licenze
wi-fi e speculazioni edilizie) oppure per coprire perdite in altri
rami d’azienda (leggasi Framon Hotels). Il fastidioso settore calcio
ha il destino segnato, è solo questione di decidere quando sia più
conveniente eliminarlo.
Dalla teoria si passa alla pratica e cominciano le sistematiche
operazioni di distrazioni ed elusioni di capitali, la nostra storia
quindi prende i connotati di un volgare furto, una banale rapina.
I profittatori assetati di soldi sono talmente avidi da creare in
breve tempo un buco così enorme da non poter essere neanche indicato
con certezza (35, forse 40, forse 50 milioni di euro), a questo
punto nessuno conoscerà mai l’esatto ammontare del maltolto. Quindi,
ricavata l’ultima goccia di sangue (i 5 milioni di euro di bonus
retrocessione da sgraffignare), scatta inevitabile l’eutanasia
programmata.
A questo punto della storia i nostri famigerati protagonisti, nel
frattempo trasformatisi a tutti gli effetti in truffatori,
sfruttando il fondamentale “aiutino” dell’ex sindaco - socio e la
connivenza (per non dire favoreggiamento) di un commissario
“accomodante”, ottengono incredibilmente un’assurda concessione
(totalmente svincolata dalla gestione sportiva) contenente clausole
capestro per la città. Praticamente l’inaudita regalia di un’enorme
patrimonio immobiliare pubblico, ormai ipotecato e vincolato ai
capricci degli usurpatori per i prossimi 50 (lo scrivo così si
capisce meglio) CINQUANTA anni! Badate bene, senza che nulla debbano
alla città in cambio del regalo!!!
Ed arriviamo agli ultimi passaggi fondamentali della nostra storia,
passaggi nei quali entrano in gioco gli altri protagonisti di questo
scandalo, che sul codice penale ha un nome e un cognome: BANCAROTTA
FRAUDOLENTA!
Lo ripeto, studiata e pianificata con criminale premeditazione.
Le azioni prendono un’improvvisa accelerazione, ottenuto il via
libera sugli stadi i tempi sono maturi perché i furfanti trovino un
accordo con i padroni del calcio affinché venga loro garantito un
posto nei dilettanti, in cambio di una uscita volontaria dai quadri
professionistici (evento senza precedenti nella storia mondiale).
Tale accordo apparentemente “a perdere” viene sancito soltanto per
poter, con un minimo di legittimazione, vantare lo sfruttamento
commerciale degli stadi, ovvero il nuovo allettante business, tanto
allettante da essere disposti a spendere la stessa cifra che gli
avrebbe consentito di mantenere tranquillamente la serie B… per
giocare in CND!!!
I tiranni che amministrano a loro piacimento il baraccone calcio, il
cui passato recente li fa apparire agli occhi dei più come
imbroglioni piuttosto che come dirigenti onesti e integerrimi,
aderiscono ben volentieri all’inverosimile richiesta. Difficilmente
potrà mai essere provato ma il sospetto di una lauta ricompensa è
forte, perché non riesco a spiegarmi altrimenti lo stravolgimento di
ogni più elementare regola per inserire a qualsiasi costo l’F.C.
Messina nel girone I del CND, peraltro sfidando improvvidamente la
ferma volontà popolare.
Come ogni buona storia delittuosa anche questa ha il suo colpo di
scena finale, l’insospettabile sindaco, dopo quella che si rivela
una pantomima indegna, cambia repentinamente la sua posizione
sacrosanta a tutela dell’onore e della dignità della città che
rappresenta, esortando i padroni del calcio (che non aspettavano
altro) ad iscrivere la stessa società che poche settimane prima si
era ritirata volontariamente dal calcio (una delle tante italiche
contraddizioni in termini). Anche in questo caso tendo a pensare che
ci sia del marcio, sia per la tempistica, sia per la natura degli
ultimi convulsi accadimenti a tempo ormai scaduto.
Il delitto perfetto è compiuto.
Questa, come avete avuto modo di costatare con il semplice resoconto
dei fatti, è la storia di uno scandalo senza precedenti, un piano
criminale nei confronti del quale la magistratura sta facendo poco e
male per evidenti incompatibilità ambientali. Quando fuori dalle
aule accusatori e accusati frequentano gli stessi “salotti”, gli
stessi circoli, è complicato tenere salda la lucidità di giudizio.
Alla fine della fiera alle persone libere ed oneste rimane solo la
rabbia e la frustrazione, consapevoli come siamo di aver gettato per
anni … perle ai porci.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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DEI DELITTI E DELLE
PENE
Avevo scelto il silenzio ma
, visti i recenti clamorosi sviluppi del “Caso Messina”, è opportuno
riscrivere qualche riga.
Ora che tutto è compiuto e che i servi sciocchi (siano essi
politici, giornalisti o tifosi organizzati) si sono affrettati a
rimettersi nelle loro abituali posizioni prone nei confronti di una
proprietà infame, si rende necessario ribadire ancora una volta
alcuni concetti.
Che si tratti di un disastro annunciato ormai è chiaro anche ai più
tonti, quello che invece non è altrettanto palesemente chiaro alle
menti obnubilate di chi pretende di occuparsi, scrivere o commentare
i fatti calcistici cittadini, è il trattare nella maniera dovuta i
colpevoli dello scempio.
Ovviamente mi riferisco alle inopportune ed a questo punto
insopportabili e intollerabili garbate cortesie nei modi e nei toni
con i quali si continua, con il massimo della deferenza, a riferirsi
e comportarsi nei confronti della santissima trinità (rigorosamente
minuscolo).
Almeno nel momento in cui si è compiuto l’atto finale di un’opera di
sistematica distruzione iniziata sei anni fa, mi sarei aspettato
qualcosa di diverso, soprattutto in considerazione del fatto che si
è trattato di un progetto deliberato posto in atto da volgarissimi
cialtroni, dimostratisi peraltro insuperabili inetti. Maldestri di
portata ineguagliabile nella storia dell’umanità, talmente incapaci
da aver sviluppato (al contrario di Mida) la singolare “virtù” di
trasformare in merda tutto quello che toccano. Dei rarissimi casi
sociologici da studiare rinchiusi in gabbie per cavie.
Ed invece questi inqualificabili personaggi, dopo aver truffato per
sei lunghi anni un’intera comunità, godono ancora oggi di un
inammissibile salvacondotto che li salvaguarda dalla meritata gogna
e dalle doverose pene, anzi continuano indisturbati la loro opera di
distruzione morale e materiale senza che nessuno gli presenti il
conto salato delle malefatte.
Assistere ancora alle loro farneticanti assurdità mi provoca
disgusto e nausea, evidentemente sono tra i pochi a odiarli
visceralmente, altrimenti ci sarebbe stata una sacrosanta
sollevazione popolare.
Questa sommossa avrebbe dovuto essere doverosamente incoraggiata e
alimentata dalla corretta e inflessibile lettura dei fatti e degli
accadimenti.
Prima di tutto bisognava spiegare dettagliatamente perché si è
arrivati ad avere un deficit così enorme, cioè dove sono andate a
finire tutte le entrate e come sono state ufficialmente gestite le
spese. Le amare sorprese per la maggior parte dei disattenti tifosi
e per la distratta opinione pubblica sarebbero state enormi, tanto
quanto il deficit.
Ebbene, chi ancora fa finta di non capire sappia che gran parte
degli introiti sono stati dirottati su altri “rami di azienda” del
Gruppo in profonda crisi di liquidità (primo fra tutti Framon Hotels),
oppure sono state sperperate in regalie ad amici degli amici e
faccendieri. Il mancato pagamento di tasse, eluse ed incamerate
illecitamente (parliamo di circa 15 milioni di €, poi dilazionati ed
in gran parte ancora da saldare) e la mancata corresponsione degli
stipendi, prassi diventata sistematica tanto che quest’anno non
hanno tirato fuori un euro, anzi i 5 milioni di bonus sono stati
utilizzati per il leasing di una motonave affittata dalla compagnia
di navigazione Balearia (invece i soldi della cessione della più
anziana tra le “Cartur” ad una compagnia tailandese, sono stati
dirottati su una speculazione immobiliare), hanno portato alle cifre
che conosciamo.
Con queste premesse ripianare le presunte (molto presunte) perdite e
consegnare al sindaco una società in parità di bilancio al prezzo
simbolico di 1€, era il minimo che avrebbe dovuto essere PRETESO!
Con le buone o con le cattive!!!
A quel punto gli acquirenti ci sarebbero stati eccome e sarebbero
stati ben felici di impegnarsi ad investire nella costruzione di una
squadra il più possibile competitiva per tentare il ritorno
immediato nella massima serie.
Come sempre la denuncia dei misfatti attraverso la semplice verità,
che in tutto il resto del mondo è normalità apprezzata e condivisa,
a queste latitudini è considerata eversiva perché tocca i poteri e
gli interessi massoni che tengono in scacco la città.
Quindi anche dal punto di vista sportivo, uniformandosi alla lenta
eutanasia morale, sociale ed economica, la situazione è
irrecuperabile, non perché il Messina rischi di sparire dal panorama
professionistico ma perché l’epilogo di questa tragicommedia
dimostra che anche il solo confrontarsi apertamente sui delitti e
sulle relative pene, a Messina è folle utopia.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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GIU’ IL SIPARIO
La strada che avevo deciso
di intraprendere due anni fa logora, corrode, esaurisce.
Ho invidiato coloro che non escono dal perimetro delle loro
coscienze atrofizzate, che non s’intruppano nell’oscenità dei viaggi
del pensiero e che non avvertono la necessità di esprimere
un’opinione contraria perché è più comodo avere a portata di mano il
conforto dell’omologazione. Ormai le opinioni si muovono come greggi
di pecore cieche su mete decise da persone invisibili, guidate per
mano da un sistema di server interconnessi fra di loro. Con le
coscienze angosciate dai conti da pagare con carte di credito vuote,
attanagliate da paure che ci fanno accettare e subire ogni
nefandezza, ma con il rassicurante conforto di ipermercati fotocopia
e di convincimenti prepagati pianificati da esperti del nulla.
Chi ha deciso di non sorbirsi tutto lo schifo che ci propinano e
quindi non ha necessità di assumere i nuovi potenti anestetici
contro il logorio della vita moderna è classificato come pericolo
sociale e quindi destinato all’emarginazione.
Autarchicamente orgoglioso di essere emarginato da situazioni e
accadimenti che mi sono totalmente alieni per cultura ed educazione,
mi sono reso conto che è arrivato il momento di farsi da parte.
Stavolta è deciso, il cuore non prevarrà sulla ragione.
Le opinioni di Ultimogordon sul Football Club Messina finiscono qui,
semplicemente perché non ho più opinioni da esprimere su una squadra
che ormai è solo ed esclusivamente dei Franza, una squadra che non
mi appartiene più e che non sento mia da troppo tempo.
Rimarrà la mia gratitudine verso gli amici della “Corazzata” che mi
hanno permesso di esprimere critiche e punti di vista, quasi sempre
“contro”, senza nessuna censura e limitazione.
Lascio il testimone a chi è più forte e stoicamente vorrà restare in
trincea, per me è arrivato il tempo di spezzare la catena delle
destinazioni obbligate.
Andando avanti veloce si lasciano indietro tante, troppe cose.
Sono arrivato all’esaurimento del carburante, posso solo scendere
lasciando lo sportello aperto.
Correrò a perdifiato su sentieri innevati desiderando di essere
inseguito da un famelico branco di lupi che alla fine mi
dilanieranno il cuore e l’anima con denti aguzzi di fame antica.
Tra veri amici non c’è bisogno di inutili formalità e patetici adii.
Un abbraccio è sufficiente, un abbraccio genuino!
Giù il sipario.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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ESILIATO
Ma... demoni del cielo, del
mare e dei palloni da calcio. Sia benedetta la mia forza di volontà
che mi ha educato a sopportare i Franza e che mi tira giù dal letto
all'alba. Questo scoglio dove sto seduto scomodo non è un sogno, non
è un sogno il pesce che ha appena abboccato alla mia lenza, non lo è
il sole già bello alto e lucente che accende i palmizi e le
conchiglie sulla battigia, quindi non è un miraggio ciò che vedo
all'orizzonte. Ma è proprio ciò che sembra? Una nave! Sì! Un tre
alberi a occhio, una nave agile e sicura che punta dritta verso
questa costa, la mia isola fuori rotta, il lido del mio antico e
dimenticato esilio. E punta senza esitazioni, solcando il mare calmo
e scintillante della prima mattina, come se non mi avessero mai dato
per morto ma avessero continuato a cercarmi con incrollabile tenacia
e fossero giunti fin qui appositamente per salvarmi, per
recuperarmi, per riportarmi al piacere di seguire una partita. E'
finito, dunque, il mio esilio miserando; quante volte la notte ho
disperato di me rievocando il ristoro di una vittoria, di morbide
sensazioni e di profumi di trionfi, di comodità domestiche e risate
di amici... E io qui per anni che ho smesso di contare, eremita e
straccione, testardo osservatore del mare e autarchico padrone di
una solitudine feroce.
Ehi tu, sveglia! Datti da fare, riattizza il fuoco, fai segnali!
Sbrigati, fannullone, sporco pagano bastardo! Con la pancia piena:
la grigliata di ieri sera, eh? E intanto il fuoco si è spento nella
notte e bisogna correre a raccogliere legna per riaccenderlo.
I giornali andranno in deliquio nel raccogliere le mie esperienze
eroiche, nell'evocare la forza d'animo di cui ho dato prova
sopravvivendo a tante sofferenze e pericoli; anche gli irriducibili
ultras si sentiranno invidiosi della mia prova di coraggio e anche -
diciamolo - della splendida forma fisica che ho acquisito in tanti
anni di vita sana e attiva, all'aperto, loro pallidi e imbolsiti dal
grigiore del perenne autunno della loro squadra.
E’ arrivato il grande momento! Momento!?
Momento… momento, momento. Riflettiamo un momento. Tornare a seguire
il Messina?
Sarà tutto come prima? E se fosse peggio? E' possibile, dovrei fare
un po' di conti del tempo che è passato, ma direi che è più che
possibile che non sia accaduto niente di buono. Già, e in quel caso
che cosa farò? Come riaffronterò tutta la schiera di quei perbene e
vigliacchi, sempre a giustificare i Franza. Erano tanti e ora
saranno di più. Va a finire che torno e non trovo neanche più
nessuno che continui a lottare per cacciarli per sempre. Bella
prospettiva. E gli amici, mi avranno aspettato, si ricorderanno di
me? Come si chiamavano, chi se lo ricorda... ah come l'ho sognata
per anni, una birra con quei vecchi manigoldi a parlare di quell’allenatore
di... quello lì, com'è che si chiamava? Ma vuoi vedere che non mi
ricordo come si chiamava quell’allenatore che criticavamo sempre? E
le battaglie per cambiare le cose, no, non ho le idee chiare. Vuoi
vedere che non hanno mai creduto che io potessi tornare e hanno
messo da parte anche il mio ricordo? Non sarà mica che torno laggiù
e non trovo nessuno che mi aspetti, che mi riconosca, che ringrazi
il cielo per il miracolo? Mi aspettano dei bei problemi, temo. Tutto
da ricominciare daccapo, le sconfitte e le delusioni continue.
Che tragico errore sto per fare! Butta per terra quei rami,
stoltissima bestia, e disperdi le ceneri del fuoco, e poi cancella
le tracce della presenza e soprattutto nasconditi dentro la
boscaglia. Solo io conosco la strada, mi infilerò nel folto e
camminerò veloce come belva della foresta fino a raggiungere le
grotte della montagna e a barricarmi lì dentro mentre mi cercheranno
invano, e forse, alcuni finiranno nelle trappole che ho costruito
per la caccia, altri potrebbero precipitare lungo la cascata e molti
saranno punti mortalmente da quegli insetti velenosi ai quali sono
diventato resistente.
Con un pò di fortuna… riuscirò a seminarli.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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ADDIO AL CALCIO
Mi appresto ad abbandonare
serenamente questa antica passione.
Sto preparando le valigie, ci metterò dentro tutti i ricordi dolci e
anche quelli amari, ci metterò dentro le facce, le vite incrociate
nel comune cammino, unite dal destino e separate dalle circostanze.
E’ un addio senza rimpianti, tutto ha un inizio e una fine, certo
non avrei potuto immaginare una fine tanto trista e ingloriosa, ma
non è stato possibile opporsi alle soverchianti forze distruttrici
che hanno funestato la gestione dell’FC Messina.
In realtà è una decisione presa da tempo, arrivo preparato
all’addio, per esempio mi è stato del tutto indifferente non avere
visto nessuna partita della stagione in corso, anzi è stato un
sollievo l’essermi risparmiato umiliazioni e mortificazioni
interminabili.
Solo un cambio della proprietà potrebbe farmi riavvicinare al
Messina e quindi al calcio, ed in ogni caso non è affatto certo che
possa riaccendersi di nuovo la passione.
Quando finisce un amore restano solo cenere e vetri rotti.
La morale è, che anche se perdutamente innamorati bisogna mantenere
in ogni circostanza la lucidità, l’onestà intellettuale e
l’integrità morale, qualsiasi sia il prezzo da pagare.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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STOLIDO VISIONARIO
C’è stato un momento, dopo
le dichiarazioni del marzo 2007, che avevo seriamente pensato di
poterci finalmente liberare della famiglia Franza, invece le
speranze sono risultate vane.
Sono rimasti pervicacemente (stizziti per la lesa maestà alla loro
imperiale inettitudine) per completare il capolavoro al contrario,
perché bisogna metterci grande impegno per collezionare uno dietro
l’altro tutti i disastri che sono stati capaci di mettere insieme.
Alla soglia di una probabile terza retrocessione, che viste le
intenzioni manifestate è facile pronosticare per la prossima
stagione (salvo che già quest’anno non intervenga la giustizia
sportiva), ripenso a quella famigerata conferenza stampa: com’è
lontano marzo 2007 e quanto ci avremmo guadagnato se ai velleitari
propositi fossero seguiti i conseguenziali atti concreti e
ragionevoli.
Mi ero illuso invano, stolido visionario che non sono altro, illuso
che potesse esserci un briciolo di normalità ed invece non avevo
fatto i conti con la cialtroneria, d'altronde è il comportamento che
odio maggiormente e che non riuscirò mai ad accettare.
E’ triste il destino di tutti gli stolidi visionari, finiscono per
consumarsi arrovellandosi nelle loro stesse convinzioni, che
inevitabilmente si trasformano in ossessioni.
Le grandi verità si apprendono dalle bocche dei pazzi e dei
visionari, purtroppo non c’è alcuna consolazione a glorificarsi di
essere stato profetico, sia perché era molto facile prevedere la
prosecuzione del declino (con una proprietà che non ha più voglia di
dare e fare niente) e soprattutto perché non ci sono vincitori in
questa vicenda, solo cadaveri accatastati e macerie.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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DIGNITA’
Dignità. Parola abusata, usata spesso a sproposito, in questi tempi
bui possiamo aggrapparci all’ultima ancora di salvezza morale e
spirituale: alla nostra dignità.
Dobbiamo rivendicare con forza l’ultimo valore assoluto, affrontare
con scelte coraggiose le situazioni che stanno portando via questo
poco che ci resta.
Ci hanno insultato, oltraggiato e umiliato, ci hanno furfaldinamente
espropriato del calcio.
Adesso dobbiamo pure vergognarci delle passate soddisfazioni
sportive, visto che praticamente tutti i rappresentanti principali
di quella compagine societaria (Franza, Bonsignore e Fabiani) sono
stati deferiti per atti illeciti e antisportivi.
Preso atto che solo una esigua minoranza continua ad avversare
attivamente questo modo di gestire la società, che malgrado tutti i
disastri chi si oppone alla proprietà è considerato uno sfascista,
la maniera migliore per difendere l’integrità morale e quindi la
dignità di chi non accetta questo stato di cose è ignorarli,
comportarsi come se non esistessero, come se il calcio a Messina non
esistesse.
Questo atteggiamento non significa abdicare, significa piuttosto
eliminare ogni tipo di considerazione nei confronti di chi non
merita nessuna considerazione, significa togliere loro la ragione
d’essere, abbandonandoli nell’oblio dell’indifferenza.
Già da tempo si sta assistendo al progressivo allontanamento degli
spettatori (il seguito popolare è ai minimi storici), assodato che
la critica non riscuote apprezzamenti, assecondare la passiva apatia
in questa triste congiuntura storica è il minore dei mali.
Padroni, dirigenti, allenatori, giocatori, tifosi venduti,
giornalisti, commentatori, non importa da quale parte arrivino i
proditorii attacchi alla dignità, bisogna rifiutarli smettendo di
fare parte di questa messinscena, senza aspettare che si compia
quello che ormai sembra un destino ineluttabile.
Bisogna svincolarsi al più presto da questo abbraccio mortale
dettato da antiche passioni, bisogna far prevalere la ragione al
cuore, bisogna avere il coraggio di non interessarsi più di calcio
fino a quando ci sarà questa gestione societaria.
Un esilio forzato salverà le nostre anime.
Ci hanno rubato la speranza, difendiamo almeno la dignità.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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PAROLE CHE SI COMMENTANO DA SOLE
Ho terminato gli argomenti per commentare questo schifo, il disgusto
è tale da non poter più essere tradotto a parole, ma vorrei
riportare le ultime dichiarazioni rilasciate dal padrone del FC
Messina (pubblicate sul modesto quotidiano locale in data 17
aprile), perché sono parole che si commentano da sole, senza bisogno
di dover riempire la vacuità delle affermazioni con la propria
immaginazione.
Tralasciando le tante stupidaggini dette mi soffermerò solo sui
punti salienti, citando testualmente in rigoroso ordine di
enunciazione:
“Abbiamo tenuto fede ai nostri programmi…””…la squadra si è ben
comportata.”
“…ritengo che occorre voltare pagina e riavvicinarsi alla squadra
della città.”
“…i tifosi si sono resi conto che da diversi mesi a questa parte si
sta lavorando seriamente e con persone preparate.”
“Il nostro gruppo ha investito una cifra ingente fino ad oggi e non
vuole più certo fare altri salti nel buio. Non ci sono i presupposti
per un torneo di altro tipo.”
“Purtroppo la cifra è notevolmente superiore” (risposta riferita
alla domanda circa un passivo di esercizio di 8 milioni di euro)
“E’ una realtà che non potrà cambiare a meno che… si sblocchi la
questione sugli stadi, in particolare quella sul S. Filippo”
“Ritengo proprio di si perché il suo lavoro mi ha soddisfatto.”
(risposta riferita alla domanda sulla riconferma di Di Costanzo)
“A breve scadenza dico si. Tra un paio di anni, col progetto stadio
operativo, si potrebbe ricominciare a fare altri discorsi. Ma prima
occorre che la città dia un segnale concreto.” (risposta riferita
alla domanda se fosse utopia immaginare un Messina che lotti per la
A)
Tutto e il contrario di tutto trovano posto nel nulla lasciato dal
novello Attila.
E allora sbizzarritevi, perché stavolta non ho parole da aggiungere…
solo silenzi e vuoto.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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AAA
PRESIDENTE CERCASI
Questa non è un’inserzione, è una disperata invocazione di aiuto
miracoloso.
Senza scomodare la “santità”, per evitare di essere blasfemo, non vado
lontano nel definire le passate e presenti invocazioni a mitologiche
figure di potenziali presidenti (prima fra tutte Zonin “il taumaturgo”),
come qualcosa di molto simile alle invocazioni di miracoli, d’altronde una
fetta sempre più consistente di tifosi attende un cambio al vertice della
società, quasi si aspettasse il redentore.
Non è che si aspetti esattamente l’imprenditore veneto, la figura di Zonin
è solo la rappresentazione idealizzata delle aspirazioni popolari, il
tifoso afflitto e sconsolato attende trepidante una figura che sia il
guaritore di tutti i mali e assurga a salvatore della fede biancoscudata.
Questo nuovo presidente desiderato e sognato, dovrebbe essere il rimedio
universale delle manchevolezze e dei difetti dell’FC Messina, la sua
materializzazione nell’immaginario collettivo dovrebbe rimediare a tutti i
disastri confezionati dall’allegra combriccola dei Franza e quindi
salvarci dalla dannazione.
Vari personaggi sono stati accostati al Messina negli ultimi mesi (Zamparini,
Gaucci, Zonin, Ruggeri), presunti presidenti millantati ogni qual volta si
presentino difficoltà, menzionati ogni qual volta si parli di
calciomercato, vagheggiati ogni qual volta si accenni al futuro
societario.
I nomi di alcuni di loro (soprattutto Zonin) sono entrati di diritto nella
leggenda, anzi la loro presunta materializzazione è diventata la leggenda
metropolitana per antonomasia. Meglio della Pietra Filosofale o dell’Araba
Fenice, perché sono così tanto spasmodicamente desiderati, ansiosamente
sognati, da far perdere il lume della ragione. Insomma rappresentano il
miraggio che seduce e ammalia gli assetati (di soddisfazioni calcistiche)
tifosi messinesi.
Siamo talmente prostrati e avviliti da aggrapparci anche alle più
inverosimili ipotesi pur di alleviare il nostro disgusto nei confronti di
questa proprietà, colpevole e recidiva.
Purtroppo quest’ennesimo desiderio si rivelerà come l’ennesima delusione,
e se è vero che sognare non costa nulla è altrettanto vero che più i sogni
sono lunghi e ambiziosi, maggiore sarà lo schianto al risveglio.
Comunque la voglia popolare di un cambiamento al vertice societario è da
valutare positivamente, sta a significare che sempre più tifosi stanno
prendendo coscienza che non potrà esserci futuro con gli attuali padroni,
perché Zonin o chicchessia è di fondamentale importanza liberarsi dei
Franza. Chiunque li sostituirà non potrà fare peggio e soprattutto non
avrà sulla coscienza tutti i disastri sociali, sportivi ed
economico-finanziari accumulati dalla devastante famigliola.
In attesa di un presidente taumaturgo, che arrivi in un futuro più o meno
remoto, per intanto mi accontenterei di un presidente … semplicemente
normale.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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QUALI PROGRAMMI
Ammesso che questa
accozzaglia di sbandati riesca ad evitare la meritata retrocessione
in terza serie, non certo per meriti propri ma per demeriti altrui,
quali sono i programmi per la prossima stagione?
Quali sono le prospettive che vengono proposte?
Saranno questi Carneadi raccattati con largo anticipo nelle serie
inferiori a costituire la campagna di rafforzamento per la squadra
futura?
Sarà il filosofo minimalista Di Costanzo a doverli guidare (si fa
per dire), dopo aver dimostrato la sua pochezza caratteriale e
tecnico-tattica?
Beh, se è questo il nulla che hanno da offrire il futuro è molto
inquietante.
Con queste premesse l’obiettivo massimo per il campionato 2008-2009
non potrà che essere una stentata salvezza, mancherebbero tutti i
requisiti per puntare a qualcos’altro.
Facile prevedere che si disgregherà definitivamente il rapporto
squadra-città. Dopo aver azzerato l’entusiasmo con le ultime
sciagurate stagioni, si passerà quindi al disinteresse cronico anche
degli ultimi irriducibili ottimisti. Riproporre gli stessi avvilenti
discorsi di quest’anno (semplicemente salvarsi senza chiedere niente
di più) diverrà inaccettabile anche per loro.
La prossima stagione si presenterà più complicata, perché dovrà fare
i conti con la contestazione che certamente accompagnerà un cammino
stentato. Senza chiari programmi ambiziosi sarà più complicato
gestire lo “spogliatoio”, sarà più difficile giustificarsi,
l’avversione dell’ambiente potrebbe destabilizzare mortalmente il
già fragilissimo gruppo.
Qui arriviamo al problema principale, al nocciolo della questione:
per quale oscuro motivo l’avido gruppo Franza dovrebbe
improvvisamente rinsavirsi e cominciare a investire sull’FC Messina?
Avrebbero potuto cominciare a farlo già quest’anno avendo
“l’aiutino” dei 5.000.000 (leggasi cinquemilioni!) di euro e
l’incentivo di una discreta (seppur casuale)classifica a fine girone
d’andata.
Se fino ad oggi si sono dimostrati indisponibili a reinvestire sulla
squadra gli ingenti utili incassati a vario titolo, perché mai
dovrebbero tirare fuori i soldi già intascati e ormai girati
definitivamente ad altri rami di impresa del gruppo (vedi
potenziamento flotta per le “autostrade del mare”, disimpegno
oneroso del settore alberghiero, nuove speculazioni immobiliari e
ingresso nel settore telecomunicazioni con l’acquisizione di licenze
Wi-Fi).
La verità è che hanno solo sfruttato il calcio, considerandolo come
la gallina dalle uova d’oro, e per tre anni gli è andata pure più
che bene, poi ha prevalso la loro soverchiante avidità, mista alla
magna inettitudine che li caratterizza, inevitabile è sopraggiunto
il disfacimento di una squadra che si sarebbe potuta gestire da
sola, autofinanziandosi abbondantemente.
Insomma non ci sarà nessun programma, perché programmare significa
spendere soldi e passione. A questo punto mi rifiuto di pensare che
ci possa essere anche un solo sprovveduto che ancora si fidi di chi
ha dimostrato di non avere credibilità.
Qualcuno di voi sarebbe disposto ad acquistare un’auto usata dai
Franza?
Io piuttosto camminerei a piedi!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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I LIMITI DELLA DECENZA
A tutto c’è un limite, a
tutto deve esserci un limite, tra i limiti più importanti da non
dover in nessun caso e per nessun motivo mai superare c’è il limite
della decenza.
Superato questo baluardo di onorabilità e rispettabilità si sconfina
nell’infamia e nel disonore. Ebbene il disastro (calcistico) che ci
riguarda ha assunto proporzioni tali da averci portato molto vicini
a questo confine, anzi sempre più spesso sono indotto a pensare che
forse questo limite sia stato addirittura già varcato. D'altronde
non solo i vergognosi comportamenti in campo, ma anche le
dichiarazioni fuori dal campo sono indecenti, sono un insulto, un
oltraggio.
Siamo in pochi a renderci conto della gravità della situazione,
l’alienazione dalla normalità ha fatto perdere il contatto con la
realtà a gran parte dell’ambiente, l’opinione pubblica è
anestetizzata da beoti molto graditi alla proprietà, ma
infinitamente dannosi per la causa.
Se a padroni irresponsabili si contrappongono servi accondiscendenti
si sgretola anche l’ultimo bastione a difesa della decenza.
Nessuna critica non è sinonimo di consenso, è piuttosto sinonimo di
servilismo autodistruttivo.
La strada che porta “aldilà” è una strada senza ritorno, una volta
superati i limiti della decenza non si può più rimediare, l’onta
rimane per sempre scolpita nelle pelle di chi ne è colpevole, così
come rimane indelebile come un tatuaggio nella memoria di chi la
subisce.
Chiunque superi i limiti della decenza non può e non deve essere
perdonato.
Io non dimentico e quindi non perdono!
Non si tratta di permalosità o di vendetta, è una questione di
elementare rigore, è una questione di elementare giustizia!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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SURROGATO DI CALCIO
Meno male che quest’anno sia intervenuto provvidenziale il
boicottaggio delle televisioni a celare le vergognose e umilianti
disfatte di questa manica di smidollati, un branco di inetti indegni
perfino di dirigere una squadra amatoriale, indegni di allenare
perfino i dopolavoristi, indegni di calcare qualsiasi terreno di
gioco che non sia “‘na ciumara”.
Quest’allegra combriccola di arricchiti senza meriti né capacita
alcuna, si è autoreferenziata offrendo senza parsimonia (e pudore)
vagonate di surrogato di calcio.
Per fortuna ad assistere al degradante avanspettacolo hanno
assistito quei pochi sprovveduti creduloni che continuano a dare
fiducia a questi saltimbanchi venditori di fumo.
Il gioco del calcio è tutta un’altra cosa, affrancateci dalla vostra
sgradita presenza, lasciate perdere, non fa per voi.
Perché l’unica cosa che siete stati in grado di offrirci è (come
diceva il grande principe De Curtis) soltanto una volgare “Ciofeca”.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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UTILI IDIOTI
La storia ne è piena, quasi
tutti i despoti se ne sono circondati e poi li hanno usati a
piacimento per i loro biechi scopi, ebbene attorno al baraccone
Messina queste inette figure abbondano.
Tra pagliacci e saltimbanchi vari, i rimasugli dei gruppi
organizzati ed i docili giornalisti e/o commentatori sportivi sono
di gran lunga i miei preferiti, perché dopo aver definitivamente
smarrito il senso stesso della loro esistenza (che a qualsiasi
latitudine è essere fedeli alla “maglia”, non certo a giustificare
presidenti, dirigenti o giocatori vari), spiccano per idiozia
asservita alla causa padronale (essendo ormai da tempo fedeli solo
ed esclusivamente agli interessi del padrone, che sono palesemente
contrari a quelli della suddetta “maglia”).
Il loro servilismo ha raggiunto vette mai raggiunte prima, tanto da
poter costituire interessantissimi elementi di studio sociologico e
psichiatrico.
Quello che fino ad un certo punto poteva essere catalogato come
insulso buonismo, in realtà era l’embrione del germe distruttivo
dell’idiozia, purtroppo non quell’idiozia innocua fine a se stessa
ma quella ripugnante ad uso e consumo del tiranno.
La debolezza caratteriale del messinese medio ha certamente giocato
un ruolo fondamentale, comunque da sola non basta a giustificare la
follia autolesionistica collettiva.
Proprio così, alla fine si tratta di autolesionismo, non c’è altro
modo di considerare gli atteggiamenti ed i comportamenti sempre
inclini alla giustificazione, sempre votati alla comprensione delle
altrui ragioni, sempre pronti alla connivenza e molto spesso anche
alla complicità ed al favoreggiamento.
Di utili idioti ne è pieno il mondo, a Messina eccelliamo in questo
settore.
Almeno primeggiamo qualche classifica.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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GIOCO AL MASSACRO
A chi giova continuare questo umiliante massacro morale e materiale?
E’ utile a qualcosa? Sottoporsi a questa lenta lapidazione è un
passaggio necessario per redimere la grave colpa di avere accettato
passivamente tutto l’orrore propinatoci?
Se così fosse bisogna rassegnarsi ad accettare la giusta punizione.
Se invece così non fosse (ipotesi molto più verosimile) che senso ha
non prendere alcun provvedimento adesso, avendo a disposizione
l’inutile finale di campionato per sperimentare i benefici di un
cambiamento proiettato già alla prossima stagione.
Confermare l’attuale assetto tecnico-amministrativo promette di dare
buoni frutti l’anno prossimo? Chiunque intellettualmente corretto
non potrà mai dare una risposta positiva, troppe sono le lacune
tecniche, tattiche, organizzative, atletiche, sanitarie.
Si è progressivamente assottigliato il campionario di bugie ed
inutilità varie che ci sono state raccontate a più riprese, di pari
passo si sono assottigliate l’ambizione e le legittime aspettative
che si nutrivano ad inizio annata, anche gli obiettivi minimi
garantiti dai nuovi dirigenti sono miseramente naufragati.
All’inizio si parlava di bel gioco, di squadra divertente che
rendesse orgogliosi e facesse tornare la voglia di seguire il
Messina. Poi si è passato al concetto di squadra “in trincea” che
cerca di sopperire ai suoi limiti. Adesso si parla di accettare e
accontentarsi senza chiedere di più, cioè bisogna accontentarsi
acriticamente di una salvezza (dovuta). Inutile chiedere un minimo
di gioco e soprattutto di smetterla di far ridere tutta l’Italia con
le vergognose e umilianti disfatte che si susseguono con
sconcertante regolarità.
Non accetto questa visione nichilistica, significa l’annientamento
della passione, l’annientamento della speranza.
E’ un gioco al massacro a cui bisogna sottrarsi.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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IL PIACERE DI PARLARE DI CALCIO
Riflettevo amaramente su questo concetto, in effetti è questa
l’assurda limitazione che nostro malgrado siamo stati costretti a
subire. Tra le spregevoli azioni delittuose attribuibili a questa
proprietà forse è proprio la negazione del piacere di parlare di
calcio la più odiosa, quella che ha maggiore impatto sul tifoso ma
anche sul semplice appassionato.
Per sua natura e definizione il gioco del calcio è uno svago, un
piacere, nessuno può negare che attorno ad esso si aggrumino
significati e risvolti che sconfinano nel sociale e nel senso di
appartenenza, tuttavia rimane fondamentalmente un divertimento, un
interesse ludico.
Ebbene ci è stato negato anche questo.
Addirittura è diventata una sofferenza, una pena, seguire e
commentare le vergogne e le umiliazioni.
Ci vuole una buona dose di masochismo per continuare a parlare di
calcio a Messina, si finisce inevitabilmente con il farsi del male
all’anima e al cuore, la devastazione è di tale portata che
probabilmente intere generazioni, le più giovani soprattutto (che
non sono cresciute a pane e pallone), non si riavvicineranno mai più
al F.C. Messina, perché solo chi ha instillato fin dall’infanzia il
virus del calcio può continuare a sopportare quest’infinita
catastrofe mantenendo comunque un legame affettivo con la squadra
della propria città.
Insomma il danno procurato è incalcolabile.
La privazione del sacrosanto diritto di godere del gioco del calcio
e l’altrettanto sacrosanto diritto di parlarne, dovrebbero essere
risarciti in sede civile.
Potrebbe sembrare un’astrusa provocazione, ma forse la cosa più
sensata da fare sarebbe proprio citare per danni morali ed
esistenziali i colpevoli, magari utilizzando il nuovo strumento
legale della “Class Action” che sembra fatto apposta per il caso
specifico.
Sarebbe un’iniziativa clamorosa, dirompente, potrebbe addirittura
scardinare il paludoso status quo.
Dopo aver subito il danno, almeno moralmente potremmo tentare di
risparmiarci la beffa.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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INDIGNAZIONE
Sono profondamente prostrato
per l’infinito supplizio provocato e inflitto da questa indecorosa
proprietà, che ci ha confezionato per il terzo anno consecutivo una
squadra di cui vergognarsi.
Ogni qual volta rivedo gli orrori di questa banda di peones mi monta
irrefrenabile la rabbia e l’indignazione, proprio questa capacità di
indignarmi mi rende una persona rispettabile.
La battaglia contro i padroni e il loro nutrito codazzo di servi mi
inorgoglisce, dopo le ultime devastanti umiliazioni ha assunto i
connotati della missione, ormai è un dovere che mi impone la mia
integrità morale e la mia onestà intellettuale.
Solo delle stoltissime bestie quali sono i Franza, indegne di
qualsiasi considerazione, non si indignano e di conseguenza non
prendono dei durissimi provvedimenti nei confronti di mercenari
privi di anima, di capacità e di dignità, nei confronti di dirigenti
che predicano bene e razzolano male, nei confronti di tecnici più
inclini alle panche di un’aula di filosofia che ad una panchina.
Ancora maggiore è la mia indignazione nei confronti dei giornalisti
(o presunti tali) e degli “addetti ai lavori” (o presunti tali)
protagonisti e correi in questa infinita e assurda tragicommedia.
Le loro farneticanti dichiarazioni, i vergognosi comportamenti, le
ridicole giustificazioni, il vomitevole buonismo, gli indecenti
atteggiamenti e commenti dopo gli infiniti disastri, li rendono
compartecipi, anzi hanno favorito il degenerarsi irrimediabile di
questo cancro.
Continuare ad avallare lo sciagurato comportamento della proprietà
equivale a ingannare la Verità assoluta, banda di pavidi smidollati
che invece di fornire una corretta informazione e operare con
competenza e integerrima professionalità, mistificate la realtà.
L’inettitudine e l’incompetenza di giocatori e tecnici non
l’accetterò mai, ma posso capirla, è ripugnante ma sta nell’ordine
delle cose, invece è inaccettabile la falsità intellettuale e morale
di chi commenta e di chi dovrebbe informare, inoltre a differenza di
questi parvenu (razzolanti per gli italici prati) che vanno e
vengono a loro piacimento, voi che vivete e lavorate in questa città
avete avuto la sfrontata imbecillità di tradire i sentimenti dei
veri tifosi, ovvero quelli che con sofferenza disertano lo stadio,
non certo i pochi (prezzolati) ultras, vostri degni compari, che
sostengono e giustificano quel che ormai è insostenibile e
ingiustificabile.
Colpevoli senza attenuanti, con i più gravi capi di imputazione
pendenti sulle vostre teste (vuote).
Padroni e servi ormai non c’è più differenza, troppo grave è
l’imputazione, avere vilipeso il gioco del calcio, il buonsenso e il
buongusto, non ammette sconti di pena.
L’alto tradimento di cui vi siete macchiati comporta inevitabilmente
la condanna alla perdita perpetua del rispetto e della
considerazione, che sono dovuti ad ogni essere umano, a condizione
che si comporti con rispetto e onestà nei confronti del prossimo.
Quindi voi siete indegni di goderne.
Il disastro è totale, sono improrogabili prese di posizione estreme,
solo uno stravolgimento radicale può fare invertire la rotta.
Non si possono più fare prigionieri, bisogna tagliare le teste,
dentro e fuori dal rettangolo di gioco.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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OCCASIONE PERSA
Ormai non fa molta
differenza, un’occasione persa in più o in meno non cambia molto, si
va semplicemente ad aggiungere alle innumerevoli altre occasioni
perdute.
L’occasione persa alla quale mi riferisco è l’opportunità di
giocarsi i play-off buttata via in modo criminale per il solito
miscuglio di avidità e inettitudine che ha contraddistinto e
continua a contraddistinguere la gestione Franza, aldilà degli
uomini che si sono alternati alla gestione tecnica e amministrativa,
(in verità pochi uomini e molti quaquaraquà) scelti con decisioni
cervellotiche, molto più spesso imposti con presunzione grottesca
fino a sconfinare nel ridicolo.
Il piccolissimo gruppo menti che ancora non ha perso il senso
critico e quindi il senso della realtà è abituato a masticare amaro
quindi poco male.
Di occasioni perse se ne sono viste e sentite così tante da portare
alla rassegnazione, pian piano tutte le voci di dissenso stanno
abdicando alla mediocrità imposta dalla società.
I pseudo giornalisti sono i miei preferiti, sono sinceramente
affascinato dalla loro nullità, si sono ordinatamente allineati
sostenendo allegramente la “normalizzazione” dell’anormale, un vero
fenomeno sociologico da studiare.
Anche le pochissime voci critiche si stanno affievolendo soffocate
dall’ipocrito conformismo e dal piatto adeguamento allo schifo.
Spazio quindi solo a chi parla a sproposito, a chi strepita
farneticanti teorie e spiegazioni, meglio se certificate con il
rassicurante marchio di fabbrica della Gazzetta del Sud che sdogana
anche le peggiori bestialità conferendo dignità e rispettabilità
anche alle più allucinanti minchiate, siano esse scritte sulle
colonne del modesto quotidiano, ovvero raccontate attraverso gli
schermi dell’ancor più modesta RTP. Su gli altri organi di
informazione non è necessario spendere alcun commento, si
definiscono da soli nella loro insignificante pochezza.
Insomma tutti fanno a gara a non perdere occasione di stare zitti, a
non perdere occasione di fare un altro mestiere, a non perdere
occasione di elogiare questo o quello, cosa volete che sia.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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VERGOGNA
Poche parole perché non c’è molto da dire e poi non è il caso di
sprecare inutili energie mentali per questi cialtroni.
Come bisogna classificare l’ulteriore inaccettabile disfatta in quel
di Frosinone?
Soprattutto come si fa ad accettarla e metabolizzarla come se nulla
fosse?
Questo genere di indegne non-prestazioni portano a prendere
immediate decisioni di carattere disciplinare, ma questo accade in
tutte le società di calcio normali, ed è proprio questo il punto
fondamentale: una volta ancora la società FC Messina si dimostra
essere una società anormale, nel senso più deleterio del termine.
A quei pochi “dissidenti” ai quali viene la nausea al solo pensare
come hanno ridotto il Messina, non resta che tenersi questa indegna
società, questi indegni giocatori, questi indegni giornalisti e
commentatori.
Indegni tutti quanti perché è intollerabile continuare a subire
queste umiliazioni senza la minima reazione.
Sostenere che bisogna solo salvarsi è una cosa (peraltro è un’idea
che ho sempre rifiutato a priori), ma come si fa a tollerare questo
schifo.
Vergogna!!!
UltimoGordon |
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SCONCERTANTE
Nelle ultime settimane si
stanno rincorrendo insistenti indiscrezioni, voci incontrollate di
anomale scommesse a perdere sulle partite Messina – Triestina e
Cesena – Messina.
L’ambigua gestione societaria (sia amministrativa che sportiva)
degli ultimi anni ed anche il comportamento non proprio
irreprensibile dei tesserati nel recente passato, favoriscono
l’insinuarsi del sospetto. Le modalità nelle quali sono maturate le
sconfitte suddette, aggiunte alle imprevedibili ed inopinate
sconfitte con Vicenza e Spezia, rendono sconcertante il quadro
generale.
In effetti a voler fare l’avvocato del diavolo bisogna riconoscere
che si tratta di partite nelle quali la vittoria degli avversari era
generosamente quotata proprio perché ritenuta improbabile. Un
incidente di percorso è del tutto naturale, invece non lo è affatto
il sospetto ripetersi dell’evento, peraltro preceduto e seguito da
prestazioni completamente discordanti dalle sconfitte incriminate.
Questo è il quadro generale nel quale stanno maturando queste
indiscrezioni che accrescono il disorientamento e alimentano, se non
il sospetto, almeno il ragionevole dubbio.
Non mi sorprenderei se fosse avviata un’indagine e tanto più non mi
sorprenderei se quelle che al momento sono solo calunnie si
dimostrassero concreti, provati, reati.
A mio modo di vedere solo il fatto che esistano queste voci, che si
diffondano con tanta facilità e che riscuotano tanto interesse, anzi
addirittura che si dia credito a queste infamanti accuse, pone con
forza la questione della fiducia.
Per quanto mi riguarda da molto tempo non ho la minima fiducia e
quindi nessuna stima nei confronti dei personaggi alla guida della
società (e anche di tanti calciatori ancora in organico), che hanno
l’imperdonabile colpa di aver precipitato il Messina in uno dei
periodi più umilianti e degradanti della sua storia.
Disprezzando profondamente i presunti imputati sono tendenzialmente
portato verso un verdetto di colpevolezza, ma l’aspetto interessante
della vicenda è il diffuso senso di sfiducia che attraversa
l’ambiente sportivo cittadino, questo significa che sempre più
tifosi hanno esaurito la propria disponibilità a dare credito alla
società e ai calciatori, cioè significa che questo gruppo
(amministrativo e tecnico) viene percepito come un’accozzaglia di
indegni rappresentanti della propria fede sportiva.
Si avverte nitidamente, non bisogna essere attenti osservatori per
rendersene conto, è un diffuso senso di fastidio che serpeggia,
un’insofferenza montante.
Nonostante ciò giornalisti e commentatori hanno fatto calare la
bieca censura sull’argomento, il che dimostra una volta di più la
loro malafede, la collusione con il marciume che ci sta soffocando.
Se nessuno ha nulla da temere non c’è motivo di non parlarne.
Tacitare significa quantomeno avere scheletri negli armadi. La
libera informazione non ha paura né riverenza verso il potere
costituito, anzi non deve perdere occasione di fustigarlo e porlo
davanti alle proprie responsabilità.
I cari giornalisti e “addetti ai lavori” vari ed eventuali, invece
di continuare a criticare la gente che non va più allo stadio
dovrebbero indagare a fondo, in questa ed in tutte le altre
sconcertanti vicende che hanno funestato la recente storia
calcistica cittadina, per fugare il benché minimo dubbio. Ma siccome
non perdono occasione per dimostrarsi servi del potere, non potranno
mai capire che il punto fondamentale è proprio questo: si tratta di
una questione di fiducia.
Esattamente quello che non c’è più.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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E ANCHE QUESTO GENNAIO
E anche questo gennaio è passato senza che la proprietà facesse ciò
che era necessario, gli anni scorsi addirittura per la
sopravvivenza, quest’anno “solo” per cercare di agganciarsi ai
play-off ed evitare qualsiasi pericolo.
Parlare di pericolo a molti potrà sembrare esagerato, invece credo
che con la rosa attuale questa squadra sia ancora oggi (malgrado il
buon vantaggio sulla quintultima, ma dopo aver perso praticamente
con tutte le ultime in classifica) sul filo del rasoio, inoltre il
mio rigore intellettuale mi impone di controbilanciare le
dichiarazioni demenziali ed irresponsabili che parlavano a
sproposito di Serie A e criticavano i tifosi che disertavano il S.
Filippo, assurdità prive di senso della realtà.
Questa stagione, bene che vada, non ha più nulla da dire e da dare
ai già esasperati tifosi, anzi a questo punto potrà solo “regalare”
ulteriori amarezze (vedi le paradossali sconfitte con Vicenza,
Spezia, Triestina e Cesena, tanto per citare le più clamorose), o
magari umilianti vergogne (vedi il pignoramento dell’incasso con la
Triestina).
Aldilà dell’avara stagione in corso il futuro è tutt’altro che
roseo, se ci fossero state reali intenzioni di crescere non c’era
migliore occasione per cominciare a farlo da questo gennaio, così
come si faceva ai tempi di Aliotta – Salerno, che con lungimiranza e
sagacia cominciavano a rafforzare già a gennaio la squadra per la
stagione successiva.
A quei tempi non c’era bisogno di fare appelli per richiamare la
gente allo stato, ma queste elementari verità le avide menti dei
Franza non le hanno mai comprese e non mi pare ci siano segnali che
comincino a comprenderle, anzi si va sempre più, di bassezza in
bassezza, nella direzione opposta: ritenere legittimo non pagare il
dovuto all’ATM perché si vantano presunti crediti dal Comune,
equivale a sostenere di aver fatto bene a rapinare il negozio di un
negoziante che è nostro debitore. Non c’è bisogno di aggiungere
altro, lo capisce anche un bambino (caro Gasparin) che è un
comportamento da lestofanti, assolutamente ingiustificabile.
L’inesistente mercato di questo gennaio, voglio sottolineare ancora
una volta malgrado i cinque milioni di euro di bonus, spero chiuda
definitivamente tutte le discussioni buoniste: questa proprietà non
ha la volontà di portare avanti il progetto sportivo!
La città tranne rare accezioni ormai lo ha capito, serve che lo
capiscano qualche confuso giornalista e qualche dannoso
commentatore-opinionista. Bisogna interrompere questo inutile e
penoso stillicidio, perché a queste condizioni l’estinzione del
calcio a Messina è solo questione di tempo.
Già mi prefiguro cosa succederà la prossima stagione: senza i cinque
milioni di bonus venderanno i pochi giocatori validi e non contenti
continueranno ad insultarci e oltraggiarci dicendo che non meritiamo
e che non possiamo pretendere una squadra vincente.
A gennaio 2009 ci ritroveremo a parlare di altre vergogne e
umiliazioni, materiali e morali.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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COME SE …
Vorrei
tornare sull’argomento già trattato nell’ultimo commento, cioè sulla
disputa apertasi circa il numero di spettatori che seguono il
Messina dagli spalti del S. Filippo.
Non era mia intenzione tornare a riparlarne, ma visto che si
continua ad insistere forse è il caso di fare alcune
puntualizzazioni, d’altronde l’ambiente messinese è talmente “malato
di anormalità” da rendersi necessaria una volta di più la
puntualizzazione dell’ovvio!
Ho già detto la settimana scorsa come la penso circa le prese di
posizione sull’argomento di Di Costanzo e Gasparin, considerato che
non hanno nessuna responsabilità sui passati disastri e che forse
non conoscono tutti i particolari e i retroscena delle scorse
tragicomiche gestioni tecnico-amministrative, riesco perfino a
giustificarli. Fermo restando che non condivido assolutamente né la
forma né tantomeno la sostanza della loro presa di posizione.
Coloro che non hanno nessuna giustificazione sulle polemiche
sollevate riguardo la legittima e sacrosanta scelta di disertare lo
stadio, scelta peraltro sofferta presa dai tifosi e dai semplici
appassionati di calcio, sono i giornalisti e i commentatori locali.
Loro si che conoscono bene tutti i particolari ed i retroscena della
tragicomica gestione del recente passato, e quindi la loro posizione
non sono è impropria ed ingiustificabile, ma è perfino scorretta e
odiosa.
Capisco che questa variegata categoria di personaggi non brilli per
onestà intellettuale e per lucidità di analisi, però arrivare a
sostenere tesi insostenibili, ricoprendosi di ridicolo, dovrebbe
essere troppo anche per le loro cortissime memorie.
Sostenere che i messinesi sbagliano a disertare lo stadio è un
oltraggio, è come se…
Come se avere fatto inciuci più o meno legali con la combriccola
Moggi fosse colpa dei messinesi;
Come se non aver pagato l’IRPEF, commettendo un reato prima e
facendo passare un’estate da incubo a 28.000 (V-E-N-T-O-T-T-O-M-I-L-A!!!)
abbonati poi, fosse colpa dei suddetti 28.000;
Come se aver buttato nel cesso, per ottusità e inettitudine, la
geniale operazione “Stella in più” fosse colpa dei messinesi;
Come se, dopo l’inopinata prima retrocessione determinata
soprattutto dalla sciagurata campagna acquisti di gennaio 2006, aver
affidato le sorti della squadra a quell’incompetente e presuntuoso
di Valentini ed al suo degno compare Brunello, fosse colpa dei
messinesi;
Come se aver riconfermato la coppia di compari dopo 7 sconfitte 7,
dopo ingiurie e oltraggi, dopo umiliazioni e vergogne, fosse colpa
dei messinesi;
Come se aver diabolicamente perseverato nella campagna acquisti di
gennaio 2007 fosse colpa dei messinesi;
Come se aver pubblicamente dichiarato la volontà di smobilitare e di
non avere nessuna intenzione di assecondare le legittime ambizioni
della piazza fosse colpa dei messinesi;
Come se aver messo i parcheggi a pagamento (ed a che prezzi!) fosse
colpa dei messinesi;
Come se non aver acquistato nessuno neanche nella campagna acquisti
di gennaio 2008, malgrado i cinque milioni di bonus, fosse colpa dei
messinesi.
Insomma è legittimo oppure no essersi scassati la minchia!
Io sono convinto di si!
Inoltre bisogna considerare anche la fatica che comporta andare in
“pellegrinaggio” al nuovo stadio (inaccessibile e scomodo) ed ancor
di più alle ristrettezze economiche che tutti ed in particolare i
messinesi sono costretti a dover affrontare.
Andare allo stadio diventa un sacrificio troppo grande, per farlo
bisogna essere spinti dall’entusiasmo e da obiettivi gratificanti.
Andare allo stadio significa avere fiducia cieca sulla società. Mi
domando chi, nella piena facoltà intellettiva, può dare fiducia alla
“famigghia” Franza?
Ed allora cari pseudo commentatori e pseudo giornalisti smettetela
di fare i lacchè di questa indegna proprietà, e pur sottolineando
giustamente le discrete cose che stanno facendo questo gruppo di
giocatori e questi dirigenti, non perdete mai di vista la realtà e
la storia che ci hanno portato ad essere qui a discutere sul
disamoramento della città.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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BILANCI & RIMPIANTI
Concluso il girone d’andata si possono fare delle ragionevoli
proiezioni per il finale di campionato, un interrogativo su tutti si
sta materializzando in considerazione dei risultati fin qui ottenuti
dal Messina e dal lotto delle concorrenti: Ci ritroveremo per
l’ennesimo anno a fare i bilanci di fine stagione con brucianti
rimpianti per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato?
Probabilmente si!
Tutto lascia presupporre che il Messina si possa classificare nelle
posizioni immediatamente a ridosso dei play-off (diciamo tra la 7^ e
la 9^), ormai i valori sembrano ben delineati ed anche le strategie
di calciomercato di gennaio non dovrebbero portare a stravolgimenti
di valori.
Il Messina si ritrova nell’ambigua situazione di chi si trova a metà
strada tra un anonimo girone di ritorno e l’entusiasmante rincorsa
alle posizioni che contano.
In altre circostanze ed in altri tempi 32 punti sarebbero stati
considerati come un lusinghiero bottino, con le premesse delle
ultime due sciagurate annate e con l’evoluzione dei campionati
(sempre più legati al valore mediatico determinato dalle
televisioni), “galleggiare” in una tranquilla posizione di
classifica in questa Serie B è alquanto deludente.
Secondo una prudente proiezione matematica per entrare nelle prime 6
posizioni di classifica servono almeno 70 punti, quindi bisognerebbe
migliorare sensibilmente la media punti nel girone di ritorno,
ovvero bisogna racimolare 37 – 38 punti, dovendo peraltro disputare
una gara in meno in casa (10 in casa e 11 in trasferta). Per
riuscire in questa autentica impresa era necessario rinforzare in
maniera decisiva la squadra, assecondando così le circostanze
propizie, inimmaginabili ad inizio stagione invece concretizzatesi
nel corso del campionato.
Invece ancora una volta la proprietà si sta distinguendo per
inettitudine e ottusità, non comprendendo ciò che è elementare
comprendere: Fare degli investimenti per rinvigorire e consolidare
un trend positivo, serve prima di tutto per ottenere un ritorno di
risultati sportivi che sono propedeutici e imprescindibili per
ottenere di riflesso risultati economici.
Quindi sarebbe stato opportuno, anzi doveroso considerati i cinque
milioni di euro di bonus, rinforzare sostanziosamente la squadra.
Inutile ribadire la mia disapprovazione e il mio disprezzo nei
confronti della stolta gestione Franza, purtroppo, malgrado i
discreti risultati ottenuti, la mia posizione fermamente critica si
deve allargare anche alle figure dell’Allenatore (che per inciso
continua malgrado tutto a non convincermi pienamente, perseverando
in scelte per niente condivisibili) e del Direttore Generale. Mi
riferisco allo stucchevole e pedante insistere sullo scarso e
insoddisfacente (a loro dire) numero di presenze sugli spalti del S.
Filippo.
Premesso che è di cattivo gusto e inopportuno entrare nel merito
delle legittime decisioni dei singoli tifosi, mi dispiace doverlo
sottolineare, ma non sono nella posizione di poter pretendere nulla,
voglio dire che rispetto alle mortificazioni e alle umiliazioni
subite nel recente passato ancora hanno fatto troppo poco per
recuperare l’affetto ed il pieno appoggio della piazza e soprattutto
(anche se loro non hanno colpe per il passato) non devono mai
dimenticare che al timone della società sono rimaste le stesse
persone che ci hanno portato al disastro, con l’aggravante che non
stanno facendo nulla (tranne le solite chiacchiere che non incantano
più nessuno), né tanto meno hanno intenzione nell’immediato futuro
di fare nulla, per rimediarvi. La grande maggioranza dei messinesi
non sopporta più la presenza di questi personaggi. Essere a metà
classifica (tutto sommato è questa la posizione attuale) non basta
più per affollare le scomode tribune del S. Filippo. Inoltre nel
caso specifico ritengo gli “appelli alla mobilitazione” del tutto
ingiustificati: a mio avviso 5000 paganti per Messina – Rimini non
sono affatto pochi (il Cagliari in Serie A ne fa di meno!), in
passato erano stati abituati troppo bene e sappiamo tutti come siamo
stati ripagati.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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STRANE DICHIARAZIONI
Nelle ultime settimane sono
state pubblicate (sulle pagine del principale quotidiano cittadino)
una serie di interessanti dichiarazioni dei vertici societari, in
verità non sono state dette cose eclatanti tuttavia alcuni argomenti
possono essere oggetto di attenta riflessione proprio per la
tempistica che le ha contraddistinte, mi riferisco in particolare
alle precisazioni sull’assetto della proprietà, sui programmi e le
prospettive per il futuro, fatte proprio nel momento topico della
stagione, momento nel quale è possibile (ingaggiando giocatori di
talento nei ruoli chiave) far mutare improvvisamente obiettivi e
prospettive.
In tutta onestà sono molto perplesso, cosa di per sé normalissima
quando si tratta di interpretare le dichiarazioni dei Franza,
stavolta però le incongruenze tra le “chiacchiere” e la realtà dei
fatti concreti sono talmente stridenti tra di loro da destare
sinistri sospetti.
Non riesco a comprendere i motivi che possano spingere un presidente
e un vice-presidente totalmente assenti a fare dichiarazioni di
rinnovato impegno, proprio quando (a mercato di gennaio aperto)
queste affermazioni per avere un elementare senso compiuto devono
essere associate indissolubilmente con l’ingaggio di calciatori dal
tasso tecnico palesemente superiore a quelli già in organico.
Perché fare quelle dichiarazioni e soprattutto perché farle proprio
adesso?
La principale ipotesi che si può ragionevolmente formulare associa
questo puerile e inconsistente tentativo di ridestare l’attenzione
della città nei confronti del fenomeno calcio perché ad esso, nelle
mire della famiglia Franza, era associata la prospettiva di nuovi
favolosi guadagni attraverso la realizzazione di due centri
commerciali: il famigerato progetto della “valorizzazione” (solo per
loro) degli stadi S. Filippo e Celeste.
Riconquistare la ribalta mediatica potrebbe essere il disperato
tentativo di cercare di condizionare fondamentali decisioni sul
riassetto della grande distribuzione nell’ambito del territorio
comunale, sconvolta nell’ultimo anno dall’entrata in campo del
colosso mondiale Auchan spalleggiato dalla famiglia Ruggeri
(imprenditori immobiliari molto dinamici e disinvolti).
Parliamoci chiaro, l’apertura dell’immenso centro commerciale (tanto
per capirci si tratta di una struttura da Napoli in giù seconda per
dimensioni solo a Etnapolis) manderebbe definitivamente a monte il
progetto dei Franza perché non avrebbe alcun senso realizzare un
ulteriore centro commerciale, peraltro infinitamente più modesto, ad
un chilometro di distanza, anzi nell’intero territorio comunale non
avrebbe senso realizzare altri centri commerciali che non potrebbero
reggere la concorrenza di una struttura di dimensioni e potenzialità
interregionali.
Considerato il volume degli interessi in gioco, ritengo poco
probabile che i Franza, malgrado le influenti amicizie, riescano a
fermare il progetto Auchan-Ruggeri, così come sono altrettanto
convinto che stiano mettendo in atto tutti i tentativi possibili per
ostacolare il nuovo centro di potere. Purtroppo per loro stavolta
non sarà sufficiente fase le solite sconclusionate dichiarazioni e
promesse alle quali non sono mai seguiti i fatti. Hanno avuto la
possibilità di consolidare attraverso il fenomeno calcio il dominio
della città e guadagnarci anche, se solo non fossero stati così
inetti. Non solo in ambito calcistico ma anche e soprattutto in
ambito imprenditoriale il loro dominio incontrastato potrebbe
velocemente volgere verso il declino.
Il peggio che possa capitare a chi è avido.
Ed io non posso che rallegrarmi.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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CARO BABBO NATALE
Caro Babbo Natale,
che sei tanto buono ed esaudisci tutti i desideri, rendici le
prossime festività più gioiose, insieme alle tue renne volanti
portaci i più desiderati regali.
Questi regali ci farebbero trascorrere un meraviglioso Natale e ci
proietterebbe verso un 2008 finalmente votato all’ottimismo e alla
speranza .
Siamo stati buoni, abbiamo sofferto, tribolato e patito, ed ora ci
affidiamo a te che sei l’incarnazione della bontà: aiutarci ad
uscire da questo lungo incubo.
C’è tanto posto sulla slitta e ti chiediamo soltanto piccole cose,
ma di immensa importanza per noi miseri e tapini tifosi del Messina:
- un presidente finalmente presente e interessato alla squadra e ai
suoi tifosi, prima che ai ricavi da ottenere a qualsiasi costo, che
non ci oltraggi più con dichiarazioni irresponsabili e con scelte
scellerate che umiliano tutti;
- dirigenti competenti che tutelino la squadra ponendosi come unico
obiettivo il costante miglioramento, ma anche dotati di sensibilità
che li rendano “vicini” agli umori e alle richieste non solo dei
tifosi ma dell’intera comunità;
- un allenatore che non abbia più paura di osare, sempre e comunque,
che costruisca un assetto di gioco prepotente e spavaldo, perché
dopo la lunga quaresima durante la quale abbiamo subito l’infinito
calvario è arrivato il momento di imporsi;
- giocatori attaccati alla squadra e quindi alla città che
rappresenta, capaci di buttare il cuore oltre i propri limiti con
fierezza, consapevoli della responsabilità che deriva dalle
aspettative che una moltitudine ripone su di loro.
Come vedi ci accontentiamo di poco, non ci importa che siano belli o
brutti, alti o bassi, magri o grassi, basta che si interessino
amorevolmente alla squadra ed ai suoi tifosi, restituendoci dignità
ed orgoglio, e se possibile che assecondino le giuste ambizioni
riportando l’entusiasmo sopito.
Auguri
Ultimogordon |
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TORNATI ALLA
CONSUETUDINE
Dopo una breve parentesi di prestazioni sufficienti caratterizzate
da “normale” agonismo, applicazione, spirito di sacrificio, premiate
con risultati forse al disopra dei meriti ma onestamente guadagnati
sul campo, la squadra di Franza, Gasparin e Di Costanzo è ritornata
alla consueta inettitudine.
La sorprendente sequenza mi aveva disorientato, non riuscivo più a
riconoscere la squadra timida, impacciata, arrendevole,
costantemente in balia dell’avversario di turno, che da tre anni
ahinoi siamo abituati ad “ammirare” e commentare.
Ed invece eccoci qui, ritornati al passato, una brusca e repentina
regressione che ci rammenta come il percorso verso la normalità sia
ancora troppo lontano e non percorribile con i protagonisti
dell’attuale gestione.
Anzi non è nemmeno ipotizzabile cominciare ad intraprendere questo
cammino se si continua a tenere in campo ex giocatori, almeno una
mezza dozzina di calamità calcistiche che continuano
inspiegabilmente a calcare campi di calcio a livello
professionistico. Voglio precisare ancora una volta che non ho nulla
di personale contro chicchessia ma purtroppo loro malgrado sono
l’archetipo, il paradigma, di cosa non deve essere e di cosa non
deve fare un giocatore in campo, anche se si giocasse nei
dilettanti.
Se a questo aggiungiamo una guida tecnica affidata ad un modesto
filosofo minimalista, che invece di spingere sull’entusiasmo e sulle
motivazioni (se non lo si fa dopo tre vittorie di fila, quando lo si
deve fare?), non ha perduto occasione per ripeterci che bisognava
limitare i danni, che si era in piena emergenza con gli uomini
contati e quindi non vedeva l’ora di arrivare alla sosta. Ebbene con
questa politica non si arriva alla sosta, si arriva all’estremo
riposo.
I nuovi dirigenti invece sono indecifrabili, non ho ancora capito se
ci “fanno” o ci “sono”, cioè non capisco se si sono ritrovati in una
situazione talmente compromessa e avendo come controparte gli
irrecuperabili armatori-albergatori-ori-ori-ori, stanno
semplicemente cercando di sopravvivere meditando di svignarsela alla
prima occasione, oppure anche loro prendono parte come protagonisti
a questa tragicommedia avendo un ruolo attivo. In questo secondo
caso dovrei dedurre che siano fermamente convinti di aver cominciato
a gettare le basi della rinascita ed allora la situazione sarebbe
drammaticamente irrimediabile.
Della proprietà non voglio aggiunger niente altro: primo, perché mi
infastidisco al solo nominarli; secondo, perché ho già detto e
ridetto quel che dovevo dire, e soprattutto le loro azioni passate,
presenti e le intenzioni future si commentano da sole. Basta
semplicemente dire che loro incarnano perfettamente, anzi, che loro
SONO la nefasta consuetudine.
Ultimogordon |
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INSENSIBILE
Malgrado la terza vittoria
consecutiva commentare le prestazioni di questo Messina è diventato
troppo tedioso ed invece la narrazione calcistica dovrebbe sempre
rispondere agli scopi di piacevole intrattenimento.
La mia insofferente intransigenza mi imporrebbe di trattare
opportunamente, sostenute dal rigore e dalla maestà della Verità,
tutte le schifezze che questa proprietà continua a propinarci, ma
ormai sono insensibile, anzi non me ne frega proprio niente.
In passato facendo spesso ricorso al buonsenso e all’autocontrollo
ho cercato di edulcorare le pochezze, le miserevoli vicende,
l’alternativa sarebbe stata evitare di parlare del Messina per non
rischiare di offendere o disgustare prima me stesso e poi gli altri.
Perché negli argomenti che ci riguardano è insito l’orrore della
realtà dei fatti, se invece fossero state semplici invenzioni le
avremmo guardate soltanto con indifferente ripugnanza.
L’accumulo delle più importanti calamità della storia calcistica
cittadina, in un arco temporale così breve, ha colpito l’immaginario
di tutti noi. Ormai siamo ipersensibili alle negatività e
indifferenti ai seppur piccoli indizi di redenzione.
Abbiamo vissuto un disastro collettivo e saggiato ogni genere di
miseria calcistica, e quel che è peggio la suprema afflizione ci ha
colpito individualmente, perché gli orrori estremi dell’angoscia
sono sempre sopportati dai singoli individui.
Abbiamo patito e subito oltre ogni immaginazione funesta ed ognuno
di noi ha affrontato il destino avverso, ha sopportato ed ha
metabolizzato il dolore a modo proprio.
Io, per esempio, sono diventato insensibile, dopo aver per troppo
tempo provato l’estremo terrore dell’impotenza, sospeso nel labile
limite che divideva la sopravvivenza della passione calcistica dalla
sua morte. Pensavo fosse dovuto alla sequela infinita di amarezze e
umiliazioni, invece anche dopo 3 vittorie consecutive permane il mio
assoluto disinteresse verso le sorti della squadra dei Franza. Ho
capito che è proprio questo il punto fondamentale: fino a quando non
cambierà la proprietà mi lascia del tutto indifferente che la “loro”
squadra vinca o perda. Ho preso atto che la città è stata
espropriata della sua espressione calcistica ed ha subito
supinamente questo affronto.
Qualcuno in futuro forse tornerà sugli spalti del S. Filippo,
abbindolato ed illuso da qualche remota prospettiva di play-off. Per
quanto mi riguarda sto abituandomi a quella strana sensazione di
totale indifferenza alle vicende calcistiche (cosa inimmaginabile
fino ad un paio di anni fa) e non mi chiedo neanche più se si tratti
di una pausa momentanea o se sia un processo irreversibile. Sto
vivendo un’apatica sopportazione di un dolore sordo, senza nessun
affanno, senza nessuna speranza.
Ogni tanto vengo colpito da crisi di coscienza, allora per
rassicurarmi rifletto sul potere distruttivo dei Franza e se da una
parte mi conforto, dall’altro mi impaurisco ancor di più pensando a
quanto siano stati funerei, tanto da allontanare decine di migliaia
di appassionati dalla squadra.
Cerco di risollevarmi ripetendomi che presto o tardi si interromperà
questo abbraccio mortale, ma nel frattempo che fine avrà fatto la
mia passione di tifoso?
Pallido, freddo, insensibile. L’estrema angoscia fisica e mentale,
il tormento supremo per un cuore che palpitava.
Vi sono momenti in cui la nostra triste vicenda calcistica può
assumere una somiglianza con l’inferno. Chi ha ancora conservato un
poco di forza vitale deve cercare di tenere sopiti i demoni,
altrimenti ci divoreranno.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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NESSUN ENTUSIASMO
Anche la vittoria di sabato scorso non mi suscita nessun entusiasmo.
Anzi andando ad analizzarla ci si accorge che ancora una volta è frutto di
episodi andati tutti a favore (gol regolare dell’Avellino e rigore
nettissimo per fallo del “solito” Parisi), incomprensibile è
l’atteggiamento di tutti coloro che non evidenziano nella maniera dovuta
questa serie di “coincidenze” che hanno condizionato pesantemente il
risultato.
Per quanto continui a sforzarmi di essere ottimista, non riesco a scorgere
niente di positivo, niente che possa rassicurarmi per il futuro della
causa.
L’aspetto più preoccupante è che, dopo una breve parentesi di ottimismo
ingenerata dalle nuove figure dirigenziali, ormai ho superato anche la
fase della delusione e mi sto serenamente avviando verso la rassegnazione,
quel convincimento di irrimediabilità che subdolamente si insinua quando
si è reduci da travagli così dolorosi e prolungati.
Gli 800 paganti di sabato stanno chiaramente a significare che la
rassegnazione e la morte di ogni entusiasmo si è propagata a tutto
l’ambiente, d’altronde chi semina vento raccoglie tempesta.
Le promesse continuano a restare tali, così come le disillusioni di chi le
ascolta. Tuttavia, seguendo la consolidata tradizione di inettitudine i
giornalisti ed i commentatori continuano imperterriti a non evidenziare
l’estrema criticità della situazione. Anzi si sta verificando esattamente
l’opposto, addirittura si arriva a commenti entusiastici per due vittorie
di fila in questa mediocre Serie B!
In tutti gli altri ambienti, per molto meno di ciò che abbiamo dovuto
subire negli ultimi due anni, si passa non solo alle critiche ma anche
agli insulti (e talvolta alle vie di fatto), che saranno poco eleganti ma
spesso servono a mettere davanti alle loro responsabilità gli
ingiustificabili (visti i faraonici ingaggi e tutti i benefici annessi e
connessi della professione) protagonisti. In fin dei conti è la reazione
più sensata, una manifestazione di sanguigna vitalità, che è il sentimento
principale della passionalità che giustifica ed alimenta il fenomeno
calcio.
A Messina invece no! Non è accettabile pretendere ciò che è dovuto, ed in
analogia a tutte le vicende che determinano il presente ed il futuro della
collettività, serenamente avviluppati nella rassicurante melassa
dell’anonima mediocrità, proseguiamo senza guida e senza meta.
Forse è meglio non sapere dove stiamo andando e chi ci condurrà in futuro,
anche perché la città ha dimostrato di non avere l’autorevolezza e la
fermezza di pretendere il rispetto e la giusta considerazione da parte di
chi gestisce la squadra e le scelte, dentro e fuori il rettangolo di
gioco.
I programmi per il presente e anche per il futuro sono tutti racchiusi in
un semplicissimo concetto: volare piano, volare bassi. Per il resto niente
altro, questo deve bastare ed avanzare.
I buoni propositi di agosto bisogna metterli agli atti, accanto ai buoni
propositi dell’agosto di un anno fa ed a quelli di due anni fa. Lo
scaffale è ancora capiente, ci sarà posto per metterne tanti altri.
Qualsiasi cosa succeda o non succeda, la preoccupazione più importante è
quella di non criticare, altrimenti si è tacciati di disfattismo. Bisogna
aspettare fiduciosi.
Quello che mi chiedo da più di due anni è avere fiducia in chi, ed in
cosa? Ed evidentemente come me se lo chiedono in tanti, visto che siamo ai
minimi storici di spettatori.
Quindi cari Franza, Gasparin, giornalisti e commentatori vari, aspettate,
aspettate fiduciosi che arrivi la manna dal cielo… nel frattempo tenetevi
gli 800 paganti e cortesemente abbiate il buongusto di stare tutti zitti!
Ultimogordon |
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NON CAMBIA NULLA
Il risultato positivo di
Piacenza non cambia nulla sui giudizi e sulle prospettive del
Messina, anzi bisogna dimenticarla velocemente e dopo l’inopinata
sconfitta con il Vicenza l’imperativo è concentrarsi sui
fondamentali scontri salvezza con Avellino e Ravenna, da non fallire
assolutamente.
I tre punti rappresentano solamente un poco di ossigeno per la
asfittica classifica, per ora la zona play-out è a distanza di
sicurezza, chiunque voglia dare significati diversi o addirittura
trionfalistici è un’irresponsabile, perché bisogna valutare con
onestà che anche questa volta la prestazione è stata deludente, in
linea con l’andazzo stagionale. Quindi la vittoria se pur
sostanzialmente legittima è del tutto casuale essendo stata ottenuta
con un solo e unico tiro in porta nell’arco dei 90 minuti
accompagnata dalla solita partita di contenimento aspettando
passivamente gli attacchi avversari.
Sia chiaro, non voglio sminuire una vittoria fuori casa, anche
perché questa soddisfazione ci è stata negata per ben 22 mesi! Però
ho la consapevolezza che questa squadra non è in grado di offrire di
più, sono tempi tristi.
Proprio per questo mantengo il mio atteggiamento di “pessimismo
costruttivo”.
Il mio timore è che qualche risultato positivo possa far illudere la
società che non sia necessario operare con decisione nel
calciomercato di riparazione.
Bisogna sempre mantenere l’obiettività nel giudicare e non
dimenticare le numerose lacune della squadra. La differenza tra una
tranquilla salvezza e una drammatica retrocessione sono molto labili
e noi purtroppo lo sappiamo bene. Dopo i due ultimi scellerati
mercati di gennaio, ritrovarsi tra due mesi con i medesimi
calciatori sarebbe da criminali!
Quindi manteniamo alta la tensione e la pressione sui dirigenti.
Per ora bisogna mantenere la Serie B e nel frattempo, ognuno nelle
proprie possibilità, preparare il terreno affinché al più presto ci
sia una nuova proprietà con obiettivi ambiziosi.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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ASSUEFAZIONE ALLA SCONFITTA
L’aspetto più preoccupante in questo lungo periodo di negatività non
è tanto il disimpegno della proprietà, né l’impotenza dei nuovi
dirigenti e neanche la manifesta incapacità di numerosissimi
giocatori (sopra tutti Parisi e Zanchi, vere e proprie calamità
calcistiche) e tanto meno l’inadeguato allenatore.
L’aspetto più preoccupante è l’assuefazione alla sconfitta di tutto
l’ambiente sportivo cittadino. Ormai viene considerato ineluttabile
e naturale collezionare disfatte e umiliazioni.
Anestetizzati da una critica inesistente e da giornalisti che invece
di raccontare i fatti e (con l’insita tragica evidenza) la palese
insostenibilità della situazione, non lesinano mai una parola di
conforto e di giustificazione per degli asini che da anni commettono
ingenuità ed errori da fucilazione con processo sommario,
continuiamo come se niente fosse la nostra discesa verso gli inferi
calcistici.
Mi rendo conto di essere ripetitivo ma dopo i surreali commenti
della terza sconfitta consecutiva (descritta quasi come una
vittoria!?) non posso fare a meno di ribadire una volta di più che
tutte le figure deputate a stimolare l’ambiente, a esercitare
pressioni perché questa catastrofe sportiva si avvii finalmente
verso una conclusione, sono latitanti o peggio ancora conniventi e
complici per incapacità, per pavidità o peggio, per disonestà.
La mancanza di reazione e tale da essere ormai sulla soglia del
martirio.
In questa assurda realtà parallela, entro la quale si sviluppano e
prosperano personaggi e situazioni paradossali, è diventato normale
e perfino ovvio tirare fuori giustificazioni, spiegazioni,
attenuanti, comprensibili soltanto a coloro che hanno la mente
stordita da cotanta anormalità. Proprio così signore e signori, il
metafisico spettacolo confezionato dalla premiata ditta Franza, con
la colpevole complicità di numerosi “cortigiani” (dentro e fuori la
società) non ha precedenti ne paragoni, così come non ha precedenti
ne paragoni la assoluta mancanza di reazione dei tifosi e della
città.
Le miserevoli prestazioni del Messina da troppo tempo non hanno
nulla a che spartire con il gioco del calcio, aldilà delle
categorie. Rassegnati e perdenti non ci si vuole rendere conto che
stiamo velocemente togliendo il disturbo, congedandoci nel peggiore
dei modi dal mondo calcistico. Troppo poco è durata la stagione
delle soddisfazioni dopo mezzo secolo di nulla. Credevo ci
meritassimo tutt’altro che questa fine ignominiosa, ma evidentemente
mi sbagliavo. Quando non si lotta per difendere e proteggere le
conquiste e i miglioramenti ottenuti al prezzo di sacrifici e
patimenti, ci si merita di essere sopraffatti e sottomessi al primo
Franza di turno.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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COSA SI STA COSTRUENDO
Questa dirigenza e questa guida tecnica cosa stanno costruendo?
La domanda sorge spontanea non tanto per i risultati deludenti, non
essendoci le premesse nessuno si aspettava di ottenerne prestigiosi,
ma piuttosto per il progetto di gioco e di squadra sul quale si sta
insistendo senza ottenere la benché minima crescita.
Dopo la retrocessione e gli ormai stranoti tormenti societari si era
scelto di ripartire con prospettive di basso profilo, che però
dovevano avere connotati ben precisi, ovvero: nessun progetto
ambizioso ma una gestione economica sana con il preciso obiettivo di
costruire una squadra divertente e sbarazzina, che sgravata da
qualsiasi pressione ambientale avrebbe dovuto divertire gli sportivi
ed i tifosi con un gioco ben definito, spumeggiante e votato allo
spettacolo.
Credo sia chiaro a tutti che ormai per questa stagione non ci sono
ragionevoli motivi per pensare di poter puntare ad obiettivi
rilevanti, quindi tralasciamo la contingenza del campionato in corso
dando per scontato che alla fine, bene o male, si riuscirà ad
ottenere la salvezza.
Per dare un senso a questa ed alle future stagioni bisognerebbe
mettere in pratica da subito (perché già siamo in forte ritardo
sulla tabella di marcia) i buoni propositi manifestati dalla
dirigenza ad inizio annata, cominciando concretamente a costruire un
abbozzo di struttura tecnica ed organizzativa partendo dalle quali
(nelle future stagioni) migliorarsi costantemente fino a poter
ambire realisticamente, se non proprio alla Serie A, almeno ad avere
una squadra competitiva ai massimi livelli con una fisionomia di
gioco riconoscibile ed apprezzabile.
Nelle recenti dichiarazioni, l'ottimismo estivo ha lasciato il posto
al realismo invernale, i progetti di bel gioco sono stati
abbandonati e ora si cerca di evidenziare le (scarse) "doti" di
squadra votata al sacrificio. Continuo a domandarmi quali siano
queste doti e non riesco a capire.
Una cosa invece l'ho capita: fino ad oggi i nuovi dirigenti,
rispetto ai vecchi, si sono distinti solo per il forbito eloquio e
per la cortesia dei modi. Quindi garbo ed educazione non mancano, il
che (visto il recente passato) è già tanto, però ci si attendeva che
le nuove figure possedessero l'aspetto più importante per un
dirigente: la credibilità! Cioè si confidava in una dirigenza che
cominciasse a mantenere le promesse, cominciando ovviamente dalle
più importanti, senza però tralasciare anche le più piccole e
apparentemente banali. Tra le promesse fondamentali che avrebbero
dovuto contraddistinguere la nuova gestione c'era la garanzia di
allestire una squadra che facesse nuovamente innamorare i tifosi.
Ritrovarci nella situazione in cui siamo di piatto anonimato
tecnico-tattico, è frustrante e pure demoralizzante perché sta a
significare che non si può avere fiducia nelle nuove figure
gestionali.
Non pretendo tutto e subito, ma solo quello che era legittimo
pretendere. La società e i dirigenti avevano ed hanno il preciso
dovere di costruire una squadra che fornisca miglioramenti concreti
costanti! Senza "se" e senza "ma".
Ritrovarsi ad 1/3 di campionato e non avere nulla su cui costruire è
troppo, troppo poco!
L'obiettivo minimo, che non deve essere "semplicemente" salvarsi,
almeno per il momento è stato clamorosamente fallito. Di conseguenza
il giudizio è fortemente negativo.
Così non si va da nessuna parte.
Siamo lontanissimi dalla ricostruzione, siamo lontanissimi perfino
dall'apertura del cantiere, perché fino ad ora sono state sgomberate
solo una parte delle macerie, niente altro.
Ultimogordon |
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CONDANNATI ALLA
MEDIOCRITA’
Società, squadra e tecnico sono condannati alla mediocrità, le
scelte e le prestazioni li inchiodano incardinandoli nella loro
naturale collocazione.
La pochezza che li contraddistingue non li può far andare oltre dal
pusillanime barricarsi cercando con un po’ di fortuna di portare a
casa il risultato, invece fuori dal campo possono proseguire la loro
banale esistenza professionale, eventualmente giustificandosi con
argomentazioni improbabili nel tentativo di rintuzzare le rarissime
critiche che gli vengono mosse.
Voglio dire che dimensione di questo gruppo è ben chiara ed
evidente, solo gli stolti o chi è in malafede non si è ancora reso
conto che non hanno le capacità di andare oltre la colpevole
mediocrità.
Purtroppo con essi l’intero ambiente e per estensione l’intera città
sono condannati alla medesima mediocrità. C’era un tempo non molto
lontano in cui, almeno in ambito calcistico, si poteva
orgogliosamente rivendicare l’appartenenza ai colori biancoscudati,
ora non più.
D'altronde non c’è da meravigliarsi, l’oscurantismo e l’anonimato si
sono impossessati completamente di questa comunità senza spina
dorsale, non solo in ambito calcistico, venirne fuori non sarà
facile. Insomma siamo condannati alla mediocrità e ci sta pure bene,
perché è esattamente questo che ci meritiamo.
Ci meritiamo Franza e la sua corte dei miracoli, ci meritiamo questa
squadra e questo allenatore.
Imbelli e incapaci che possono coltivare come massima aspirazione
solo la mera sopravvivenza in un fenomeno sociale (il calcio) fatto
di capacità tecniche e caratteriali, di organizzazione e
lungimiranza, di orgoglio e passione.
Mi rivolgo ancora una volta agli irriducibili ottimisti ed ai
prezzolati opinionisti: per favore è ora di smetterla di parlare di
programmi e progetti vincenti, di robuste campagne di rafforzamento,
la base sulla quale intavolare questi ragionamenti è l’ambizione e
la volontà di investire. Smettetela di esporvi al ridicolo, fino a
quando alla guida della società ci sarà la famiglia Franza non sono
argomenti che hanno il benché minimo fondamento.
Se a voi piace essere presi in giro, o peggio ancora essere complici
voi stessi di alimentare la grande bugia di una proprietà presente
ed attenta, a me non sta bene.
Così come non sta bene assecondare la chimera di un riassetto
societario, favoleggiando di fantomatiche figure imprenditoriali
interessate o addirittura già presenti nel pacchetto azionario.
Siccome ho smesso di credere a Babbo Natale e alla Befana già da
qualche anno, mi disturba molto questo inconsistente, ingiustificato
brusio, è un insulto all’intelligenza anche solo stare ad ascoltare
certe stupidaggini, sono solo fanfaluche che non mi incantano più,
né tanto meno mi divertono.
Se siete ingenui fino a questo punto siete semplicemente degli
scimuniti. Se invece siete dolosamente complici, siete traditori
della peggiore specie, nessuno potrà mai redimervi perché il peccato
di cui vi sarete macchiati è troppo grave.
Dovrete fare i conti solo con le vostre coscienze … se ne avete.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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ACCONTENTARSI
La nuova parola d’ordine è accontentarsi, quel poco di gioco e di
risultati (appena sufficienti) che ci stanno offrendo, deve bastarci
e avanzarci, non importa se questo andazzo è poco entusiasmante e
quindi non in linea con quello che ci era stato promesso in estate.
I dirigenti ed il tecnico continuano (giustamente) a parlare
solamente di salvezza, d’altronde le prestazioni sono modeste e
quindi sarebbe da irresponsabili in questo momento parlare di
campionato di vertice.
Per tanti motivi (che tutti conosciamo bene) possono essere concesse
le attenuanti ai giocatori e all’allenatore, oggettivamente si è
partiti dalle rovine del disastro sportivo.
Ma nonostante ciò, a questo punto della stagione, non riesco più ad
accettare che si continui a crogiolarsi nella sufficienza, che
spesso sconfina nella colpevole mediocrità.
Troppe volte l’atteggiamento e la disposizione tattica sono state
approntate con il palese (ed unico) obiettivo di non prenderle, in
alcune circostanze può essere un comportamento apprezzabile perché è
sinonimo di umiltà e di riconoscimento dei propri limiti, ma quando
si comincia ad abusarne e diventa la filosofia di gioco e di
interpretazione del calcio, e quindi viene applicato
sistematicamente anche quando l’andamento delle partite e le
evidenti difficoltà degli avversari suggerirebbero di affondare i
colpi per tentare di vincere o di chiudere definitivamente il
risultato, allora diventa una distorsione negativa è come tale
difficilmente porterà risultati soddisfacenti.
Potrà essere sufficiente per vivacchiare in una posizione
tranquilla, ma non deve essere questo l’obiettivo di questa annata,
il risultato minimo da ottenere in questo campionato è quello di
restituire il piacere di godere e commentare il calcio in un
ambiente depresso e sfiduciato.
Il punticino a Grosseto o a Bari, il passare in vantaggio e
barricarsi pur giocando in casa e contro avversari tutt’altro che
irresistibili, non è il comportamento giusto per recuperare i tifosi
e la fiducia dell’ambiente. Senza queste componenti non ha senso
fare calcio professionistico.
Mancare questa missione significa aver buttato via una stagione ed
un’importante occasione per riprendere un cammino di
riconciliazione, quindi significa senza mezzi termini aver
clamorosamente fallito.
Chiunque continua a raccontarvi che bisogna puntare solo a salvarsi
ed essere felici, mente sapendo di mentire. In altre circostanze e
in altre periodi storici avrebbe potuto essere sufficiente. Dopo il
terrificante ciclo di umiliazioni e sconfitte sportive e morali, no!
Non basta, non ci si può accontentare di sopravvivere in questa
mediocre Serie B. Come minimo si deve giocare sempre e comunque per
vincere contro qualsiasi avversario, in casa e fuori casa.
Ultimogordon |
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DANNOSE AMBIGUITA’
Ricalcando il solco di una tradizione ormai consolidata, sia
all’interno della squadra e della società, che nella cerchia di
tutti (e sottolineo tutti) i commentatori sportivi, si continuano ad
alimentare dannose ambiguità sulle analisi tecniche e tattiche.
In molte circostanze le modeste prestazioni della squadra (e del
tecnico) rendono assai arduo praticare questo esercizio di “rabbonimento”,
perché è necessario utilizzare sofismi linguistici e contorsionismi
intellettuali, sfiorando il limite dell’arrampicarsi sugli specchi,
per giustificare errori individuali, difficoltà collettive in
particolari situazioni di gioco o perfino delle intere partite
completamente sbagliate perché sballate nell’impostazione,
nell’approccio e nella gestione. Cioè si tenta in tutte le maniere
di fare apparire una realtà confortante con delle promettenti
aspettative per il futuro, là dove invece bisognerebbe onestamente e
con estrema obiettività commentare e sottolineare tutte le
manchevolezze tecniche, tattiche, caratteriali, di concentrazione,
di attenzione, di lettura delle situazioni contingenti.
La causa scatenante di questa dannosissima pratica è in primo luogo
l’inguaribile tendenza dei dirigenti che si sono succeduti negli
ultimi anni alla guida del carrozzone Messina, inclini per natura o
costretti dalle circostanze a raccontare piccole e grosse bugie,
talvolta per mascherare palesi incapacità, altre volte per
nascondere situazioni contingenti che risultano più difficili del
previsto da gestire. Ma se questa come detto è stata la causa
scatenante, il malcostume si è propagato trovando terreno fertile
proprio per colpa delle componenti che per mestiere dovrebbero
smascherare e denunciare le bugie e le ambiguità, il tifoso proprio
perché trasportato da una irrazionale passione è incline e ben
disposto a farsi prendere in giro, i commentatori e i giornalisti
no, non dovrebbero mai esserlo ed in ogni caso le loro
professionalità dovrebbero “consigliarli” a non oltrepassare in
nessun caso e per nessun motivo il limite della connivenza.
Continuare a raccontare minchiate sulle deludenti e insufficienti
prestazioni della squadra non giova a nessuno, sarebbe molto più
utile e costruttivo essere più schietti nel commentare la realtà dei
fatti, senza calunniare o denigrare nessuno ma solo per amore della
verità e per ingenerare un circolo virtuoso che ci affranchi dalla
confusione e dall’incertezza.
Se proprio non si è capaci di giudicare obiettivamente, almeno
bisognerebbe smetterla di elogiare incondizionatamente tutto e
tutti, non solo è fuori luogo ma continuerà a non farci uscire da
questo limbo.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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NON PARLIAMO PIU’ DI
SERIE A
Per favore non parliamo più
di Serie A, illudersi va bene ma senza perdere completamente il
senso della realtà e della misura. Anche perché se i primi a perdere
di vista chi siamo, da dove veniamo e dove le possibilità societarie
attuali ci consentono ragionevolmente di andare, dopo “solo” una
vittoria acciuffata per caso con l’Albinoleffe, sono stati gli
“esimi” commentatori, gli “eccellentissimi” giornalisti, i
“lucidissimi” calciatori, che nella scorsa settimana hanno
cominciato a fare discorsi improntati all’ottimismo, allora siamo
messi peggio di come il mio pessimismo ci fa apparire.
Stiamo calmi ed analizziamo freddamente le reali potenzialità
tecniche e societarie, e di conseguenza le concrete possibilità di
recitare un ruolo da protagonisti in questo avvizzito campionato.
Prima di ogni cosa bisogna analizzare il progetto, i programmi. Non
si può certo dire che siano ambiziosi, anzi sono talmente di basso
profilo da risultare invisibili.
Questo è dovuto alla caratura morale della proprietà, certamente la
peggiore che un tifoso possa augurarsi: hanno razziato quello che
hanno potuto, presuntuosi ed inetti si sono circondati di idioti
fino all’irrimediabile disastro, ed a quel punto invece di cercare
di risorgere dalle macerie per orgoglio, ma soprattutto per
risarcire una città ed una tifoseria oltremodo oltraggiate, non
ottenendo il via libera senza condizioni al progetto di
“appropriazione” degli stadi, hanno pensato bene di mollare con una
buonuscita di cinque milioni di euro!
Considerando gli accadimenti del recente passato c’è voluta una
bella faccia tosta a riproporsi con questi programmi, e da parte
della città un’infinita pazienza ad accettarli senza battere ciglio.
La campagna acquisti è stata effettuata in linea con il programma
minimale, il risultato ottenuto è ovviamente modesto: in alcuni
ruoli ci sono giocatori interessanti che comunque devono confermare
il loro valore, in altri ruoli ci sono giocatori non all’altezza
della situazione, ed in altri ancora ci sono vecchi residuati di cui
non sono stati capaci di disfarsi. Quindi la squadra è tutt’altro
che competitiva per i massimi obiettivi, se tutto va bene potrà fare
un campionato di metà classifica, anche perché la guida tecnica è
stata affidata ad un’emergente “filosofo” che oltre la teoria
(snocciolata a profusione) fino ad ora non ha convinto, sia per le
sue indecisioni che per le imperfezioni tattiche e di organizzazione
di gioco.
Poi bisogna considerare l’ambiente sfiduciato, poco incline a
seguire con pieno coinvolgimento le sorti di una squadra che non
sente più sua, anni di umiliazioni conducono verso un sacrosanto
processo di disaffezione: troppe vergogne in campo e fuori, troppe
volte si è assistito a comportamenti censurabili e ad atteggiamenti
oltraggiosi, a cominciare dal presidente fino all’ultimo dei
panchinari. Le sparute presenze sugli spalti del S. Filippo sono la
fotografia eloquente dello stato di depressione nel quale ci hanno
precipitati. Prima di pensare di raggiungere obiettivi importanti
bisogna metabolizzare fino in fondo le sofferenze e le delusioni.
Certo le prestazioni come quella di Grosseto non invogliano nessuno
a riavvicinarsi alla squadra, il gioco del calcio è cosa ben diversa
dal barricarsi con la speranza di non subire gol, senza neanche
tentare di fare altro. E stavamo giocando contro il Grosseto… non
contro l’Inter!
Infine bisogna tenere presente l’organizzazione ed il peso
“politico” della società FC Messina e ancor di più della città, in
tutta onestà in questo momento non siamo nelle condizioni di fare
voli pindarici, realisticamente non possiamo competere con altre
realtà molto più importanti ed influenti che spingono per tornare
nell’olimpo del calcio.
Questa serie di circostanze mi fanno pensare che non abbiamo chance,
soprattutto perché con questa proprietà non ci sono i presupposti e
forse neanche la volontà di tornare il Serie A.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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APPENA SUFFICIENTE
Una prestazione appena
sufficiente e soltanto per un quarto di gara (la seconda metà del
secondo tempo), è bastata per domare la capolista del torneo, questo
mi porta ad alcune riflessioni.
Prima riflessione: il Messina continua ad essere per la gran parte
dei 90 minuti poco convincente dal punto di vista della manovra,
della personalità e della gestione delle situazioni di gioco. Ci
sono poi degli episodi per i quali non riesco più a trovare le
parole per commentarli: farsi infilare come dei polli ancora una
volta a partita appena iniziata è diventato inammissibile!
Continuare a perseverare è diabolicamente assurdo!
Seconda riflessione: se la capolista del torneo è meritatamente l’Albinoleffe,
basta questo per capire quale sia la modestia complessiva del lotto
delle partecipanti. Ad eccezione di Brescia e Lecce, che a mio modo
di vedere danno l’impressione di essere squadre quadrate di grande
personalità (non a caso guidate da allenatori “sanguigni”), per il
resto ci sono squadre appena sufficienti che possono vincere o
perdere con tutti.
Terza riflessione (che viene di conseguenza): non può essere certo
una vittoria stiracchiata con questo Albinoleffe a farmi spostare di
un millimetro dalle mie convinzioni, cioè restano immutati i giudizi
negativi sia sull’allenatore che su buona parte dei giocatori. La
classifica invece è indubbiamente migliorata, la distanza dalla zona
pericolo si è dilatata e c’è un buon numero di squadre sotto il
Messina, ma proprio perché si tratta di un campionato livellato
verso il basso bisogna stare sempre allerta e nello stesso tempo
osare di più.
Quarta riflessione: se questo andazzo potrebbe essere sufficiente
per salvarsi (più per la pochezza delle avversarie che per meriti
propri), non è certo sufficiente per uscire dall’anonimato della
medio-bassa classifica. A me non sta affatto bene! Non mi interessa
stare nella mediocrità di una Serie B già di per sé mediocre. E poi
non ci erano stati promessi bel gioco e spettacolo! Ancora non ho
visto né il bel gioco, né lo spettacolo, né tanto meno i risultati.
Quinta riflessione: la campagna abbonamenti si è (finalmente)
conclusa con un risultato appena sufficiente se visto nell’ottica
della potenzialità della piazza, ma che la società (considerati i
misfatti compiuti) può ritenere molto soddisfacente. Quasi tremila
abbonati dopo tutto quello che è accaduto negli ultimi anni è il
massimo che potevano sperare di ottenere. Inoltre il dato
complessivo di oltre 4000 paganti, contro un’avversaria francamente
di scarso richiamo, è anch’esso significativo dell’attaccamento dei
tifosi alla squadra che, non dimentichiamolo, era reduce da tre
pesanti sconfitte consecutive fuori casa. Questo sta a significare
che basta poco per riaccendere l’entusiasmo in una tifoseria
oltremodo generosa, bisogna solo assecondare le legittime
aspettative di chi per troppo tempo si è dovuto vergognare di tifare
per il Messina, ed è stato costretto a subire umiliazioni e angherie
da un Giordano o un Valentini qualsiasi.
Da ora a gennaio creiamo i presupposti per puntare in alto, in
quest’ottica il passaggio decisivo è l’ambizione che deve tramutarsi
in ferma volontà di sostituire chi deve essere sostituito, anche se
appena sufficiente. Quello che voglio dire è che la sufficienza non
basta!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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SCONCLUSIONATI
Sconclusionato,
inconcludente, inefficace e incapace. Questo è il Messina visto in
queste prime sette partite, aldilà dei risultati acquisiti più o
meno meritatamente.
Se ci limitiamo ad analizzare il Messina in formato trasferta, è un
insulto all’intelligenza dei messinesi e alla logica calcistica.
Ripeto in continuazione che nel calcio non si inventa niente, quindi
non ci si può attendere molto di più da una squadra inadeguata ad
affrontare questo campionato di Serie B, malgrado sia un campionato
scadente.
Alle evidenti carenze tecniche e caratteriali riscontrabili in
maniera evidentissima nel parco giocatori (questo è il prezzo da
pagare per un organico messo insieme alla meno peggio), si va ad
aggiungere una guida tecnica titubante e debole. Da questa funesta
combinazione, derivante da scelte quanto meno discutibili, sta
scaturendo la pochezza cronica di questa squadra.
In questa situazione già vista e rivista mi preoccupa molto la
strada che si sta imboccando, soprattutto perché non avverto nella
società e nell’ambiente quei segnali forti di pericolo che facciano
presupporre decisioni intese a movimentare un contesto negativo che
si sta cristallizzando.
Galleggiare nella medio-bassa classifica per svegliarsi
improvvisamente in zona retrocessione, quando sarà molto difficile
tirarsi fuori dai guai, non mi sembra un atteggiamento avveduto,
anche perché siamo reduci dagli ultimi due campionati quando è
accaduto esattamente questo.
Non c’è altro da aggiungere, il tempo delle parole è finito, servono
i fatti ed i questo momento i fatti mi aspetto che si concretizzino
fuori dal campo, in campo ahimè, senza gli irrinunciabili
cambiamenti non ci sono i presupposti per aspettarsi niente di più
dell’avvilente pochezza attuale.
La fiducia nei confronti dell’allenatore e di buona parte dei
giocatori si è già esaurita, sta cominciando a diminuire anche
quella nei confronti di Gasparin, questo immobilismo non giova alla
sua credibilità e certamente non giova alla squadra e ai tifosi.
Desidererei semplicemente che il Direttore desse seguito alle
risentite dichiarazioni degli ultimi dopo-partita, agendo di
conseguenza.
Indispettito aspetto decisioni che non possono più essere rimandate.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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MALINCONIE AUTUNNALI
L’autunno è la stagione che per caratteristiche climatiche e di
ubicazione temporale (subito dopo la spensierata estate) si porta
dietro quell’atmosfera malinconica, quel rimpianto di libertà
perdute, quel pessimismo di pomeriggi grigi e piovosi.
Anche calcisticamente, dopo i buoni propositi, le promesse e le
aspettative estive, è la stagione delle delusioni, del confronto con
la concreta oggettività dei risultati.
E’ la stagione dove le chiacchiere lasciano il posto alle vittorie o
alle sconfitte, al gioco convincente o all’improvvisazione.
Talvolta le indicazioni autunnali possono essere mendaci, ma questo
accade raramente, generalmente le tendenze e le prospettive di una
squadra sono già abbastanza delineate. Su questo punto mi piace
sottolineare che anche lo scorso anno, quando gli stolti
commentatori osannavano quell’accozzaglia di sbandati, degnamente
guidati da quell’ottuso e incompetente magno (che ora si è
addirittura riciclato facendo il commentatore televisivo in una
materia, il gioco del calcio, di cui non ha la minima cognizione),
già alla sesta giornata il sottoscritto aveva ben chiara la
situazione. A testimonianza di questa rivendicazione invito chi ne
abbia voglia a rileggersi i commenti dello scorso anno sulle prime
sei/sette partite, potrebbero benissimo essere adattati a quest’anno.
Probabilmente se avessero dato retta a quei pochi che avevano già
capito tutto (e per questa lungimiranza ed elementare buonsenso sono
stati accusati di disfattismo) non ci saremmo ritrovati in Serie B,
per di più a lottare per non retrocedere in C1!
Facendo tesoro delle esperienze degli ultimi anni, sono fermamente
convinto che non bisogna darla vinta ai buonisti ad ogni costo,
quindi continuo ad essere pesantemente critico e continuerò ad
esserlo fino a quando non avrò la certezza che l’emergenza sia
definitivamente passata.
Nello scorso commento ho usato la mannaia, purtroppo ho l’amara
consapevolezza che le mie grida di allarme resteranno anche stavolta
inascoltate. Sono disposto ad accettare di essere ignorato, perché è
del tutto comprensibile che vengano ignorate le verità scomode,
questo sta nella normalità delle cose. Quello che non riesco ad
accettare e mi sconcerta terribilmente è la perdita assoluta del
senso della realtà che soffoca da anni gli intelletti dei messinesi,
siano essi giornalisti, commentatori o semplici tifosi.
Non sembra esserci rimedio per questa cancrena, si è
irrimediabilmente diffusa in tutti gli ambienti sociali ed a tutti i
livelli. La degenerazione è talmente grave da richiedere
l’amputazione, oppure lasciare morire il paziente, perché l’aspirina
non è il rimedio adatto per fermare l’infezione, è solo un
palliativo che prolunga l’agonia.
Dico questo dopo un risultato (apparentemente) positivo non per
spirito di contraddizione ma perché non mi convince per niente
questa rosa di giocatori e questa guida tecnica. Non mi convincono
aldilà del risultato contingente, a mio giudizio immeritato e
condizionato pesantemente da scelte arbitrali clamorosamente errate.
Quindi poiché i commentatori continuano a raccontare una realtà
virtuale, è necessario che qualcuno commenti con onestà le continue
prestazioni deludenti e insufficienti del Messina. Mi espongo di
buon grado alle critiche con la consapevolezza di non esprimere un
controsenso sensazionalistico, ma piuttosto una sfiducia
attentamente ponderata.
Lo ripeto ancora una volta: è il momento delle decisioni
irrevocabili! Ripongo le mie speranze sull’operato di Gasparin, ma
se non ha il coraggio e la determinazione di assumersi scomode
responsabilità si faccia da parte.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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NOTTE
FONDA
Non mi piace per niente
continuare a vedere gli orrori calcistici che sto vedendo sul campo
(e che si ripetono fin dall’inizio della preparazione) e mi
piacciono ancora di meno le dichiarazioni che sento nei
dopo-partita, con l’unica eccezione di Gasparin, al quale vanno i
miei complimenti per l’onestà e la lucidità di analisi. Siccome ho
la netta sensazione di rivedere un film già visto, con mio rammarico
mi trovo già costretto a rimangiarmi la fiducia e l’apertura di
credito concessa alla squadra e al tecnico, e dopo aver volutamente
sorvolato, trattando marginalmente le (non) prestazioni calcistiche
della squadra, condite peraltro da imbarazzanti performance e
vergognosi risultati, è tempo di affrontare questo fondamentale
argomento.
Le incredibili vicissitudini calcistiche consumatesi negli ultimi
anni pretendevano un intervento risolutivo che ahinoi non c’è stato.
Inutile continuare a nascondersi: la rosa di giocatori e la
direzione tecnica si stanno dimostrando non all’altezza della
situazione!
La cosa è ancora più odiosa e inaccettabile considerato che le
ambizioni e le aspettative non erano e non sono ambiziose, cioè
nessuno pretendeva una squadra vincente con prospettive di
promozione immediata, ma da qui a ridurci ad essere ancora una volta
un’Armata Brancaleone disorganizzata, disorganica e disomogenea,
“arricchita” da alcuni giocatori da “patruni e sutta”, che godono
inspiegabilmente di immunità assoluta permanente (ovvero non è
neanche ipotizzabile il loro sacrosanto accantonamento) è
francamente intollerabile.
E’ tempo che si faccia ciò che si deve, che si faccia ciò che si fa
in tutte le realtà calcistiche quando le cose non vanno bene, anzi
vanno male, per un periodo così prolungato e continuato. Confido nel
già citato Gasparin, che mi sembra l’unica figura ragionevole dentro
e fuori la società, perché compia gli ulteriori sforzi per tamponare
le falle che ci stanno facendo affondare.
Punto primo - Con tutta la simpatia doverosamente tributata al nuovo
allenatore, che resta immutata e riguarda però esclusivamente la
persona, bisogna con estremo realismo constatare che malgrado il
tempo più che sufficiente concessogli per esprimere la propria
preparazione professionale non si intravedono miglioramenti nel
gioco e nell’organizzazione, anzi la confusione tattica regna
sovrana a causa della mancanza di fermezza nell’assumersi l’onere di
scelte coraggiose ma necessarie. Pertanto è già ora che Di Costanzo
venga esonerato. Al suo posto è indispensabile chiamare subito, non
tra una settimana o tra un mese (la classifica dice che siamo già in
piena zona retrocessione), una figura carismatica di esperienza e
provato rendimento. Tanto per fare un nome: Nedo Sonetti.
Punto secondo – Con tutta la riconoscenza (fin troppa secondo me)
concessa alla “vecchia guardia” per i loro remoti meriti sportivi,
considerato che da oltre due anni la loro presenza in campo non solo
è inutile ma addirittura dannosa, è improrogabile l’accantonamento
definitivo con “foglio di via” pronto per gennaio, dei vari Parisi,
Rea e compagnia bella.
Punto terzo – Considerato che alcuni nuovi presunti titolari, pur
avendo dimostrato in altre squadre di avere discrete attitudini e
prospettive, non riescono a mettere in campo lo spirito di
sacrificio necessario per superare le evidenti lacune
tattico-organizzative di questo gruppo, è bene che vengano
avvicendati senza insistere troppo, tanto più che molti di loro non
sono di proprietà del Messina quindi non c’è alcun motivo di
attendere oltre un eventuale miglioramento di rendimento. Meglio
inserire gradualmente i ragazzini della primavera e ricominciare da
zero con validi istruttori di calcio. Ho utilizzato volutamente il
termine istruttori e non allenatori perché le nuove leve calcistiche
stanno dimostrando delle lacune tecniche imbarazzanti. Ai miei tempi
certi errori non si facevano neanche giocando in un cortile con gli
amici.
So benissimo che gran parte dei tifosi e soprattutto dei
commentatori non sarà d’accordo con queste proposte radicali, dico
solo che le passate disavventure devono servire da insegnamento per
non commettere i grossolani errori di valutazione degli scorsi anni:
gli interventi “morbidi”, la comprensione e la tendenza a
giustificare l’ingiustificabile, non hanno portato risultati, anzi
continuano a “regalarci” vergogne e delusioni. Bisogna cambiare
registro.
Quindi cominciamo da subito ad affrontare di petto le questioni
spinose senza girarci tanto intorno.
Ripongo le mie residue speranze sulla serietà e la preparazione di
Gasparin e Favero che da adesso a gennaio hanno l’irripetibile
opportunità di dimostrare capacità operative e decisionali, non la
devono sprecare, altrimenti il precipizio della Serie C si
avvicinerà sensibilmente.
Per ora è notte fonda, speriamo che presto passi “a nuttata”.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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“RIPARTIAMO INSIEME” (PARTE SECONDA)
Si sta per concludere la
campagna abbonamenti per la stagione 2007-2008, i risultati
ufficiali (circa 1700 tessere) non sono entusiasmanti, d'altronde
non era difficile immaginare un esito giustamente ed inevitabilmente
deludente.
Non si poteva pretendere di più, anzi in base alle presenze globali
delle prime due partite al S. Filippo, ritengo che la tifoseria
abbia risposto in linea con l’operato eccessivamente “a risparmio”
di questa società, anzi tutto sommato la proprietà si è vista
premiare ancora una volta oltre i propri meriti da una tifoseria
generosa.
Questo segnale di buona volontà mi auguro stimoli le nuove figure
dirigenziali ad afferrare le mani tese dai tifosi, i quali per il
bene comune hanno rinunciato a legittime e opportune forme di
protesta più incisive, per ottenere i necessari e improrogabili
cambiamenti radicali.
Devono capire che l’ambiente sta scommettendo il futuro di Messina
calcistica su di loro, e questa scommessa sta facendo correre alla
città il rischio di legittimare l’insoddisfacente status quo.
L’esempio calzante che mi viene in mente per far comprendere
concretamente a cosa mi riferisco è la situazione che si è venuta a
creare a Bari, una situazione straordinariamente simile: al pari di
Messina piazza dalle enormi potenzialità, nella quale dopo la
rovinosa retrocessione in Serie B e un duro scontro frontale tra
tifoseria e proprietà (che non intendeva e non intende assecondare
le legittime ambizioni della città) si è passati ad una protesta
strisciante. Così facendo si è venuta a creare una surreale, anomala
condizione di dissenso “normalizzato”, ovvero ormai si contestano
pacatamente le azioni della società con la gran parte della gente
che diserta lo stadio, al contempo sfiducia e pessimismo serpeggiano
senza mai manifestarsi platealmente.
A Bari continuando così le cose difficilmente otterranno risultati,
malgrado ci siano (così come a Messina) tutte le componenti per
ambire alla Serie A. Purtroppo in entrambe le città manca l’elemento
determinante per concretizzare le ambizioni: proprietà ambiziose!
Una proprietà disattenta e svogliata solo se sottoposta a pressioni
insopportabili addiviene a conclusioni che consigliano di farsi da
parte. Altrimenti ci si trascina stancamente in logoranti ripicche e
dispetti da bambini capricciosi.
Quindi i nuovi dirigenti, il nuovo tecnico e i nuovi giocatori, sono
stati investiti da una grande responsabilità, a loro è stato
affidato il futuro calcistico della città, e dovranno essere proprio
loro a trascinare tutto l’ambiente e convincere la proprietà che
osare si può, e si deve!
Per quanto riguarda i giornalisti, andiamoci piano con l’ottimismo.
Mi sembra del tutto fuori luogo la sproporzionata soddisfazione per
la prestazione appena sufficiente con un modesto e rinunciatario
Frosinone. Almeno per quest’anno risparmiateci questo buonismo
elargito con troppa generosità.
Ai tifosi incomprensibilmente fiduciosi invece dico di mettere da
parte la passione, dopo quello che è successo negli ultimi tempi
bisogna limitarsi a giudicare freddamente i fatti e soprattutto le
prestazioni, prima dei singoli, poi del collettivo.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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DURA REALTA’
C’è poco da discutere, sono
già molto indicative le prime tre partite per capire quale sarà il
ruolo di questo Messina in questo campionato di Serie B.
Il campionario di avversarie affrontate è sufficiente a formulare i
primi commenti sui limiti strutturali e tecnici della squadra.
Le premesse delle amichevoli estive non erano state confortanti, ma
allora c’era la scusa di una squadra in costruzione ed in perenne
rinnovamento, poi ci sono state le prime due partite, con avversarie
francamente modeste, che hanno confermato i dubbi e le perplessità:
la prima giornata ci metteva di fronte alla Triestina, mediocre
squadra di categoria con l’evidente limite di non avere giocatori
nel reparto avanzato capaci di impensierire gli avversari. Ebbene la
nostra non organizzazione difensiva ha fatto di tutto per offrire
opportunità a ripetizione ad una Triestina che faticava
maledettamente, senza contare i due gol divorati malamente da
Biancolino; la seconda giornata il Cesena, squadra senza pretese che
si deve ricostruire dopo le cessioni eccellenti, qui pur giocando in
casa si sono fatti addirittura passi indietro, per fortuna ci sono
stati determinanti innesti difensivi ad indirizzare il risultato.
Due campanelli d’allarme, perché aldilà dei risultati positivi si è
dovuto assistere a prestazioni preoccupanti: manovra inesistente,
scarse occasioni e carenza di personalità, allarmante sterilità di
Brancolino. Se poi ci limitiamo ad analizzare il secondo tempo con
il Cesena, è stato addirittura a senso unico e solo per demerito
degli avversari il risultato non è stato diverso.
Una squadra che si è data come primo obiettivo il recupero della
simpatia e dell’affetto dei tifosi non gioca così goffamente a
risparmio, soprattutto in casa, evidentemente questi sono i limiti.
La terza giornata doveva dare le prime risposte e puntualmente le ha
date: il primo avversario di un certo spessore ha messo a nudo tutti
i limiti di una squadra che potrà avere come unica aspirazione la
salvezza e se gioca come a giocato a Mantova non è detto che riesca
a conquistarla.
Per una società ed un ambiente reduci da due retrocessioni non è
questo l’obiettivo che si doveva perseguire e non è certo così che
si riavvicina la gente alla squadra.
D’altronde le premesse facevano presupporre un’altra stagione avara
di soddisfazioni e puntualmente siamo qui a discutere di quello che
si sarebbe dovuto e potuto fare e non si è fatto.
Sappiamo che esiste la sconfitta e a Messina abbiamo dimostrato
ampiamente di accettarla, quello che io (e penso tutti quanti ormai)
non accetto più è di subire umiliazioni e assistere a delle
disfatte.
Non mi importa che l’avversario si chiami Brasile o Mantova.
Non mi importa se i nuovi protagonisti non hanno responsabilità per
i disastri precedenti.
Non ci sono più scuse per nessuno!
Adesso bisognerà cercare di limitare i danni e facendo questo i
nuovi responsabili si giocheranno la credibilità, perché a parte i
parvenu da curva sud e qualche frequentatore di salotti televisivi,
non vogliamo più essere presi in giro, non vogliamo più essere
illusi con altre promesse e altri buoni propositi. Vogliamo i fatti
concreti, vogliamo le prestazioni sul campo!
Quindi i nuovi dirigenti, l’allenatore e i nuovi giocatori sappiano
che hanno un credito di fiducia e stima limitato, devono cercare di
spenderlo con molta oculatezza, perché continuando così anche loro
saranno ben presto coinvolti nelle critiche e nelle ostilità che
hanno colpito i loro predecessori. Purtroppo loro, pur non avendo
colpe pregresse, sono partiti con l’handicap dell’insofferenza
accumulata dall’ambiente in due anni di malefatte inenarrabili e per
questo non potranno godere della pazienza e del buonismo
immeritatamente riservati ai maldestri predecessori.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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DESOLAZIONE
Desolazione, in una parola è
rinchiuso il sentimento provato nel vedere in TV gli spalti del S.
Filippo malinconicamente vuoti.
Davanti a questa triste immagine passa in secondo piano anche il
risultato sportivo, perché il calcio è prima di tutto un fenomeno
sociale di aggregazione.
La diserzione di massa purtroppo certifica che a Messina sono stati
assassinati tutti i sogni e gli entusiasmi, una cosa impensabile
solo tre anni fa (non 30 anni fa!), quando gli stessi spalti
traboccavano di 40.000 spettatori festanti che gioivano increduli al
pirotecnico 4 a 3 alla Roma.
Tra quei 40.000 c’ero anch’io e mi vengono gli occhi lucidi
ripensando a quelle emozioni, a quell’orgoglio di appartenenza
ritrovato improvvisamente da un’intera comunità, alle suggestioni
vissute su quegli scomodi gradoni.
Gli spalti di Messina – Cesena, più di qualsiasi parola o commento,
ci danno l’idea della portata e della quantità di minchiate commesse
nel frattempo dai Franza e dai collaboratori di cui si sono
brillantemente circondati. Solo degli ineguagliabili inetti potevano
sperperare così malamente un patrimonio enorme in un periodo di
tempo così breve.
Dovremo abituarci agli spazi vuoti e anche ai tanti campetti
secondari che ospiteranno il Messina, realizzati con strutture che
riporteranno alla mente dei più “vecchietti” i mitici spalti in
legno del vecchio Celeste.
Insomma dovremo abituarci alla “ristrettezze” della Serie B, che
purtroppo è molto lontana dalla Serie A. Già sabato scorso i pochi
temerari che hanno voluto seguire in tempo reale le sorti del
Messina avranno vissuto la strana sensazione di aver fatto un balzo
indietro nel tempo: si sono dovuti “accontentare” della romantica ma
logorante radiocronaca! Questa è la cruda realtà di un campionato
ignorato perché obiettivamente poco, pochissimo attraente.
Fino a pochi mesi fa eravamo talmente lontani da queste realtà
calcistiche “minori” da averle completamente dimenticate, nella
speranza di non riviverle più, ed invece rieccoci qua, in piena
mischia della sfiancante Serie B.
Nel frattempo si è concluso l’infinito calciomercato, almeno da
questo punto di vista fino a gennaio staremo tranquilli. Negli
ultimi giorni il Messina è stata una delle società più attive,
d'altronde era una delle società che avevano più necessità di
cambiare. Al contrario di quanto accaduto negli ultimi tre anni mi
trovo d’accordo con buona parte delle scelte, con questo non voglio
dire che sono soddisfatto del lavoro di rinnovamento, perché con i 5
milioni di euro di “bonus”, a cui vanno aggiunti i milioni ricavati
dalle cessioni eccellenti, si poteva e si doveva fare di più.
Quantomeno adesso si intravede una strategia operativa congrua con
la più elementare logica calcistica. A parte i fenomeni paranormali
dell’illusionista Valentinik (Paoletti, Minetti e D’Aversa),
parassiti che da altre parti avrebbero costretto con le buone o con
le cattive a togliere il disturbo ed a parte la conferma di Zanchi e
Parisi, che io considero immeritata (li avrei dati via tra i primi),
rispetto alle assurdità del recente passato sembra abbiano
finalmente deciso di intraprendere la strada della normalizzazione,
che poi era quello che si richiedeva, nessuno ha mai chiesto cose
eccezionali, solo una sana, semplice, normalità.
Per dimostrare ancora una volta che le mie critiche, anche quelle
più dure, più aspre, non sono mai gratuite, dico che considero
l’operato dei nuovi dirigenti come un atto di buona volontà, adesso
ci sono i presupposti minimi per ricominciare a dare alla squadra
segnali di incoraggiamento.
Il mio carattere tendenzialmente scettico mi fa restare ancora in
posizione di critica attesa, però non mi sento di biasimare più
quanti da ora in avanti dovessero decidere di abbonarsi.
Una cosa però voglio che sia chiara: della mia simpatia e del mio
appoggio potranno eventualmente beneficiare, se lo meriteranno, solo
coloro che non si sono macchiati degli efferati delitti calcistici
degli ultimi anni. I protagonisti di quei misfatti, con in testa la
proprietà, dovranno fare molto, ma molto di più, per ottenere il mio
perdono e la mia benevolenza!
Ultimogordon |
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VENGHINO, SIGNORI
VENGHINO
Venghino, siore e siori
venghino! Si è aperto il grande circo del calcio, il grande lunapark
delle illusioni, il luogo dove i vostri sogni diventano realtà.
I caramellai hanno già messo in moto le macchine: leccalecca e
zucchero filato per addolcire le vostre amarezze. Imbonitori e
ciarlatani sono a vostra disposizione per lusingarvi con fiumi di
promesse e buoni propositi.
Clown, giocolieri, acrobati, saltimbanchi, fachiri, non ci siamo
fatti mancare niente. Tutti a vostra disposizione, statuari ed
atletici sono pronti a trasformarsi nei vostri eroi, superuomini per
i quali non è contemplato il fallimento, pronti a tutto per qualche
milione di euro in più.
Attorniati dal mito e da folle adoranti cavalcheranno fieri il
successo, vi rassicureranno e qualsiasi cosa dovesse accadere …
saranno sempre pronti a mettersi in salvo scappando a gambe levate
con il malloppo. Ma che importa!
Quello che conta è che le giostre e gli ottovolanti continuino a
girare, ben oliate dai vostri risparmi, sballottando le vostre vite
e i vostri sentimenti senza troppe formalità. Non è questo che
volete?
Accorrete numerosi, vi divertirete certamente, e se ciò non dovesse
accadere anche voi potrete raccontare ai vostri amici di aver fatto
parte del grande circo, di aver partecipato alla grande cerimonia
salvifica.
Abbiamo allestito per voi un imperdibile show, vi offriamo al modico
prezzo delle vostre anime lo spettacolo più grandioso del mondo, ed
anche se ogni tanto qualcuno bara si tratta pur sempre di un gioco e
sareste degli ingrati a criticarlo.
Venghino, siore e siori venghino! Non potete e non dovete mancare
questo appuntamento.
Vi abbiamo riservato un sacco di sorprese che vi lasceranno a bocca
aperta, estasiati ed inebetiti ammirerete le mirabolanti meraviglie
del nostro grande circo.
Il nostro circo funziona tutti i giorni, non si ferma mai, tranne
che non ammazzino qualcuno. Sono cose che dispiacciono ma sapete
com’è, nella calca, nella ressa … può succedere.
Tra un giro di giostra ed un altro potrete rilassarvi con le noiose
e fastidiose partite.
Ma per fortuna le partite sono solo spettacoli secondari, a chi vuoi
che importino più i risultati, i gol, le gioie veraci, le
incazzature genuine! Sono cose seccanti, fanno parte del passato,
dei ricordi degli ultimi anarchici romantici. Infatti presto saranno
sostituite da altri baracconi, stiamo cercando di eliminare questo
superfluo intermezzo con ventidue idioti che rincorrono un pallone
che rotola.
Le vere attrazioni del nostro circo sono altre, ormai quel che conta
è lo spettacolo che siamo orgogliosi di offrirvi fuori dal campo: il
grande tendone delle pay TV, i carrozzoni degli show, gli zoo di
giornali e riviste di gossip, veline, starlet, entraineuse,
coriandoli e cotillon.
Non spingete, c’è posto per tutti, basta pagare.
Venghino, siore e siori venghino! Biiiglietti alla mano!
Non abbonatevi, non rendetevi sostenitori e complici di questa
gentaglia, soprattutto non svendete la vostra dignità e quella di
una intera città!
Ultimogordon |
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FC MESSINA 2007-2008
Dopo i propositi bellicosi
della proprietà, le molte chiacchiere ed i pochi fatti che hanno
prodotto il cambio del tecnico, del direttore sportivo e poco altro
(emblematico il “caso” Riganò), ho già capito che questo nuovo
Messina è, se non proprio uguale, molto simile a quello vecchio e
continua ad avere la naturale vocazione verso il ridicolo.
L’improvvisazione continua ad essere il marchio distintivo di questa
società, prerogativa che porterà alla partenza del prossimo
campionato una squadra incompleta e in molti ruoli raffazzonata.
Il nuovo regolamento della Serie B prevede che le squadre possano
essere composte al massimo da 21 elementi “senza limitazioni”, ai
quali è possibile aggregare 4 elementi della squadra primavera o
comunque provenienti dal settore giovanile.
Il Messina, quando manca solo 1 settimana alla chiusura del
calciomercato, si presenterà con questi elementi: Portieri- Paoletti
e Petrocco; Difensori- Bombara, Stendardo, Rea, Zanchi, Olorunleke,
Parisi, Ghomsi, Gaveglia e Galeoto; Centrocampisti- De Vezze,
Minetti, Pestrin, Cordova, Arigò, Lazzari, D’Aversa, Surraco,
Coppola e Schetter; Attaccanti- Biancolino, Riganò, Bakayoko, Degano
e Bernardo.
26 elementi. Considerati i 4 “giovani” aggregati (Bombara, Gaveglia,
Arigò e Bernardo), numericamente ci siamo quasi, il problema è la
qualità.
Sarebbe stato auspicabile dar via altri 8 giocatori dell’attuale
rosa (Paoletti, Olorunleke, Ghomsi, De Vezze, Minetti, D’Aversa,
Riganò e Bakayoko) e prenderne 7 nuovi (1 portiere, 2 difensori, 2
centrocampisti e 2 attaccanti). A questo punto è operazione
difficile, anzi quasi impossibile visto l’esiguo tempo rimasto a
disposizione. Malgrado si avesse tantissimo tempo, come ogni anno si
sono ridotti alla fine del calciomercato con troppe operazioni da
perfezionare e inevitabilmente la mancanza di tempo porta a doversi
accontentare, a sottostare ai ricatti di giocatori e procuratori,
oppure a commettere errori grossolani.
Considerando i giocatori attualmente in organico, prendendo per
buoni gli orientamenti del calcio d’estate, la formazione degli
ipotetici titolari vedrebbe il Messina schierato con un 4-4-2:
Paoletti – Galeoto, Zanchi, Rea, Parisi – Lazzari (Surraco),
Coppola, Pestrin, Schetter- Biancolino, Degano.
Analizziamo settore per settore questo “undici” base:
Portiere - ruolo delicatissimo e fondamentale, decisivo più di un
attaccante da 20 goal, è il ruolo nel quale deve esserci una
“sicurezza”, non ci si può affidare al caso o alla buona volontà e
ai buoni propositi di portieri mediocri. Tanto per essere chiari
Paoletti non ha le capacità e non avrebbe dovuto essere l’estremo
difensore confermato: modestissimo tra i pali, è semplicemente
catastrofico nelle uscite. Una sciagura per qualsiasi difensore,
chiunque abbia giocato a calcio, anche a livello di scapoli e
ammogliati, sa che i difensori hanno assoluta necessita di potersi
fidare del proprio portiere, che ha il compito di dirigere la difesa
ed essere “padrone” dell’area di rigore. Petrocco ha dimostrato di
non poter garantire il rendimento degli anni passati nelle serie
inferiori. Insomma si doveva (ed a qualsiasi costo) ingaggiare un
nuovo portiere titolare di sicuro affidamento.
Difesa – ogni buona squadra deve partire da una buona difesa, negli
ultimi due anni questo è stato il settore nel quale il Messina ha
sofferto di più, dirigenti intelligenti sarebbero intervenuti
drasticamente, invece ¾ dei presunti titolari sono vecchie
conoscenze che hanno già dimostrato ampiamente ed aldilà di ogni
dubbio la loro inadeguatezza sia fisica che tecnico-tattica. Gli
innumerevoli errori (talmente pacchiani da risultare esilaranti)
perpetrati da Zanchi, Morello (finalmente scaricato), Rea e Parisi,
sono degni dei migliori film comici, le svogliate e disattente
prestazioni sono degne delle peggiori partite da dopolavoro. Con
questa difesa c’è poco da stare allegri, allenatori e moduli contano
poco, gli errori dei singoli si estirpano togliendo i responsabili
dal campo, non confermandoli o allungandogli i contratti! Anche in
questo reparto sarebbero serviti assolutamente e senza deroghe un
centrale titolare esperto da affiancare a Stendardo o Zanchi e un
terzino sinistro per colmare la voragine scavata negli ultimi 3 anni
dal mediocre Parisi.
Con questo portiere e questa difesa mi aspetto un’altra stagione
giocata a “porta libera”, un’altra annata da 70 goal al passivo.
Queste non sono opinioni, sono fatti! Basta vedere i goal del
Vicenza!
Centrocampo – settore nevralgico nel quale si costruiscono le
vittorie, l’ideale sarebbe stato avere una batteria di giocatori
dinamici dai piedi buoni, di ottima perspicacia tattica per
“leggere” le partite, al contempo bene assortiti nel distruggere il
gioco avversario e costruire il gioco offensivo. Il centrocampo
ideale prevede due centrali, uno votato più alla distruzione delle
fonti di gioco avversarie e l’altro con propensione alla costruzione
ed alla dettatura dei tempi e dei movimenti dell’attacco. I due
centrali titolari (Pestrin e Coppola) hanno caratteristiche
identiche, quindi tendono a “pestarsi i piedi” a vicenda: sono due
distruttori del gioco avversario, non gli si può chiedere di fare
cose di cui non sono capaci. Manca quindi un centrale di centrocampo
dai piedi buoni e dalla lucida visione di gioco. I due esterni
devono unire al dinamismo ed alle doti tecniche (che permettano di
saltare l’uomo e servire palloni ai compagni liberi), grande sagacia
tattica nell’appoggiare gli attaccanti e spirito di sacrificio nel
dare man forte ai difensori. Per questi ruoli che richiedono
esperienza (oppure doti tecniche eccezionali) si propongono solo
giovani di belle speranze (Schetter e Surraco o Lazzari). Va bene
puntare su di loro ma sarebbe stato più saggio avere alternative
esperte alle spalle, nel caso in cui i titolari non dovessero
mantenere le promesse.
Attacco – giocando con 4 difensori, per garantire un certo
equilibrio tattico si possono schierare non più di due attaccanti,
oppure uno appoggiato da uno o due centrocampisti con propensione
offensiva. Il modulo preferito da Di Costanzo prevede la presenza di
due attaccanti: uno di movimento e l’altro a minacciare
costantemente la difesa avversaria. Attualmente questa coppia è
formata da Degano, ottima seconda punta, e Biancolino. Sulla carta è
un attacco di tutto rispetto, uno dei migliori della categoria. Però
non ci sono rincalzi validi, io non sono disposto a scommettere sul
rendimento costante di questa coppia per 42 partite e comunque
potrebbero avere problemi fisici (soprattutto Biancolino) e cali di
forma. Sarebbe stato necessario dotarsi di due sostituti che
garantissero un buon rendimento e all’occorrenza anche goal.
Insomma il Messina così com’è non mi convince, manca ancora tutto
l’asse centrale, perlomeno un portiere, un difensore centrale ed un
centrocampista “regista”. Tre titolari, non rincalzi! E sabato si
comincia!
Per questi motivi e per molti altri continuo a non approvare
l’operato della società, non riesco a intravedere decisivi segnali
di cambiamento. Così come non approvo l’interruzione unilaterale
della contestazione dei “cosiddetti” club organizzati, sarebbe stato
più saggio e coerente un periodo di critica attesa.
Non abbonatevi, non rendetevi sostenitori e complici di questa
gentaglia, soprattutto non svendete la vostra dignità e quella di
una intera città!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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UNO SGUARDO SULLA
CADETTERIA
Quest’anno con la mancanza
di squadre dal grande seguito popolare, si presenta una Serie B in
tono minore, non ci sono grandi interessi mediatici e ormai sono
quelli a far muovere i grandi capitali attorno al fenomeno calcio.
L’improvvisa austerità rende ancora più amara la partecipazione a
quello che a tutti gli effetti è un campionato “secondario”. Ed è
ancora più allucinante ripensare oggi, avendo sotto gli occhi
l’elenco delle squadre di B, come abbiano potuto sciaguratamente
gettare via (per ben due volte consecutive!) l’opportunità di far
parte dell’unico Calcio che conta: la Serie A.
Comunque è inutile amareggiarsi ulteriormente, il presente si chiama
Serie B ed è la realtà nella quale dovrà confrontarsi il Messina
versione 2007-2008.
Come già detto non ci sono squadre che possano vantare una grande
tifoseria al seguito, le quattro città “metropolitane” (nell’ordine
Bologna, Bari, Messina e Brescia) per motivi vari non possono
contare su ambienti caldi ed entusiasti vicini alle rispettive
società, le altre 18 partecipanti rappresentano città minori o
addirittura quartieri (Chievo e Albinoleffe).
La lista completa delle 22 partecipanti è la seguente: Albinoleffe,
Ascoli, Avellino, Bari, Bologna, Brescia, Cesena, Chievo, Frosinone,
Grosseto, Lecce, Mantova, Messina, Modena, Piacenza, Pisa, Ravenna,
Rimini, Spezia, Treviso, Triestina, Vicenza.
E’ stato confermato il regolamento dello scorso anno che prevede tre
promozioni (due “dirette” ed una dopo playoff tra 3^, 4^, 5^ e 6^
classificata), e quattro retrocessioni (tre “dirette” ed una dopo
playout tra 18^ e 19^).
Scorrendo l’elenco delle partecipanti si nota immediatamente la
mancanza, almeno sulla carta, di squadre dominatrici, questa
situazione di apparente equilibrio permette a molti ambienti
sportivi di sognare campionati di vertice per le proprie squadre.
Alcune società stanno cercando di assecondare le tifoserie
programmando campionati “a vincere”.
A “bocce ferme” le squadre che mi sembrano più attrezzate per il
salto in Serie A sono Lecce, Brescia, Mantova e Chievo, un gradino
sotto Rimini, Bologna e Modena. Per quanto riguarda le prime quattro
sono quelle che hanno le rose migliori, bravi allenatori e società
con le idee chiare; le altre tre si avvicinano molto alle prime,
soprattutto il Rimini.
Tra le sorprese che possono inserirsi al vertice e lottare
quantomeno per i playoff vedo bene Ascoli, Bari, Frosinone,
Grosseto, Piacenza, Treviso e Vicenza.
Le altre (Albinoleffe, Avellino, Cesena, Messina, Pisa, Ravenna,
Spezia e Triestina) possono aspirare al massimo ad una salvezza con
qualche giornata d’anticipo e tra di esse dovrebbero uscire le
quattro retrocesse.
Il Messina, purtroppo, tra queste ultime è una delle squadre messe
peggio, malgrado per quest’anno potesse beneficiare rispetto alle
concorrenti dei famosi cinque milioni di euro di “paracadute”!
All’immediata vigilia dell’inizio del campionato è l’unica a non
avere ancora una fisionomia anche solo abbozzata, è ancora un
cantiere aperto, un’incompiuta (un’altra delle tante in città): non
è stata fatta piazza pulita del vecchio e non è stata allestita una
nuova solida impalcatura sulla quale costruire schemi e gioco. Se a
questo aggiungiamo il distacco della città, che non si sente più
rappresentata, e l’ostilità di un ambiente che non ha digerito due
incredibili retrocessioni consecutive, si capisce bene che ci sono
tutti i presupposti per un ennesimo naufragio.
Una cosa è sicura, il Messina rappresenta una delle maggiori
incognite del prossimo campionato di Serie B, quando invece avremmo
avuto bisogno di certezze e fatti concreti. Le incognite portano
raramente risultati positivi, è molto più probabile che riservino
penosi sviluppi.
Possiamo solo aspettare e vedere, da lontano però, senza cadere
nella tentazione di abbonarsi!
Non abbonatevi, non rendetevi sostenitori e complici di questa
gentaglia, soprattutto non svendete la vostra dignità e quella di
una intera città!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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UFO
Un oggetto non identificato,
ecco a cosa è stato ridotto il Messina.
Nessuno conosce quali siano i programmi e le intenzioni, quali siano
gli uomini che faranno parte del presente e del futuro della squadra
e della società, a che punto sia il lavoro dell’advisor per la
cessione di una quotaparte o dell’intera proprietà.
Anche le cifre richieste per questa fantomatica cessione sono
talmente abnormi da far infittire il mistero sulle reali intenzioni
dell’attuale proprietà. Per portare un esempio pratico, in queste
settimane è stata trattata la cessione del Bologna per cifre intorno
agli 8 milioni di euro, già il solo debito del Messina per mancati
versamenti IRPEF supera abbondantemente questa cifra, per non
parlare delle differenze di blasone, del parco giocatori e delle
prospettive, quindi paradossalmente, invece di chiedere la folle
cifra di cui si vocifera dovrebbe essere l’attuale proprietà a
versare una quota a titolo di risarcimento per gli eventuali
acquirenti del Messina!
Qualcuno ha notizie del progetto sportivo? Dovrebbe essere
l’obiettivo principale di una società di calcio, già … “dovrebbe”,
perché a Messina è stato chiaramente accantonato (o forse sarebbe
più corretto dire sacrificato) in favore dell’arido progetto
economico di creazione di utili, a beneficio non si sa bene di chi e
per farne cosa, con l’aggravante che gli utili si vuole ottenerli
attraverso lo sfruttamento commerciale di spazi e strutture
pubbliche, senza che la collettività abbia garanzie concrete in
cambio di una vera e propria ipoteca sulla città.
Nella “Nebulosa Fantacalcio” che avviluppa il Messina, tutto ed il
contrario di tutto è lecito ed ipotizzabile, la fantasia di tutti i
tifosi è libera di viaggiare nelle distanze siderali che ci separano
dalla normalità, conducendo verso visioni-visionarie, verso i più
disparati scenari: alcuni inverosimili, altri assurdi, fino a quelli
che superano i confini della realtà.
Inevitabilmente questa confusione richiede un prezzo: è bastato
incontrare una squadra di categoria inferiore appena organizzata per
rimediare la prima figuraccia della stagione. Nel calcio non si
inventa niente e l’ennesimo inganno nei confronti della città e dei
tifosi è già stato smascherato.
In altre circostanze tutto questo avrebbe potuto assumere caratteri
comici, ma per l’enorme quantità di accadimenti calcisticamente
tragici accumulatisi nel corso degli ultimi 30 mesi, per il modo
assurdo in cui si sono sviluppati e per gli effetti devastanti che
hanno prodotto e continueranno a produrre, non c’è nessuna traccia
seppur minima di positività o voglia di sorridere.
E’ desolante constatare di ritrovarci anche in Serie B con una
società che si distingue tra tutte le concorrenti per
improvvisazione e superficialità, già lo scorso anno nel confronto
con le società più organizzate (che non a caso giocano nella massima
serie) siamo usciti massacrati, purtroppo anche quest’anno stanno
dimostrando di non essere all’altezza della situazione. Partecipare
ad un campionato professionistico, se pur meno competitivo, richiede
comunque preparazione, organizzazione, chiarezza di programmi e
volontà di perseguire i medesimi programmi.
Niente di tutto questo ci appartiene, perché niente di tutto questo
appartiene all’alienato universo dei Franza.
Senza un cambio radicale di proprietà saremo destinati a vagare
all’infinito nel gelido vuoto cosmico dell’anonimato calcistico
delle serie inferiori, chiusi nella nostra navicella (la passione
per il Messina) che rappresenta la nostra ultima speranza ed allo
stesso tempo la nostra prigione.
So bene che si tratta di un’ipotesi catastrofica, ma non vedo altri
scenari possibili con i Franza.
Siamo alla deriva nello spazio, solo una missione interplanetaria
(possibilmente proveniente il più lontano possibile dai putrefatti
ambienti cittadini) di soccorso e recupero, se pur difficile e
remota, potrebbe miracolosamente salvarci. Perché ormai dobbiamo
aggrapparci ai miracoli per far ritorno a casa, nel caldo ed
ospitale pianeta Calcio!
Finché non si concluderà la sciagurata campagna abbonamenti, anche
se vi annoierò, continuerò incessantemente ad esortarvi:
Non abbonatevi, non rendetevi sostenitori e complici di questa
gentaglia, soprattutto non svendete la vostra dignità e quella di
una intera città!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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“RIPARTIAMO INSIEME”,
PER ANDARE DOVE?
L’elementare buonsenso
richiede che prima di lanciare una campagna abbonamenti avrebbero
dovuto essere condivise, con la città e con la tifoseria,
fondamentali scelte, proprio per questo motivo avrebbero dovuto
essere chiari i programmi, cioè avrebbe dovuto essere
preventivamente illustrato dove si vuole andare e con quali
giocatori si intende fare questo percorso.
Questa regola di serietà e rispetto verso i potenziali abbonati è
ancor più valida nel caso specifico, nel quale si è voluto dare come
preciso indirizzo e significato il “ripartire insieme”, soprattutto
dopo la farneticante conferenza stampa di fine campionato scorso
nella quale si era parlato inequivocabilmente di disimpegno e di
cessione! In questa surreale situazione più che mai bisognava
“rendere conto” all’ambiente!
E’ avvilente dover sottolineare concetti banali e ovvi nel resto del
mondo, purtroppo a Messina, che è la città dei “nonsensi”, si è
costretti a farli diventare argomenti di dibattito!
Innanzi tutto se si chiede di ripartire insieme, da quale punto si
riparte?
A me pare che si riparta esattamente dai peggiori protagonisti degli
scorsi campionati e dalle peggiori cattive abitudini stratificatesi
nel corso degli ultimi anni.
Già questo avrebbe dovuto essere sufficiente per sconsigliare di
proporre ai tifosi un contratto in bianco, da far sottoscrivere
sulla fiducia.
Anche lasciando perdere il punto da dove si riparte, almeno avrebbe
dovuto essere inequivocabile il punto dove si intende arrivare,
tanto più che si chiede ai sottoscrittori di abbonamenti di andarci
insieme! Invece no! Niente di tutto questo!
E’ legittimo oppure no conoscere preventivamente se Riganò va via o
“riparte”? E i vari Morello, Minetti, Iliev, Bakaioko, De Vezze e
compagnia bella, vanno via o “ripartono”?
Evidentemente per gli attuali dirigenti sono cose che ai potenziali
abbonati non devono interessare. Cari tifosi messinesi non dovete
porvi troppe domande, volete sapere troppo, fastidiosi tifosi che
non siete altro. Non sono argomenti che vi riguardano, dovete
abbonarvi e basta! Soprattutto dovete subire in silenzio le angherie
della proprietà ed anche di quegli asini che indossano indegnamente
la maglia ricoprendovi di vergogne e umiliazioni, tanto qualsiasi
cosa facciano ve li ritroverete in campo l’anno successivo.
Ripartiamo insieme? Cominciate a partire voi e per favore liberateci
della vostra presenza non tornando mai più! Ciarlatani, che avete
presentato in carta patinata l’ulteriore inganno verso i veri
tifosi, utilizzando un’accattivante slogan per beffarsi della loro
fede.
A voi, che dovreste essere immediatamente arrestati per attentato
alla credulità popolare, dico: Non è sufficiente tapparsi il naso
tanto è il ributtante fetore emanato dalle putride minchiate che ci
continuate a propinare! I soliti “faremo” … “cercheremo” … Non mi
lascio più intenerire dai vostri sorrisi di plastica, dalle vostre
odiose facce, vecchie e nuove, tirate a lucido per ingannare.
Venditori di fumo travestiti da rispettabili uomini di sport, non
siete altro che la peggiore sottospecie di imbonitori. Come vi
permettete di formulare promesse! Come osate riproporre le ormai
consunte buone intenzioni!
Prima dovete ricostruirvi una credibilità con i fatti concreti, poi,
e soltanto poi, potete reclamare il diritto di parlare e proporre
iniziative per le quali richiedete la fiducia e l’appoggio dei
messinesi.
Vergogna, vergogna, vergogna per tutti quelli (e purtroppo sono
tanti) che ancora vi tollerano; per tutti i pseudo giornalisti che
vi porgono “silenziosamente” i microfoni e i taccuini, diventando
complici delle vostre insolenze; per l’accozzaglia di politicanti
che non pretendono il rispetto della dignità dei cittadini, anche se
mi rendo conto che è impossibile pretenderlo proprio da loro che per
primi rappresentano indegnamente gli elettori.
Sono consapevole che il mio sogno di vedere zero abbonamenti
sottoscritti, nell’imbelle Messina è impossibile da realizzarsi,
questo mi amareggia profondamente, ma non mi fa perdere lo spirito
combattivo che mi anima per osteggiare con tutti i mezzi
l’intollerabile operato di questa proprietà.
Tutti i cittadini di buon senso debbono sentire il preciso dovere di
portare avanti l’opera di dissuasione nei confronti degli amici, dei
conoscenti, dei colleghi, dei vicini di casa che manifestano
l’insano proposito di abbonarsi.
Questa è una fondamentale battaglia di civiltà, una disobbedienza
civile per recuperare un minimo di onorabilità.
Non rendetevi sostenitori e complici di questa gentaglia,
soprattutto non svendete la vostra dignità e quella di una intera
città!
Ultimogordon
P.S. E’ talmente poca la sensibilità ed il rispetto che hanno nei
confronti dei cittadini-tifosi che avevano avuto la bella pensata di
far giocare a Messina il 15 agosto, in concomitanza con la festa
popolare più importante, l’insulsa gara di Coppetta Italia contro
(udite, udite) il Vicenza.
Hanno rimediato in extremis al sacrilegio. Ma comunque carissimi
dirigenti, direttori e consulenti vari, vi meritate lo stesso una
bella pernacchia. Siete ridicoli, non avete il senso della vergogna! |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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INUTILE RITIRO
In questo infuocato luglio,
nell’isolato scenario di S. Giovanni in Fiore, tra il disinteresse
generale si sta consumando il ritiro più inutile, più
insignificante, più improduttivo della storia del calcio. Un altro
record da ascrivere all’F.C. Messina che si saremmo volentieri
risparmiati.
Da osservatore disincantato vengo assalito, prima di tutto, da una
noia mortale nel dover scrivere di questa tragicomica messinscena.
Parlare di cialtroni che devono andar via, ma si allenano e non
partono, di giocatori che devono arrivare e non arrivano, di un
allenatore già pentito di essersi impelagato in questo girone
infernale, dei vari (ed eventuali) direttori generali generici in
preda alle crisi di identità e dei padroni del vapore in preda alle
crisi di nervi, parlare di questa variegata fauna si riduce ad un
banalissimo gossip da ombrellone, niente a che vedere con il calcio,
con lo sport.
D’altra parte l’F.C. Messina, questo F.C. Messina mortificato e
trasformato in una farsa dai Franza (con un sostanzioso aiuto del
funesto Valentini), non ha nulla da spartire con il calcio, quindi è
una naturale e inevitabile conseguenza che qualsiasi argomento
riguardante la squadra, in ogni sua componente, sia poco più che una
barzelletta.
Dopo la noia purtroppo subentra l’avvilimento, perché è
incredibilmente difficile ragionare sulle prospettive, sul
campionato che si sta approssimando.
L’avvilimento diventa addirittura sconforto assistendo alle
infruttifere e scomposte scalciate di questo recalcitrante branco di
somari senza pari, ingiustamente sottratti al lavoro nelle miniere
di zolfo (loro unica collocazione degna e produttiva). Insomma è una
tristezza indicibile.
In questa situazione paradossale, dove non c’è né capo né coda, non
so da che parte cominciare a criticare. Prevedere un futuro di
amarezze e fin troppo facile, nella migliore delle ipotesi ci
ritroveremo con una squadra formata per metà dai “migliori” di quel
manipolo di beceri mercenari protagonisti ed artefici dei passati (e
probabilmente futuri) disastri e per l’altra metà da modesti
giocatori, raccattati in questo fine mercato dove si trovano i
rimasugli che si accontentano di un contratto a prezzo da saldo.
Ovviamente il giudizio sulla proprietà è il peggiore possibile, sul
loro operato si può solo esprimere il biasimo e la sdegnata
riprovazione, come sempre si sono distinti per la scorrettezza, il
disprezzo, l’arroganza, la mancanza di serietà, nei confronti della
città e dei tifosi. Insomma l’impunita cialtroneria a cui ormai ci
hanno abituato.
Invece il giudizio sul nuovo allenatore rimane sospeso, per ora mi
sento di esprimere la mia solidarietà ad un temerario che non poteva
immaginare di ritrovarsi in questa situazione allucinante, che,
almeno per il momento, sta affrontando con serietà e ragionevolezza.
Diverso il discorso per il nuovo Direttore Generale, non mi sembra
stia brillando per efficacia nelle operazioni di calciomercato,
anche se (per onestà intellettuale) bisogna riconoscere che è
impresa assai ardua rimediare alla catastrofe di quello stolto di
Valentini.
Insomma conosciamo bene le cause, così come i colpevoli, che ci
hanno precipitato in questo baratro, il grosso problema e che ahinoi
il peggio deve ancora venire, perché si sta concretizzando uno
scenario angoscioso, il più brutto che si potesse prefigurare alla
vigilia: proprio i peggiori resteranno strenuamente attaccati alle
loro rendite e di conseguenza alle nostre beneamate maglie
biancoscudate, per “merito” (e mi ripeterò fino alla noia) degli
insolenti e pavidi Franza, che non hanno proceduto, a qualsiasi
costo, nell’implacabile e sacrosanta strada della “piazza pulita”!
Quindi saremo costretti a rivedere le vergognose prestazioni e
risentire le oltraggiose dichiarazioni dei soliti biechi figuri
senza dignità e senza onore. Già mi viene il voltastomaco solo
all’idea.
E siccome al peggio non c’è mai fine, hanno avuto anche la
sfrontatezza di lanciare la campagna abbonamenti, un vero e proprio
insulto alla dignità e all’intelligenza dei messinesi che abbiano un
minimo di orgoglio.
Su questo argomento mi riservo di ritornarci più dettagliatamente
nel prossimo articolo, per intanto inutile sottolineare che
evidentemente io non mi abbonerò, e non lo farò mai più finché ci
sarà un Franza nella società (anche solo come socio di minoranza o
fittizio).
Quel che mi preme è cogliere già da adesso l’occasione per esortare
tutti a non abbonarsi.
Non rendetevi sostenitori e complici di questa feccia, soprattutto
non svendete la vostra dignità e quella di una intera città!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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LA COMMEDIA
DELL’ASSURDO
Tutti lo sospettavamo, ma
ora abbiamo la certezza: si è trattato di una assurda retrocessione,
illogica, impossibile, perché ora che sono state rese note le cifre
percepite dai protagonisti, è indiscutibile che la squadra era
formata da un gruppo di fuoriclasse ai quali, riconoscendone
l’immenso valore tecnico-agonostico, sono stati garantiti ingaggi da
Champions League.
Bisogna quindi rinnovare i complimenti a chi ha scelto questi
artisti del calcio e soprattutto ha chi gli ha riconosciuto
scandalosi contratti principeschi (spesso pluriennali) per non
privare la platea messinese delle loro impareggiabili prestazioni
pedatorie.
A riprova della bontà dei calciatori di cui sopra, si è scatenata
un’asta senza precedenti che coinvolge il panorama calcistico
mondiale, tutte le squadre del globo terracqueo li vogliono alle
loro dipendenze e non badano a spese per accaparrarseli.
I nuovi (e i vecchi) dirigenti del Messina, sommersi dalle pressanti
richieste, fanno fatica a scegliere la più vantaggiosa e giustamente
prendono tempo per ricavare il massimo, d’altra parte bisogna
comprenderli stanno lasciando andar via a malincuore questi
comprovati campioni, che con le loro performance dentro e fuori dal
rettangolo di gioco si sono fatti amare da tutta la città.
Nel frattempo è ben evidente il nuova impronta, possiamo finalmente
apprezzare il nuovo corso dettato dalla famiglia Franza: decisioni
chiare, tempestive, convincenti!
A partire dalla sede (dell’inutile) ritiro precampionato, senza
tanti giri di parole un ripiego raffazzonato, dopo aver contattato
tutte le più attrezzate e rinomate sedi scoprendo (improvvisamente)
che erano già state scelte dalle centinaia di squadre di ogni
categoria che popolano il pletorico panorama calcistico italico.
Così l’ardua scelta tra gli scarti rimasti riguardava Isnello, dove
non c’è neanche il terreno di gioco! Oppure S. Giovanni in Fiore,
sperduto centro silano, peraltro già scartato dal Catania, dove il
Messina dovrà portarsi dietro la palestra! Sarebbe stato più saggio
ed economico ossigenare i polmoni ed i muscoli dei nostri eroi nei
familiari boschi delle “Quattro Strade”, con il duplice vantaggio:
per loro di rifocillarsi con le celeberrime “vasteddi a’
disgraziata” i Donnu Minicu; per noi di poterli prendere a
pernacchie e pedate nel sedere senza dover fare troppa strada.
Altra scelta che sta dando proficui frutti è (l’equivoco) Valentini
– Gasparin, ai quali (è notizia di oggi) si aggiunge un terzo
elemento, un certo Favaro, di cui si sconoscono i meriti. Un
magnifico triunvirato di consulenti-esperti-operatori (non si
capisce bene che cosa faccia, chi) che non sono stati capaci di
concludere alcuna operazione, anche perché si pestano i piedi l’un
l’altro e non potrebbe essere altrimenti avendo a grandi linee gli
stessi compiti per quanto riguarda il calciomercato. Non esiste
neanche in Terza Categoria che in una società calcistica ci siano
tre figure: uno che cura le cessioni, l’altro gli acquisti, il terzo
boh?, con l’aggravante che lavorano a compartimenti stagni! Solo
quel fenomeno di Franza poteva partorire questa genialata.
Ma il meglio è tutto concentrato in un semplicissimo concetto: non
si acquista nessuno se prima non si cedono i “campioni”. Vi
ricordate le furibonde parole nei confronti dei calciatori nel corso
della famigerata conferenza stampa della presunta cessione? Il succo
del discorso era chiarissimo: le colpe del disastro sono tutte a
carico dei giocatori, i quali avendo tradito la fiducia della
società (molti di loro per due anni consecutivi) saranno cacciati
via senza pietà. Ebbene hanno scherzato perché li ritroveremo tutti,
o quasi, in ritiro e con molta probabilità anche in campionato, non
hanno le palle e la volontà di allontanare questi cialtroni
concentrandoli in una località separata, in attesa che loro stessi
si trovino una sistemazione.
In ritiro si doveva andare con i nuovi giocatori che avrebbero
dovuto formare la rosa (limitata a 21 elementi con 4 primavera) del
prossimo campionato di Serie B, non ha alcun senso partire con
questo branco di asini. Che cosa deve fare Di Costanzo con questi
farabutti?
In mezzo a questo caos da inettitudine, che ahinoi preannuncia
un’altra annata disgraziata, almeno noi dobbiamo stare allerta!
Molto presto i quaquaraquà torneranno negli schermi televisivi e
sulle pagine dei giornali facendo promesse e giurando buoni
propositi. Non dimenticate mai che sono gli stessi protagonisti
dell’imperdonabile duplice disastro.
Per loro nessuna pietà, nessuna considerazione!
Nessuno di quegli imbroglioni dovrà mai più indossare la maglia
Biancoscudata, neanche in amichevole.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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NON ABBASSARE LA
GUARDIA
Sono trascorsi due mesi da
quando la retrocessione è stata sancita ufficialmente, tempo
prezioso che si sarebbe dovuto spendere per costruire il progetto
futuro, partendo dal nulla che le ultime due stagioni hanno lasciato
in eredità.
Come al solito la proprietà si è distinta per incompetenza ed
improvvisazione e se c’era un minimo da salvare dalle macerie,
questa possibilità è stata annullata con la brillante sortita della
conferenza stampa del presunto disimpegno. Il solo risultato
ottenuto dai lungimiranti imprenditori del nulla è stato accrescere
confusione al caos totale del carrozzone da circo nel quale hanno
trasformato, in tre stagioni da incubo, una società di calcio
emergente che aveva la fortuna di poggiarsi sulle solide ed
invidiabili basi di un entusiasmo ed un seguito popolare senza pari.
Questo preziosissimo lasso di tempo quindi è stato sostanzialmente
sprecato nell’inutile immobilità, un’altra delle innumerevoli
occasioni mancate. Tutte le decisioni sono state rimandate senza
fornire spiegazioni convincenti (ma ormai siamo abituati alle
assurdità imposte), bisognava attendere il fatidico 15 giugno,
indicato come data delle decisioni irrevocabili, come spartiacque
per chiudere con il passato e ricominciare.
Come era ovvio il roboante annuncio si è rivelato come un’ulteriore
presa in giro, non esiste alcuna possibilità di cambiamento
radicale, né adesso, né in un prossimo futuro, e d’altra parte non
c’erano neanche i presupposti temporali e materiali perché si
addivenisse ad un decisivo cambiamento nell’assetto societario. La
situazione patrimoniale (zero proprietà immobiliari, parco giocatori
di scarsissimo valore, debiti pregressi), il conto economico (monte
stipendi sproporzionato rispetto alle entrate previste), squadra
tecnicamente da rifondare (bisogna rifare completamente la rosa e
ricostruire il settore giovanile), ambiente ostile (non solo i
tifosi ma l’intera città, compresa buona parte della classe
politica) e dulcis in fundo l’esorbitante richiesta di 20 milioni di
euro per il 51% del pacchetto azionario (vale a dire valutare 40
milioni il valore del solo titolo sportivo di Serie B, perché non
c’è niente altro da offrire), hanno sconsigliato qualsiasi
imprenditore nel pieno possesso delle proprietà intellettive ad
impelagarsi in questo casino.
Per non parlare del famoso progetto di riqualificazione degli stadi.
Irrealizzabile perché palesemente sovradimensionato.
Quindi si riparte con i Franza e con Valentini (non ho capito se
promosso o degradato “consulente di mercato”), si riparte con le
loro poche certezze e i loro molti dubbi.
Le novità proposteci sono interessanti ma il loro operato è tutto da
verificare: Gasparin è un buon dirigente (malgrado l’ultimo anno di
sostanziale inattività), ma dovrà scontrarsi con la politica di
disimpegno della proprietà e dovrà gestire alla menopeggio la
situazione esplosiva del parco giocatori; Di Costanzo ha dimostrato
di essere un vincente ma sempre in categorie inferiori, è chiaro che
non c’è paragone con l’inetto Brunello, ma si tratta pur sempre di
una scommessa rischiosa in una piazza ormai intollerante e
impaziente, in ogni caso per lui o per un qualsiasi altro allenatore
fondamentale sarà il parco giocatori messogli a disposizione.
Io sono pessimista e comunque le mie critiche alla proprietà
continueranno a prescindere dai risultati che verranno ottenuti, la
mia posizione è di esplicita avversione e non ho problemi a
confessare che considerata l’umiliante e degradante gestione
dell’espressione calcistica cittadina, sarò sempre prevenuto nel
giudicarli.
In verità per settimane ho avuto la tentazione di prendere
definitivamente le distanze da questo calcio, cioè volevo
interrompere questa rubrica.
Ero sconfortato dall’idea di ritrovarmi a parlare dei Franza, pur
avendo la coscienza a posto e pochi rammarichi, perché se qualcuno
avrà la pazienza di ripercorrere a ritroso gli articoli di questa
rubrica non farà fatica ad accorgersi delle critiche feroci
formulate già in tempi non sospetti, che poi non erano altro che
grida di allarme per una situazione fin dall’inizio apparsami
tragica (chi ha intenzioni serie non si affida a Valentini e
Giordano).
Ma ormai non ha più senso auto referenziarsi, avere avuto ragione
non mitiga la mia amarezza e la mia frustrazione. Un’afflizione
prolungata, che negli ultimi mesi mi procurava una fatica enorme per
riuscire a scrivere di calcio, perché l’oltraggio che ritengo di
avere subito come messinese va molto aldilà del fatto sportivo, qui
è stata messa in gioco la dignità personale!
Ero deciso a correre il rischio che la decisione di mollare potesse
essere considerata come una resa, quando invece era soltanto l’unica
reazione che la rabbia e l’orgoglio mi facevano vedere come sensata,
era l’istintiva reazione alla nausea ed allo schifo di dover
direttamente o indirettamente scrivere di situazioni e di personaggi
che continuo a ritenere ripugnanti, vomitevoli.
Per riordinare le idee ho scelto di prendermi questa lunga pausa di
riflessione.
Con calma e con la mente sgombra dal furore dell’odio ho capito che
la scelta di non scrivere più di calcio finché a Messina la società
resterà nelle mani di questi spregevoli individui che reputo come
imperdonabili, delittuosi, colpevoli di questo disastro, sarebbe
stata la scelta sbagliata!
Proprio nei momenti più difficili le voci del dissenso devono
levarsi più fragorose, più implacabili!
Inoltre mi rammaricava interrompere questo rapporto di reciproca
stima con gli amici della Corazzata, ai quali sarò sempre
riconoscente per avermi offerto uno spazio senza alcuna censura,
merce rarissima e di inestimabile valore ai giorni nostri popolati
da ipocriti servi del potere. Senza scadere in adulazioni ho sempre
apprezzato la linea editoriale di questo sito: l’essere contro! Non
per mero indirizzo ideologico, ma per onestà intellettuale e morale
(altra merce rarissima), mi fa essere onorato per aver avuto
l’opportunità di scrivere per voi.
Quindi proseguiamo la nostra battaglia, inaugurando questa nuova
stagione con il messaggio che deve guidarci: Non abbassare la
guardia! Peraltro “A guardia di una fede” è il motto di
Corazzatamessina, questo è un momento storico nel quale bisogna
essere vigili e non fare sconti.
Non mi lascio incantare dall’ennesima farsa della (finta) tentata
cessione societaria, ed in questo senso vi invito a non cadere nel
tranello: non hanno nessuna intenzione di mollare l’osso fino a
quando (utilizzando l’F.C. come strumento di pressione politica) non
otterranno la razzia finale sulla città, con l’ipoteca sullo
sfruttamento commerciale degli impianti sportivi (e delle vaste aree
limitrofe) e della rada tra Grotte e S. Agata con la realizzazione
del mega porticciolo.
Io ho scelto la strada della delegittimazione con ogni mezzo, ogn’uno
di voi sceglierà secondo coscienza il modo migliore per raggiungere
il nostro comune obiettivo primario: contrastare i Franza per
costringerli ad andarsene veramente (escludendo sceneggiate o finte
cessioni), questa deve essere la missione!
Ultimogordon |
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IN MORTE DI UN
ACROBATA
Da quel filo non sono
scivolato, ho provato a spiegarmi il motivo ma non c’è una logica,
dovevo forse scontare i miei peccati.
Il sorriso di plastilina ha mascherato a fatica la mia tristezza,
non chiedetemi motivazioni, sorvolate sul mio sguardo assente, fisso
sul filo.
Cosa volete sapere veramente? Le mie risposte non riusciranno ad
essere interessanti, ed è difficile che potessero esserlo per
domande inesistenti.
A volte chiudevo gli occhi e sognavo, ma i sogni durano solo il
tempo di un sogno, e mi ritrovavo nel vento che voleva buttarmi giù,
rendendomi quella tristezza più aspra.
Sul filo non percepivo se provavate qualcosa per me, per la mia
malinconia. Ormai ero solo stanco.
Tra poco arriveremo al culmine dello spettacolo, mi sembra di stare
su un treno lanciato a tutta velocità, ormai è deciso, non mi
opporrò al mio destino.
Ho chiesto perdono a tutti quelli che ho tediato, ingannato, illuso,
in attesa con il naso all’insù di qualcosa che da un momento
all’altro poteva, doveva accadere, e mai accadeva.
Quando vengono a mancare le motivazioni che rendono importante la
felicità, che mi facevano salire sul filo percorrendolo da un capo
all’altro, sapendo che dall’altra parte c’erano ad aspettarmi
emozioni e incazzature, battiti di cuori, domeniche felici e sole
tiepido, non ha più senso salire su quel filo in bilico sopra il
mondo.
Tutti quelli con il naso all’insù, quelli a cui sembrerà sia
accaduto un evento governato dal destino, l’errore che bisogna
mettere in conto, non riusciranno a capire, ammaliati fino
all’alienazione, che in realtà è stata una scelta deliberata. Il
colpo di scena per togliere il disturbo.
Vi cercherò con lo sguardo nel volo della caduta.
Vorrei incrociarle quelle emozioni e incazzature, quei battiti di
cuori, quelle domeniche felici e sole tiepido, anche se ormai non
avrà più molta importanza.
Ora però sapete che da quel filo non sono scivolato…
L’Acrobata.
Ultimogordon |
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PENULTIMA ORA
La penultima ora è quella più
triste.
Quella in cui ti affretti a raccattare la tua roba per ripartire
verso un altro ritorno.
Quella in cui tutto sfuma nella sonnolenza e invece gli eventi
richiedono energia e decisione, richiedono tempo.
La penultima ora pretende attenzione: necessaria, per percorrere il
percorso accidentato che si approssima; supplicata, quasi temesse
l'inesorabile passata di fissativo su un'istantanea rubata e poi
dimenticata, quasi esigesse in tributo un sacrificio di memoria.
La penultima ora è quella delle somme, è algebrica come nessuna.
Affastella fascine di meno e di più, e il risultato te lo lascia da
calcolare dopo, si limita a disporti in colonna gli elementi.
La penultima ora è quella dei rimpianti del tempo perduto, non già
della ricerca.
È l'ora, raramente, dei rimorsi. Quelli che sono stati rinchiusi e
imbavagliati in un angolo e che aspettano solo lei, che li autorizzi
all'evasione.
È l'ora dei condizionali volti al passato, degli "avrei dovuto",
"avrei
potuto", "avrei".
Ho!
Ho da correre, poi riprendere fiato, poi correre ancora. Finché c'è
forza nelle gambe, finché c'è un alito di vita. Correre sempre e
comunque, e mai verso un arrivo.
La penultima ora è pesante come uno zaino pieno, e leggera come una
piuma d'oca. Pesa sulle spalle, ma solleva il cuore, perché ti
priva, sì, di qualcosa, ma ti rimette in pista.
Ed è questa la percezione che ti lascia: il tornare in pista, ma
senza poter gareggiare ad armi pari, a farti sentire parte di questa
desolante nullità.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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I HAVE A DREAM
Ho sognato una strada che porta
all’orizzonte, ma ci vorrebbe una scala per arrivare alla luce ed
anche il coraggio di gridare BASTA!
Ho sognato di svegliarmi in una città normale che non subisse
passivamente oltraggi intollerabili.
Ho sognato di tifare per una squadra appena decente, che non
umiliasse la mia fede, che non mi facesse vergognare per tre anni di
seguito.
Ho sognato di avere un presidente che curasse gli interessi della
squadra, che sono gli interessi della collettività, invece di
rovinare tutto perseguendo (con magna inettitudine) astrusi
interessi personali.
Ho sognato di non essere insultato da un parvenu qualsiasi,
maleducato ed imbelle, con dieci esoneri in dodici anni di
“carriera” che certificano oltre ogni dubbio la sua incapacità.
Ho sognato di non essere oltraggiato da un giovanotto arrogante
senza arte ne parte, che ha come solo merito essere l’utile rampollo
di un boiardo necessario per le speculazioni preventivate.
Ho sognato giocatori che non siano quaquaraquà travestiti da volgari
mercenari, ma uomini veri, onorati di indossare una maglia che
significa molto più di fama e soldi.
Ho sognato un sindaco che invece di tagliare nastri cominciasse a
rappresentarmi degnamente, battendosi, promuovendo atti concreti per
il bene della città, invece di essere silenzioso connivente.
Ho sognato giornalisti incisivi e senza remore nel criticare, senza
aspettare l’irrimediabile.
Ho sognato ultras civili ma fermi e risoluti nel contestare chi li
calpesta, senza pelosi rispetti e gratitudini immotivate ed
immeritate.
Ho sognato di tornare a guardare una partita con la leggerezza
d’animo di chi guarda una cosa piacevole che regala emozioni, non
frustrazioni.
Ho sognato di tornare a discutere di calcio, non di eventi e persone
che niente hanno a che spartire con uno sport.
Ho sognato di svegliarmi e non rivedere mai più nessuna delle facce
da schiaffi di tutti gli infami protagonisti di questa
tragicommedia.
Ho sognato il perdono, ma chiedevo la pace e ho ricevuto la guerra.
Se questi grandi ottusi ci hanno trascinato a fondo sarà che giorno
dopo giorno abbiamo sognato troppo a lungo… ah! se passasse questo
buio come si ammaina una bandiera, come si ammaina l’orgoglio, alla
stessa maniera!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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C’ERA UNA VOLTA …
C’era una volta una squadra di
calcio, una Cenerentola del calcio italiano, proprio come la
protagonista della famosa favola era stata maltrattata, umiliata dai
poteri forti, fino ad essere relegata nel sottoscala dei campionati
dilettantistici, polverosi campetti di periferia dove si gioca più a
calci che al calcio.
Ma come nella migliore tradizione delle favole, quando tutto sembra
perduto, arriva l’eroe a salvare la squadra e ridare il sorriso e la
dignità ad una intera comunità.
In questa favola gli eroi non avevano certo le sembianze del
Principe Azzurro, comunque non è certo l’aspetto fisico che importa
a chi attende di essere salvato, contano i fatti.
Una coppia di “cavalieri senza macchia e senza paura”, con una serie
impressionante di decisioni e conseguenti scelte azzeccate,
riuscirono nell’impresa epica di catapultare la serva sporca e mal
vestita dal sottoscala buio, polveroso ed umido, fino alla soglia
del salone delle feste, con il vestito bello e luccicante.
Un’impresa straordinaria, talmente eccezionale che finirà per essere
tramandata di padre in figlio nei racconti attorno ai caminetti,
quei racconti nei quali il mito si mischia alla realtà storica dei
fatti.
Purtroppo si sa, le belle storie durano poco, e questa non fa
eccezione. I problemi economici costrinsero i nostri eroi ad
abbandonare la splendida creatura sorta dal nulla.
Ma un nuovo personaggio si presentò come nuovo eroe, ed in effetti
all’inizio si conquistò la fiducia, ingannando i tifosi che
credettero alle sue promesse ed ai suoi proclami.
Riuscì addirittura (con una serie di circostanze fortunate, ma poco
importa) a far entrare, quella che fino a poco tempo prima era solo
una povera serva, dentro il salone delle feste: luci, splendori,
ricchezze, vestiti eleganti, abbagliarono tutti, nessuno dubitava
del nuovo eroe, finalmente il Principe Azzurro, bello, giovane,
ricco.
Le bugie però hanno le gambe corte e il presunto nuovo eroe si
spogliò del suo travestimento per assumere le sue vere sembianze,
rivelandosi per quello che era realmente: un orco cattivo e crudele.
La miseria e lo sconforto si rimpossessarono della bella principessa
che si ritrasformò nuovamente in Cenerentola, sporca, logora e
derisa da tutti, di nuovo scaraventata nel sottoscala buio,
polveroso ed umido.
Tutti noi che avevamo creduto alle favole, ora siamo qui a
chiederci: come è potuto succedere?
Perché in questa storia non c’è nulla, assolutamente nulla che abbia
un senso, un qualunque significato paragonabile a qualcosa di
logico, di vivo, di già visto, di già percepito, di ascoltato,
letto, toccato, annusato, con cui mi sono confrontato, scontrato,
che ho misurato, collocato nello spazio, nel tempo, riposto
nell'armadio delle idee, delle convinzioni, delle emozioni.
La delusione è talmente grande che nulla sarà mai più come prima.
Non è buio e non è luce, non è silenzio né rumore, non è quiete, non
è tempesta. Non è movimento, né stasi, non è tempo, né spazio e
neanche note su un pentagramma.
Solo lacrime che scivolano lungo uno zigomo e mi imbrattano il
volto.
E tu tifoso del Messina che giaci per terra, chi sei? Cosa farai?
Hai gli occhi aperti a fissare il vuoto che ti si spalanca davanti?
Come posso vederti se non riconosco nulla di ciò che ho intorno? Non
so più neanche se sono capace di vedere, in questo spazio vuoto
fluttuante e funerario.
La principessa che fu è solo un ricordo, un frammento, un deja-vu di
persone sconosciute e comunque unite da un’unica passione,
intrecciate per caso in un groviglio.
Rimango a guardare catatonicamente quello che ho davanti, come se
non lo volessi vedere.
So solo che nulla sarà mai più come prima.
C’era una volta … e adesso non c’è più!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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OLTRAGGIO AGGRAVATO E CONTINUATO
Nel Gran Salone delle Gran Cerimonie, si è consumato il più grave
oltraggio alla dignità ed all’intelligenza dei messinesi, un
indecoroso spettacolo farsesco, capolavoro della pantomima,
purtroppo (per noi spettatori) malamente recitata da personaggi
fuori tempo e fuori luogo.
Il mio biasimo non è mitigato dall’inutile presenza, puramente
scenografica, della Gran Matriarca Donna Olga, per la specialissima
occasione tirata fuori dal sarcofago (peraltro con scarsi risultati
vista l’espressione inanimata), nonché del Cocco-di-mamma, ex
Presidente di una ex Società di Calcio, imbalsamato e quindi privo
di favella, di idee e di autorevolezza (di fatto è stato formalmente
esautorato con una sorta di fratricidio dal “sempre lucido”
Ingegnerevincenzo.).
Ritengo doveroso commentare e criticare il comunicato (banditesco
nei toni e nei modi) che ci siamo dovuti sorbire, visto che i
“timidi” giornalisti, presenti all’allegro convivio, si sono
limitati a poche, intimorite, domandine di circostanza, senza
ribattere a tono agli ennesimi insulti.
Premettendo che trovo patetica e ripugnante tutta l’introduzione
nella quale, in buona sostanza, con toni tra il sarcastico e lo
sconclusionato, si rinfaccia alla città il fastidio subito dal
Gruppo Franza per essere stato costretto dalle circostanze ad
“impelagarsi” nel F.C. Messina, facendo chiaramente intendere che
hanno vissuto questa situazione come una seccatura.
Mi piace partire chiarendo un concetto fondamentale: Questi
personaggi si attribuiscono meriti che NON hanno. Ovvero, nella
scalata dai dilettanti fino alla Serie B i meriti dei successi
sportivi sono ascrivibili esclusivamente alla coppia Salerno-Aliotta,
così come è frutto di circostanze fortunate e situazioni poco chiare
(indotte da “fattori extracalcistici”) la clamorosa promozione in
Serie A (sfido chiunque a dimostrare la capacita manageriale e di
programmazione ambiziosa partendo dalla geniale idea Patania!).
D’altra parte nel comunicato stesso vengono chiariti i veri motivi
dell’interessamento del Gruppo al calcio messinese, cito
testualmente: <<…il Gruppo Franza decise di assumersi in toto
l’onore e gli oneri della squadra, facendo fronte ai costi già
sostenuti da Aliotta e rifinanziando la Società. Tale scelta fu
determinata dal desiderio di dare prestigio al Gruppo Franza …>>.
Quindi non è stato un gesto dettato dalla volontà di restituire una
piccola parte di ciò che la città ha dato e continua a dare al
Gruppo Franza, né tantomeno un gesto dettato dalla passione!
Veniamo agli altri punti salienti, in rigoroso ordine di
enunciazione:
1) Obiettivo “stabilizzazione” in Serie A.
Forse sono io a non capire nulla di calcio ma non mi pare sia mai
stata fatta una scelta di fondo che facesse lontanamente pensare ad
una “stabilizzazione”, che invece si concretizza attraverso
investimenti tecnici su giovani promettenti, creazione di un centro
sportivo da riempire con un vivaio, creazione di una rete di
collaborazione con società di categorie minori, strette relazioni
con le società calcistiche leader (Milan, Juve e Inter su tutte),
partecipazione attiva e fattiva in Lega Calcio e soprattutto
salvaguardia del titolo sportivo affidandosi a collaboratori e staff
tecnici di provata capacità (i curricula contano nel calcio e non
solo).
2) Il territorio non poteva sprecare risorse pubbliche nel calcio.
A parte il fatto che il “territorio” non è tenuto ad investire
risorse pubbliche, visto che gli introiti non sono ridistribuiti o
quanto meno gestiti dal territorio stesso, è una spudorata bugia. La
costruzione di uno stadio a spese delle casse pubbliche come la
chiamano i confusi intelletti dei Franza? E i finanziamenti
comunali, provinciali e regionali? Invece la gestione privatistica
dei parcheggi (pubblici!)?
3) Fu necessario destinare importanti risorse finanziarie alla
squadra.
Di quali risorse si parla? A parte il ripianamento di 5 (cinque)
milioni di euro di debiti di gestione accumulati da Aliotta,
ampiamente ricoperti da 15 (quindici) milioni di euro di elusione di
IRPEF, nessun altro grosso investimento è stato fatto, solo gestione
ordinaria, e i 40 (quaranta) milioni di euro incassati a vario
titolo in tre anni di Serie A non sono stati destinati al parco
giocatori e alla gestione tecnica (entrambi modestissime), sono
stati reinvestiti… per comprare tre nuove navi! Cartur Alfa, Beta e
Gamma (per la Delta bisognerà aspettare il finanziamento per la
copertura).
3) I costi del calcio sono ben superiori ai ricavi.
Questa non è una verità assoluta, vale per l’inetta gestione Franza,
tutte le altre società medio piccole, che non hanno mai goduto e mai
godranno di 28.000 abbonati e 35.000 spettatori medi, malgrado ciò
riescono tranquillamente a gestirsi amministrando gli ingenti
introiti di Lega, Televisioni e Media vari, Coni, Sponsor e
compravendita oculata dei giocatori.
4) Il riequilibrio delle ambizioni sportive.
A cosa si riferiscono con questa oscura formula, quali dovrebbero
essere secondo i Franza le ambizioni sportive di una città di oltre
250.000 abitanti e una provincia grande due volte tanto, che hanno
dimostrato una potenzialità ed un entusiasmo senza pari,
contribuendo allo strepitoso successo della geniale iniziativa della
Confcommercio (che in altre piazze ben più prestigiose nemmeno si
sognano)? Queste ambizioni devono essere inferiori a quelle di
Ascoli, Parma, Reggio Calabria, Chievo (un quartiere!), Siena,
Cagliari, Livorno, Udine, Bergamo, Empoli? Ma smettetela ridicoli!
5) Sforzo finanziario per conquistare la massima serie.
Dove? Quando? Una squadra che non acquistò praticamente nessuno,
perché bisogna rammentare che Di Napoli si allenava con il Gualdo
per non restare inattivo (non era nelle condizioni di pretendere un
lauto ingaggio) e Mutti era a casa, senza richieste, a curare le
galline e i maiali di famiglia dopo il burrascoso finale di
campionato di due anni prima con il Palermo, tanto è vero che
accettò una squadra in condizioni pietose e un ambiente in tumulto
dopo l’inizio shock. Ma forse lo sforzo finanziario è riferito
all’automobile che il buon Pietro dovette regalare per scommessa al
citato Di Napoli (tanto era la certezza di non avere chance!).
6) Era stato elaborato un progetto per la costruzione di un centro
sportivo, la valorizzazione degli stadi, la realizzazione della
copertura e lo sfruttamento commerciale delle aree.
Per quanto riguarda il centro sportivo sono state fatte solo
chiacchiere e non poteva essere altrimenti visto che si pretendeva
che venisse costruito dal Comune per essere regalato al Gruppo
Franza. Tutti gli altri progetti non hanno nulla da spartire con la
gestione di una squadra di calcio, ma sono attività palesemente
finalizzate a lucrose speculazioni edilizie ed urbanistiche e quindi
sono giustamente al vaglio di commissioni locali e nazionali. Con
l’aggravante che sono state sempre utilizzate come spregevole e
volgare forma di ricatto per la città, posponendo la sopravvivenza
della squadra all’accoglimento di ogni loro capriccio, proprio loro
che si sono sempre posti come padroni e signori del feudo ed hanno
dimostrato (collezionando misfatti) di non meritare questi
privilegi, che si aggiungerebbero alle servitù che la città già gli
ha concesso.
7) Il deludente andamento dello scorso campionato.
E’ dovuto solo ed esclusivamente all’inettitudine della gestione
societaria e alla ferma volontà di spendere il meno possibile (per
lucrare il più possibile), al conseguente deterioramento del
rapporto con i tifosi (mai tenuti in considerazione), allo scarso
attaccamento della proprietà alla comunità nella quale operano e si
arricchiscono (con l’imposizione delle scelte mai condivise).
8) Decisione presa per salvaguardare il patrimonio calcistico, presa
indipendentemente dalla retrocessione.
Spudorati bugiardi. La decisione è stata presa perché con la
certezza della retrocessione non c’è più nulla da lucrare e quindi
bisogna cominciare ad investire veramente. Con quale sfrontatezza è
possibile affermare ciò dopo che avete calpestato l’onore e la
dignità di una città: mancata iscrizione, prima retrocessione dopo
interminabile agonia, mancata epurazione e conseguente ricostruzione
di una squadra indegna della Serie A, seconda umiliante e
disonorevole disfatta, condita dalla preziosa presenza di Giordano e
Valentini che avete richiamato e riconfermato fino al 2009 (a
retrocessione certa) dopo che ci hanno oltraggiati con la loro
pochezza e non contenti ci hanno insultati e sbeffeggiati a tutte le
latitudini. Vergogna!
9) Il rimpianto (a futura memoria!?!?) del continuo stillicidio di
difficoltà, dubbi e resistenze, generati da <<…Esperti del Settore
calcistico …>>.
Ma che è una barzelletta? Se è così non mi fa ridere: A) le
difficoltà ve le siete create da soli partendo dalla situazione
ideale di un settimo posto e una città compatta ed entusiasta; B) i
dubbi e le resistenze sono state sempre molto morbide e civilissime
e sono provenute da quegli “Esperti” che, visti i fatti ed i
risultati, si sono semplicemente dimostrati persone ragionevoli e
lungimiranti. Io sono orgogliosamente tra questi “Esperti” e
rilancio dicendo che di “propheti” (utilizzando il vostro latinorum)
come voi, non ne voglio!
E arriviamo alle conclusioni del comunicato che sono degne di voi:
criticare chi vi ha giustamente e legittimamente criticato non solo
è meschino e indecente, ma denota lo stile e la maleducazione della
“Famigghia”, visto che i toni utilizzati sono più consoni alle
sentenze del Padrino, più che ad una conferenza stampa che avrebbe
dovuto essere di scuse per un disastro maldestramente procurato.
Questo se da una parte mi disturba, dall’altro mi rallegra molto
perché denota l’evidente irritazione per la lesa maestà.
Sappiate che non abbiamo bisogno che ci rammentiate nulla e che la
critica, che voi definite come inaccettabile atteggiamento, non solo
è privilegio di ogni uomo libero ma lo è ancor di più per una realtà
gloriosa e civile quale è Messina, e se vogliamo analizzare il caso
specifico, è un dovere civico, quando si tratta di fronteggiare ed
osteggiare arroganti e inetti quali voi siete, che agiscono in danno
degli interessi collettivi, del prestigio, dell’orgoglio e
dell’onore di una comunità!
Per quanto riguarda l’offerta dell’elemosina dei 2,5/3 milioni di
euro per la gestione del prossimo campionato di Serie B, peraltro a
fronte di introiti certi ben superiori (bastano i 5 milioni della
Lega a favore delle retrocesse, senza considerare la quota Sky per
la B, etc. etc., tanto per ribadire quanto siete predoni) non ci
interessa.
Ci interessa che vi togliate al più presto dai coglioni e
risparmiateci ulteriori farneticanti dichiarazioni.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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IL POZZO
Messina mia,
nel pozzo in cui sei caduta non ci stai più tanto male, il fondo
ormai ti sembra morbido e soffice, non ricordi nulla di ciò che ti
circondava e negli occhi hai ancora il sole del giorno prima.
Accucciandoti ti sei addormentata, quando ti sei risvegliata c’ero
io, insieme a tanti altri, affacciati sul bordo del pozzo a gridarti
<<siamo qui, siamo qui!>>.
C’era chi buttava dentro il pozzo elemosine, pietà a buon mercato,
schegge di solidarietà, io lasciavo cadere storie per non farti
sentire sola e per scuoterti e farti ritrovare la forza di tirarti
fuori.
Tu ti ostinavi a rimanere in fondo al pozzo, dicevi solo:<<grazie,
ancora elemosine, pietà, schegge di solidarietà>>.
All’inizio fu sopportabile, poi cominciarono ad esaurirsi le
elemosine, la pietà e la solidarietà, molti di quelli che erano
affacciati al pozzo non hanno detto niente e se ne sono andati senza
salutare.
Anch’io ho esaurito le mie storie.
Sei rimasta sola nel pozzo e potresti restarci per sempre adesso che
ti sei abituata al buio, che ne sei pervasa. Non sai bene cosa sei,
cosa vuoi, non sai scavare un tunnel, non sai arrampicarti, sai però
che ti stai trasformando, stai mutando e la cosa non sembra
dispiacerti.
Non sembra dispiacerti come si stanno mettendo le cose dentro e
fuori, sopra e sotto, attorno a te.
Come riesci a sopportare ancora gli scarafaggi, le serpi e i topi
che ti circondano?
Chi aveva intenzione di aiutarti è stanco di sentirsi chiedere aiuto
e non vederti tendere la mano, e poi hanno paura che tu possa
tirarli giù o che i mostri possano contaminarli.
Di certo c’è che sto male a saperti in fondo al pozzo e non poterti
aiutare.
Prego perché venga una creatura alata, al più presto, per tirarti
fuori, prima che tu possa trasformarti irrimediabilmente in insetto,
larva, mostro.
Anche loro sono caduti nel pozzo in un giorno di sole… e non ne sono
più usciti.
Ombre della memoria mi parlano di figure che ti hanno preso e
portato giù,
in questa terribile vertigine di questa eterna discesa,
mi parlano del senso di orrore nel cuore per questa innaturale
insensibilità.
Ultimogordon |
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LA CHIUSURA DEL
CERCHIO
Abbiamo mai visto la realtà com’è
veramente? Senza il paraocchi della passione, con la mente libera
dai condizionamenti di un ambiente contaminato da un unico potere
forte, senza pregiudizi ma anche senza annacquare le conclusioni con
deleterie giustificazioni e alibi?
Giudichiamo individui certamente privi di codice morale, ma ora che
il cerchio si è chiuso, per elevarci dalla loro grettezza, la nostra
critica non deve ridursi solo ad una condizione mentale (cioè ad una
sacrosanta avversione ideologica), deve essere anche una questione
di cuore, legittimata e supportata da evidenze concrete e
circostanziate.
Nessuno è totalmente estraneo alle circostanze che influiscono sulla
lucidità di giudizio, proprio per questo l’importante è capire
approfonditamente cosa ci ha reso così ciechi, insensibili e
indifferenti, davanti all’eutanasia di una città.
Se solo la città fosse riuscita a vedere le fondamenta del problema,
mentre non è riuscita a vedere oltre il proprio naso, non è riuscita
ad avere la determinazione e la fermezza che è l’eco della
vibrazione originale, è sta alla base di ogni cosa ben fatta.
Forse abbiamo corso troppo senza essere preparati a farlo, in ogni
caso ora la strada è finita.
Adesso che cominciamo a capire com’è tutta la faccenda non siamo
attrezzati, non siamo preparati ad affrontare la realtà con un
bagaglio di conoscenze rubate.
Quasi sempre la verità che ci viene presentata non è reale, in
questo caso l’aggravante è che ci sono state presentate molteplici
verità, tutte, e sottolineo tutte, si sono rivelate mistificazioni.
Siamo giustamente disorientati ma non certo stupidi ed allora
sarebbe stata meglio la palese finzione e le invenzioni manifeste da
saltimbanchi, piuttosto che questa grottesca farsa.
Una cosa è certa: è molto stressante passare dalla divinità alla
nullità, senza neanche sfiorare la normalità.
Quando si imbocca un binario morto la cosa più sensata da fare è
tornare indietro su un binario tranquillo e ordinario.
L’ideale, la soluzione più comoda, sarebbe dimenticare il
contrattempo, ma vista la gravità della vicenda ed il fatto che
l’offesa e l’oltraggio sono prolungati ed aggravati, non si può e
non si deve liquidare il “Caso Messina” con un semplice colpo di
spugna, soprattutto perché questo non è un comportamento utile a
risolvere il problema alla radice, ed invece dobbiamo preoccuparci
di risolvere definitivamente il problema fondamentale, il problema
Franza.
Per farlo bisogna essere disposti a pagare gli ingenti costi di una
scelta che nel breve termine potrebbe portare ancora più incertezze
e amarezze, ma ritengo non ci sia altra strada per recuperare una
condizione di normalità.
E’ il momento di dimostrare una ferma determinazione nel voler
fortissimamente recuperare una dignità ed un rispetto che ci sono
dovuti e soprattutto avere la forza di portare avanti senza
interruzioni e tentennamenti, fino alla soluzione finale, i
propositi di riscatto civile e morale.
Costi quel che costi.
Ultimogordon |
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INFERNO
Sono stanco di insultare e perfino
ironizzare, mortalmente sfinito da questa lunga agonia. Come un
condannato legato mani e piedi ascolto indifferente la sentenza, la
terribile sentenza di morte pronunciata da questa giuria di
giocatori imbelli e dirigenti cialtroni, autoproclamatisi infami
inquisitori di sogni calcistici.
Tutte le loro parole, che mi hanno rintronato per due lunghi anni
con la loro inutilità, ormai mi giungono come un indistinguibile
mormorio e tra poco non le sentirò più, non mi dovrò più confrontare
con le loro inutili facce, men che meno con le loro inutili idee e (conseguenzialmente)
con le loro insignificanti azioni.
Serenamente accetto il verdetto di morte, anzi mi lascia del tutto
insensibile perché mi appare grottesco il loro atteggiarsi a uomini
irremovibilmente risoluti, non gli si addice, sono comicamente
improponibili nel ruolo, i fatti li hanno smascherati, non sono
credibili.
Ancora per poco i miei occhi assisteranno al delirante orrore poi
tutto cesserà, la speranza ormai divenuta spettro senza senso
sparirà, e così finirà la nausea mortale che mi opprime.
Già mi sento sollevato all’idea di non dover più mendicare la carità
di uno scatto d’orgoglio, di non dover bramare una prestazione che
non mi facesse vergognare, niente più travasi di bile e frustrazione
da senso di impotenza. Ormai tutto questo lo ho lasciato alle
spalle, nella mia mente c’è solo il dolce pensiero di quanto sarà
stupendo riposare nell’oblio, nella tomba dell’assenza calcistica.
Questi giudici paludati che popolavano i miei incubi, dopo aver
sancito la mia condanna a morte sono finalmente svaniti dalla mia
mente, anzi è come se non fossero mai esistiti.
Ora che hanno spento la fiamma della passione calcistica c’è il
buio, una tenebra asfissiante, però meno dolorosa di questa
insensata, rovinosa decadenza, un’agonia senza fine che si è
provvidenzialmente conclusa.
In tutto questo tempo ho sempre mantenuto una lucida consapevolezza,
malgrado infuriasse la tempesta, e per pietà verso me stesso non
tenterò neanche di evocare quel poco che mi rimarrà di questa
passione cominciata troppi anni fa, delle gioie, dei dolori, dei
paesini che non riuscirei a ritrovare in una cartina geografica,
così come non tenterò neanche di evocare quel molto che ho
irrimediabilmente perduto.
Forse questo è un sogno, forse questo è un delirio, non importa,
quello che conta è la percezione che si ha delle cose, ed io ormai
sento bruciare le fiamme dell’inferno.
Non c’è rimedio, eppure sarei stato disposto a fare un patto col
diavolo, tale era lo stato di prostrazione nel quale la mia anima
era caduta, quando ho percepito che si stavano materializzando le
tristi visioni che i più non vedevano, ma evidentemente questo
abisso era troppo profondo anche per lui ed ha preferito rivolgere
le sue mefistofeliche attenzioni altrove.
Mi resta il conforto che qualcosa alla fine sia riuscita a salvarsi:
la mia anima.
E’ lacera, un po’ più vuota, ma pura.
Alleluia!
Ultimogordon |
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OPPORTUNITA’
STRAORDINARIA
(lettera aperta ai tifosi organizzati)
Sarebbe imperdonabile sprecare
malamente l’opportunità straordinaria che questa proprietà stolta e
sconsiderata ci offre su un piatto d’argento, si sono creati i
presupposti per scacciare a calci nel culo la famiglia Franza, non
solo dall’FC Messina, ma con la forza dirompente dello sdegno
collettivo, farli addirittura sloggiare da Messina, liberandoci in
un colpo solo dalle fameliche grinfie della peggiore proprietà in
assoluto della squadra di calcio cittadina, ed anche, e soprattutto,
dai più dannosi, catastrofici, malefici, tiranni e grassatori che
hanno scarnificato la città, annientandola, annichilendola, per il
loro mero interesse delinquenziale.
Sprecare questa occasione irripetibile è da scellerati, i tifosi
organizzati hanno la possibilità di dimostrare di non essere collusi
con questa malefica entità che ha assassinato l’orgoglio e la
dignità di tutti noi. Non bisogna in alcun modo farsi irretire nel
vortice della reazione scomposta, in questa vicenda tragicamente
grottesca. non bisogna abboccare alla spudorata provocazione.
Così facendo creereste un alibi sia alla società, ma soprattutto a
quella massa di cialtroni che a vario titolo (direttori non si sa
bene di cosa, allenatori non si sa bene di che, giocatori non si sa
bene di quale categoria) sono stati protagonisti di due anni di
catastrofi sportive senza precedenti.
Partendo dal presupposto che tutti loro sono protagonisti del
naufragio, ma che le colpe maggiori ricadono sulla proprietà, resasi
protagonista di due anni e mezzo di gestione degna della peggiore
banda di lestofanti, a cominciare dai mancati versamenti IRPEF (con
rischio serio di far sparire il calcio a Messina), per finire con la
“riesumazione” di quel presunto allenatore di origine romana (di cui
mi schifo a pronunciare perfino il nome), ancora una volta imposto
da quel presunto direttore sportivo di origine marchigiana (di cui
mi schifo a vederne la faccia perfino in TV).
Assodato quindi che la più grave emergenza da fronteggiare è la
proprietà, è stato un grave errore, una clamorosa ingenuità,
partecipare all’incontro con il vice-presidente (ma il presidente
dove era?) e con le due meschine figure di cui sopra, per cercare di
ricomporre la frattura tra la città e la squadra. Come se dopo tali
e tante malefatte bastassero semplici parole o promesse per
cancellare le mortificazioni e i soprusi.
Sarebbe stato molto meglio disertare l’incontro, ignorando
completamente personaggi che a questo punto non devono essere più
considerati interlocutori, il solo incontrarsi (francamente non
capisco per discutere di cosa) porge a questi loschi figuri una
legittimazione, un riconoscimento sociale che verrebbe meno con la
meritata emarginazione e il completo isolamento.
Quindi bisogna convogliare tutte le energie attivandosi, a tutti i
livelli, per aumentare la pressione ambientale e mediatica sulla
proprietà, costringendoli a rendersi conto, a prendere atto, che la
città non li vuole più vedere nemmeno in fotografia. Metterli
davanti ad una scelta: o l’esilio, oppure l’emarginazione
permanente, con le conseguenze economiche e di “vivibilità” che
questo comporta.
Invece la protesta violenta, seppur legittima e giustificata, nei
modi e nei termini che si sente paventare da più parti, creerà
l’alibi perfetto per tutti (società, dirigenti, allenatore,
giocatori) che si giustificheranno imputando i mancati risultati
all’ostilità o addirittura alla ferocia della contestazione (in
questo senso ci sono precedenti recentissimi).
Ed allora bisogna semplicemente disertare in massa lo stadio,
abbandonare a se stessi squadra e società ignorando ed emarginando
tutti i componenti dello staff, sia tecnico che atletico e con molta
astuzia attivare e amplificare il movimento di protesta nei
confronti personali dei dirigenti, perché ormai si tratta di un
fatto personale, l’aspetto sportivo è marginale rispetto alla
mancanza di rispetto e alle prepotenze perpetrate nei confronti di
una intera collettività.
Almeno stavolta la città deve reagire nel modo giusto, dimostriamo
che questi cialtroni sono elementi estranei rispetto al nostro
tessuto sociale, ritroviamo almeno una volta la capacita di
indignarci con lucida determinazione e la fermezza nel non tollerare
l’intollerabile.
Ultimogordon |
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LA DOMENICA DELLE
SALME
Primo aprile, in altri tempi avrei
approfittato della giornata universalmente consacrata alle beffe per
scrivere un commento dissacrante e derisorio, sarebbe stata una
ghiotta occasione per mettere una volta in più in ridicolo squadra e
società, certo a Messina avrei rischiato di essere preso sul serio,
perché spararle grosse è lo sport preferito in città (per esempio:
vinceremo 5 partite nelle prossime 10!), ma non è certo questo ad
avermi fatto desistere, è il mio stato d’animo ormai poco incline al
burlesco in ambito calcistico.
Per una strana combinazione, oltre ad essere il primo aprile è stata
anche la Domenica delle Palme, ed indubbiamente le atmosfere
penitenziali della quaresima si addicono molto di più all’agonia
dell’FC Messina. Rispetto a tante altre domeniche di mortificazione
e amara riflessione c’è stato qualcosa di diverso, per questo motivo
vi invito ad interpretare, più che leggere, questo commento in
alcuni passaggi risulterà un poco ostico, però bisogna leggerlo
nell’ottica di una situazione oltre i confini della realtà, questa è
stata la Domenica delle Salme, poiché è stata definitivamente
inchiodata la cassa che già conteneva da settimane i resti mortali
di quella che fu una squadra di calcio.
- Tentarono la fuga in piena notte, sulla carrozza delle
dichiarazioni e dei buoni propositi, ma non fu difficile inchiodarli
alla realtà dei fatti. Mentre i tifosi martoriati e lacerati,
inginocchiati sui gradoni dello stadio non morirono subito, prima
rifecero il trucco alle “troie di regime”, così chi si convertiva
nel 2007 era dispensato nel 2008. Pochi resistettero alla tentazione
di mortificarsi, solo quelli la cui onorabilità non era in vendita e
per questo pretendevano la rifondazione totale: masso per masso,
schiavo per schiavo, partita per partita. Invece le scimmie degli
spogliatoi continuavano a ballare la polka sui prati di calcio e
dimenandosi mostravano il culo.
La Domenica delle Salme non si udirono fucilate, il gas esilarante
presidiava le strade, la Domenica delle Salme si portò via tutti i
pensieri e le regine del “tua culpa” affollarono i parrucchieri.
Nell’assolata mediocrità, il secondo secondino disse a
“Culurinisciutu” che era il primo: si può fare domani o tra un anno
sul far del mattino. Il ministro dei temporali in un tripudio di
tromboni auspicava la salvezza con una mazzetta di euro nelle mani e
le mani sui coglioni.
<<Voglio vivere in una città dove all’ora dell’aperitivo non ci
siano spargimenti di minchiate o di detersivo puliscicoscienze.>>
La Domenica delle Salme nessuno si fece male, tutti a seguire il
feretro del defunto ideale, la Domenica delle Salme si sentiva
cantare <<Quant’è bello retrocedere non vogliamo più lottare>>.
Gli ultimi visionari si ritirarono nelle catacombe, accesero la
televisione e li guardarono cantare per una mezz’oretta, poi li
mandarono a cagare.
Voi che avete cantato sui trampoli vestiti da Pinocchio, voi che
avete cantato per i Longobardi e per i centralisti, per la pecunia
nei palastilisti. Voi che avete voci potenti, lingue allenate a
leccare il culo, voi che avete voci potenti andate tutti affanculo.
Alla fine della giornata io e pochi altri fuggiaschi, eravamo gli
ultimi cittadini liberi in questa famosa “città civile”. Mentre il
cuore di Messina, nella giornata di festa, avrebbe dovuto gonfiarsi
in un coro di vibrante protesta.
La Domenica delle Salme gli addetti alla nostalgia accompagnarono
allegramente il cadavere di Utopia, la Domenica delle Salme fu una
domenica come tante, il giorno dopo c’erano i segni di una pace
terrificante!
(Ispirata e liberamente tratta dall’omonima canzone di Fabrizio De
Andrè)
Ultimogordon |
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ARROGANZA
INSOPPORTABILE
La famiglia Franza non si
smentisce mai: arroganti, incompetenti, irrispettosi nei confronti
dei più elementari sentimenti popolari, insomma insopportabili.
Continuano a vessare con le loro prepotenze la città, d’altra parte
è diventata la loro prerogativa in ambito calcistico e non solo.
Il prolungamento di contratto all’insulso Valentini è inopportuno,
intempestivo e soprattutto assurdo ed è soltanto l’ultimo capitolo
di una serie di scelte imposte e mai condivise con le componenti
(primi tra tutti i tifosi), che legittimano e danno un senso
all’esistenza di una squadra di calcio. Questa scelta si inserisce
ai vertici tra le perle di stupidità che ci propinano da due anni.
Il padrone può comportarsi come despota solo nel caso in cui
dimostri di essere capace di farlo, di queste discutibili ma
“vincenti” figure abbiamo degli esempi molto vicini geograficamente,
nel caso di Franza l’atteggiamento di imposizione risulta odioso e
distruttivo, sia perché porta a decisioni cervellotiche
controproducenti (disastri irreparabili), sia perché disgrega
irrimediabilmente l’unità di intenti dell’ambiente, fondamentale per
ottenere risultati accettabili.
Ci penso e ci ripenso, eppure non riesco a trovare una spiegazione
logica. Cosa si vuole premiare con questo prolungamento di
contratto? L’ingaggio di prepotenza di Giordano? Oppure la
lungimiranza e la larghezza di vedute in ambito calciomercato, anzi,
scusate il lapsus, in ambito mercato degli asini di Reggio Emilia?
No, forse si vuole premiare l’arguzia nelle mancate vendite, nei
mancati acquisti, oppure nei mancati rinnovi (bilanciati dai rinnovi
triennali a giocatori bolliti).
Ho trovato! Si vuole premiare la destrezza nel gioco dei “tre
transfert” (transfert vince, transfert perde, dov’è il transfert?).
Si, deve essere questo!
Però comunque non si spiega tutta questa fretta? Forse il Real
Roncofritto premeva insistentemente per avere l’eccellentissimo
direttore sportivo, che peraltro aveva già un contratto in scadenza
nel 2008! E’ un ragionamento troppo difficile, ci rinuncio.
La verità è una sola ed è tristissima: l’orripilante coppia Franza -
Valentini non ha mai fatto una scelta di fondo dalla quale si
potesse intravedere una programmazione a medio - lungo termine, anzi
non ne ha mai combinata una giusta, ed anche questa volta si va
avanti improvvisando, quindi mi terrorizza l’idea di stagioni future
con al comando questi personaggi che si arrabatteranno per allestire
alla meno peggio la Serie B per il 2008 e, visti i brillanti
risultati fin qui ottenuti, la Serie C per il 2009.
Nell’astrusa gestione dell’FC Messina ci sta questo ed altro, per
quanto mi riguarda siamo alla resa dei conti, queste odiose prese di
posizione, in spregio del desiderio dei veri tifosi che vorrebbero
vedere Valentini (e non solo lui) cacciato a calci nel sedere, non
fanno altro che rafforzare la mia convinzione di non avere più nulla
da spartire con questa società.
E’ incompatibile la presenza di questo padrone con la mia fede
calcistica.
Sono ormai certo che a prescindere da come si concluda il campionato
attuale, per il futuro si prospettano tempi nerissimi, perché non ci
sono gli elementari presupposti che preludono al raggiungimento di
risultati dignitosi e nel calcio niente succede per caso.
A questo punto la Salvezza (con la esse maiuscola) del Messina non
dipende più dai risultati sul campo, ci vuole un “messia” che rilevi
la proprietà, ci liberi dal male, e mandi dove meritano di essere
mandati questi indecenti.
In conclusione un’amara constatazione: mi rattrista assistere
impotente all’eutanasia della mia squadra del cuore, però mi
rattrista ancor di più rilevare che siano bastate due vittorie
immeritate per restaurare l’atteggiamento buonista nei confronti
della proprietà. Chi vuole veramente il bene del Messina non può e
non deve perdonare due anni di tali soprusi!
Io non dimentico e non perdono.
Ultimogordon |
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PURGATORIO
In questo particolare momento
della stagione, si sta come “color che son sospesi”, bisogna ancora
espiare la pena prima di poter ambire alla salvezza.
La situazione in coda è complicata, con un compattamento tutto
sommato positivo, perché nella confusione potrebbe rimetterci
qualche squadra fino a poche giornate fa tranquilla (penso al
Siena).
Al momento la classifica dice che le squadre coinvolte sono otto,
dal Torino in giù rischiano tutte, però la situazione è molto
fluida, un punto in più o in meno può rivelarsi decisivo e qualsiasi
passo falso può essere irrimediabile, soprattutto per chi, come il
Messina, si trova nella parte bassa di questa mini classifica.
Per queste otto formazioni sarà comunque un lungo travaglio, un
tormento.
La strada resta quindi in salita, mi preoccupa il fatto che fino ad
oggi il Messina ha arrancato con il fiatone, insomma continua a
stentare, anche perché rispetto alle avversarie si porta sul
groppone il pesante fardello psicologico di un ambiente depresso
dalle traversie della seconda sciagurata stagione consecutiva.
Quindi tutto sommato, considerata la situazione contingente, è un
punto che può andare bene, ma non bisogna mai dimenticare che la
salvezza passa dalle vittorie (almeno altre quattro), che devono
necessariamente arrivare da qui alla fine del torneo, anche fuori
casa. Non mi pare che il gioco espresso e soprattutto che
l’atteggiamento sia stato confortante in questo senso, mi sembra
invece che continui a mancare quella concentrazione e quella fame di
risultati che dovrebbe contraddistinguere una squadra con l’acqua
alla gola che vuole fortissimamente salvarsi.
Tuttavia bisogna riconoscere che con la gestione Cavasin pur
barcollando il Messina continua a restare in piedi. Se pensiamo alla
pietosa situazione della gestione Giordano va certamente molto
meglio, anzi non c’è paragone, però continuo a ritenere che il
miglioramento non sia ancora sufficiente. L’assurda espulsione del
modesto Rea rientra nelle cose inconcepibili che continuano
puntualmente a verificarsi. Troppa indulgenza per i miei gusti verso
situazioni intollerabili sia dal punto di vista tecnico-tattico
(masochistico continuare a privarsi di Pestrin, il migliore
centrocampista a disposizione, preferendo uno spento D’Aversa) sia
dal punto di vista disciplinare, comportamentale e caratteriale, a
questo proposito è emblematica la situazione del rigore respinto,
ebbene non si deve dare la possibilità di ribattere in rete un
rigore respinto, gli avversari devono essere ostacolati fisicamente,
questo è l’ABC del calcio!
Errori grossolani che continuano a riproporsi per scarsa
concentrazione e assenza di determinazione.
Per tutti questi motivi resto alla finestra.
A cominciare da domenica prossima, uno scontro diretto fondamentale,
dove non c’è alternativa alla vittoria, dimostrino di meritarsela la
salvezza, secondo me ancora non lo hanno dimostrato.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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NON ILLUDETEVI
Non illudetevi, non è cambiato
nulla, il Messina, questo Messina, rimane tra le più serie
candidate, insieme ad Ascoli e Parma, per un meritato posto in Serie
B.
I motivi che continuano a lasciarmi perplesso e pessimista sono
tanti: il gioco non mi convince, i giocatori mi convincono anche
meno, la gestione tecnica è quanto meno ondivaga e la gestione
societaria non è certo con questa vittoria stiracchiata che si sia
riabilitata, anzi i fatti di cronaca extra calcistica del dopo
Empoli, raccontano di un gruppo che fa quello che vuole in piena
libertà. Invece i toni dimessi e passivi di Valentini & C. dopo le
polemiche del rissoso Palermo, senza le necessarie dure repliche che
ci si dovrebbe aspettare da una società che deve salvarsi e chiede
carattere ai propri tesserati (quando per prima è la società stessa
a dimostrare di non averne), restano nella linea della pochezza
imbarazzante di questi dirigenti. Difficilmente si ottiene il
rispetto se in mezzo ai lupi ci si comporta da pecore (mi viene in
mente, tanto per restare in ambito Palermo, l’eccessiva signorilità
dopo il furto del girone d’andata, puntualmente non ricambiata).
Poi ci sono le valutazioni oggettive, il calendario nettamente
peggiore di tutte le avversarie (basta guardare la media-inglese
indicativa in questi casi), gli scontri diretti tutti in trasferta
(per una squadra che ha fatto solo 3 punti fuori casa e l’ultimo
risale alla preistoria, non si può essere ottimisti), la dipendenza
totale in ambito realizzativo legata ad un solo giocatore che non ha
sostituti.
Un elemento positivo c’è ed è il ritorno di Riganò, l’unico
giocatore che merita ammirazione e rispetto, ma a meno di miracoli
prolungati, da solo non sarà sufficiente per tirare in salvo i
mediocri compagni, tanto più che la sua condizione fisica continua
ad essere precaria.
Chievo, Torino e Cagliari rappresentano lo spartiacque decisivo, il
bottino minimo è 1 vittoria e 2 pareggi, fare meno di 5 punti
significa aver chiuso il discorso (retrocedendo) con 9 partite
d’anticipo, sia per un fatto statistico-matematico sia perché
significherebbe creare un solco incolmabile con le avversarie
dirette.
Proseguendo su questo ragionamento, la quota salvezza pian piano si
sta innalzando portandosi alla canonica quota di 38 punti, quindi se
vogliamo restare ai freddi numeri servono 15 punti in 12 partite, il
che tradotto in risultati significa: o 3 vittorie, 6 pareggi e 3
sconfitte (ipotesi improbabile per il numero di sconfitte troppo
esiguo), oppure 4 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. Sarà capace
questo gruppo di cambiare così nettamente rendimento (e vincere
anche partite fuori casa)?
Io non ci credo! Quando, e se, i fatti concreti mi smentiranno farò
ammenda, fermo restando la mia avversione per questi giocatori e
soprattutto per questa presidenza.
Comunque non basterà l’eventuale salvezza a farmi riconciliare con
gli uni e molto, molto di più con gli altri. Per quanto mi riguarda
è una storia finita, senza appelli!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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GAME OVER
Tempo scaduto, terminata la
validità del diritto di soggiorno, questo Messina non ha più diritto
di cittadinanza in Serie A. La società ha dimostrato di non essere
pronta e capace di meritarsi una squadra di calcio ai massimi
livelli, d’altra parte una dirigenza che è sempre andata contro i
propri interessi (e quindi contro gli interessi della squadra) con
divisioni e prese di posizioni deboli e sbagliate, non poteva
improvvisamente esprimere una realtà sportiva funzionale e
funzionante.
Ma è questa città che ha prodotto questa dirigenza, che a sua volta
ha confezionato questo capolavoro, la cosa più grave è proprio
questa: nessuna componente della cosiddetta società civile si è
opposta in due anni (non due mesi!) di operato degradante e
umiliante, non solo per chi ne è stato l’artefice, ma anche e
soprattutto per l’intera comunità che queste malefatte ha dovuto
subirle.
Bisogna obiettivamente riconoscere che la scomparsa del calcio in
città è la giusta conclusione, troppi e troppo gravi sono stati gli
orrori commessi, resterà purtroppo a futura memoria il vergognoso
primato di una situazione che non trova paragoni, perché mai
verificatasi nella storia sportiva a nessun livello. Vorrà dire che
verremo citati nel “Guinnes dei Primati” degli almanacchi sportivi,
seppur in negativo.
Sono indignato e nauseato, non c’è un punto dal quale partire per
cercare di salvare qualcosa, per imbastire un ragionamento, e
comunque ormai si tratterebbe di pura filosofia, la scelta di
Valentini e del suo degno gemello Giordano (con tutto il suo staff)
hanno segnato irreversibilmente il destino.
Con il nuovo allenatore l’illusione è stata breve, troppo evidenti
le inadeguatezze di un organico nel quale la stragrande maggioranza
dei giocatori sono indegni di calcare i terreni di gioco della
massima serie e si trovano per puro caso a confrontarsi con
avversari troppo più forti.
L’anno scorso la partita di Empoli insinuò dei dubbi nella stolta
dirigenza che si rivelarono fatali, quest’anno dal “Castellani”
arrivano certezze inconfutabili. Per quanto mi riguarda è morta
anche la speranza, le restanti 13 giornate sono ormai
statisticamente irrilevanti, come i risultati più o meno negativi
che questi sbandati conseguiranno fino alla fine. Non è possibile
neanche fare dei paragoni con le concorrenti, Ascoli, Parma,
Reggina, Chievo e Cagliari sono di altra categoria.
Per essere quantomeno competitivi bisognerebbe cambiare 5/5 della
difesa, era indispensabile rinforzarla già lo scorso anno, ed invece
sono stati ceduti Aronica e Storari, gli unici due elementi che
potessero calcare dignitosamente i campi di Serie A, con il
risultato che adesso ci ritroviamo un intero reparto dove vagano per
il campo, senza un motivo, spettri che sono un insulto al gioco del
calcio. Poi, in questo gioco che è semplicissimo (bisogna che
qualcuno lo spieghi a questo pseudo direttore sportivo) è
irrinunciabile avere un costruttore di azioni e questo a prescindere
dalle tattiche adottate (D’Aversa e Candela, tralasciando l’aspetto
atletico, non hanno le caratteristiche per farlo) ed avere sulle
fasce giocatori capaci di saltare l’avversario e di mettere palla a
centro area con una certa precisione. Infine e soprattutto, per
completare un progetto credibile bisogna che qualcuno butti dentro
la palla (presentare Bakayoko come un’attaccante accettabile è una
bestemmia).
Continueranno ad aspettarci, ulteriori, dolorosissime umiliazioni,
che saremo costretti a subire dalle nostre avversarie e rivali
storiche, così come dovremo sopportare gli sberleffi legittimi delle
tifoserie di tutt’Italia.
Poiché fino a quando ci sarà un Franza alla guida della società, non
ha più alcun senso parlare di calcio, i miei commenti settimanali,
che ormai scrivo soffrendo maledettamente, si concluderanno alla
fine della stagione agonistica corrente, fino ad allora stringerò i
denti e mi turerò il naso solo per rispettare l’impegno morale ed
affettivo nei confronti degli amici di questo sito.
Per il futuro mi rifiuto fin da ora di continuare a seguire e quindi
commentare le gesta di una squadra che non mi appartiene più (e non
mi apparterrà fino a che esisterà anche solo una piccola traccia di
questa dirigenza) perché specchio fedele del suo padrone.
FRANZA VIA!!! Senza se e senza ma! E dietro di lui, a stretto giro,
Valentini e tutti questi mercenari che indossano indegnamente la
maglia biancoscudata.
Solo allora, a prescindere dalla categoria, si potrà ricostruire il
rapporto tra la squadra e la città, ed io sarò ben felice di dare il
mio modestissimo contributo, a partire dal sostegno e dal supporto
materiale (abbonamento allo stadio) e morale.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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NELL’ORA PIU’ DRAMMATICA
Bisogna ammetterlo senza ipocrisie, è stato un gran colpo di
fortuna, ma questo non è un fattore negativo, anzi, molte grandi
imprese sono cominciate proprio da circostanze che hanno indirizzato
gli eventi nel modo auspicato, e se salvezza sarà ricorderemo questa
pessima prestazione del Messina come la madre di tutte le vittorie:
la vittoria della svolta.
Sgombriamo subito il campo dagli
equivoci, il Messina visto contro il Siena non ha nessuna
possibilità di salvarsi, ma contava vincere non come si vinceva, la
speranza è che il ritrovato successo possa far crescere l’autostima
e dia un minimo di sicurezza a tanti calciatori che vagano per il
terreno di gioco senza muoversi organicamente con il resto della
squadra.
Il ritorno di Riganò può essere
determinante soprattutto dal punto di vista psicologico, cioè può
essere lui, con il suo carattere da lottatore e l’attaccamento alla
maglia, il catalizzatore delle ansie e delle responsabilità che
hanno schiacciato molti suoi compagni, fragili mentalmente prima
ancora che tecnicamente.
Fisicamente è molto lontano da quel
giocatore che faceva da solo reparto e che risolveva il problema
realizzativo con delle invenzioni sbalorditive, in ogni caso non
abbiamo altre alternative, ci dobbiamo affidare alle spalle larghe
di Christian, perché per il resto vedo poco o nulla.
Candela e D’Aversa non hanno inciso
come ci si aspettava potessero fare e le amnesie difensive si
ripresentano costantemente. Stavolta un grande Caglioni, un
salvataggio sulla linea e una traversa ci hanno salvato, ma se ad
ogni calcio piazzato alla squadra avversaria si concede libertà
d’azione i gol sono inevitabili. Se in fase di costruzione di gioco,
nessuno a centrocampo fa girare la palla è molto dura mettere in
difficoltà le avversarie.
Qualcuno può interpretare l’andamento
di questa partita, culminata con una vittoria rocambolesca e
francamente immeritata, come un segno del destino, a questo punto va
bene tutto, se questo è il nostro ultimo appiglio aggrappiamoci
tenacemente alla cabala.
L’accelerazione di alcune avversarie
lascia pochi margini di errore, quindi non si possono più fallire
gli appuntamenti, se questa vittoria possa effettivamente
rappresentare la svolta lo sapremo già mercoledì pomeriggio, bisogna
assolutamente dare continuità ai risultati, perché anche la fortuna
deve essere assecondata e soprattutto bisogna meritarsela.
Una cosa è certa siamo ancora in
corsa, miracolosamente ma ci siamo ancora, non buttiamo via questa
chance offertaci dalle mani benedette di Caglioni e dal piedino
santo di Alvarez.
Per questo motivo eviterò di
soffermarmi in critiche e situazioni che non mi sono affatto
piaciute, questo è il momento decisivo, ci sarà tempo e modo per
criticare.
Ora bisogna solo dare speranza alla
speranza.
Quando tutto sembrava ormai perduto,
scorsi una tenue luce in lontananza a squarciare la tenebra, era una
luce flebile, ma forte era il messaggio che recava, era un messaggio
di fiducia, urlava lacerando l’angoscioso silenzio: puoi salvarti se
lo vuoi, raccogli le forze che hai dentro di te e nell’ora più
drammatica … stupisci il mondo!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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A CARNEVALE …
Carnevale è un periodo di burle,
di scherzi, di frizzi e di lazzi, all’F.C. Messina in questo clima
di grande goliardia calza a pennello il costume di Giufà, popolare
personaggio, proverbiale protagonista di scempiaggini in decine di
novelle e storie tradizionali siciliane, maldestro fino al punto da
diventare spesso ridicolo.
Nel clima carnascialesco ci sta bene sbeffeggiare questa banda di
presunti calciatori, però non è normale che da due anni sia
impossibile (malgrado tutta la buona volontà e la comprensione)
usare toni diversi dalla derisione per commentare le ridicole non
prestazioni di presunti atleti che hanno l’impudenza di calcare
indegnamente i manti erbosi dove si disputano competizioni sportive
chiamate “partite di calcio”. Queste sconosciute!
Io non mi stanco mai di sottolineare che la principale colpa non è
loro ma di chi li ha scelti, acquistati e poi non è stato capace di
trovare valide alternative, ma siamo qui per commentare i fatti e la
realtà da commentare è disarmante, non ci sono i requisiti minimi
neanche per immaginare di abbozzare una rimonta miracolosa, troppe
cose non funzionano e non ci sono più le possibilità di porvi
rimedio, ammesso che ci sia mai stata la presa di coscienza da parte
della proprietà dei limiti drammatici di questo organico (quell’impostore
che si spaccia per direttore sportivo non lo considero neanche nel
mio ragionamento, tanto lo reputo incapace di fare un’analisi
tecnica elementare, perchè palesemente incompetente).
Gli innesti raffazzonati di gennaio sono solo un’aspirina data ad un
moribondo, ben altra terapia era necessaria e la cura doveva
cominciare quando i sintomi erano chiari ed inequivocabili, partendo
dal medico che avrebbe dovuto somministrare le medicine.
Ma questa ormai è storia, oggi dobbiamo confrontarci con la dura
realtà di una squadra troppo debole per reggere il confronto con le
avversarie. Intendiamoci, i miglioramenti ci sono stati e sono
netti, ma non era difficile migliorare il nulla di Sua Nullità
giordanino, però quello che temevo al 31 gennaio, visti gli acquisti
e le cessioni, si sta puntualmente verificando, ovvero questi
miglioramenti non sono sufficienti a rendere competitiva questa
squadra. Tutto il resto è filosofia.
L’ho sempre detto dall’inizio: non ho mai messo in dubbio la buona
volontà (benché più di una volta questa mia convinzione sia stata
messa a dura prova), purtroppo quando ci sono dei limiti
tecnico-tattici talmente marchiani serve a ben poco l’impegno,
troppi elementi sono talmente in difficoltà che è una mancanza di
rispetto nei confronti di tutti esporli a delle figure meschine che
mortificano loro stessi, la squadra e l’intera città costretta ad
assistere a spettacoli indecorosi.
Non è possibile presentarsi in Serie A senza un portiere di sicuro
affidamento, che sappia guidare la difesa dando fiducia e garanzie
ai compagni: Caglioni è un portiere di grandi prospettive ma noi non
abbiamo tempo per aspettarlo crescere, ci serviva una certezza
immediata non un Paoletti qualsiasi.
Non è pensabile presentarsi in Serie A con una difesa che non ha
quattro titolari di sicuro rendimento e nessun rincalzo credibile da
proporre in caso di squalifiche o infortuni: nessun terzino destro
da anni, nessun valido sostituto di Juliano, Parisi titolare
inamovibile pur essendo imbarazzante, praticamente un ex giocatore
da tre anni a questa parte.
Non è logico, anzi è da incompetenti pretenziosi non ingaggiare
validi giocatori (dinamici e tecnici) sulle entrambe le fasce
laterali, dopo aver sperimentato la pochezza di Iliev e Alvarez.
Assolutamente folle rinunciare ad avere un’alternativa a Riganò.
Anche Cavasin in questo marasma generale sta dando preoccupanti
segni di cedimento: non mi è piaciuta la gestione dei cambi nella
partita contro il Catania, non mi è piaciuta la formazione schierata
a Livorno e la gestione della partita.
La naturale conseguenza di questa commedia è un finale amaro che la
trasformerà in tragedia, disgraziatamente ci siamo ormai abituati
alla sconfitta, personalmente spero solo che questa farsa finisca al
più presto, allora ci toglieremo tutti la maschera e smetteremo di
ballare questo tristissimo Fandango.
A Carnevale, si sa, ogni scherzo vale e questa proprietà ci ha fatto
proprio un bello scherzo, a ridere purtroppo sono sempre gli altri,
noi siamo da due anni in Quaresima e chissà quanto tempo ancora
dovremo restarci!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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ELOGIO DELLA VIOLENZA
I fatti accaduti nelle ultime
settimane nulla hanno a che fare con lo sport, ma direi di più,
nulla hanno a che fare con la civiltà, la giustizia e l’equità.
Nonostante la gravità e l’eccezionalità degli stessi questo nostro
Bel Paese si è distinto ancora una volta in negativo, dando prova di
incompetenza, pressappochismo, buonismo, ignoranza, cialtroneria,
disonestà, ingiustizia, iniquità, malafede.
In Italia ormai vige la prassi secondo la quale il carnefice è da
giustificare sempre e comunque, nessuno si sogna più di comminare
una pena congrua e PUNITIVA (sembra ovvio perché lo dice il
significato etimologico della parola, ma mai come in questo momento
è opportuno sottolinearlo), viceversa la vittima è … vittima, quindi
dopo l’indignazione d’uopo e l’ipocrita sfilata di personaggi e
buone intenzioni, rimane con il danno subito e la beffa di non avere
alcuna garanzia di ottenere giustizia materiale e morale, perché il
sistema giuridico-sociale italiano dimentica velocemente e ben
volentieri i crimini.
Un vezzo tutto nostrano è quello di scambiare con gran disinvoltura
i ruoli, il carnefice (più forte e prepotente) si atteggia a vittima
e molto spesso come tale viene considerato con il benestare
dell’opinione pubblica, dei mass-media e della magistratura, di
conseguenza la vittima (più debole e indifesa) si trasforma in
carnefice.
Questo stato di cose ci costringe ad assistere, e subire, situazioni
inconcepibili: La maleducata, disonesta ed incivile Catania, che si
rende per l’ennesima volta protagonista (con migliaia di delinquenti
provenienti da ogni zona della città e da ogni ceto sociale) di
violenza, intolleranza, prevaricazione, si vede addirittura
riconosciuto un vantaggio, un premio, un riconoscimento!!!
Dopo che metà della popolazione mondiale ha visto con i propri occhi
una guerra contro la civiltà che ha assunto proporzioni gigantesche,
scatenatasi anche grazie alle gravissine complicità: della Società
Calcio Catania, che distribuisce ingressi gratuiti agli ultras e non
effettua controlli consentendo in questo modo l’accesso a chiunque
(anche diffidati); grazie alla complicità del Comune di Catania, che
mette a disposizione dei violenti perfino il custode dello stadio e
non mette in atto le necessarie restrizioni viarie nelle vie
limitrofe ad un impianto obsoleto e inidoneo ad ospitare eventi con
25.000 persone; grazie alla scandalosa complicità di Questura e
Prefettura, che hanno autorizzato il libero accesso nelle curve e,
cosa gravissima, il libero ingresso di fumogeni, petardi e fuochi
d’artificio (perché si doveva festeggiare S. Agata)!
Dopo che tutte queste cose, hanno chiarito inequivocabilmente di chi
siano le responsabilità e chi dovrebbe (in una paese normale) pagare
per l’accaduto, dobbiamo sopportare, Presidenti, Amministratori
Delegati, Politici, Sindaci, Comitati Religiosi, Giornalisti,
Venditori Ambulanti, Spazzini, Ladri, Pensionati, Intellettuali veri
o presunti, Sociologi, Psicologi, Stregoni, Esorcisti, Saltimbanchi,
Illusionisti, fare un immediato, quanto vergognoso e meschino,
fronte comune per allontanare ogni tipo di responsabilità.
Sozzura ben celata dietro una patina lucente, alla quale si è
risposto, non con disgusto, ma paradossalmente con comprensione e
accondiscendenza da parte di un Governo disonesto e incompetente,
formato da dotti che riversano tutte le loro energie nel sentenziare
dei “si” oppure dei “no”, che si arrovellano nella critica del già
pensato. Sono solo rammolliti, incapaci di equità di giudizio e di
efficacia.
In questo teatro dell’assurdo abbiamo dovuto subire anche l’insulto
e la menzogna dall’ultima delle comparse, tal bruno giordano da
Roma, personaggio insulso e meschino appartenente ad una sottospecie
di animali classificata con il nome di “Quaquaraquà insignificantis
mus sylvaticus” e, cosa ancora più grave, l’odioso sopruso di un
Prefetto che dovrebbe tutelare, rispettare ed anche amare la città
di cui è responsabile ed invece la penalizza ingiustamente con una
decisione incomprensibile, cervellotica e palesemente iniqua.
Questa era l’occasione ideale per uno scatto di orgoglio, purtroppo
sprecata malamente, ne il Presidente Franza, ne il Sindaco Genovese
hanno assunto feroci posizione di dissenso a tutela dell’onorabilità
e dei diritti di una intera comunità. Sarebbe stato un fatto dovuto.
Vergogna!
Finora è stata impedita, per principio, la verità. Tacere non è
obiettare, sopportare non è una virtù.
Quanto successo e le decisioni che ne sono scaturite dimostrano che
è sprecato essere corretti, leali, onesti, bisogna essere
lucidamente implacabili, la violenza materiale e verbale paga, porta
al rispetto, al dominio, al comando. Sono nauseato, non mi è più
sufficiente essere superiore e volare più in alto dove le canaglie
non arrivano. Mi placherò solo quando non ci sarà più nessun rifugio
per gli impuri, nessuna indulgenza, quando soffierà un vento
violento che li spazzerà via tutti.
E allora mi accingo deferente, da devoto fedele della violenza, a
venerare questa divinità, la più eminente, la più potente, al di
sopra di qualsiasi altra filosofia o religione.
L’elogio della violenza, l’elogio della follia. E così sia.
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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PATETICI
E’ un esercizio inutile sprecare
altre parole per commentare quello che non è commentabile, c’è poco
da aggiungere ai fatti, anzi ai misfatti, che si sono compiuti nelle
ultime 72 ore e che, è bene non dimenticarlo mai, si vanno ad
assommare alle malefatte degli ultimi due anni.
Si corre il rischio di essere banali e ripetitivi, o peggio, di
sentirsi dei perfetti idioti a continuare ad assecondare questo
gioco al massacro.
Gli eventi tragicomici del dopo Ascoli hanno un merito, hanno
finalmente fatto emergere in tutta la sua dirompente drammaticità il
problema vero di questa squadra: la famiglia Franza!!!
Ormai è chiaro a (quasi) tutti gli appassionati o semplici curiosi
che si interessano saltuariamente di calcio, che non riusciremo a
risollevare la dignità e l’onorabilità della squadra, che
rappresenta una città ed una provincia di oltre mezzo milione di
persone, fintanto che alla sua guida ci sarà un presidente che a
tutto pensa tranne che a fare il meglio possibile.
Abbiamo dovuto sopportare una serie incredibile di angherie, dal
mancato pagamento dell’IRPEF con conseguente cancellazione sportiva
(un tribunale e la Gazzetta del Sud ci salvarono, non Franza), alla
campagna acquisti-cessioni dello scorso anno, passando per la
riconferma ad oltranza di Mutti, fiaccato ed in balia dello
spogliatoio dopo la ridicola campagna indebolimento di gennaio
scorso, per finire in bellezza con la brillante scelta della coppia
Valentini-Giordano, difesa contro tutto e contro tutti fino alle
estreme conseguenze (solo sotto assedio è stato costretto a fare ciò
che doveva essere fatto), infine la mancata epurazione di primedonne
e intoccabili della vecchia guardia. E scusate se vi sembra poco!
Dall’insipienza e dalle modestissime capacità della presidenza
derivano, come in un effetto domino, tutte le altre sciagure.
Al primo posto tra i portatori di sventure, il bambino viziato che è
stato messo a capo della gestione sportiva, un signor nessuno, senza
alcuna esperienza e con l’arroganza e l’incompetenza degli stolti. A
questo spilungone senza arte ne parte vanno ricondotte le
imposizioni di scelte come minimo molto discutibili: scarse capacità
tecniche (due anni senza un terzino destro e senza un regista);
cessioni assurde (Manuel Coppola praticamente regalato al Genoa); la
“banda Reggiana” (un nutrito gruppo di presunti calciatori di
modestissima levatura); il capolavoro Giordano, insieme a tutto il
suo staff (sette esoneri in dieci stagioni!); la gestione dei
contratti in scadenza per i giocatori di prospettiva e i contestuali
rinnovi pluriennali a ultratrentenni (ormai poco inclini ai
sacrifici); l’abbandono a se stessa della primavera; l’incapacità
totale di stabilire proficue relazioni con le altre società; la
mancanza di personalità, di carisma e di doti comunicative.
Personaggio improponibile per una piazza che doveva comunque
rilanciarsi, anche se si fosse disputato il campionato di Serie B,
ed invece imposto di prepotenza
Dell’allenatore ho solo una cosa da dire: non è un allenatore!
Questa non è un’opinione, è un fatto incontrovertibile. Il suo
passato ed il suo presente parlano per lui. Le sue responsabilità
restano limitate, molto più gravi le colpe di chi l’ha voluto a
tutti i costi e soprattutto di chi non l’ha cacciato via dopo 7
sconfitte (SETTE!) consecutive, maturate non per il caso o la
sfortuna ma per manifesta inferiorità tecnico-tattica.
Veniamo ai giocatori, bisogna dividerli in due categorie, i vecchi e
i nuovi. I nuovi: come già accennavo prima, si basano sul nucleo ex
Reggiana più altri giocatori raccattati tra panchine e serie
inferiori, a questi bisogna aggiungere due ottimi elementi (Juliano
e Riganò) purtroppo avanti con gli anni e per questo inaffidabili
fisicamente. Sulle loro teste non pesa l’aggravante del disastro
dello scorso anno, nel complesso però il giudizio globale resta
fortemente negativo: in generale si sono dimostrati giocatori di
categoria inferiore (a parte Masiello, pochissimo altro) con dei
personaggi addirittura indisponenti (Alvarez e Cordova) e altri
ridicoli e inverosimili a questi livelli (Ghomsi, Morello, Rea,
Minetti, e da ultimo Paoletti). Per quanto riguarda i vecchi, reputo
giuste le cessioni di Coppola (sostituito degnamente da Pestrin) e
Storari (indegnamente sostituito), sbagliata la cessione di Sullo
perché avvenuta nel momento in cui c’è più bisogno di uomini veri
all’interno dello spogliatoio. Il drappello dei cosiddetti senatori
sta deludendo esattamente negli stessi termini dello scorso anno:
abulici, senza grinta, si trascinano stancamente in campo, sono
zavorre invece di essere i trascinatori e l’anima della squadra,
evidentemente le deludenti prestazioni della passata stagione non
erano casuali, i proclami e le promesse estive sono svanite nel
nulla come aria fritta. Non contenti dei danni che fanno in campo,
pretendono fuori dal campo di fare i presidenti e i direttori
sportivi quando non sono neanche capaci di fare quello per cui sono
lautamente pagati (non sono credibili e non hanno l’autorevolezza
per farlo).
Ma come dicevo all’inizio il responsabile principale di questa farsa
è il presidente.
Un aspetto comunque li accomuna tutti e li mette più o meno sullo
stesso piano, sono tutti patetici!
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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LE PAROLE HANNO ANCORA
UN SENSO ?
La farsa continua, ogni giorno si
arricchisce di nuovi sconcertanti capitoli, oltre alle vergognose
apparizioni del Circo Giordano, nel quale si esibiscono veri
fenomeni da baraccone (a cominciare dal domatore-allenatore), siamo
costretti a subire l’affronto e l’oltraggio delle dichiarazioni
insensate di Valentini e Franza che si permettono, con la complicità
di giornalisti ed editori (che mettono a loro disposizione spazi e
visibilità), di fare dichiarazioni inverosimili, inaccettabili,
indecenti. Ci deve essere un limite alla libertà di ingannare,
alterando spudoratamente una realtà incontrovertibile ormai lampante
anche agli occhi del più sprovveduto appassionato di calcio.
Tutti gli interlocutori che in futuro si rapporteranno con questi
individui, hanno il preciso dovere di munirsi di vocabolario della
lingua italiana, tanto per inchiodarli sull’interpretazione
autentica del significato delle parole. Perché dopo tutto quello che
è successo negli ultimi due anni sento ancora parlare di
rafforzamento, di consolidamento, di programmi, di buoni giocatori,
di ottimo allenatore, di invidiabile posizione in classifica, di
prestazioni soddisfacenti!!! Ma di cosa stiamo parlando!
Questi cialtroni hanno l’impudenza degli incalliti ciarlatani,
mistificatori professionisti che non sfigurerebbero nel confronto
con Vanna Marchi e il “Maestro di Vita” Do Nascimento.
Ebbene a questo punto siamo andati molto oltre la presa in giro, la
mancanza di rispetto nei confronti degli appassionati, che
chiedevano soltanto di alimentare l’illusione che potesse esserci un
finale diverso, una possibilità di salvezza, ha assunto proporzioni
che meritano di essere ripagate come minimo con la stessa moneta.
Quindi nessun rispetto e nessuna pietà nei loro confronti, così come
loro non ne hanno nei nostri, qualsiasi opzione che vada anche
contro le loro persone è legittimata dai loro stessi comportamenti,
poiché si tratta di individui troppo meschini e indegni per
pretendere di rappresentare le nostre passioni, i nostri sogni, il
nostro orgoglio.
Sissignori, sono solo volgari ciarlatani e mistificatori, non c’è
altro modo di definirli, e come tali devono essere trattati, chi non
è contro di loro è con loro e deve essere isolato ed emarginato dal
contesto cittadino.
Non è più tempo di chiacchiere, ognuno si assuma le conseguenze
delle proprie scelte di campo, perché da oggi non si fanno più
prigionieri. Non è più possibile accettare che ancora qualcuno
utilizzi espressioni o abbia un atteggiamento che giustifichi (anche
parzialmente) l’operato della società. Per l’ennesima volta la
proprietà ha dimostrato (se ancora ci fosse bisogno di altre prove)
di stare attuando un piano scientifico per lucrare il più possibile
da questa esperienza, che evidentemente considerano già conclusa. Il
disegno è chiarissimo: arraffare il malloppo e dileguarsi.
Stanno facendo di tutto per piazzare quei giocatori che hanno un
minimo di mercato, e questo succede ormai da due anni,
rimpiazzandoli con dei “Carneadi” che al pari di Giordano sono
disposti a venire di corsa a Messina e giocare quasi gratis, tanto
sono mediocri e disperati.
Complimenti ai capi club, ai giornalisti lacchè che hanno permesso
si creassero le condizioni per arrivare a questo vergognoso capitolo
della storia, non solo calcistica, messinese.
Se non c’è modo di tenere in piedi una costruzione bisogna raderla
al suolo e lasciare bruciare le macerie, il nostro compito sarà
sprangare le porte e non consentire a nessuno di sgattaiolare e
scampare al disastro, soprattutto il “proprietario” e il
“progettista” devono restare sotto le macerie, insieme a tutti noi,
che prigionieri della nostra passione, non abbiamo possibilità di
metterci in salvo.
Che muoia Sansone con tutti i Filistei.
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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TRAGICO PAREGGIO
In altri tempi ci sarebbe stato da
festeggiare, invece per come è venuto e soprattutto per i nefasti
effetti che ne scaturiranno bisogna annoverarlo come un risultato
negativo, un tragico pareggio.
Quando stava cominciando ad esserci una seria ed incisiva
contestazione, ci si mette di mezzo la Roma con una prestazione
sconcertante, la più scarsa da quando Spalletti è alla guida dei
capitolini, prestazione tanto insufficiente da permettere al solito,
scandaloso, inconsistente ed imbarazzante Messina di acciuffare per
i capelli un punticino che servirà a poco in classifica, ma dietro
il quale Franza, Valentini e Giordano si trincereranno per
continuarci a raccontare la favoletta della buona prestazione, della
squadra all’altezza della situazione e bla bla bla.
La verità è che siamo a metà strada, e facendo il raffronto con la
scorsa disastrosa stagione risulta che incredibilmente sono stati
capaci di fare peggio! Era molto difficile, ma con grande impegno e
abnegazione questi inetti sono riusciti nell’impresa, perché di
impresa si tratta!
Un punto in meno, posizione in classifica nettamente peggiore,
inoltre quasi tutti gli scontri diretti sono da giocarsi fuori casa
(lo scorso anno era l’opposto) e, cosa da non sottovalutare, non si
è mai vinto fuori casa. Insomma l’anno scorso di questi tempi si era
ancora fiduciosi che una sobria ma seria campagna di rafforzamento
potesse metterci al riparo da spiacevoli sorprese, poi l’arrivo dei
vari Bondi, Nanni, Antonelli, Innocenti, smorzarono l’ottimismo che
partita dopo partita divenne preoccupazione, poi paura ed infine
disperazione.
Non è cambiato purtroppo l’atteggiamento confusionario e
contraddittorio della proprietà, esattamente come l’anno scorso
nessun provvedimento realmente incisivo, solo poche farneticanti
dichiarazioni che lasciano sconcertati.
Per questo considero il pareggio di oggi come una sciagura,
inevitabilmente stopperà la campagna di rafforzamento (per modo di
dire), restano ancora due settimane di calciomercato ma le premesse
sono sconfortanti, la società anche quest’anno si è presentata
impreparata ad acquisire immediatamente i vitali rinforzi (invece è
sempre prontissima per le campagne abbonamenti sulla fiducia, a
scatola chiusa!), non bastano i Pestrin e i Giallombardo a risolvere
i problemi di questa squadra, ci vuole gente di comprovata qualità e
di grande esperienza in Serie A per tirarci fuori dai guai,
giocatori che sanno cosa fare nelle situazioni di grande difficoltà
che inevitabilmente creano tensione e stress psicologico
(esattamente la situazione nella quale si trova il Messina).
Ma l’aspetto più grave è stato confermare con ostinazione Giordano
ed il suo degno compare Valentini: il primo ha dimostrato aldilà di
ogni ragionevole dubbio perché è l’allenatore più esonerato del
mondo; il secondo ha messo chiaramente in mostra la sua pochezza
puntando su giocatori che ci ha presentato come talenti nascosti ed
invece erano dei brocchi giustamente relegati nelle serie inferiori
o a scaldare panchine ad oltranza. Ritengo che questa scelta abbia
segnato irreversibilmente il destino di questa stagione, aldilà
degli acquisti che si faranno, cioè quando e se si deciderà di
cambiare allenatore sarà ormai troppo tardi ed anche il calendario a
quel punto sarà contro il Messina, perché il momento decisivo sono
le prossime 11 partite nelle quali, calcolando ottimisticamente come
quota salvezza 36 punti, bisognerà fare almeno 16 punti per sperare
di potersi salvare, considerando che le ultime 8 partite sono
proibitive e sarà difficile ricavare più di 4-5 punti, anche se la
squadra dovesse migliorare di molto il rendimento.
Per quanto mi riguarda quest’anno la disillusione mi farà soffrire
di meno, prima di tutto perché sono psicologicamente preparato al
peggio, poi perché ho preso atto della disaffezione irrimediabile
della società nei confronti della città.
Purtroppo non ci si poteva aspettare niente più di questo da una
società che per mera convenienza economica (approvazione del
finanziamento del progetto di copertura da parte del Credito
Sportivo presieduto da papà Valentini) affida il suo destino ad un
bambino capriccioso che sbatte i piedi perché vuole le caramelle.
Come non ci si poteva aspettare niente da un presidente (messinese
per sbaglio) che da due anni ha ammainato la bandiera dell’orgoglio
e della dignità, seppellendo di ridicolo se stesso e un’intera
comunità, che quando apre bocca combina danni irreparabili o come
minimo si sputtana dichiarando pubblicamente di accettare con
entusiasmo l’irrealizzabile opportunità di ricevere un’elemosina da
presunti benefattori, sollecitati dall’accorata (e astrusa)
iniziativa dell’imbelle consiglio comunale. E per completare l’opera
ha la brillante idea di relegare la squadra negli sgabuzzini, se pur
confortevoli, del S. Filippo per risparmiare pochi spiccioli, con il
solo risultato di allontanare ancora di più la squadra dalla realtà
che rappresenta e per la quale dovrebbe battersi (anche facendo un
irrispettoso ed intollerabile silenzio stampa).
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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AUGURI
E’ arrivato Natale e finisce un
altro amarissimo anno per gli sportivi messinesi, sotto i nostri
alberi per la seconda volta consecutiva amarezze, delusioni,
umiliazioni. Non abbiamo neanche il conforto della speranza che si
materializzi Babbo Natale con le sue renne volanti a portarci
qualche regalo, non c’è nessuna possibilità che il pacioso
distributore di doni si presenti con le caratteristiche e le
fattezze di Pietruzzo, ma ve lo immaginate Babbo Natale con la
faccia rancorosa di Franza? Terrorizzerebbe i bambini … e pure i
grandi!
Così come è impossibile che si presenti la Befana a cavallo della
sua scopa a reazione, una Befana c’è in società ma si interessa solo
di creme di bellezza e lifting, come darle torto povera vecchina, la
natura è stata ingenerosa nei sui confronti. Nel poco tempo libero
che le rimane si impegna duramente a portarci qualche sacco di
carbone, perché i discoli tifosi del Messina non si meritano altro
che quello.
Mi rifiuto di commentare le “imprese” di questa squadra, dalla quale
non mi sento più rappresentato, inutile commentare quello che ormai
non ha più bisogno di commenti, sarebbe solo un’insulto
all’intelligenza mia di scrittore e vostra di lettori.
Preferisco approfittare dello spazio gentilmente concessomi per
formularVi gli Auguri.
Quest’anno più che mai abbiamo bisogno di rincuorarci e scambiarci
vicendevolmente gli auguri, le nostre vite per fortuna sono riempite
dagli affetti (oltre alla passione che ci accomuna), la giustificata
delusione sarà certamente riassorbita dal calore che i nostri cari
sapranno darci specialmente in queste festività. Auguro quindi a
tutti serene e gioiose giornate da trascorrere con chi vi vuole
bene. Che sia per tutti noi un 2007 ricco di soddisfazioni e di
salute e che l’anno nuovo ci liberi finalmente dalla funesta
oppressione dei Franza, restituendoci la “libertà calcistica”
perduta.
BUONE FESTE E BUON ANNO!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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IL SENSO DELLA REALTA’
L’elemento che più di ogni altro
indica chiaramente che la situazione di naufragio è ormai
inevitabile è la generalizzata perdita completa del senso della
realtà, questo malgrado le persone coinvolte siano tante, il che
porta quasi a pensare ad un complotto ben orchestrato,
un’associazione a delinquere finalizzata alla distruzione del calcio
a Messina.
La pervicacia, la perseveranza, con la quale si continua ad andare
di male in peggio senza cercare di porvi il benché minimo rimedio
(anzi aggiungendo danno al danno, tipo le farneticanti dichiarazioni
di S. Siro), è semplice ed allo stesso tempo difficile da spiegare,
perché è assurdo essere così autolesionisti. La rassegnazione e
l’immobilismo della città a questa intollerabile situazione sono
invece sconcertanti ed in teoria ingiustificabili. Ma l’esperienza
quotidiana ci insegna che in questa città accade l’incredibile,
quello che in qualsiasi altro luogo del mondo non è neanche
pensabile, a Messina è tollerato, metabolizzato, ed infine subito
con rassegnazione come qualcosa di ineluttabile.
In questo quadro di decadenza e autodistruzione si inserisce la
vicenda calcistica, che per la risonanza mediatica e di interesse
collettivo coagulate attorno al fenomeno calcio, assurge a simbolo
della città che (inutile essere ipocriti) evidentemente merita di
essere rappresentata da questo manipolo di personaggi alla deriva,
perché è la rappresentazione fedele del suo essere alla deriva.
Più e più volte ho denunciato la colpevole assenza, qualche volta la
connivenza e addirittura la complicità, di quelle componenti che per
definizione e costituzione sarebbero preposte a formulare incisive
critiche (non chiacchiere da bar e qualche striscione) ed esercitare
pressioni tali da indurre gli scellerati responsabili di questo
scempio a cambiare atteggiamento ed attivarsi per modificare
radicalmente la situazione (non sottoscrizioni per rimpinguare le
casse sociali, ma eventualmente darsi da fare per trovare nuovi
proprietari).
Sono ormai prossimo alla rassegnazione, sconfortato dal rendermi
conto che tutto è inutile, la mortale melassa di indolenza,
incapacità, pavidità, che soffoca la comunità messinese nel suo
complesso è troppo diffusa per essere bonificata da pochi
volenterosi.
La perdita del senso della realtà è prerogativa degli idioti che in
essa trovano un ottimo anestetico per il dolore di vivere situazioni
scomode, quando non drammatiche.
Allora trasformiamoci tutti in idioti. Forse è la panacea per
risollevare l’umore di chi si sente frustrato, umiliato, oltraggiato
nell’orgoglio e nella dignità.
Accodiamoci inebetiti e festanti ad ingrossare le fila che seguono i
pifferai magici che ci ipnotizzano con le loro suadenti
dichiarazioni di ottimismo.
Questa è una dichiarazione di resa, perché la “società civile” o non
c’è, oppure ha deciso di soccombere ai vari Franza, Valentini e
Giordano, inermi ed inerti a subire le angherie verbali e materiali
di questi nostri degni rappresentanti.
Apprestiamoci alla prossima stazione (Artemio Franchi di Firenze) di
questa via crucis, attendendo la Pasqua di resurrezione, che
proiezioni alla mano dovrebbe coincidere con la fine delle
sofferenze (per quest’anno) sancita dalla aritmetica retrocessione.
Non li perdonerò mai! Il mio dolore, la mia rabbia ed il mio odio
non si placheranno finchè ci sarà un Franza alla guida della
società. Nei secoli dei secoli.
Cordialmente
Ultimogordon |
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INIZIATIVE CONCRETE
Non ci volevo credere, ed invece è
tutto vero! Era ora che la città si svegliasse, auspicavo da tanto
una presa di posizione forte che andasse nella direzione di
ridestare l’orgoglio di una comunità e … finalmente ci siamo!
Saluto con soave ilarità (e la morte nel cuore) l’iniziativa del
solerte Comune di Messina, sempre attento a soddisfare
tempestivamente le esigenze morali e materiali della cittadinanza,
ed a farsi portavoce delle richieste del popolo.
Bravi, bravissimi, è veramente un colpo di genio da fini
amministratori proporre e porre in essere la delibera che è stata
battezzata (con felice intuito): “Versa anche tu un’elemosina a
favore della povera, misera, famiglia Franza”.
Le vostre offerte contribuiranno a far tornare il sorriso sul volto
di questi sfortunati bambini.
E’ Natale non potete tirarvi indietro! Questa città si è sempre
distinta per generosità, questo accorato richiamo non può e non deve
restare inascoltato. A costo di comprare un panettone ed una
bottiglia di spumante in meno, contribuite numerosi e generosi.
Io per primo dirotterò il mio annuale versamento benefico verso
questa meritoria causa, la lotta al cancro, alle malattie genetiche,
all’AIDS, impallidiscono e non reggono il confronto.
In cima alle priorità di tutti noi ci dev’essere un pensiero:
Aiutiamoli ad arricchirsi ancora di più, per renderli finalmente
felici.
I giocattoli necessari per regalare un briciolo di gioia a questi
meschini sono molto costosi, poi con l’euro non ne parliamo: Cartur
Alfa, Beta, Gamma; Alberghi in Vicolo Stretto, Parco delle Vittorie;
Complessi immobiliari; Ville al mare, in montagna ed in collina;
Yacht; Imprevisti; Probabilità. Questo Franzopoli è un gioco dove
necessitano molti soldi, purtroppo sono soldi veri, soldi nostri.
I diretti beneficiari di questa lodevole iniziativa umanitaria hanno
immediatamente ringraziato più e più volte i potenziali benefattori
e la magnanima lungimiranza del consesso comunale: Umilmente
accetteranno le offerte per quanto piccole, perché tutto fa brodo.
Capirete bene che 40 milioni (quaranta milioni) di euro di ricavi a
vario titolo (in tre anni di Serie A) non possono essere sufficienti
a mantenere, oltre a tutto il resto, anche una squadra decente di
calcio che non sia fonte di imbarazzo ed umiliazione per la città
che rappresenta.
Ed allora via con la sottoscrizione, benedetta e incoraggiata con
grande soddisfazione dal Sindaco-socio (Franzantonio).
Non precipitatevi tutti insieme agli sportelli postali e bancari,
fate smaltire le file che si sono create per le moltitudini
entusiaste che continuano a recarsi in queste frenetiche ore ad
apportare il loro contributo. In ogni caso, se non resisterete alla
tentazione di accorrere, la lunga attesa sarà allietata dagli
sghignazzi, frizzi, lazzi, pernacchie e scoregge di Reggini,
Catanesi, Palermitani, Bolognesi, Fiorentini, Ugandesi, Marziani
etc. etc., che appresa l’incredibile notizia sono stati colti da
un’irrefrenabile attacco di ridarella.
Sociologi e medici di tutto il mondo sono concordi nell’affermare
che notizie come questa, che portano allegria e buon’umore, fanno
bene all’umanità. Peccato facciano sprofondare nella vergogna e
nello sconforto i (pochi, a questo punto) Messinesi che hanno ancora
un briciolo di dignità e di amor proprio!
Superati da molto tempo i confini del ridicolo, ci avviamo
allegramente verso la demenza collettiva (e la Serie B), con
l’attestazione autorevole di una Delibera Comunale.
BUFFONI!!!
Cordialmente
Ultimogordon |
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MEA CULPA
Ho sbagliato tutto, sono una
squadra fortissimi, dopo le ultime convincenti prestazioni mi sono
ricreduto. In effetti rileggendo i commenti precedenti devo
ammettere di essere stato troppo severo, troppo pessimista. A
confortare questo mio ravvedimento e sconfessare le mie opinioni e
quelle di pochissimi altri alienati sfascisti (o cucche) sono state
soprattutto le dichiarazioni dei protagonisti e degli addetti ai
lavori.
Nei momenti più difficili bisogna fidarsi di chi ne sa di più, in
questo mondo pallonaro ammorbato da confusione e pressappochismo,
bisogna aggrapparsi ai punti fermi, ascoltare le opinioni di chi ha
dimostrato con i fatti la sua competenza ed il suo valore. Confutare
teorie e dettagliate analisi di cotanti ingegni calcistici equivale
a bestemmiare in chiesa.
Da eretico sentitamente pentito non giudicherò più quello che si
presenterà davanti ai miei occhi, perché, ora che sono redento, ho
capito che il mio sguardo era stato fuorviato dal demone della
differenziazione a tutti i costi, rispetto al coro dei giudizi
lusinghieri che da autorevoli voci si sono levate per incensare le
sfolgoranti prestazioni dell’F.C. Messina, la sagace guida tecnica e
l’oculata ed efficace politica societaria.
Ha ragione Giordano Bruno quando dice di essere soddisfatto delle
prestazioni della squadra, che ha visto fino ad ora una formazione
che se l’è giocata con tutte le avversarie.
Come si può dare torto ad un filosofo che proprio per difendere le
proprie idee è finito sul rogo, salvo poi resuscitare (con il
miracolo di San Valentini) e presentarsi redivivo a Messina.
Proprio lui che ha studiato le dinamiche dell’universo, che conosce
tutti i segreti più reconditi di tattica applicata al calcio, alla
fede, alla fisica aristotelica, non può sbagliare la gestione di
una, anzi di tutte le partite, cosa volete che sia questa bazzecola
del calcio per cotanto ingegno.
Mea culpa! Come ho potuto anche solo pensare che possa essere in
errore un’illustre genio calcistico, osannato nelle prestigiose
università calcistiche di Catanzaro, l’Aquila, Tivoli,
Roccacannuccia e Santolubiranti in Monte (solo per citare le più
prestigiose) dove viene ancora rimpianto dopo essersi prodotto in
indimenticabili lezioni magistrali di calcio.
Tutta colpa del geocentrismo, e di un’infausta congiuntura astrale.
Non avevo capito (e chiedo venia) che si è trattato di metafisica e
panteismo pedante: una mortifera alchimia che ha colpito alcuni
giocatori nei momenti topici delle partite, ma che per fortuna non è
grave abbastanza da essere pessimisti e preoccupati.
Quali virtù e quali capacità intellettuali si celano dietro questa
difesa appassionata della Verità.
Il genio non nasce dalle regole ma dalla poesia della concezione
anticlassica.
Ammirato dalla robusta ricchezza di pensiero (e di azione) anche il
Presidentissimo, dopo aver redarguito da par suo il comportamento
intollerabile degli arbitri che si permettono addirittura di
ammonire i nostri beniamini, si è affrettato a giurare devozione e
adorazione verso il luminare del calcio, e per supportare il suo
appoggio incondizionato e garantire maggior autorevolezza
all’allenatore, dopo aver abolito il riposo del lunedì, ha
comunicato la rivoluzionaria iniziativa di ABOLIRE ANCHE IL RIPOSO
DELLA DOMENICA! Affermando che: <<…due giorni senza fare niente
erano uno scandalo, io i soldi me li sudo! Ma da ora in poi anche la
domenica verrà effettuato un pesante allenamento mattutino per
giustificare i lauti stipendi! Prima il dovere, poi potranno fare le
consuete scampagnate in allegria per i campi di mezza Italia. Siamo
decisi a prendere questa iniziativa concreta e pronti ad affrontare
le probabili ire del sindacato calciatori.>>
Grazie mister Giordano.
Grazie Presidente.
Ora sono molto più tranquillo perché ho la consapevolezza che il
futuro del Messina è in buone mani!!!
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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UN MASSACRO
Ormai si è trasformato a tutti gli
effetti in un massacro, gli avversari, anche i più modesti,
approfittano giustamente della manifesta impotenza del Messina,
l’inferiorità tecnico tattica è talmente imbarazzante che solo la
malafede di Franza, Valentini e Giordano non li fa vergognare per
l’insulto al gioco del calcio che mettono in scena settimanalmente
(talvolta purtroppo due volte la settimana).
E’ una pena indicibile assistere a questo scempio, una squadra già
condannata ad essere sistematicamente umiliata prima ancora di
scendere in campo.
Una sofferenza che si acuisce assistendo alle pantomime di Franza,
Giordano e Valentini, ascoltando i deliranti commenti di giornalisti
e parvenu che si presentano in TV e sui giornali, giocando a chi le
spara più grosse per vincere il premio del miglior incompetente di
calcio.
La verità è nuda e cruda davanti agli occhi di tutti: il Messina è
nettamente la squadra più scarsa ed è inevitabilmente destinata ad
una retrocessione ignominiosa, non c’è speranza in un futuro
migliore perché con i Franza l’F.C. Messina un futuro non ce l’ha!
Sarebbero necessari troppi cambi ed investimenti di denaro, non per
rinforzare ma per rifondare la squadra a gennaio, ma tutte le
dichiarazioni lasciano intuire che questo non avverrà, quindi sono
convinto che sarà una lunga dolorosissima agonia.
Il nome ed i colori di Messina escono profondamente umiliati da due
anni di disastri sportivi, in qualità di tifosi e cittadini possiamo
impegnarci affinché almeno l’onorabilità della maglia venga
salvaguardata, impegnamoci per impedire (fin dalla prossima partita)
che questa Armata Brancaleone indossi magliette, calzoncini e
calzettoni che abbiano anche un’accennato richiamo ai colori
sociali. Questa proprietà, questo allenatore e questi giocatori non
sono degni di indossarli e di portarli in giro per l’Italia.
Dalla prossima partita il Messina deve giocare in completo nero
integrale, senza stemma e senza bande giallorosse, perché siamo in
lutto!
A quel punto potranno perdere tutte le partite che vogliono e nella
maniera vergognosa che gli è consona, almeno sarà risparmiata questa
infamia ai nostri amati colori.
Scriviamo e-mail, telefoniamo, alla Gazzetta, alle trasmissioni
sportive, alla società: VOGLIAMO CHE LA SQUADRA SCENDA IN CAMPO
IN NERO TOTALE, PER LUTTO, MAI PIU’ BIANCOSCUDATO E GIALLOROSSO
DOVRANNO SUBIRE QUESTO AFFRONTO!
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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TUTTO PREVISTO
Sconfitta al Meazza doveva essere e sconfitta è
stata, prevedibile e meritata, in teoria non è contro il Milan che
bisognava conquistarsi la salvezza, ma solo in teoria perché nella
realtà attuale quella che fino a pochi anni fa era la squadra di
club più forte d’Europa ormai è la “Casa di Riposo Galliani” (non è
una mia opinione, lo dimostrano i numeri ed i risultati). Avversario
abbordabilissimo questo Milan visto all’opera contro il timoroso
Messina, avrebbe sicuramente avuto molte difficoltà a vincere se
avesse incontrato una squadra con un minimo di personalità,
sufficiente dimestichezza con il pallone ed una guida tecnica
adeguata alla categoria, perché anche contro un insufficiente
Messina il Milan attuale ha dimostrato di andare in difficoltà se
opportunamente fronteggiato. Tra l’altro si sarebbe anche potuto
approfittare di una serie incredibile di infortuni che hanno
costretto Ancelotti a schierare una formazione rimaneggiatissima, ma
il Messina è troppo scarso anche per approfittare delle disgrazie
altrui. Quindi ennesima occasione buttata via, tecnico e giocatori
hanno confermato la loro inadeguatezza.
Nonostante le premesse e la buffonata di tenere
nascosta la formazione, il pavido ed incompetente Giordano ha per
l’ennesima volta schierato una formazione assurda: tutti a
difendersi (sperando in S. Siro) e centrocampo affidato alla
pochezza ormai intollerabile di Coppola.
I grandiosi risultati ottenuti dallo stratega
Giordano sono stati: praterie per Pirlo e Kakà, che trovavano
qualche timida opposizione solo appena fuori dall’area di rigore e
serata di tutto riposo per la modesta difesa rossonera, lo
spilungone in mezzo ai pali (schierato con molte apprensioni) si è
dovuto “scomodare” solo per raccogliere un colpo di testa centrale e
debole di un Riganò (giustamente) frustrato e nervoso. Letteralmente
niente altro nello specchio della porta milanista!
La partita si è leggermente riequilibrata solo quando
è uscito il funesto Coppola, che non contento di aver fatto schifo
ha ritenuto ingiusta la sua sostituzione mandando aff… Giordano, il
quale non ha fatto una piega e si appresta nella prossima conferenza
stampa a rinnovare la stima e dichiarare l’insostituibilità dell’ex
capitano (????). Naturalmente il navigato trainer dopo aver
disquisito (risentito) sul fatto che non si emoziona in nessuna
circostanza (giornalai che presenziate alle conferenze stampa,
SVEGLIA! Ma che minchia di domande fate, questo è calcio non
gossip!), parlerà di cucina romanesca e ci racconterà una
barzelletta di suo cugino. Povero Messina!
Invece di queste stupidaggini Giordano dovrebbe
spiegarci perché preferisce Coppola a De Vezze; perchè continua a
fare giocare un Di Napoli in condizioni pietose; perché mette in
difficoltà uno spaesato Rea; perché non ha il coraggio di sostituire
Storari che ha troppi gol sulla coscienza; perché bisogna giocare
tutti dietro fino a che non si subisce inevitabilmente gol (questo
vale anche quando si è stati in vantaggio in casa e fuori).
Per rispondere a queste domande purtroppo
bisognerebbe dire la verità, ovvero sono cose che stanno accadendo
perché non è stato fatto nulla affinchè queste prevedibili
circostanze negative non si verificassero:
1) Non c’è la volontà societaria di investire
perlomeno i ricavi (nessuno ha mai chiesto follie economiche, che
comunque sarebbero dovute per un debito di riconoscenza nei
confronti della città che li ha fatti arricchire);
2) Non sono stati scelti responsabili tecnici in
grado di fornire garanzie;
3) Non è stata fatta la promessa “piazza pulita”,
trascinandosi dietro pesi morti che condizionano le prestazioni e
turbano la serenità del gruppo, con l’aggravante che questa
sciagurata scelta è stata avallata dai commentatori sportivi (in
testa dei quali c’è l’incompetente e fastidiosamente tonto di
R.......);
4) Non sono stati acquistati “giocatori di Serie A”
in numero appena sufficiente per ricoprire i ruoli fondamentali;
5) Non si investe sul settore giovanile;
6) Non si alimenta un rapporto di stima e fiducia con
i tifosi, a Messina si è stabilito un rapporto padrone (società) –
sudditi (città e tifosi).
C’è bisogno di un’inversione di tendenza decisa ed
immediata. Prima di tutto bisogna mandare via Giordano (ed insieme a
lui Valentini, che si è assunto la piena responsabilità della
scelta) adesso!
Comunque bisogna muoversi entro dicembre, così il
nuovo tandem allenatore-direttore sportivo (che devono essere di
chiara fama) potrà avere un paio di partite per richiedere ed
ingaggiare gli indispensabili rinforzi con cognizione di causa,
prima che il mercato chiuda.
Sostituire Giordano dopo avrà poco senso.
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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NULLA DA ECCEPIRE
Sconfitta netta ed inequivocabile,
neanche esagerata nel punteggio, fotografa esattamente la differenza
di tecnica, di tattica, di esperienza, di personalità che il campo
ha impietosamente dimostrato, ci stanno tutti i tre gol di scarto.
Avevo già sottolineato come fino ad oggi tutti i commentatori
avessero sopravvalutato le prestazioni del Messina, è vero che aveva
quasi sempre giocato più o meno alla pari ma è altrettanto vero che
nessuno ha messo in risalto la pochezza di punti raccolti in
relazione alle avversarie affrontate. Troppi pochi punti per poter
pensare di salvarsi tenendo conto che gli avversari alla portata di
questa squadra sono finiti, ora ci sono da affrontare fino alla fine
del girone di andata tutte avversarie (tranne il Parma) fuori dalla
portata del Messina.
Ci aspettano molte partite senza storia, nelle quali non ci sarà
nulla da eccepire, esattamente come quella di oggi, mai messa in
discussione neanche durante la timida reazione che aveva portato
immeritatamente al pareggio.
Quello che mi sembra chiaro è che difficilmente questa squadra
riuscirà a fare di più dei 17 punti del girone di andata che l’anno
scorso aprì le porte al calvario del girone di ritorno.
Paradossalmente è meglio augurarsi di steccare tutte le partite fino
al mercato di riparazione, forse questo è l’unico modo per
costringere la società ad intervenire massicciamente nel mercato di
riparazione, cominciando a cambiare l’allenatore che anche oggi si è
distinto in negativo: Giordano ha l’eccezionale capacità di operare
scelte assurde malgrado diversi giocatori siano palesemente
inadeguati, sarebbe sufficiente non inventarsi alchimie di cui non è
capace e far giocare i meno peggio per limitare i danni.
I pochissimi ritocchi che la società ha fatto chiaramente capire di
ritenere necessari, senza che nessun commentatore si sia azzardato a
confutare questa valutazione, non sono sufficienti. L’impianto della
squadra e la guida tecnica devono fare un salto di qualità enorme
per potersela almeno “giocare”, la partita con la Lazio ha
dimostrato che con troppe squadre il divario è troppo netto e con le
altre malgrado le magie di Riganò si è capaci di raccogliere
pochissimo.
Non si può sperare, come si fece l’anno scorso, che ci siano tre
squadre peggiori, perché è pura illusione, non ci sono tre squadre
peggiori di questa!
In questo momento il massimo che ci possiamo aspettare è di limitare
i danni fino al mercato di gennaio, poi la città dovrà agire con
decisione per costringere i Franza, tanto per cominciare
condizionando la cessione dei diritti di sfruttamento commerciale
del S. Filippo e del Celeste al rinforzamento della squadra (ma non
con i vari Bondi e Innocenti presi lo scorso gennaio), la situazione
richiede l’ingaggio di giocatori di caratura nettamente superiore
agli attuali, non di puntelli e rincalzi per l’attuale rosa, e poi
bisogna procedere senza indugi alla cessione degli elementi che
creano solo disturbo e tensione nello spogliatoio, che ormai sono
inutili alla causa.
Se ciò avverrà ci sono tutte le possibilità di raggiungere la
salvezza, da questo momento in poi però nessuno dovrà più sostenere
che questa squadra ci porterà alla salvezza, perché QUESTA squadra
non è nelle condizioni di raggiungerla.
Cordialmente
Ultimogordon |
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VERGOGNA!
Ho aspettato un paio di giorni
prima di scrivere il mio commento alla partita perché ero curioso
più di altre volte di ascoltare i commenti dei protagonisti, le
dotte analisi che si sono svolte nei pregiatissimi salotti
televisivi ed anche le considerazioni dei tifosi comuni. Sono ormai
convinto che il contesto sportivo della città, seguendo quello
civico-morale, è irrimediabilmente in declino. Ormai è chiaro che la
quasi totalità dei miei concittadini non aspira ad avere una squadra
di cui essere orgogliosi, non ho sentito nessuno pretendere il
giusto atteggiamento, il giusto comportamento da parte di tutti gli
“addetti ai lavori”, che renderebbe fieri anche nelle sconfitte. Ed
invece l’insipienza, la stupidità, la miopia di squadra e società
calzano perfettamente ad un ambiente che ha ormai rinunciato ad
indignarsi per le intollerabili figuracce che vengono collezionate
da due anni a questa parte.
Tirare avanti nella mediocrità in questa città è diventata la
normalità, accettata e condivisa.
Per restare in ambito calcistico senza addentrarsi in temi
sociologici, mi viene da pensare che ai tifosi che vanno allo stadio
ed a quelli che seguono le partite in TV va bene così. A me non va
affatto bene, perché c’è da vergognarsi a buttare nel cesso ancora
un’altra vittoria e c’è da vergognarsi ancora di più a sentire le
dichiarazioni e i commenti che suonano beffardi e ridicoli nella
loro tragica incoscienza.
Pochi protagonisti sono meritevoli di ammirazione, Riganò e Juliano
su tutti (guarda caso sono gli unici due giocatori di categoria), il
resto della squadra, per non parlare della società, non se la
merita! Non si merita la mia ammirazione chi fa qualcosa di buono e
poi la vanifica con memorabili stupidaggini, non se la merita chi
gioca una partita bene e quella dopo male, chi protesta e si fa
buttare fuori, chi è volenteroso ma nei momenti determinanti, come
per esempio i finali di partita, si “smarrisce” nel terreno di
gioco.
Se a questo aggiungiamo masochistiche scelte tecniche che rendono
ancora più vulnerabile la squadra mettendo impietosamente a nudo
tutte le criticità di un organico raffazzonato, si arriva alle
sconcertanti “partite incompiute”. Tanto per limitarmi solo alla
stretta attualità, non riesco ad accettare che vengano sfiancati in
una partita inutile gli elementi che avrebbero dovuto costituire
l’asse portante in una importantissima sfida da giocare a distanza
di 60 ore. Non riesco ad accettare che il giocatore più pericoloso
della squadra avversaria debba essere marcato da Masiello! Non
riesco ad accettare che nessuno sia capace di fare due passaggi di
fila quando la squadra avversaria ovviamente ti pressa per
recuperare il risultato (nemmeno all’oratorio si gioca così).
Insomma non meritano di restare in Serie A e non perché siano i più
scarsi, ma perché non hanno un cuore da gettare oltre l’ostacolo
dell’inesperienza e dei comprensibilissimi limiti tecnico-tattici.
Soprattutto questi dirigenti senz’anima non meritano di esistere nel
panorama calcistico planetario.
E’ sempre stato palese il mio odio nei confronti della proprietà che
non ha mai pensato al bene della squadra ma sempre e solo al proprio
tornaconto economico ed il mio odio si accresce ad ogni partita
vedendo in che condizioni hanno ridotto l’FC Messina che aveva tutto
(stadio, entusiasmo, seguito popolare, introiti superiori alle
spese) per poter continuare ad essere degna protagonista del modesto
panorama calcistico italiano. Invece loro piuttosto che pensare a
rafforzare degnamente la squadra continuano imperterriti ad
impiegare le loro energie per rubacchiare i diritti di prevendita
sui biglietti e per altre meschinità simili.
Per questo motivo mi risulta ancora più indigesto l’atteggiamento
buonista, quando non accondiscendente, che tutto l’ambiente sportivo
messinese ha sempre manifestato nei confronti del disastroso operato
dei Franza e dei loro consiglieri.
A questo punto devo amaramente ammettere che ci meritiamo questo
presidente.
Aggiungiamo ulteriori 2 punti agli altri 13 buttati via
maldestramente, e siamo a 15, cioè più dei punti conquistati! Da
domenica il calendario fino alla fine del girone è nettamente
sfavorevole ma ormai preferisco non preoccuparmi più, tutto sommato
se si dovesse retrocedere, dopo il disastro dello scorso anno, con 4
squadre penalizzate pesantemente ed il livello medio di quest’anno
che è il più scadente della storia dei campionati italiani, non ci
sarebbe nulla da ridire, ci sarebbe “solo” da imporre la perdita del
diritto di cittadinanza (cioè costringerlo all’esilio) al
responsabile principale: l’albergatore-ciarlatano-marinaio-illusionista-traghettatore-traditore
della patria.
Buonafortuna Messina!
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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IL FASTIDIO DI
DOVERMI RIPETERE
E’ noioso e fastidioso dovermi
ripetere, non pensate che mi piaccia, ma purtroppo passano le
giornate e si continuano a commettere gli stessi errori, si continua
ad avere un atteggiamento sbagliato. Evidentemente all’interno della
squadra non si sono comprese le motivazioni che inducono a sbagliare
o non ci sono le risorse mentali e tecniche per porvi rimedio.
Per l’ennesima volta dobbiamo accontentarci di un pareggio che è una
mancata vittoria, adesso però cominciano ad essere troppi i punti
lasciati per strada malamente, speriamo di non doverli rimpiangere
in primavera nel momento in cui si decideranno le sorti delle
squadre che lottano per evitare l’inferno della B.
Ennesima fastidiosa rimonta subita, certo fa rabbia avere la partita
in pugno e rimetterla in discussione ancora una volta dalla “solita”
disattenzione difensiva evitabilissima, bisogna che finalmente
qualcuno spieghi ai nostri difensori che a difesa schierata non
bisogna perdere la marcatura, ovvero nei sedici metri gli avversari
si marcano a stretto contatto. Capisco benissimo i limiti di Morello
che fino a 30 anni non aveva mai giocato in A solo perché non ha mai
dimostrato di esserne capace, ma nella circostanza del gol non
bisognava avere particolari capacità, bastava essere decisi,
attenti, determinati. Ma su questo punto è inutile colpevolizzare il
giocatore che era all’esordio in massima serie e neanche Giordano
che non ha alternative.
Niente di nuovo sulla gestione “dell’inerzia” della partita, il
centrocampo manca di esperienza e di personalità, c’è la buona
volontà ma in serie A da sola non basta, nei momenti in cui bisogna
gestire, o rallentare il ritmo perché gli avversari sono in forcing,
il centrocampo denuncia drammaticamente i suoi limiti.
Niente di nuovo sotto l’aspetto disciplinare, ormai è chiarissimo
che gli arbitri sono particolarmente severi con il Messina, ma è
intollerabile che si continui a protestare dopo aver commesso un
fallo ed essere stati (seppur ingiustamente) ammoniti.
Niente di nuovo sugli incredibili errori sotto la porta avversaria,
tutte le squadre sbagliano dei gol clamorosi, ma nessuna squadra ne
sbaglia tanti quanti ne sbaglia il Messina e con tanti giocatori
diversi. Non si può parlare solo di sfortuna, credo si tratti più di
bestialità.
A differenza di tutti gli altri protagonisti società e direttore
sportivo non possono essere assolti, le loro responsabilità sono
inequivocabili: colpevoli, di non aver ingaggiato un numero
sufficiente di giocatori (domenica con Zanchi e Rea squalificati non
si potrà schierare una difesa con 4 giocatori di ruolo!); colpevoli,
di non aver preso un numero appena sufficiente di giocatori di
categoria (esperienza e personalità sono irrinunciabili in A);
colpevoli, di non essere capaci di risolvere i problemi disciplinari
(espulsioni assurde e comportamenti irresponsabili sono diventati la
norma).
So di apparire troppo pessimista e di espormi alle critiche della
corrente di pensiero dominante in città che vede ormai un campionato
in “discesa”, ma io continuo a non essere ottimista, sono convinto
che senza adeguati rinforzi si rischierà moltissimo.
Comunque accolgo con soddisfazione un ulteriore punticino che fa
classifica e assistendo al varo della miliardesima nave della flotta
Franza, inghiotto il boccone amaro di chi vede i propri soldi
buttati a mare! A chi ancora si chiede dove vanno a finire gli
ingenti introiti che incassa l’FC Messina a vario titolo, li invito
a farsi una passeggiata al porto. Se si riesce a rimanere ancora a
lungo in Serie A la Cartur diventerà un colosso da far invidia al
miglior Onassis, tanto noi ci accontenteremo sempre e soprattutto
senza battere ciglio dei Minetti e dei Morello, perché bisogna
risparmiare!
Giovedì c’è l’Inter, con la rosa ridotta ai minimi termini e
considerato che non abbiamo velleità di vincere la “Coppetta”,
sarebbe opportuno non schierare neanche uno dei presunti titolari
che dovranno scendere in campo domenica nell’importantissima sfida
con il Cagliari (non possiamo più permetterci di perdere neanche un
giocatore), si potrebbe dare spazio a qualche Primavera di belle
speranza e magari scoprire di avere qualche giovane promettente in
casa.
Cordialmente
Ultimogordon. |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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BISOGNA
MIGLIORARE
E’ arrivata una vittoria in
extremis, una volta tanto un poco di meritata fortuna per noi,
comunque non bisogna illudersi di aver risolto i tanti problemi che
la squadra ha evidenziato anche contro il modesto Chievo.
La classifica consente, tranne
clamorosi disastri, di poter arrivare al mercato di riparazione di
gennaio con tutte le possibilità di conseguire una tranquilla
salvezza, a condizione che quest’anno, nel caso assai probabile si
trovino almeno tre squadre in difficoltà, non si commetta l’errore
dell’anno scorso quando già a gennaio si considerò chiuso il
discorso salvezza.
Perché per salvarsi bisogna prima di
tutto contare sulle proprie forze ed il Messina da questo punto di
vista è assai carente.
Ci sono poi da risolvere al più presto
situazioni molto delicate dal punto di vista comportamentale ed è
bene affrontarle in maniera decisa oggi, piuttosto che trascinarsele
dietro e dovervi far fonte in momenti in cui la classifica potrebbe
indurre a meno serenità.
Mi riferisco ai due casi più
clamorosi: Di Napoli e Coppola.
Ebbene, è maturo il tempo di assumere
decisioni irrevocabili, cioè senza tanti giri di parole devono
essere messi fuori rosa (come peraltro è già stato fatto con Rafael)
per il bene della squadra!
L’errore commesso lo scorso anno con
Zampagna non ha insegnato nulla ed i fatti stanno dimostrando che si
doveva assolutamente procedere (come si era promesso)
all’azzeramento di quegli elementi che più di altri avevano
contribuito al naufragio dello scorso anno, invece ci ritroviamo qui
con Di Napoli che nonostante le scadenti prestazioni rifiuta la
panchina (tutti i più grandi giocatori fanno la panchina,
figuriamoci se non la deve fare Pinco Pallino Di Napoli), e con
Coppola che evidentemente ha deciso di fare il Masaniello della
situazione e litiga con tutto e tutti invece di concentrarsi a
fermare gli avversari (cosa che negli ultimi due anni gli succede
raramente), a proposito a cosa stava pensando quando gli è passato
il pallone davanti ai piedi in occasione del gol del Chievo?
Bisogna migliorare ed anche tanto. La
difesa, ormai è chiaro, è in evidentissimo affanno, c’è stata la
bocciatura definitiva per Rea, discreto giocatore ma stritolato da
responsabilità più grandi di lui, Zanchi è impacciato ed insicuro,
Parisi difende poco e quando va avanti non ne indovina una, che
fosse una!
Il centrocampo a quattro non fa filtro
e soprattutto non riesce a gestire palla, gli avversari finiscono
inevitabilmente per avere il predominio di quel settore che risulta
nevralgico, non a caso la migliore partita, quella di Palermo, ha
visto il predominio del Messina proprio in quel settore.
In avanti non ha senso schierare
Floccari e farlo sfiancare in un ruolo non suo (il gol
clamorosamente sbagliato si deve alla poca lucidità provocata dalla
fatica), tanto vale giocare a cinque a centrocampo e dare meno punti
di riferimento in avanti, tanto con un Riganò formato Superman (per
l’ennesima volta migliore in campo insieme ad Alvarez) un attaccante
basta e avanza, e sarebbe opportuno che tutta la squadra si mettesse
a sua disposizione.
Adesso c’è un trittico di partite
dalle quali conta tirare fuori il maggior numero possibile di punti:
la trasferta di Torino e due partite casalinghe consecutive con
Cagliari e Lazio, non importa come magari con un po’ di fortuna,
perché i punti contano più dei complimenti. Senza dimenticare però
che il futuro di questa squadra è nelle mani della società che dovrà
rinforzare l’organico nel mercato di gennaio (e mandare via senza
tante remore gli elementi di disturbo), se viceversa non dovessero
arrivare sostanziosi innesti di qualità in tutti i reparti, io
continuo a rimanere pessimista sulle possibilità di salvezza,
malgrado oggi la classifica dica che …siamo in zona UEFA.
Cordialmente
Ultimogordon. |
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CONTROCORRENTE
Dopo la sconfitta di Palermo,
bisogna che qualcuno in questa città mantenga un minimo di spirito
critico e quindi sono costretto, come mi accade spesso, a dover
andare controcorrente.
Sono sconcertato dall’unanime
esaltazione della sconfitta e dall’enfasi che si è inteso dare ad
una prestazione, per una volta, finalmente dignitosa. Evidentemente
i “prestigiosi” commentatori sono talmente assuefatti alle mediocri
(per non dire scarse) prestazioni del Messina, da gridare al
miracolo!
Chiunque abbia visto la partita, ha
visto la squadra tenere bene il campo e per larghi tratti avere
l’assoluto controllo del gioco, la spiegazione è normalissima e
semplicemente può essere riassunta in due punti: 1) la manovra lenta
e prevedibile del Palermo (che presentandosi da capolista ha fatto
una pessima figura); 2) la superiorità numerica a centrocampo.
Chiunque abbia visto la partita,
dovrebbe avere l’onestà di ammettere che nonostante il predominio il
Palermo ha “solamente” approfittato dei soliti clamorosi errori
difensivi, che visti in sé e per sé ci possono stare, ma che
ripetendosi con puntuale precisione ed in numero ormai
intollerabile, annullano e rendono vana qualsiasi cosa di buono
venga costruita in attacco (nella quasi totalità dei casi grazie al
momento magico di Riganò).
Giustificare la sconfitta
attribuendola (come ho sentito da più parti) esclusivamente agli
errori, anzi orrori arbitrali, non aiuta. E’ innegabile che ci siano
stati, ma è altrettanto innegabile che siano stati ingigantiti dalle
manchevolezze difensive. Sarebbe più proficuo per il prosieguo farsi
sentire in maniera veemente nelle sedi opportune, ma questo
presuppone la presenza di gente capace in seno alla società e quindi
è da escludere a priori, e quindi su questo argomento sono convinto
saremo costretti a continuare a subire le angherie dei vari Ayroldi
e Pieri (che deve avere un conto aperto con il Messina che con lui
non ha possibilità di vincere visto che tutti i suoi arbitraggi sono
suscettibili di argomentate contestazioni).
Invece l’errore che non dobbiamo
commettere è rifiutarsi di affrontare la dura realtà, altrimenti la
situazione non potrà che peggiorare.
Rifiutare di ammettere che Zanchi è
diventato un problema (esattamente come l’anno scorso) significa
negare l’evidenza della realtà, così come rifiutarsi di ammettere
che Rea non è pronto per assumersi la responsabilità di guidare i
movimenti della difesa, lo stesso vale per Zoro che fa troppi danni
per i miei gusti.
Paradossalmente, per la prima volta,
il centrocampo è stato all’altezza della situazione nel suo
complesso, bene Masiello (migliore in campo per il Messina insieme a
Riganò), De Vezze e Alvarez, maluccio Coppola, male Cordova.
In attacco continua il momento magico
di Riganò che purtroppo fino ad oggi non è stato capitalizzato a
dovere.
Ma queste sono opinioni, c’è invece la
concretezza di una classifica che per essere valutata correttamente
bisogna tenere in considerazione due elementi fondamentali: le
penalizzazioni che al momento la falsano; le avversarie affrontate e
quelle da affrontare.
Per quanto riguarda il primo punto,
invito tutti ad osservare la classifica senza le penalizzazioni per
ottenere una scala di valori obiettiva, depurata da elementi
esterni. Questa classifica ci dice che solo 5 squadre si trovano
sotto al Messina e che la terz’ultima ha 4 punti, quindi il margine
di vantaggio sulla zona retrocessione è di 5 punti.
Qui arriviamo al secondo punto, 5
punti sono un buon margine, bisogna però valutare attentamente i
calendari delle concorrenti, onestamente fino ad ora il calendario
del Messina è stato il più favorevole considerando il coefficiente
di difficoltà, quindi è ragionevole presumere che la media punti del
Messina potrebbe scendere e quella delle avversarie salire, e c’è
anche da considerare il trend di risultati che indicano il Messina
come la squadra più in difficoltà al momento.
Ed allora credo che la situazione sia
molto più delicata di quello che vogliono farvi credere, la partita
di domenica, malgrado siamo ancora nel primo quarto di campionato, è
già decisiva almeno per guadagnare tempo fino a gennaio, perché la
mia speranza è che finalmente quest’anno si provveda a rinforzare
seriamente la squadra, anche se i primi segnali sono come sempre di
segno opposto: per esempio si sarebbe potuto prendere subito ed a
parametro zero (quindi con una spesa contenuta) Di Biagio, sarebbe
stata una iniezione di esperienza e personalità ad un centrocampo
perennemente in affanno, invece lo ha preso l’Ascoli, guarda caso
un’avversaria diretta!
Meditate gente, meditate.
Cordialmente
Ultimogordon. |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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L’INIZIO DELLA FINE
I segnali sono chiari ed
inequivocabili, ci siamo è l’inizio della fine, tutte le
preoccupazioni, i dubbi, le perplessità, le paure, manifestate prima
dell’inizio del campionato si stanno materializzando, a questo punto
ci sono pochi dubbi: il promettente inizio è stato solo un bluff.
I drammatici limiti tecnici e tattici
sono troppo evidenti per non essere visti anche dall’occhio del più
ottimista tra i tifosi.
Passato l’orgoglio e il sentimento di
rivalsa resta la pochezza di una squadra e soprattutto di una
società che doveva dimostrare di meritare a pieno titolo la grazia
ricevuta ed invece ha confermato di essere in Serie A solo per
“sbaglio” e di militare in un campionato che non le compete.
D’altra parte una società, un gruppo
di giocatori ed un allenatore, che fino allo scorso anno avevano
messo in mostra solo errori e incapacità, non potevano tutt’insieme,
all’improvviso, essere diventati bravi e capaci. Ci eravamo illusi,
io per primo.
Tanto per essere chiari non vedo
nessuna possibilità di salvezza.
In questo senso la partita con
l’Empoli può essere considerata un ottimo termine di paragone:
malgrado gli spaventosi limiti ci si era ritrovati per ben due volte
in vantaggio, e non in una partita qualsiasi, in una di quelle
cinque/sei partite che per una squadra come il Messina fanno la
differenza tra salvarti o retrocedere, una squadra che dopo lo
sciagurato campionato passato vuole fare di tutto per salvarsi,
nelle condizioni in cui si era messa la partita, non deve farsi
sfuggire la vittoria. Ed invece il pressappochismo e la
disattenzione hanno fatto scaturire un pareggio che sa di sconfitta
e nell’ultimo quarto d’ora ha assunto i connotati della resa. Gli
errori commessi sono inammissibili e la difesa non può essere
giustificata dalla totale inesistenza del centrocampo che la espone
ad una pressione costante, perché per l’ennesima volta quest’anno
l’avversario non c’entra, ci siamo fatti male da soli.
Il ripetersi puntuale di “amnesie”
difensive mi induce a pensare che dopo il buon inizio anche la
difesa si sta sfaldando e se ci mettiamo l’infortunio di Juliano che
per quest’anno ormai potrà fare poco o nulla, la manifestata
inconsistenza è praticamente una certezza. Se a questo aggiungiamo,
anzi sottraiamo (perché non è mai esistito e mai esisterà con gli
elementi disponibili) il centrocampo, se consideriamo che l’attacco
ha vivacchiato sulla buona volontà di Riganò e su poco altro, se ci
mettiamo che l’allenatore sta dimostrando i suoi limiti caratteriali
e tecnici e che la società non esiste e nelle poche occasioni nelle
quali ha goffamente cercato di dare un segno della sua presenza ha
collezionato solo prove tangibili di incompetenza, il quadro è
completo!
L’anno scorso abbiamo sperimentato che
non criticare per evitare di sfasciare tutto non è stato producente,
siamo scivolati verso il baratro nel fragoroso silenzio generale. E
allora facciamo sentire tutti le nostre critiche anche pesanti, e
cerchiamo nei limiti del possibile di far seguire alle parole i
fatti concreti, tanto non c’è nulla da sfasciare e soprattutto non
c’è mai stata la volontà di costruire, almeno cerchiamo di
convogliare le nostre rabbie e le nostre frustrazioni per conseguire
un risultato concreto che ci affranchi da questo vassallaggio.
Sappiamo tutti chi sono i maggiori
responsabili della situazione in cui versa l’FC Messina e quindi
occorre cominciare da loro: bisogna impedire che il consiglio
comunale conceda a questi “signori” lo sfruttamento economico delle
aree intorno al Sanfilippo e la trasformazione a fini commerciali
del Celeste. Hanno un solo interesse, fare soldi, ed allora colpirli
al portafoglio, dato che non hanno un cuore! Ritengo sia il modo più
efficace per ripagare con la giusta moneta le umiliazioni che ci
stanno costringendo a subire.
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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QUESTA E’ UNA SQUADRA?
Se
vi sembra una domanda incomprensibile cercherò di spiegarvi il mio
dubbio.
Si può vincere, si può perdere,
qualche volta pareggiare, invece non è tollerabile che i singoli
facciano quello che vogliono, semplicemente perché contraddicono in
maniera tanto netta quanto elementare il concetto di squadra che non
può e non deve diventare un caotico baraccone nel quale tutti fanno
quello che gli passa per la testa, e siccome il calcio è un gioco di
squadra chi si prende queste libertà è incompatibile con questo
sport.
E’ utile sottolineare qui, per
l’ennesima volta, che confusione, nervosismo, anarchia, che regnano
in campo, sono figli della confusione, dell’approssimazione,
dell’incompetenza fuori dal campo, questo per non dimenticare mai
quali siano i reali problemi strutturali ed organizzativi di questa
società e quindi per dare il giusto peso ai vari gradi di
responsabilità. Voglio dire che senza una società non può esserci un
progetto, e allora partendo da queste considerazioni si può cercare
di inquadrare i comportamenti altrimenti ingiustificabili.
Avevo già manifestato dei dubbi
sulla composizione e sulla qualità non solo tecnica ma anche
caratteriale e comportamentale di tutte le componenti dell’FC
Messina, alle prime puntuali avvisaglie di malesseri in campo e
fuori avevo manifestato perplessità sugli atteggiamenti e
soprattutto sul modo inadeguato di affrontarli, perché è bene che
tutti abbiano ben chiaro che Siena è solo l’ultima tappa di un
crescendo di orrori calcistici che questi baldi giovanotti ci hanno
propinato: ricordate l’egoismo di De Vezze nel finale della partita
con l’Udinese? io non ricordo sottolineature critiche per un gesto
sintomatico inammissibile; ricordate le giustificazioni, invece
della sacrosanta ramanzina che avrebbe meritato Parisi ad Ascoli?; e
che dire della stupida espulsione di Juliano a Catania, … ah
dimenticavo, <<l’arbitro,
come ad Ascoli, è stato troppo severo>>
(vero, giornalai della Gazzetta?); conseguenza diretta dei mancati
provvedimenti nei confronti di De Vezze e compagnia è lo scollamento
della partita con il Livorno, in questa occasione il caso più
eclatante, ma non il solo, è Iliev, anche stavolta tutto normale,
non è successo niente; e quindi si arriva all’apoteosi di Siena con
l’irresponsabile comportamento di Cordova (che se non ha mai giocato
in nessun posto malgrado le buone doti tecniche, qualche motivo ci
sarà) e con il solito eccesso agonistico stupido di Coppola … si
…però … <<gli
arbitri ci devono venire incontro>>
(???) (vero, Giordano?).
La verità è una sola i limiti di
questo gruppo ci stanno presentando il conto.
Da qui in avanti dovremo abituarci
alle giustificazioni di circostanza? Oppure ci verrà richiesto di
fare quadrato attorno a questi giocatori, perché tanto ormai sono
questi e li dobbiamo sostenere a prescindere da tutto? A me questo
modo di (non) ragionare non sta bene, avevo concesso a questo gruppo
la fiducia che per onestà intellettuale deve essere concessa a
priori, anche se molte, anzi troppe, componenti dell’attuale Messina
sono le stesse “artefici” della scorsa sciagurata stagione. La mia
fiducia è finita, ci vorrà ben altro che qualche vittoria per
convincermi che questi “signori” siano degni di rappresentarmi
calcisticamente, perché le sconfitte si possono accettare, le
reiterate minchiate in libertà NO!
A questo punto sarebbero
indispensabili prese di posizione severe ed inflessibili, che sono
sicuro non arriveranno, serietà, fermezza, rigore morale, capacità
decisionale, lucidità di intenti, purtroppo non albergano in questi
lidi.
Per rispondere alla domanda iniziale,
io credo che questa non sia una squadra, è solamente il fedele
risultato tecnico-morale-comportamentale che una società di inetti,
una classe di giornalisti imbelli e una tifoseria troppo
accondiscendente, ha voluto che fosse.
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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I COMPLIMENTI FANNO MALE
I troppi complimenti fanno male,
questa settimana ho risentito nei commenti, nelle interviste, nelle
trasmissioni sportive, un’eccessivo compiacimento per prestazioni
inaspettate ma che dovrebbero essere considerate ampiamente normali per
una squadra che in Serie A ci vuole restare.
Premettendo
che una sconfitta, anche se maturata in modo incredibile, ci può stare e
che, almeno per il momento, nulla cambia, diversi aspetti della partita
contro il Livorno mi preoccupano per il futuro ed è bene affrontarli con
franchezza oggi che la classifica è positiva, per fugare ogni tipo di
equivoco e facili strumentalizzazioni future (errori della passata
stagione da non ripetere).
Punto primo,
le carenze strutturali di una squadra costruita per l’ennesima volta
contando i pidocchi si sono viste tutte, il centrocampo schierato domenica
non è frutto di un’emergenza sporadica dovuta ad un’evento di portata
eccezionale: è normale avere un’infortunato, così come è normale avere uno
squalificato, non è normale non avere a disposizione riserve plausibili da
schierare, e siamo soltanto alla quinta giornata. Da questo punto di vista
nessuna scusante nei confronti di questa società miserabile, talmente
miope da non capire quanto sia importante disporre di giocatori di
categoria (nessuno ha mai chiesto i fenomeni) in numero almeno sufficiente
da garantire una formazione competitiva anche in caso di un’espulsione che
si somma ad una squalifica (il Messina non è stato colpito da
un’epidemia). Qui Giordano deve inventarsi qualcosa che faccia mantenere
un equilibrio accettabile quando si comincia giustamente a rallentare i
ritmi (vedi secondo tempo in balia degli avversari).
Punto secondo,
avevo giustamente esaltato lo spirito combattivo e la fame di risultati
dei nuovi che volevano mettersi in mostra e dei vecchi che volevano
riscattare la sciagurata passata stagione, bene, LA FAME E’ GIA’
PASSATA!!! Comincio ad intravedere gli atteggiamenti da giocatori ormai
“arrivati”, gli stessi atteggiamenti che lo scorso anno ci hanno fatto
sprofondare. Sono emblematici i clamorosissimi errori in fase realizzativa,
frutto a mio avviso della mancanza dell’indispensabile cattiveria
agonistica che ti fa azzannare l’avversario alla gola alla prima occasione
propizia (ed il Messina ne ha avute nove! e soprattutto con sei giocatori
diversi), io non credo alla sfortuna ed alle partite “segnate” dal
destino, io credo nella determinazione e nella massima concentrazione su
ogni palla, senza la quale una squadra come il Messina perde con
chiunque.
Punto terzo,
Giordano alla prima difficoltà ha cominciato a dare i numeri e questo non
depone affatto bene nei suoi confronti, illogiche e cervellotiche tutte le
sostituzioni e le scelte tattiche del secondo tempo (che peraltro
rischiano di sfasciare gli equilibri dello spogliatoio), roba da
approfondita analisi psichiatrica.
Bisogna darsi
una regolata, i giornalisti devono smetterla con le sviolinate gratuite e
le analisi tecniche mai critiche, i tifosi devono svegliarsi dal sogno,
togliersi le fette di prosciutto dagli occhi e giudicare con severità le
minchiate, siano commesse dai singoli, dall’intera squadra o
dell’allenatore; per quanto riguarda la società sappiamo tutti cosa hanno
combinato negli ultimi due anni, non c’è nulla da aggiungere, si deve
essere contro e basta! A prescindere dai risultati che la squadra riuscirà
ad ottenere. Il buonismo non ci farà salvare!
Se i giocatori
recupereranno la fame di risultati e la voglia di dimostrare di essere
degni di calcare un prato di Serie A, e se l’allenatore recupererà la
lucidità (anche se mi rendo conto che il materiale umano a sua
disposizione non consenta grandi scelte), allora questa sconfitta ci sarà
servita tanto quanto le vittorie ed il pareggio di Catania.
Ed allora,
dobbiamo assorbire questa delusione serenamente, non è la partita con il
Livorno che fa aumentare o diminuire le possibilità di salvezza, a patto
però che fin dalla prossima a Siena si riveda il killer istinct (in campo
ed in panchina), l’unica componente che possa sopperire alle carenze
strutturali e tecniche di questa squadra, altrimenti sarà dura!
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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IL VALORE DEL SAPER SOFFRIRE
Nel valore assoluto di vita, prima
ancora che di sport, del saper soffrire sta tutta la differenza tra il
Messina della scorsa stagione e quello di questo campionato, in questo
senso la partita di Catania è l’esempio da manuale da utilizzare in aula
per poter far comprendere, anche ad uno studente che non nutre alcun
interesse verso il calcio, in maniera semplice, senza bisogno di ostici
concetti filosofici, la preziosità del riuscire a superare le difficoltà
attraverso la capacità di sopportare le sofferenze.
Questa è
l’inestimabile eredità che ci lascia la partita del “Massimino”,
un’esperienza che fortificherà ancora di più la squadra, perché la
sofferenza unisce, rende solidali e tempra lo spirito per le avversità
future, nel prosieguo del campionato conterà più del punto meritatamente
conquistato e mi autorizza ad esprimere un cauto ottimismo per una
salvezza che adesso comincio a considerare alla portata di questo gruppo.
La crescita
agonistica è costante ed anche l’armonia dell’ambiente (certo favorita dai
buoni risultati) permette ai giocatori schierati di rendere al meglio
delle loro possibilità, manca sempre la personalità a centrocampo, ma si
riesce a sopperire con la volontà ed il sacrificio. Quindi tutto sommato
il primo mini bilancio è ampiamente positivo, anzi è oltre ogni più rosea
aspettativa.
L’elemento più
importante della partita di Catania è la grande reazione emotiva dopo
l’inopinato ribaltamento del risultato, subito in superiorità numerica (in
questi frangenti rivedo le ansie e le paure dello scorso torneo). Questa
partita lo scorso anno l’avremmo persa, quest’anno la rabbia e la
determinazione l’hanno “raddrizzata”, ed anzi se Juliano non si fosse
fatto espellere con una ingenuità da principiante (non si va a protestare
dopo aver commesso un fallo), si sarebbe potuto anche tentare il
colpaccio, perché l’inerzia della partita era ormai evidentemente nelle
mani dei Biancoscudati.
Comunque non
c’è da rammaricarsi, anche perché finalmente Parisi ha fatto una
prestazione dignitosa (avrei detto buona se avesse fatto l’elementare
diagonale nel gol di Mascara), Rea si è confermato e Zanchi sta tornando
ai suoi migliori livelli, non mi è dispiaciuto Iliev, e Cordova, pur
restando per lunghi tratti fuori dalla partita, ha il merito di aver fatto
un gran gol, per il gesto tecnico dell’impatto con la palla e soprattutto
per il perfetto “movimento senza palla”.
Ma non bisogna
adagiarsi, una nuova sfida si presenta a questo gruppo: riuscire a
sopperire ai provvedimenti disciplinari che cominciano a penalizzare
troppo severamente una squadra arcigna ma non cattiva. Con il Livorno
mancheranno Coppola e soprattutto Juliano (uscito lui la retroguardia è
andata più di una volta nel panico). Attendiamo fiduciosi le risposte che
fino ad oggi questa squadra ha saputo dare sul campo, i proclami
lasciamoli agli altri, noi ci accontentiamo delle soddisfazioni raggiunte
attraverso il sudore e la sofferenza.
In conclusione
mi piace sottolineare con molto orgoglio che gli pseudo tifosi catanesi
non hanno perso occasione per ribadire ancora una volta il loro grado di
inferiorità, purtroppo per loro la civiltà, la cultura e l’educazione non
si possono acquistare nelle bancarelle dei mercatini (di cui sono grandi
esperti) e neanche nei centri commerciali. D’altra parte la storia
insegna: Messina si fregia del titolo imperiale di GRAN MIRCI, Catania
può solo autoreferenziarsi con il titolo di città “spacchiusa”, e
(come diceva il grande Peppino De Filippo) ho detto tutto…!
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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CONTAVA VINCERE
Vittoria doveva essere e vittoria
è stata, questa era LA partita da vincere, tutto il resto passava in
secondo piano, la ferita del 30 aprile non si è ancora rimarginata, ma
certo questi punti (di sutura) alleviano di molto le sofferenze. Quanto
questa partita fosse importante per la città, per l’ambiente, lo sapevano
benissimo i giocatori, che quindi sono entrati in campo con questo peso
psicologico, in queste condizioni non è facile giocare con lucidità ed
anche le cose più semplici sembrano maledettamente difficili, per questo
motivo per una volta è giusto lasciare perdere la prestazione tecnica
della squadra e gioire per un’importante vittoria. Ad onore del vero anche
sui giocatori della Reggina grava l’enorme macigno della penalizzazione e
quindi anche per loro non è facile giocarsi le partite, comunque a noi
poco importa ed anzi, visto il campanilismo, è “doveroso” oltre che assai
gradevole ricambiare i dispiaceri, le umiliazioni sportive, e dare un
ulteriore “spintarella” verso l’inferno della Serie B, dove, a meno di
clamorosi risultati a ripetizione, credo sia destinata ad andare la
Reggina.
L’obiettivo
più importante è stato centrato, ma pur avendo premesso che dopo questa
“vendetta sportiva” non mi sento di muovere critiche non è possibile
esimersi dal sottolineare che il centrocampo continua ad essere il punto
debole della squadra, per troppo tempo si lascia l’iniziativa
all’avversario che inevitabilmente tiene sotto pressione la difesa, quando
si recupera palla la si getta via scriteriatamente consentendo una
continuità di azione agli avversari che possono giocare palloni su palloni
aumentando il rischio che nella confusione trovino la giocata giusta (per
bravura o per fortuna). Da questo punto di vista Giordano deve decidersi a
scegliere un assetto diverso che dia più consistenza al centrocampo, non
credo ci si possa concedersi il lusso di tenere contemporaneamente in
campo Cordova e Alvarez (tecnici e con degli spunti notevoli ma
nell’economia di una intera partita poco “presenti” agonisticamente), gli
altri due (Coppola e/o De Vezze e/o Masiello) vengono costantemente messi
in mezzo e girano a vuoto rincorrendo gli avversari.
Le note
positive ci sono e stanno permettendo questa partenza tanto redditizia
quanto insperata, su tutte l’incredibile volontà di far bene, condita da
tanto spirito di sacrificio, di Riganò. Devo fare pubblica ammenda e
riconoscere di aver clamorosamente sbagliato la mia valutazione,
nell’articolo dello scorso 3 agosto avevo definito il bomber eoliano << ex
giocatore>>, chiedo scusa! E’ ancora un grande attaccante, con un
grandissimo cuore, probabilmente non potrà mantenere questo rendimento
mostruoso, va comunque benissimo, sono questi i giocatori che trascinano i
compagni in campo ed i tifosi sugli spalti. Se continua così è l’Uomo
della Provvidenza.
La Vecchia e
Rea, concreti ed efficaci; il primo è un giocatore che ho sempre stimato e
sul quale non avevo dubbi, mi ha sorpreso la capacità di adattamento al
ruolo di terzino puro, in questo caso a chiedere scusa dovrebbe essere la
premiata ditta di “fenomeni” Mutti (Gianni) & Fabiani (Pinotto) che gli
hanno preferito prima Giampà e poi Rafael; Rea sta confermando le buone
cose mostrate a Cesena, affiancato a giocatori di esperienza (Juliano)
sembra essere affidabile.
Le note
dolenti vengono, guarda caso, da alcuni volti noti della vecchia guardia,
ma per stavolta ho deciso di essere buono e quindi niente critiche.
Godiamoci
questi due giorni di gloria perché sabato si ricomincia e c’è un’altra
partita molto “sentita”, questa volta ci presentiamo con la serenità di
un’invidiabile classifica, la pressione è tutta sugli avversari, sotto
l’Etna non hanno digerito gli ulteriori cinque schiaffi rimediati dai
rosa-nero (e sono quindici in tre partite). Per questo motivo credo ci
siano le premesse per far bene.
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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NON CI SIAMO
Non ci siamo, non mi è piaciuto
affatto quello che ho visto perché ho avuto la spiacevole sensazione di
rivedere il Messina dello scorso campionato. Molti di voi giudicheranno
eccessive le mie critiche, pensando che comunque un pareggio fuori casa
sia un risultato positivo, ma in questo momento che la classifica è molto
fluida e “falsata” dalle penalizzazioni, peraltro non definitive, credo
sia più importante e costruttivo giudicare la prestazione, e la
prestazione è stata negativa.
Ma anche se
volessimo giudicare la partita nell’ottica risultato, più che un pareggio
guadagnato è una vittoria buttata via malamente, sarebbe stato
importantissimo, se non decisivo, mettere sei punti di margine tra noi e
l’Ascoli che sarà un avversario diretto per la salvezza, perché quest’anno
dovrà faticare molto di più dell’anno scorso per ottenerla, ed invece la
mancanza di un pizzico di cattiveria e soprattutto di personalità (al
cospetto di un’avversaria in piena crisi) ha portato a dover essere quasi
battuti da un’Ascoli modestissimo. Eppure è incredibile se si rivede la
partita, Storari, a parte la solita stupidaggine che combina sempre
(uscita a “farfalle” a metà primo tempo) è praticamente ingiudicabile
perché la sua porta non ha mai corso seri pericoli, e questo per quanto
paradossale possa sembrare non è un merito del Messina ma un ulteriore
demerito di una squadra incapace di portare a casa una vittoria (forse
eccessiva per quello che aveva espresso) ma che per come si erano messe le
cose era doveroso portare a casa, ed in tutta onestà era una vittoria
legittimata dalla assoluta inesistenza della squadra avversaria che poteva
vantare solo un possesso di palla soverchiante favorito dalla mancanza di
lucidità e personalità del centrocampo del Messina.
E’ mancata la
diligenza e l’ordine nel difendere un risultato preziosissimo, troppe
volte la retroguardia è sembrata in affanno, come nella scorsa partita il
peggiore in campo è stato Parisi, il quale questa volta non si è limitato
solo a lasciare un buco sulla fascia sinistra (Giampà a tratti sembrava un
fuoriclasse) ma ha avuto la bella idea di lasciare i compagni in dieci
uomini nel momento più delicato della partita! E non mi si venga a dire
che l’arbitro sia stato troppo fiscale nei suoi confronti. L’unico aspetto
positivo è che la prossima partita, il delicato derby con la Reggina, si
accomoderà in tribuna dove finalmente non potrà fare danni.
Il centrocampo
è la nota dolente, è il reparto che in prospettiva evidenzia la maggiori
lacune, Coppola, De Vezze e Masiello hanno girato a vuoto, l’Ascoli in
questo settore ha fatto quello che ha voluto ed è solo per la scarsa
qualità dei singoli che ha creato praticamente zero pericoli, non certo
per merito del centrocampo del Messina. Ed i problemi non sono solo quando
la palla è dell’avversario, quando si deve costruire si fa una fatica
incredibile, Cordova è stato evanescente e la poca mobilità dell’attacco
non aiuta a sviluppare trame di gioco che possano impensierire la squadra
avversaria. Un guizzo da grande attaccante aveva portato in vantaggio il
Messina e bisogna anche sottolineare il grande spirito di sacrificio di
Riganò (migliore in campo) che oltre al gran gol si è inventato difensore
aggiunto. Ma purtroppo non è bastato.
Ed allora,
bisogna ricominciare già da mercoledì sera a giocare a calcio, non voglio
più vedere i giocatori del Messina buttare la palla avanti senza neanche
guardare, la buona volontà sembra esserci ma bisogna condirla con la
mentalità di giocarsi al meglio ogni singola palla. Nel primo tempo il
Messina ha vivacchiato approfittando dell’inconsistenza dell’attacco
avversario, nel secondo tempo, quando la partita si era messa nei binari
ideali per vincerla, si è cominciato a non giocare più ed a limitarsi a
buttare fuori area i palloni che venivano confusamente gettati nella
mischia, ed infatti proprio da un batti e ribatti scaturito da una
punizione al limite (evitabilissima) è scaturito il pareggio.
C’è subito
l’occasione per riprendersi i punti persi, c’è una partita che deve essere
il riscatto di questa mancata vittoria e soprattutto dell’umiliazione
dello scorso anno, non si può e non si deve sbagliare!
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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BUONA LA PRIMA
La stagione è
iniziata sotto i migliori auspici, vincere fa sempre bene, aiuta a
rasserenare l’ambiente e dà fiducia ai giocatori, quindi va bene,
l’importante è non esagerare con i toni trionfalistici, non bisogna mai
perdere il costruttivo spirito critico che fa da sprone per migliorarsi
sempre.
Il mio
giudizio sulla partita del Messina è sostanzialmente positivo, a sprazzi
ha anche mostrato azioni veloci e ficcanti, ma l’Udinese ha dato
l’impressione di essere una squadra modesta (con le attenuanti delle
assenze) e quindi è meglio essere prudenti ed aspettare avversari più
probanti.
La vittoria
inaspettata mi permette di stilare a cuor leggero il giudizio su
Messina-Udinese, perché, è inutile nasconderlo, il giudizio è condizionato
dal risultato.
Buona la
tenuta complessiva della difesa, con qualche incertezza di Storari,
positivo La Vecchia che merita un elogio per essersi disimpegnato
dignitosamente in un ruolo non congeniale alle sue caratteristiche,
sorprendente la sicurezza ritrovata al centro, Juliano ha dato esperienza
e personalità e di questo ha beneficiato anche Zanchi, bisogna attendere
prove più difficili però i segnali sono incoraggianti; male, molto male
Parisi, peggiore in campo ha messo più volte in difficoltà i compagni,
nullo in fase propositiva, passeggia invece di correre, un rischio enorme
tenerlo in campo.
Il centrocampo
a mio parere ha confermato la mancanza di personalità al cospetto di un
centrocampo avversario formato da ragazzini ancora minorenni, però
rispetto all’anno scorso la differenza c’è e si vede, quest’anno si corre,
si lotta, si infastidisce l’avversario che così ha meno libertà di
manovra, Masiello benino ma può dare di più, è da rivedere ma ha la
giustificazione di una fastidiosa febbre che lo ha condizionato, positivo
De Vezze tanta corsa ed una buona presenza agonistica, lo avrei giudicato
migliore in campo se non avesse macchiato la prestazione
dall’imperdonabile egoismo dimostrato nell’ultima azione della partita:
bisogna servire sempre e comunque il compagno libero in condizione di fare
gol comodamente, questa è una regola inderogabile nel calcio!, Coppola ha
diligentemente svolto il suo compito, beccato dal pubblico ha mantenuto la
concentrazione e soprattutto la calma; Cordova ha mostrato sprazzi di
classe, il piede e la visione di gioco non si discutono peccato sia
apatico per lunghi periodi, se riesce a dare continuità al gioco può
diventare un fattore decisivo.
L’attacco è il
reparto che mi ha convito di meno, Di Napoli ha giocato i primi venti
minuti da fenomeno poi però è letteralmente scomparso, Riganò è un totem
in mezzo al campo, non aiuta mai la manovra della squadra, però il mio
giudizio è positivo considerati i due assist che sono due perle che
avrebbero potuto e dovuto essere sfruttati meglio.
Una
particolare nota di merito allo sfortunato Alvarez, imprendibile e
decisivo nella manciata di minuti che la sfortuna gli ha concesso,
l’impressione è che possa fare la fortuna del Messina.
Giordano non
mi ha convinto, non approvo la scelta di lasciare Parisi in campo (e con
lui il lato sinistro in balia degli avversari) era opportuno e necessario
prendere provvedimenti, anche l’ingresso di Alvarez è stato tardivo,
Riganò e Di Napoli non avevano più nulla da spendere.
In definitiva
posso dire di aver visto un Messina migliore rispetto alle aspettative, al
cospetto però di un’Udinese che mi ha convinto poco, comunque aldilà del
valore degli avversari l’importante è vincere, e non è mai facile vincere
in serie A, incameriamo i tre punti e cerchiamo di dare continuità ai
risultati, domenica prossima c’è un’avversario sulla carta di livello più
o meno pari al nostro, è un’occasione da non farsi sfuggire.
Prima di
chiudere una nota di colore, ho notato la presenza sulla maglia dello
sponsor principale, in mancanza di aziende disponibili ad affiancare il
proprio nome a quello del Messina la proprietà ha deciso di mettere il
nome di un’azienda di famiglia (non introitano soldi ma almeno scaricano
l’IVA dalle tasse), speriamo che la squadra abbia maggior fortuna rispetto
alla catena di alberghi che sponsorizza.
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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BUON CAMPIONATO
Dopo
l’ennesima tribolata estate pallonara, eccoci giunti all’inizio della
stagione calcistica 2006-2007. Finalmente si gioca, con qualche settimana
di ritardo ma si gioca, e considerate le premesse con le quali si era
inaugurata l’estate è un miracolo che oggi alle 18.00 verrà dato il calcio
di inizio. Io, da ex appassionato di calcio, dopo aver definitivamente
perso l’ingenua fiducia con la quale vedevo una partita di pallone,
pensando fosse un gioco meraviglioso, mi avvicinerò ad una partita con
l’occhio smaliziato e disilluso di chi sa di soffrire, gioire, incazzarsi,
discutere, appassionarsi e magari litigare, per quello che ormai è solo un
grande affare e che talvolta diventa un grande imbroglio.
Invece il
tifoso italiano medio, sono certo, non potrà fare a meno del salvifico
rito domenicale, e poi quello che sta per cominciare è il campionato di
calcio che ha espresso (incredibilmente) la Nazionale Campione del Mondo,
malgrado gli interessi, le ruberie, gli inciuci, i Moggi ed i Carraro.
Personalmente,
come detto, seguirò le partite senza quel coinvolgimento che era l’essenza
del fascino del calcio, forse questo mi aiuterà ad assorbire con meno
amarezza le delusioni che anche quest’anno si prospettano per noi tifosi
del Messina. Intendiamoci, io per primo sarò felice di sbagliarmi, ed in
tal caso non faticherò ad ammettere i miei errori di valutazione, tuttavia
considerato che nel calcio non si inventa nulla ed i risultati arrivano
dalla programmazione e dagli investimenti, non credo ci siano margini per
essere ottimisti.
Domani si
comincia, e si comincia con l’Udinese, un discreto banco di prova per
testare la consistenza della squadra. Ci sono già problemi di formazione
prima ancora di iniziare il campionato, sembra incredibile ma a Messina da
quando c’è Franza siamo abituati all’incredibile, siamo assuefatti alle
scuse buone per giustificare l’incapacità che sa tanto di smobilitazione.
Comunque, Bruno Giordano è costretto da subito a compiere scelte obbligate
e questo la dice lunga sulla composizione sia numerica che qualitativa di
una squadra che dovrà affrontare avversari agguerriti e ben preparati.
Ricordate i
discorsi dello scorso inizio di campionato? Io si, e sono gli stessi di
quest’anno: ormai fino a gennaio bisognerà limitare i danni con questa
rosa!!!
Ed eccola la
rosa: La difesa non ha praticamente alternative e solo a leggere lo
schieramento dei presunti titolari mi vengono i brividi, senza contare le
inevitabili squalifiche e i possibili infortuni che non consentiranno di
schierare il numero minimo di difensori tra campo e panchina (non sto
parlando di qualità ma di quantità), masochismo assoluto!;
Il centrocampo
non ha ancora trovato un assetto e comunque manca di solidità e
personalità, caratteristiche indispensabili (che non si inventano) ed
imprescindibili per il centrocampo di una squadra di serie A;
L’attacco,
come la difesa, è già in emergenza, due giocatori disponibili,
probabilmente entrambi in campo, senza possibilità di variare o inserire
nel corso della partita “forze fresche”.
Queste sono le
premesse, bisogna però aspettare, ed io aspetterò i risultati del campo,
sono curioso di vedere se la “vecchia guardia” metterà in atto i
propositi di riscatto, sono curioso di vedere se i nuovi acquisti sapranno
rivalutarsi dopo le deludenti stagioni passate (a parole sono tutti
bellicosi), sono curioso di vedere se Bruno Giordano riuscirà a dimostrare
di essere un allenatore (per ora è solo un’ex grande giocatore), sono
curioso di vedere la risposta del pubblico e dei giornalisti alle prime
difficoltà.
Le prossime
settimane ci diranno che campionato ci aspetta, io sarò qui a criticare, o
(speriamo) ad elogiare le gesta della nostra squadra, però disertando
rigorosamente lo stadio e portando avanti in maniera coerente (aldilà dei
risultati) la protesta nei confronti della società che, a mio avviso, non
ha mostrato alcuna volontà di “riavvicinamento” alla città e ai tifosi.
Intanto prendo
atto che la campagna abbonamenti sta facendo registrare cifre
strabilianti, considerati i problemi economici delle famiglie italiane (ed
ancor più delle famiglie messinesi) e soprattutto considerato il
comportamento della società in sede di calciomercato. Evidentemente il mio
modo di vedere le cose, che riteneva indispensabile penalizzare
pesantemente questa proprietà in sede di sottoscrizione delle tessere di
abbonamento, non fa molta presa nelle coscienze dei messinesi.
Ed allora ai
tanti ottimisti, disposti a perdonare qualsiasi malefatta dei Franza, ed
anche ai pessimisti … Buon Campionato a tutti!
Cordialmente
Ultimogordon
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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LE VACANZE SONO FINITE
Le vacanze
sono finite, dopo due settimane dedicate a soddisfare la mia grande
passione per i viaggi si torna a lavorare, si torna agli impegni ed agli
affanni quotidiani.
Torno
volentieri a curare questo appuntamento settimanale, a discutere sulle
preoccupazioni per il futuro calcistico della nostra squadra del cuore.
In questo
periodo nel quale non ho volutamente seguito le vicende calcistiche, mi
sono depurato delle scorie dovute alle innumerevoli delusioni accumulate
nell’ultima sciagurata annata e considerato come sono andate le cose nelle
ultime settimane, mi sono risparmiato quest’ulteriore razione di bugie e
illusioni propinate alla tifoseria.
Prima di
partire avevo lasciato la squadra in bilico tra la Serie A e la Serie B,
ora è ufficiale: sarà Serie A. Qui finiscono le buone notizie!
L’organico, se
possibile, è stato ulteriormente indebolito, inviterei tutti a non farsi
ingannare dai risultati della Coppa Italia, che hanno anzi evidenziato le
spaventose carenze della difesa e l’assoluta dipendenza in attacco dal
rendimento del mutevole estro di Iliev.
Gioco: poco e
confuso;
Personalità:
zero;
Diligenza
tattica: approssimativa.
La campagna
abbonamenti ha registrato un sorprendente successo, avete letto bene, ho
detto successo. Considero infatti le quasi 2000 tessere (sottoscritte a
vario titolo) una quota esagerata rispetto ai meriti della società,
sicuramente in qualsiasi altra piazza una simile gestione societaria
sarebbe stata “premiata” con una sottoscrizione di tessere vicina allo
zero! Ma si sa, noi messinesi, tra tanti difetti, ci distinguiamo per la
generosità e la magnanimità.
A questo
proposito devo registrare con profondo rammarico la marcia indietro di
Corona, che ha deciso di rinnovare la collaborazione tra Confcommercio e
Messina Calcio. Avevo accolto con grande soddisfazione la presa di
distanza di una categoria che aveva sposato un progetto sulla carta
ambizioso ma che era stato mortificato dalle decisioni sconcertanti della
proprietà, evidentemente Franza è riuscito ad abbindolare per l’ennesima
volta il credulone Corona che, preso dal grande entusiasmo ed armato delle
migliori intenzioni, non fa certo un gran servizio alle aziende che
rappresenta, sponsorizzando di fatto un’impresa perdente.
Bene fanno i
pochi (purtroppo) consiglieri comunali che chiedono conto alla società
sull’operato per garantire, se non la categoria, almeno la dignità, al
fronte di generose convenzioni accordate alla società in cambio di
promesse di gestioni ambiziose (a parole).
Ma come dicevo
le vacanze sono finite ed adesso i nodi verranno inevitabilmente al
pettine, la squadra non garantisce assolutamente un rendimento che possa
far prevedere una salvezza, malgrado ci siano diverse squadre che partono
con handicap più o meno pesanti, questo aumenterà il rammarico per una più
che probabile ulteriore retrocessione.
Una clamorosa
occasione di riscatto era stata concessa a Franza ed ai suoi Consigliori
da un’evento imprevedibile di portata storica: la Juventus in Serie B! Ma
non è bastato a far rivedere i progetti dei meschini affaristi.
Anche la
commovente presenza di quasi 10.000 spettatori (sotto la pioggia) per la
partita di Coppa Italia con la Lazio, è il chiaro segnale che la gente era
disposta a sostenere in buon numero la squadra e che sarebbero bastati
pochi acquisti di categoria per ricucire il rapporto con la tifoseria. Ora
a campagna acquisti chiusa quanti di voi sarebbero pronti a scommettere
sulla salvezza? Io no!
Sono
sfiduciato e deluso, anzi sono proprio incazzato.
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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IL
DELITTO (QUASI) PERFETTO
(racconto semi-serio, di una torrida notte di mezz'estate)
Il tempo è scaduto e sono pronto.
Negli ultimi giorni la situazione si era fatta insostenibile e non mi ha
lasciato scelta. Del resto non è da ora che preparo questo momento, né che
ne covo le motivazioni, anzi forse in tutta la mia vita non sono mai stato
capace di tanta metodicità e lucidità quanto quella con cui l'ho studiato
e programmato. Indubbiamente ho acquisito freddezza con l'età, di pari
passo con la perdita delle illusioni e della fiducia, si intende fiducia
in me stesso oltre che nel prossimo. In questo sgretolamento delle
certezze giovanili sono stato molto aiutato, se non addirittura sospinto,
da alcune circostanze ostili alle quali non sono estraneo io stesso,
errori di giudizio e di comportamento che ritengo tuttavia di avere pagato
puntualmente e in svariate e logoranti forme.
Dall'espiazione, da una quotidiana espiazione, ho invece finora escluso le
persone che ritengo corresponsabili del crimine di avermi rovinato
l'esistenza. Una parte di me ha conservato troppo a lungo una quota di
sentimentalismo morboso che ha risparmiato a costoro di diventare oggetto
e vittime della mia sentenza. Che è una sentenza capitale, come ormai ho
inesorabilmente stabilito. Ma ora il tempo è scaduto e non patteggerò più.
Nelle ultime ore li ho spiati compiere con patetica serenità i loro gesti
quotidiani: passare dal centro estetico (una ritoccatina fa sempre bene),
ricontare tutti i soldi (non si sa mai), telefonare (a Lucianone), ignari
che entro stasera tutto sarà finito, che usciranno per sempre dalla vita.
Ho pensato a tutto. L'arma è qui sul mio tavolo, l'ho già estratta dal
cassetto e posata sul punto esatto della scrivania da dove mi sarà
immediato impugnarla con un movimento il più possibile fluido e privo di
incertezze.
E' carica, oltre che lubrificata e collaudata. Mi sono addestrato al suo
peso e alla sua temperatura, così da abituarmi a considerarla a tutti gli
effetti una parte viva di me quando la mia mano la userà allo scopo per il
quale è fatta: uccidere, uccidere velocemente e con un colpo solo
perfettamente centrato.
Non avrò una seconda possibilità, dovrò chiudere la pratica al primo
tentativo, altrimenti sarà inevitabile che qualcuno intervenga per mandare
tutto all'aria. E non posso permettermi di arrivare così vicino alla
soluzione di tutti i miei mali e trovarmi invece a esservi ricatapultato
dentro, con tutte le rincresciosissime conseguenze che è ovvio supporre.
Il piano è "agire in silenzio". Né minacce né accuse né spiegazioni. Non
si
accorgeranno di niente. Non so cosa vi sia al di là, e per quel che
riguarda me non ho alcuna curiosità né paura; credo però che la morte sia
tutt'altra dimensione da quella con cui ci tengono in soggezione i preti,
credo sia semplicemente, e molto più spaventosamente, la forma più totale
e disperante di abbandono, la perdita definitiva dei punti di riferimento,
la privazione irreversibile di una realtà nota e familiare.
Tra poco, tre colpi diabolicamente precisi porranno fine definitivamente
alla mia coesistenza coatta con coloro cui attribuisco una parte
imperdonabile della colpa di essere irrimediabilmente infelice.
L'unica cosa di cui sono certo ormai da tempo è che senza di loro starei,
e starò, molto meglio. Mi concedo ancora alcuni minuti, gli ultimi, per
distruggere in tutta serenità le prove scritte del tormento che mi ha
portato a questa risoluzione così drastica: il romanzo che riporta il
diario delle mie sventure non dovrà sopravvivere a un gesto tanto
definitivo, dato che sarà l'espiazione finale cui mi accingo a cancellarle
materialmente perfino dal mio ricordo.
BANG! BANG! BANG! Tre colpi precisi, uno per ogn'uno, senza esitazioni,
proprio come avevo sempre sognato. e mi sono svegliato sul più bello!!!
P.S. Ogni riferimento a personaggi a noi molto noti è puramente voluto.
DAI UNA MANO ANCHE TU, NON ABBONARTI!
Cordialmente
Ultimogordon |
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L'OPINIONE DI ULTIMO GORDON |
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QUESTIONE DI CUORE ?!?!
Finalmente
sono stati resi noti i termini che caratterizzano la campagna abbonamenti
per la stagione 2006-07, attendevo con ansia questo momento perché la
risposta che daranno i tifosi deciderà una parte consistente del futuro a
breve-medio periodo del calcio a Messina.
Noi tifosi
siamo chiamati finalmente ad esprimere il nostro giudizio, perché
l’abbonamento è certamente il “mezzo” più potente, se non l’unico,
attraverso il quale il tifoso può e “deve” esprimere il proprio gradimento
o dissenso. Equivale al diritto di voto, qui ovviamente non si elegge il
proprio rappresentante politico, però si può dare un segnale
inequivocabile alla società, particolarmente a questa società che ha
dimostrato di pensare solo ai soldi.
Qui, quindi,
più che una questione di cuore è una questione di testa, in particolar
modo di intelligenza: attraverso l’abbonamento una società sportiva chiede
ai propri tifosi un credito sulla fiducia, cioè si chiede di pagare in
anticipo, presupponendo una piena fiducia da parte dell’abbonato dell’uso
che verrà fatto dei propri soldi, e mi sentirei di aggiungere anche della
serietà della proprietà. Bene, se c’è anche una sola persona che a
Messina, nella piena facoltà di intendere e di volere, sia disponibile a
dare fiducia a questa banda di lestofanti allora ci meritiamo la società
che abbiamo.
E’ il momento
in cui bisogna schierarsi, non si può stare in mezzo al guado: o si è a
favore della società, e quindi implicitamente se ne approva l’operato,
oppure si è contro e quindi se ne contesta l’operato.
Conoscete
tutti la mia posizione, quindi è superfluo sottolineare che avrei
criticato aspramente anche una campagna abbonamenti “risarcitoria”, cioè
una campagna con prezzi puramente simbolici tendenti ad un duplice
intento: farsi perdonare le innumerevoli mascalzonate e risarcire
economicamente i vecchi abbonati che, di fatto, hanno speso molto di più
di chi ha acquistato il biglietto al botteghino, senza contare lo
spettacolo indecoroso al quale hanno assistito pagando in anticipo!
Comunque, tanto per non smentirsi e per ribadire ancora una volta il loro
grado di meschinità i Franza, facendo onore al loro blasone, hanno
confezionando una campagna abbonamenti scandalosa.
A parte i
prezzi già sproporzionati in caso di conferma della serie B (sui quali non
vale la pena soffermarsi nel dettaglio) e le consuete cervellotiche
modalità di sconti e agevolazioni, il capolavoro vero sono le 3 (dico,
tre!) giornate di non validità dell’abbonamento in caso di riammissione in
serie A, cioè equivale a dire: le sedici partite più scarse me le paghi
prima e poi decido se sia il caso di mettere il biglietto a 2 euro, le tre
partite più importanti (ovvero proprio quelle che spingono ad abbonarsi)
mi riservo di fartele pagare extra.
Vogliono un
“extra” per una eventuale serie A che non gli costerà nulla e per la quale
non hanno nessun merito da farsi pagare, anzi...!!!
Ma non vorrei
tralasciare di commentare altre “chicche”, per dimostrare con i fatti che
non sono prevenuto nei confronti di questi “signori”, ma che proprio i
fatti incontrovertibili dimostrano quanti siano indegni di rappresentarci.
- Le stupide
bizzarrie del “pacchetto famiglia”, dove si prevede quale sconto un
abbonamento… che però sarà obbligatoriamente di Tribuna C ed in un settore
scelto dalla società! Ma che significa? Che le famiglie dovranno essere
concentrate nella “Riserva” come gli Indiani e i fruitori dell’abbonamento
gratuito (quindi nella mente dei pidocchiosi Franza da evitare come la
peste) confinati in un campo di concentramento per non paganti????
- Il
vergognoso sconto del 10% ai vecchi abbonati! Poco più di un’elemosina per
premiare i “fessi” che li hanno foraggiati l’anno scorso ed hanno subito,
oltre al danno delle sconcertanti prestazioni, la beffa dell’immobilità
della società mentre tutto crollava e, quale estremo sfregio, l’insulto di
vedere i biglietti a 2 euro!
- Gli sconti
previsti per i possessori della “Mondomessina Gold Card”, soldi che
risparmi da una parte ma che spendi da un’altra, perché si guardano bene
dallo spiegare che i vantaggi sono dubbi ma i costi della “carta” sono
certi, infatti essendo legata alla società di crediti AGOS, è
l’equivalente di una carta di credito con un canone mensile o comunque
una spesa annuale.
- La
cattiveria gratuita di non dare la possibilità ai portatori di handicap di
poter esercitare il diritto di prelazione.
Bravi!
Complimenti! Non c’è che dire, solo un Franza poteva concepire una
campagna abbonamenti con queste caratteristiche e bisogna essere dei
coglioni per aderirvi.
E allora che
nessuno si abboni, che restino a meditare nel fragoroso silenzio di un San
Filippo vuoto, e ci facciano il favore di andarsene, io, e credo molti
altri, siamo disponibili a pagare, ma non gli abbonamenti, piuttosto una
sorta di “riscatto” per liberarci definitivamente della loro sgradita
presenza.
DAI UNA MANO
ANCHE TU, NON ABBONARTI!
P.S.
A tutti coloro
che sostengono che bisogna abbonarsi per la “maglia” dico:
1) la
“maglia”, intesa come uomini che dovrebbero avere un minimo di orgoglio
nel vestire una casacca piuttosto che un’altra, è ormai un concetto
romantico superato dalla fredda, crudele realtà, fatta di mercenari e
corrotti;
2) per quanto
detto al punto 1 , ma non solo per quello, una squadra si riconosce e si
caratterizza per la credibilità, la serietà, l’attaccamento e quindi il
rispetto verso i tifosi, da parte della società non dei giocatori
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